I FIGLI DI GIAPETO E CLIMENE
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CLIMENE dal verbo Cluo = rinomato, celebre e famoso; sento dire di me!
ATLANTE = linfaticabile!
MENEZIO = forse dal verbo Menoinao che significa penso, medito escogito o anche desidero e bramo.
PROMETEO = Colui che vede in anticipo
EPIMETEO = Colui che vede le cose dopo il loro accadimento.
Da GIAPETO e CLIMENE si generano le forze divine attraverso le quali gli Esseri della Natura costruiscono loro stessi in quanto DEI. I figli di CRONOS hanno costruito loggettività divina nella quale gli Esseri costruiscono loro stessi. Non hanno costruito loggettività divina affinché altri Esseri diventassero essi stessi DEI, ma hanno costruito loggettività divina perché soltanto in questo modo possono camminare nellinfinito dei mutamenti. I figli di CRONOS hanno costruito le condizioni affinché la vita si esprimesse nelle profondità dellEssere Terra, REA, nei mari infecondi e nellatmosfera. Questi DEI sono le profondità dellEssere TERRA, sono il MARE e lATMOSFERA. Non sono, come vorrebbero gli adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra, gli DEI del ... Ma sono gli enti che noi vediamo questi DEI! I figli di CRONOS permettono ad ERA di germinare e costruirsi nei mutamenti: lEssere NATURA!. I figli di CRONOS determinano anche la strategia attraverso la quale esprimersi: ESTIA la VERITA; DEMETRA la LIBERTA. Dove ESTIA fissa il livello di libertà raggiunto dagli DEI e DEMETRA spinge per lesercizio della loro LIBERTA al fine di giungere ad una nuova ESTIA.
Gli Esseri che germinano nel seno di ERA debbono necessariamente alimentare ERA o possono aspirare a qualche cosa di diverso di ERA? Chi germina nel seno di ERA è solo ERA o può essere diverso da ERA? ERA è solo oggettività che alimenta Sé stessa oppure è anche un crogiolo nel quale nuovi DEI divengono per costruire la loro eternità?
Ecco giungere in soccorso ai germinati in ERA i figli di GIAPETO e CLIMENE. I figli di ERA non sono solo parti di ERA che crescendo ne alimentano le trasformazioni, il Potere di Essere e il suo divenire nelleternità dei mutamenti, ma possono trasformarsi in DEI per lintervento dei figli di CLIMENE e GIAPETO.
Questi DEI, parlando dal punto di vista dellEssere Umano come noi oggi lo conosciamo e per quello che siamo in grado di descriverlo, lo trasformano da Essere Umano che con la sua esistenza contribuisce, alimenta e partecipa al divenire di ERA, in un Essere umano che fonda la propria esistenza nella costruzione della propria LIBERTA. Un Essere Umano che anziché costruirsi e fondersi con ERA costruisce sé stesso in funzione del suo bussare ed esigere il suo posto nellOlimpo.
Sono i figli di GIAPETO e CLIMENE che sorgendo nel cuore degli Esseri Umani consente loro di trasformarsi in Stregoni.
E interessante letimologia da cui deriva il nome di GIAPETO oppure, se volete e forse è più corretto, è interessante conoscere limmagine definita col nome di GIAPETO, a quale significato ha dato vita: quando la ricerca scientifica permette di spiegare le visioni senza esporre il veggente!
GIAPETO ha dato origine al verbo iapto che significa, in greco, deformare, lanciare o colpire. Questo Potere di GIAPETO si innesta allinterno degli Esseri della Natura attraverso le manifestazioni, in essi, dei suoi figli. La deformazione, il lanciare e il colpire passano attraverso CLIMENE. Il deformare quanto costituisce la propria realtà deve essere magnifico. Così il lanciare ed il colpire deve raggiungere la magnificenza che mille canti fra gli Esseri Umani celebrano per chiedere imitazione. Limitazione nella costruzione del proprio percorso di LIBERTA.
GIAPETO e CLIMENE, uniti in amore, danno origine alle forze della LIBERTA allinterno degli Esseri della Natura. Non una Libertà qualsiasi, ma la LIBERTA dello Stregone dalle condizioni nelle quali ERA, lEssere Natura, vuole costringerlo per riaffermare sé stessa.
ATLANTE, linfaticabile!
