EPIMETEO E LA DONNA

PANDORA

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Esiodo; Esiodo, quanto è grande il tuo disprezzo per l’Essere Umano femminile. Quando, oggi come oggi, guardiamo il passato ed osserviamo l’orrore che gli adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra hanno imposto agli Esseri Umani attraverso l’annientamento delle tensioni, dei bisogni e delle necessità del divenire dell’Essere Umano femminile una grande colpa è in Esiodo. Nelle sue pulsioni castrate, nei suoi bisogni insoddisfatti, nella sua incapacità ad affrontare l’oggettività del mondo che lo circondava. In quell’oggettività, in quel mondo circostante, stava il Potere di Essere femminile che egli non comprendeva. Odiava! Gli sembrava fuori dal tempo e dalle tensioni del divenire umano. Eccolo Esiodo pauroso, prepotente e terrorizzato davanti all’Essere Umano femminile. Gli sta dicendo come non sia in grado di colpirlo direttamente, ma nella sua poesia soddisferà il suo odio.

Noi viviamo il tempo che ci viene incontro e la poesia di Esiodo ci concede ristoro nelle infinite battaglie della vita. Non per questo noi ci abbandoniamo all’inganno! La vita diviene in ERA. ERA rigenera sé stessa attraverso la nascita di nuovi Esseri in sé stessa: gli Esseri della Natura. Noi sappiamo che ERA è l’Essere Femminile che generando i suoi figli costruisce l’infinito di ERA stessa. La generazione dei figli fa dell’Essere Umano Femminile è l’essenza stessa dell’Essere Natura: di ERA!

I figli di ERA sono molto più antichi dell’epoca in cui ZEUS prese ERA in sposa per fondare il divenire del pianeta su cui viviamo. ERA era! Generava sé stessa in quanto figlia di CRONOS e da CRONOS prendeva le strategie della vita.

I figli di ERA anelavano alla LIBERTA’ dalla loro stessa madre: dal corpo che chiedeva loro di esistere! Questa richiesta di LIBERTA’ era alimentata da PROMETEO che donando loro il fuoco della Conoscenza e della Consapevolezza aveva fornito loro il libero arbitrio nella fondazione del loro infinito. Fu ERA feroce nella costruzione del suo divenire o fu ZEUS furente che fornirono la variabile agli Esseri della Natura: figli di ERA e padri e figli di ZEUS stesso?

Caro Esiodo!

La tua poesia è bella! Ci ha conservato il ricordo degli DEI e delle infinite creazioni alle quali i popoli antichi hanno assistito conservandole oltre l’orrore cristiano. Noi te ne siamo grati! Non per questo rinunciamo a guardare in faccia la vita! Non per questo rinunciamo a chiamare le cose col loro vero nome!

Non fu ciò che tu affermi la creazione dell’inganno di ZEUS! Fu l’Essere Umano maschile che ZEUS introdusse fra i figli di ERA! E, primo fra questi, ERACLE imperioso che alla sposa di ZEUS rivendica il proprio diritto a divenire nell’infinito dei mutamenti. Rivendica il proprio diritto a diventare un DIO fra gli DEI nonostante l’opposizione di ERA che dai suoi figli trae la forza per divenire nell’infinito dei mutamenti alimentando le possibilità di LIBERTA’ dei suoi stessi figli.

Ed è ZEUS che punisce i figli di ERA nutriti dalla consapevolezza di PROMETEO. Li punisce attraverso la goffaggine di EPIMETEO. Ed è da ZEUS che nasce l’Essere Umano maschile. E’ da ZEUS che gli Esseri della Natura prendono la forza per uscire dai vortici di ERA e costruire loro stessi nell’infinito dei mutamenti.

Quante vie alla Conoscenza, alla Consapevolezza e all’Eternità mi circondano. Come vorrei, per placare la mia sete toccarle tutte. Ma tutte sono sentieri d’agguato pronti ad inchiodare la mia attenzione. Sono divenuto come Essere Umano e come Essere Umano affronto l’Infinito. Quando leggo il passato, leggo gli infiniti passati che costruirono ciò che sono e che sono riassunti nel mio essere e nella mia esistenza. Quanti infiniti passati sono racchiusi negli Esseri della Natura, nei loro percorsi, nella formazione della loro presenza? E quanti infiniti passati hanno favorito o gestito il mio esistere?

