Febe e Ceo (Foibe e Coio) e i loro figli, nella
Teogonia di Esiodo

La Religione Pagana parla della realtà degli Dèi

di Claudio Simeoni

Se qualcuno vuole il libro cartaceo

 

Febe e Ceo (Foibe e Coio) e i loro figli

La Religione Pagana e la Teogonia di Esiodo

Luce che fende il buio; il buio della non-conoscenza e della non-consapevolezza in cui la luce germina e un futuro possibile prende forma.

Scrive Esiodo nella Teogonia tradotta da Romagnoli:

E Febe ascese poi di Coio il dolcissimo letto;

e poi che, Diva, stretta d'amor con un Nume, fu incinta,

Latona generò dal peplo di dano, Diva

soave al par del miele per gli uomini e i Numi immortali,

sin da che nacque, mite, dolcissima poscia in Olimpo.

E Asteria generò, dal nome vezzoso, cui Perse

nella sua casa grande condusse, per fari a sua sposa.

Esiodo, Teogonia 404 – 410

Ceo o Coio notte buia, notte stellata; la notte che appare al venir in essere di ogni coscienza di sé; ad ogni nuovo nato.

Febe luminosa, inizia l'oracolo di Delphi e passa l'appellativo di Febo ad Apollo.

Ed ecco la luce di Febe che si trasferisce diventando Coscienza in trasformazione. Come l'acqua si scava un rivolo nelle viscere della terra per sorgere alla luce, così la luce si scava un rivolo costruendo condizioni attraverso le quali trasformare la sua azione in coscienza e consapevolezza.

Foibe o Febe è l'azione della luce che appare nel buio della notte. Una notte profonda con un cielo stellato che suscita un moto d'ansia e di apprensione a chi guarda il firmamento.

Coio o Ceo è la notte buia di un presente vissuto dalla coscienza che sposta la sua attenzione cercando una luce.

L'azione di spostare lo sguardo è la consapevolezza dell'immenso sconosciuto in cui siamo immersi. Coio o Ceo altro non è che quell'immenso nero della non conoscenza e della non consapevolezza che avvolge ogni vivente quando riconosce sé stesso diverso dal circostante. Tutto è buio perché tutto è sconosciuto, ma ecco apparire in quel buio una luce. La luce della consapevolezza che dapprima si manifesta come lo sguardo incerto di chi cerca la luce delle stelle ignorando ogni cosa nel buio in cui si trova immerso e poi inizia a svelare a poco a poco quel buio mediante Foibe o Febe che si accende dentro di lui.

All'inizio della vita sulla terra, tutto era buio. La vita non era e non c'erano sensazioni per descrivere il mondo. Poi, Foibe o Febe, ha penetrato quell'oscurità quando la prima coscienza è venuta in essere e Latona prese coscienza di sé stessa.

Foibe o Febe, unita a Ceo, genera Latona che spanderà fra gli Esseri della Natura la luce della consapevolezza. Una luce che si esprime al loro interno e che loro useranno per accumulare alimentando la quantità di luce con cui guardano al mondo in cui vivono. Hera, l'Essere Natura, combatterà e perseguiterà quanto si manifesta al suo intero e che tenta di costruire delle variazioni troppo veloci mettendo in discussione l'armonia e la stabilità che ha raggiunto.

Latona partorisce due figli: il principio femminile negli Esseri della Natura e il principio maschile. L'uno dà stabilità al presente e l'altro modifica il presente costringendo il principio femminile a ricreare una nuova stabilità. I bisessuati hanno nella Titano Latona la loro fonte d'origine.

L'Essere Natura, Hera, non è contenta delle variazioni che al suo interno sono prodotte da Latona, ma l'azione di Latona con Zeus non è altro che un'azione divina con cui trasferire la luce, Foibe o Febe nell'oscuro Coio o Ceo. Dove l'oscuro sta per il principio femminile della vita e la luce, le sue variazioni che articolano e modificano la costruzione della vita adattandosi ad ogni variazione ambientale, è l'aspetto maschile che accende sprazzi di luce mediante l'azione.