LEssere che allinterno della propria specie regge il mondo. Regge il mondo affinché la propria specie possa andare oltre quel mondo; oltre quella descrizione; oltre quel vivere. Fra gli esseri di ogni specie esiste sempre chi riesce a farsi ESTIA. QuestEssere, fra gli Esseri che da GIAPETO camminano verso leternità è il farsi ATLANTE. Costoro prendono sulle proprie spalle il mondo e lo reggono affinché altri Esseri della propria specie possono costruire sé stessi. E come se costoro tenessero aperta la porta dellinfinito per consentire alla propria specie di passare oltre.
ATLANTE è un grande guardiano. Un Guardiano talmente grande che è il solo in grado di portare a termine unimpresa affidata ad ERCOLE. ERCOLE dovrebbe prendere i pomi della Conoscenza, della Consapevolezza e delleternità dal giardino delle ESPERIDI. ERCOLE non è in grado di portare a termine questimpresa e allora si rivolge ad ATLANTE. Accetta di reggere sulle sue spalle il mondo se ATLANTE porta a termine limpresa. ATLANTE non è furbo! ATLANTE è ligio al proprio dovere allinterno delle necessità della propria specie. Così ci si racconta che ERCOLE imbroglia ATLANTE dimenticando che ATLANTE può essere ingannato da ERCOLE in quanto ERCOLE è lEssere Umano che costruisce sé stesse nellinfinito mentre ATLANTE gli mantiene aperta la porta dellinfinito (trad. di Apollodoro).
Non si affatica ATLANTE nel tener aperta la porta dellinfinito alla propria specie. Egli sfida gli DEI. Egli è ATLANTE, figlio di GIAPETO e CLIMENE ed è il Guardiano delleternità per gli Esseri nati nella Natura della propria specie.
Il secondo figlio di GIAPETO e di CLIMENE di cui voglio parlare è MENEZIO. Anche in questo caso lanalisi del significato ci permette di rinunciare alluso della percezione alterata in quanto le cose coincidono. Dai dizionari di greco leggiamo che MENEZIO deriva o da vita al verbo Menoinao che significa desidero e bramo oppure medito, penso ed escogito. Le due significazioni vanno concatenate. Da qui il significato che seguendo le mie brame e il mio desiderio io penso, medito ed escogito la migliore strategia per soddisfare la brama o il desiderio che mi assalgono. In questo caso la visione della Stregoneria è uguale al significato. O meglio, se preferiamo, non è necessario esporre una visione ed imporla quando il dizionario di greco ci permette di avallare quanto sto dicendo.
Proprio perché Menezio prefigurava lazione dello Stregone che usava la propria forza spinto dai suoi desideri e dalle sue brame, ma coscientemente, in quanto la direzione nel suo uso era frutto del suo pensiero, della sua meditazione e perciò della sua strategia, ZEUS lo colpisce e tenta di distruggerlo. Lo spinge nellEREBO! Lo spinge nel dimenticatoio affinché gli Esseri della Natura non comprendano come agendo, concentrando la propria forza e il proprio Potere di Essere attraverso i propri bisogni e le proprie brame, si possono legare gli DEI costringendoli a camminare al propria fianco. MENEZIO viene cacciato nellEREBO! Solo lEssere Umano che afferra nelle proprie mani la responsabilità della propria esistenza è in grado di camminare con coraggio nellEREBO, afferrare MENEZIO, alimentare il proprio cuore e costruire la propria strategia nelleternità che costringerà ZEUS ad aprire le porte dellOlimpo. MENEZIO è la capacità dellEssere Umano, nel nostro caso, di vivere strategicamente. La capacità dellEssere della Natura di costruire e sviluppare il DIO che da dentro di sé spinge per divenire nelleternità dei mutamenti. MENEZIO è il vivere strategicamente dellApprendista Stregone.
Lorgoglioso Menezio Zeus onniveggente
allErebo spinse colpitolo col fulmine fumante
per via della sua tracotanza e della forza senza pari.
Il terzo figlio di GIAPETO e CLIMENE Esiodo ci dice che viene immediatamente legato e torturato da ZEUS. PROMETEO si alzò, con tutto il suo potere di Essere davanti a ZEUS e gli disse: Qualunque cosa tu vuoi o tu farai: io esisto! Se tu non mi aprirai le porte dellOlimpo io, calato in ogni Essere della Natura, le scardinerò!.
Esiodo non inizia a raccontarci le imprese di PROMETEO, ma la fine e la liberazione di PROMETEO ad opera di ERACLE non senza il consenso di ZEUS:
Legò PROMETEO dai vari pensieri con inestricabili lacci,
con legami dolorosi, che a mezzo di una colomba poi avvolse,
e sopra gli avventò unaquila, ampia dali, che il fegato
gli mangiasse immortale, che ricresceva altrettanto
la notte quanto nel giorno gli aveva mangiato luccello dallampie ali.
