LE BATTAGLIE DEGLI DEI

TITANOMACHIA

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“Non appena il padre s’addirò nel cuore contro Obriareo,

Cotto e Gige, li legò con un possente legame

invidioso della loro forza senza pari, ed anche della loro bellezza

e grandezza, e li pose sotto la terra dagli ampi cammini.

Là essi, soffrendo dolori, sotto terra abitando,

stanno all’estremo del mondo, ai confini della grande terra,

da lungo in preda alla pena, tenendo nel cuore grave cruccio.

Ma loro il Cronide e altri immortali,

che REA chiome belle partorì per l’amore con Crono,

per i consigli di GAIA condusse alla luce di nuovo.

Lei chiaramente disse a tutti loro:

con loro vittoria e splendida fama si sarebbero procurati.

Da tempo infatti lottavano, soffrendo pene affliggenti,

gli uni contro gli altri in tremende battaglie,

gli déi Titani e quanti erano figli di Crono,

gli uni dall’alto dell’Otri, i Titani gloriosi,

gli altri dall’Olimpo, gli déi donatori di beni,

che REA belle chiome partorì, giacendo con Crono;

costoro, allora, gli uni contro gli altri, sostenendo la lotta

[che affligge l’animo,

continuamente guerra facevano, da dieci anni interi,

né c’era, dell’aspra contesa, soluzione oppure fine,

né per gli uni né per gli altri; incerta si protraeva la fine della guerra.”


Ci fu una scissione fra gli DEI TITANI e i figli di CRONOS. La contesa era la costruzione dell’oggettività nella quale costruire le germinazioni per la costruzione delle Coscienze di Sé. Era la lotta per la vita che costruiva le condizioni migliori nelle quali esistere. Nelle quali costruire sé stessa. Erano i figli di CRONOS che vinsero. La vittoria dei figli di CRONOS non fu l’annientamento degli DEI TITANI, fu il mescolamento delle forze che forgiavano la vita in ERA. Fu il riconoscimento che solo i figli di CRONOS avrebbero potuto germinare là dove i TITANI costruivano la loro oggettività.

ERA poteva germinare fra le braccia di OCEANO e TETI, poteva essere piena di IPERIONE e TEIA, poteva contenere la possenza dei figli di CRIO e EURIBEA e seguire lo sviluppo nei suoi figli degli DEI figli di GIAPETO e dell’oceanina CLIMENE, ma lei è ERA l’Essere Natura in sé. Altre regole, altri metodi attraverso i quali costruire gli DEI dentro agli Esseri figli di ERA saranno costruite dal grande ZEUS giacendo con MNEMOSINE e TEMI, ma prima che ciò avvenisse era necessario amalgamare le forze titaniche figlie di URANO STELLATO. Amalgamare le condizioni nelle quali l’inconsapevole può diventare consapevole affinché l’esistente divenga attraverso la sequenza dei propri mutamenti.

Questa è una delle creazioni in Esiodo. La fusione delle forze che concorrono a formare la vita. Quest’amalgama è fatta da ZEUS sopra l’Essere Terra: REA. Dall’Essere Terra germina ERA che nel formarsi i suoi figli modificano ZEUS e REA.

Questo è il senso della Titanomachia. Lo scontro titanico delle forze che costruendo loro stesse preparano quelle condizioni che seguendo la propria sequenza di mutamenti costruiscono ciò che siamo. Nel fare quest’operazione ZEUS richiama tre figli di GAIA e URANO STELLATO che CRONOS aveva esiliato nel Tartaro.

Gli ECATONCHIRI (i CENTIMANI), COTTO, GIGE e OBRIAREO furono le forze che uscite dal TARTARO dove CRONOS le aveva confinate aiutano ZEUS a costruire le condizioni della vita. L’ultima esplosione che amalgama è l’ultima battaglia degli DEI figli di CRONOS e degli DEI TITANI.

La descrizione della battaglia è la descrizione della germinazione degli DEI. La loro battaglia è la costruzione delle condizioni affinché ERA generasse i suoi figli e gli DEI sia TITANI che i figli di CRONOS potessero seguire la propria sequenza dei mutamenti per divenire nell’eternità.

“Così disse, e lo lodarono gli déi dispensatori di beni,

ascoltando le sue parole; e desiderio di guerra prese il loro cuore

ancor più di prima; e una battaglia terribile risvegliarono

tutti, dee e déi, in quel giorno,

gli déi Titani e quanti erano figli di Crono,

e coloro che Zeus dall’Erebo, sotto terra, condusse alla luce,

terribili e forti, armati di tremenda violenza.

Cento braccia dalle loro spalle si alzavano

a tutti ugualmente, e cinquanta teste a ciascuno

dalle spalle nascevano sulle forti membra.