La resistenza di Hera, l'Essere Natura, alle variazioni imposte da Latona sono rappresentate in una sorta di “persecuzione” che Hera mette in atto contro Latona per impedirle o allontanare la nascita dei suoi figli, in particolare Apollo. Sono molte nel Mito le resistenze di Hera, l'Essere Natura, alle modificazioni che le verranno imposte, di volta in volta, dai figli di Zeus. Per Hera significano sempre nuovi adattamenti, nuove modificazioni ai quali prima risponde con la resistenza e poi con l'accettazione e la messa in atto di azioni compensative. Così è per Ercole o per Meti.

Dopo Latona la Natura non continuerà più solo attraverso gli unicellulari, ma inizierà ad agire sui bisessuati attraverso relazioni interpersonali che modificheranno grandemente l'assetto della Natura sul pianeta terra.

Per introdurre le variazioni nella vita della Natura è necessaria molta preveggenza. Foibe o Febe non è la luce in sé, ma è la luce che illumina il tempo mentre viene incontro agli Esseri che costruiscono sé stessi nella forma e nella quantità.

Febe genera Astrea, la stella della vita, che con Perse genera a sua volta Ecate il fine della vita stessa: la luce dell'infinito per cui il corpo fisico è fine e motivo dell'esistenza.

Si racconta che per sfuggire a Zeus, Astrea si rifugia nel mare. Nel mare, in Ponto, il mare infecondo, gli Esseri sorgono a vita fondando loro stessi nell'infinito dei mutamenti. Così pure nell'Essere Natura, in Hera, non in Zeus. Per questo motivo Zeus non è in grado di accoppiarsi con Astrea. Astrea genera Ecate: la nascita del corpo luminoso come incubazione del corpo fisico durante la vita nel mondo costruito da Zeus. Come Hera è la nascita del corpo fisico e la perpetuazione di Sé stessa in quanto Essere Natura, Ecate è il fine dell'Essere della Natura sia come singola via alla Conoscenza e alla Consapevolezza che come via della Natura nel suo insieme consapevole; Hera stessa. A Hera non interessano le fatiche di Eracle. Ad Hera interessa che Eracle partorisca nuovi esseri della sua specie e continui la sua specie, nelle condizioni che lei stabilisce. Ecate è figlia della stella che si immerge negli Esseri della Natura e di Perse, colui che “… fra tutti risplende per il suo sapere!” (375). Perché il sapere, la ricerca della conoscenza, l'esercizio della volontà plasma l'Astrea che è in ogni Essere figlio di Hera e lo scioglie dai legamenti che questa gli impone. Sciogliere i legamenti di Hera significa partorire Ecate (o in Ecate, a seconda di osa consideriamo): trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.

NOTA: Le citazioni della Teogonia di Esiodo sono tratte dalla traduzione di Ettore Romagnoli “Esiodo i poemi” Edito da Nicola Zanichelli Bologna 1929

Appunto trasmissione radiofonica del 2000 – inizio revisione 18 settembre 2014

Revisione

Marghera, 13 ottobre 2014

Tradução para o português 21/B) Febe e Céos (Foibe e Coio) e os seus filhos
na Teogonia de Hesíodo

vai indice delle pagine di commento alla Teogonia

 

 

 

 

Home Page

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

L'analisi della Teogonia di Esiodo

La Religione Pagana ha forgiato una propria visione del mondo, della vita e del venir in essere delle coscienze fin dalle origini del tempo. Tali idee collimano nel tempo presente con le idee delle religioni e dei culti prima dell'avvento della filosofia e furono osteggiate militarmente dall'odio cristiano contro la vita. Analizzare Esiodo ci permette di chiarire il punto di vista della Religione Pagana.