E’ ad EPIMETEO che ZEUS consegna il suo regalo. EPIMETEO è quell’Essere incapace di guardare il tempo che gli viene incontro. E’ incapace a valutare quanto gli si presenta nelle relazioni con l’oggettività nella quale viene inserito. E’ come se dicessimo: “Costruirò quella diga ed avrò acqua!” E’ vero, costruendo la diga mi procuro una riserva d’acqua, ma che cosa modifico nel mondo in cui costruisco la diga? A quali adattamenti quel mondo sarà chiamato dopo che avrò costruito quella diga? Io avrò l’acqua, ma cosa avrà l’oggettività nella quale opero? Cosa avrò tolto all’oggettività nella quale opero avendomi fatto la scorta di acqua? Quale oggettività conosco che subirà delle variabili e quale oggettività non conosco che comunque sarà costretta a mettere in essere degli adattamenti in presenza della mia azione?

EPIMETEO è l’essere che guarda al momento presente. Il momento che si esprime in relazione ai propri bisogni. Ad EPIMETEO il mondo non interessa. EPIMETEO vive per sé stesso e solo nel momento presente. Si assicura la soddisfazione dei propri bisogni in quel momento e in quella situazione pronto ad afferrare quanto gli si presenta. Come si inganna EPIMETEO? Abbagliandolo! Con lo specchietto, col vetrino in cambio di quello che ha e di cui ignora il valore proiettato nel tempo e nello spazio. Così ZEUS gli presenta PANDORA la donna. In realtà ZEUS presenta ad EPIMETEO l’uomo. Gli presenta quanto va a variare la situazione presente. Quanto sconvolge ERA nella sua crescita e costringe ERA stessa al cambiamento. I mali di PANDORA sono i mali che l’Essere umano maschile inserisce nella vita. La sua sessualità, la visione del mondo a partire dalle tensioni di possesso che crescono dentro di lui. Tensioni di possesso che sono proprie dell’Essere Natura e funzionali al proprio sviluppo, ma che diventano elemento sul quale gli spiriti neri e i figli di NOTTE possono agire per soggiogarlo a deformazioni che faranno di lui il loro schiavo. Uno schiavo che aprirà le porte ai mali facendoli uscire da sé e imponendoli all’Essere Umano femminile. Saranno i figli di NOTTE che prendono forma e sostanza mentre costringeranno ERA all’assoggettamento e alla sottomissione. L’Essere Umano maschile è figlio di ZEUS e di ERA. Come figlio di ZEUS dovrà imparare ad usare le armi che GAIA forgiò per CRONOS nella specificità della sua esistenza. Dovrà alimentare l’INTENTO dell’INFINITO, EROS, dentro di lui e dovrà fondere in un unico cuore il fuoco di PROMETEO e l’autodisciplina e la determinazione di ERACLE nel percorrere la sua via alla conoscenza e alla consapevolezza. Solo in questo modo ERA farà dell’Essere Umano maschile elemento centrale dello sviluppo qualitativo della propria esistenza. ERA è l’Essere Natura che esprime e riproduce s’è stessa attraverso l’essere femminile. L’Essere Maschile introduce la qualità, i salti qualitativi. Salti qualitativi che a volte riescono e a volte falliscono. Salti qualitativi che sono sempre espressione di violenza e imposizione su un ordine che si è costruito giorno dopo giorno.

Questo è quanto ZEUS da EPIMETEO. EPIMETEO non si avvede ciò che sta facendo accettando quel dono.

Gli Esseri, figli di ERA, da unicellulari sviluppano la doppia sessualità!

Questa è la variabili dell’esistenza che popoli antichi videro e che Esiodo descrisse poeticamente inserendovi le proprie fobie, le proprie paranoie e il proprio condizionamento culturale.

“Così non si può di Zeus ingannare il volere né ad esso sottrarsi:

né infatti il figlio di Giapeto, Prometeo benefico,

sfuggì l’ira profonda di lui; ma è pur necessario,

per quanto scaltro egli fosse, che un grande legame lo tenga.”

Così il legame che blocca lo sviluppo di Prometeo negli Esseri Umani, secondo Esiodo, è la donna regalo che ZEUS fece ai figli di PROMETEO per impedire loro di accedere all’Olimpo. La lettura è invertita, ZEUS introduce una variabile perenne nel seno di ERA affinché la qualità sortisca dalla quantità che faceva di ERA grande. Così ZEUS sottrae ad ERA parte di sé stessa, parte dei suoi figli che anziché concorrere a costruire e fare grande ERA diventano essi stessi DEI che attraverso la loro costruzione e trasformazione bussano alle porte dell’Olimpo costringendo ERA stessa a riconoscerli uguali a sé stessa.

(la traduzione della Teogonia è tratta da Esiodo “Teogonia” trad. Graziano Arrighetti edizione BUR)

PER COMPRENDERE LA VISIONE COSMOGONICA DELLA RELIGIONE PAGANA POLITEISTA!

COMMENTO ALLA TEOGONIA DI ESIODO.

A cura di:

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 041933185

E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it


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