Ma la uccise il prode figlio di Alcmena dalle belle caviglie,
ERACLE, e dalla crudele sciagura allontanò
il figlio di GIAPETO, e lo liberò dai tormenti
non contro il volere di ZEUS olimpio che regna dallalto,
perché di ERACLE, stirpe di Tebe, la fama fosse
maggiore di quanto lo era prima sulla terra nutrice;
in tal modo onorò lillustre suo figlio
e, pur irato, lasciò il rancore che prima nutriva
perché quello volle contendere contro i disegni del possente figlio di [Cronos.
Prima di conoscere perché ZEUS abbia legato PROMETEO proviamo ad analizzare quanto scritto in prefazione.
Così scopriamo che una delle doti di PROMETEO era quella di possedere vari pensieri!. Questi vari pensieri erano vari progetti. Erano vari tentativi di dare lassalto al cielo della conoscenza ed ella consapevolezza. PROMETEO, per Esiodo, aveva vari pensieri perché era in grado di progettare il futuro in vari modi. Cosa si avventa su PROMETEO legato con lacci dolorosi? Unaquila ampia dali! Laquila, in percezione alterata, è lEssere Natura, ERA, che si nutre e si sviluppa attraverso la consapevolezza degli Esseri che dal suo grembo germinano. Questaquila si avventa per tormentare PROMETEO. Lei ghermiva il suo fegato, ma il suo fegato ricresceva. Quale tormento! PROMETEO ricostruiva sé stesso e ERA tentava di nutrirsene. PROMETEO tentava di dare lassalto al cielo della Conoscenza e della Consapevolezza, ma era legato con inestricabili lacci e con legami dolorosi.
Come le Streghe che davano lassalto al cielo della Conoscenza volando sul bastone di nocciolo o sulla scopa sfuggendo da inestricabili lacci che un potere, ben più perverso e vile imponeva loro, così ERACLE la coercizione da PROMETEO allontanò. PROMETEO aveva costruito la libertà per gli Esseri della Natura, di ERA, e gli Esseri della Natura, praticando la loro LIBERTA allontanarono la sciagura da PROMETEO.
Non senza il consenso del cielo, né senza il consenso di ERA, né senza il consenso di tutti gli DEI vennero aperte le porte dellOLIMPO ai nuovi DEI, alle Coscienze di Sé che germinate nel seno di ERA bussavano a quelle porte per entrare nellinfinito. In tal modo costoro possono onorare ZEUS. Dando lassalto allinfinito sulla loro SCOPA, sul loro bastone di NOCCIOLO, sulle ali della loro VOLONTA, la falce con la quale GAIA ha armato CRONOS e i suoi figli. Ed è inutile larrabbiatura di ERA nei confronti dei suoi figli, come è inutile lira di ZEUS. I figli uccidono il padre per costruire il loro futuro. Uccidere il padre significa separare il proprio percorso nelleternità da quello del padre. Così i figli di ERA onorano ERA separandosi da ERA. ERA è furiosa. I figli si separano da essa ed ella deve rallentare il proprio divenire, ma proprio perché i figli si separano da essa ella alimenta la qualità della propria esistenza. Non più generatrice di Esseri che contribuiscono a costruire la sua Coscienza, ma generatrice di DEI che determinando sé stessi la trascinano in un infinito che LEI non avrebbe mai immaginato.
Così PROMETEO, il figlio di GIAPETO e CLIMENE diventa il grande figlio di ZEUS che non ricorre a trucchi per costruire sé stesso, ma sfidando il padre degli DEI gli impone la Coscienza e la Consapevolezza dei suoi stessi figli ai quali egli, il grande ZEUS, deve deferenza.
E ERACLE, figlio del cielo che scioglie PROMETEO, ma è PROMETEO figlio di GIAPETO e CLIMENE che consente ad ERACLE di agire e determinare sé stesso nei confronti di ZEUS.
ZEUS apre le porte dellOLIMPO quando qualcuno costruisce abbastanza Potere di Essere per puntargli un coltello alla gola determinando la propria esistenza. Prima di aprirgli la porta dellOLIMPO tenta di contrastarlo in vari modi.
Bene!
Proviamo a vedere quali sono le colpe di PROMETEO!
Quando la loro contesa dirimeva Dèi e uomini mortali
a Mecone, allora un grande bue, con animo consapevole,
spartì, dopo averlo diviso, volendo ingannare la mente di ZEUS;
da una parte infatti carni e interiora ricche di grasso
pose in una pelle, nascostele nel ventre del bue,
dallaltra ossa bianche di bue, nascose nel bianco grasso.
E allora a lui disse il padre degli uomini e degli Dèi:
O figlio di Japeto, illustre fra tutti i signori,
amico mio caro, con quanta ingiustizia facesti le parti.
Così Zeus beffardo che sa eterni consigli,
ma a lui rispose PROMETEO dai torti pensieri,
ridendo sommesso, e non dimenticava le sue ingannevoli arti:
O ZEUS nobilissimo, il più grande degli Dèi sempre esistenti,
di queste scegli quella che il cuore nel petto ti dice.
Così disse meditando inganni, ma ZEUS che sa eterni consigli
riconobbe linganno, né gli sfuggì, e mali meditava dentro il suo cuore
per gli uomini mortali e a compierli si preparava.
Con ambedue le mani il bianco grasso raccolse;
si adirò dentro lanimo e lira raccolse il suo cuore,
come vide le ossa bianche del bue frutto del perfido inganno:
è da allora che agli immortali la stirpe degli uomini sulla terra
brucia ossa bianche sugli altari odorosi.
ZEUS subisce linganno di PROMETEO. Ma quale inganno? Quale ingiustizia ha subito ZEUS? Nessuna, e lui lo sa bene. Egli era a conoscenza dei propositi di PROMETEO, ma non poteva farci nulla. Doveva subire quanto PROMETEO stava architettando. PROMETEO era pronto. Forte e allenato ad affrontare gli DEI. Questi gli si potevano avventare contro, ma PROMETEO non arretrava. Li guardava nel viso forte di sé stesso. Così il grande ZEUS, pur consapevole dellinganno che PROMETEO gli stava preparando, non poteva sottrarsi. Doveva accettare di essere ingannato.
Eccolo PROMETEO il DIO degli DEI di stirpe umana che determinava sé stesso. Lo sapeva ZEUS che PROMETEO voleva ingannarlo, ma come sfuggire al suo inganno se egli bussava alle porte dellOLIMPO? Qual era linganno che PROMETEO escogitava per il grande ZEUS? Lasciare ai figli di ERA ciò che ai figli di ERA apparteneva e dare agli DEI ciò che gli DEI avrebbero potuto usare. Cosa serviva agli Esseri Umani? La carne! Cosa serviva del sacrificio agli DEI? Lattenzione con la quale gli Esseri Umani avrebbero sacrificato agli DEI. Dunque, non era necessario bruciare in olocausto quanto veniva sacrificato, ma era sufficiente lintenzione di sacrificare quanto agli Esseri Umani non sarebbe servito.
Allora, Esiodo amico mio, qual è linganno subito da ZEUS? Gli Esseri Umani si sono sottratti ai loro padri: ERA e ZEUS! Gli Esseri Umani, come ogni altro Essere della Natura, cerca la propria LIBERTA nellinfinito delle trasformazioni. Questo è linganno di cui ZEUS pur a conoscenza non poteva sottrarsi. Questo è linganno costruito da PROMETEO. LIBERTA avrebbe abitato fra gli Esseri della Natura, fra i figli di ERA, e li avrebbe sottratti al destino che ZEUS ed ERA avevano preparato per loro. Essi si sarebbero sottratti grazie dalla grande falce che GAIA aveva costruito per CRONOS e per i suoi figli. La stessa falce usata da ZEUS per determinare sé stesso nei confronti del padre CRONOS e da ERA per costruire gli Esseri che da sé stessa germinavano.
Rideva sommesso il grande PROMETEO. Non per linganno che stava architettando che agli occhi di ZEUS era palese, ma rideva sommesso perché davanti a quellinganno lo stesso ZEUS sarebbe stato meravigliato e avrebbe scelto favorendo linganno stesso.
Come poteva il grande ZEUS scegliere per danneggiare gli Esseri Umani?
Cosa ne avrebbe fatta, lui, della carne del bue bruciata sullaltare? Gli Esseri Umani si sarebbero sacrificati se lui avesse scelto in maniera diversa. Lui li avrebbe privati della carne. Avrebbe svantaggiato loro senza avvantaggiare sé stesso. Lui non è il dio degli ebrei che chiede la distruzione della vita. Egli è il grande ZEUS e non si nutre di morte e di miseria. Davanti allinganno egli, il DIO degli DEI accetta la sconfitta che sottolinea la sua grandezza. Non umilia PROMETEO per non umiliare gli sforzi degli Esseri Umani di costruire sé stessi nellinfinito e, nel fare questo, egli determina la costruzione del suo futuro.
Questo non significa che la sconfitta non gli bruci. Egli, il DIO degli DEI umiliato dal figlio di JAPETO senza possibilità di rivincita.
Vendetta sia!
Non la vendetta che ripari loffesa. Questa è arte degli zotici. La vendetta che costruisca oggettività nella quale chi osò lanciare la sfida sia costretto a concentrare tutto sé stesso per superare la nuova difficoltà.
Mai più i legni brucino del fuoco della conoscenza e della consapevolezza.
Questo decretò il grande ZEUS. Il fuoco della conoscenza sia levato ai figli di ERA; mai più il loro sentiero li conduca allOLIMPO.
Molto indignato gli disse ZEUS adunatore di nubi:
O figlio di Giapeto, che sopra tutti sai cose sagge,
caro amico, non mi sfuggì la tua arte ingannevole.
Così disse ZEUS irato, che sa immortali pensieri,
e da allora dellinganno memore sempre
non concesse più ai legni la forza del fuoco indefesso
per gli uomini mortali che sulla terra hanno dimora.
Ma il prode figlio di GIAPETO lo ingannò
rubando il bagliore lungisplendente del fuoco indefesso
in una ferula cava; saddolorò fino in fondo nel cuore
ZEUS alto tonante, e lanimo gli arse dallira
appena vide fra gli uomini il bagliore lungisplendente del fuoco.
I figli di ERA con laiuto di PROMETEO si erano ribellati a ZEUS. Hanno deciso si di onorare gli DEI, ma senza privare il proprio divenire delle possibilità di farsi DIO. Dal momento che non vogliono danneggiare la loro fisicità ZEUS li priva della possibilità di usare il fuoco della Conoscenza e della Consapevolezza. PROMETEO ruba quel fuoco agli DEI. Lo nasconde in un legno cavo e lo riportò agli Esseri Umani.
PROMETEO è lEssere Umano che si fa DIA esercitando larte di appropriarsi del Potere di Essere. La conoscenza che alimenta il Potere di Essere di un individuo va rubata. Alcuni Esseri la mostrano, altri la dimostrano, ma solo gli DEI sanno afferrare la Conoscenza che incontrano fagocitarla e farla propria. PROMETEO usa la sua forza, la sua capacità di farsi DIO per trascinare con sé tutta la sua specie. PROMETEO non usa la sua forza per umiliare il più debole, non usa la sua forza per imposessarsi di qualche cosa a discapito di chi non può difendersi, non una la sua forza per distruggere, ma usa la sua forza nei confronti del cielo. PROMETEO da lassalto al cielo della Conoscenza e della Consapevolezza, pronto a rubare quanto incontra e quanto gli può servire, trascinando in questazione lintera sua specie. PROMETEO non inganna chi non si può difendere, ma inganna chi ha pretese diverse dalla costruzione del proprio esistere.
PROMETEO sfida ZEUS!
PROMETEO impone a ZEUS di rimanere al suo posto, di continuare a trasformarsi nel grande DIO qual è, ma senza danneggiare gli Esseri che dando lassalto al cielo della Conoscenza e della Consapevolezza costruiscono i loro cammini per diventare a propria volta DEI.
PROMETEO rivive nel cuore di ogni Essere che da lassalto al cielo della Conoscenza e della Consapevolezza. Rivive in ogni azione che un Essere, qualunque sia la sua specie, determina sé stesso nei confronti dellinfinito. E il potere e la presenza di PROMETEO che trasforma lEssere della Natura in un DIO.
E questa trasformazione che incute timore negli DEI. E per questa trasformazione che ZEUS lega PROMETEO alla roccia. Ma ERACLE lo libera. ERACLE percorre un sentiero di conoscenza e consapevolezza attraverso le sfide della propria esistenza per trasformarsi in un DIO. ERACLE, figlio di ZEUS, libera PROMETEO affinché si muova libero fra gli Esseri Umani pronto ad alimentare nuovi percorsi di Conoscenza e di Consapevolezza.
Ed ecco il fuoco della Conoscenza e della Consapevolezza risplendere fra gli Esseri figli di ERA. Ecco, ora danno lassalto al cielo. Ora danno lassalto alleternità!
(la traduzione della Teogonia è tratta da Esiodo Teogonia trad. Graziano Arrighetti edizione BUR)
PER COMPRENDERE LA VISIONE COSMOGONICA DELLA RELIGIONE PAGANA POLITEISTA!
COMMENTO ALLA TEOGONIA DI ESIODO.
A cura di:
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore della Federazione Pagana
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
Tel. 041933185
E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it