Essi allora contro i Titani si levarono in lotta terribile,

rocce scoscese nelle forti braccia serrando.

I Titani, per contro, rinforzaron le schiere,

risoluti, e mostrarono insieme l’opera e di mani e di forza,

gli uni e gli altri; e terribile intorno muggiva il mare infinito

e la terra molto rimbombava e gemeva il cielo ampio

scosso, e fin dal basso tremava il grande Olimpo

allo slancio degli immortali, e il tremore giungeva profondo

al Tartaro scuro, e dei piedi impetuosi il rimbombo

dell’indicibile battaglia e dei colpi violenti;

così dunque gli uni contro gli altri lanciavano dardi luttuosi,

e giungeva al Cielo Stellato il grido delle due parti

che si incalzavano mentre si urtavano con grande tumulto.

Né più oltre Zeus tratteneva il vigore, ma a lui

il cuore fu pieno di forza, e tutta

mostrò la violenza; intanto dal cielo e dall’Olimpo

veniva lampeggiando senza posa, e le folgori

fitte insieme col tuono e con il lampo volavano

dalle sue mani forti che ruotavano la fiamma divina

più volte; e attorno la terra nutrice crepitava

bruciando, e gemeva intorno nel fuoco la grande indicibile selva.

Bolliva la terra tutta, e i flutti d’Oceano,

e il mare infecondo; un caldo vapore avvolgeva

i Titani figli della Terra e la fiamma giungeva alle nubi divine

indicibile, e a loro accecava gli occhi, per quanto forti essi fossero,

il lampeggiante bagliore dei fulmini e dei baleni.

Un ardore prodigioso penetrava Caos, e pareva davanti

agli occhi a vedersi e il suono ad udirsi agli orecchi

come quando Gaia e Urano ampio di sopra

si scontrano; tanto, infatti, il grande fragore sorgeva

come se l’una rovinasse e l’altro crollasse sopra di lei;

tanto fragore nasceva dagli déi che si scontravano nella lotta.

E insieme i venti tremore e polvere turbinavano in alto

e il tuono e il lampo e la folgore fiammeggiante,

armi di Zeus grande, portavano, e strepito e grida

nel mezzo degli uni e degli altri; un fragore terribile nasceva

dalla lotta tremenda. Delle loro imprese appariva la forza.

E inclinò la battaglia; ma prima gli uni contro gli altri, ostinati,

saldi, avevano lottato in aspra battaglia.”

Questa è la “creazione” di ZEUS!

La trasformazione dell’esistente in cui prese Coscienza di Sé affinché costruire le condizioni nelle quali potessero germinare altre Coscienze di Sé arricchendo sia sé stesso che gli DEI che con lui parteciparono alla battaglia della trasformazione e gli stessi TITANI che in quella trasformazione posero la loro forza e la loro oggettività!

Che i TITANI siano le forze della nascita e della vita non vi è dubbio. Il problema che Esiodo doveva risolvere era come e perché questi DEI sparivano dalla percezione e dall’evocazione umana. Essi erano la gran parte delle forze e delle condizioni il cui coagulo permetteva la nascita delle Coscienze di Sé degli Esseri della Natura, le loro trasformazioni in specie e la costruzione, da parte delle specie delle determinazioni con cui armare il divenire dei propri figli nella miglior scelta dei propri adattamenti soggettivi alle variabili oggettive che avrebbero incontrato.

I TITANI verranno esiliati da ZEUS. Dove e perché?

E’ un’altra risposta che si sovrappone ad altre risposte. Un’immagine che si sovrappone ad altre immagini. In questo caso è come se ZEUS costruisse la ragione. Gli DEI dell’oggettività descrittiva prendono forma e forza. Anche le forze che hanno una loro rappresentazione nella descrizione della ragione prendono posto sull’OLIMPO, mentre ne vengono escluse quelle forze che nella descrizione della ragione non hanno posto. Consideriamo tre TITANI figli di TITANI: EOS, SELENE e ELIOS. Questi sono i figli di due TITANI IPERIONE (colui che va sopra, colui che va oltre) e la sorella TEIA (generatrice di luce). Li vedete questi tre DEI esiliati e incatenati nell’ampio Tartaro? Eppure lo sono!

In Esiodo le “creazioni” sono molte e a volte si sovrappongono in un infinito gioco di incastri dove un’immagine che dona la vita tenta anche di bloccarla perché questo è funzionale al proprio sviluppo. Salvo poi fornire le armi affinché questa spezzi i blocchi che la lega e costruisca sé stessa al di fuori delle forze e delle Coscienze di Sé che la generarono.

(la traduzione della Teogonia è tratta da Esiodo “Teogonia” trad. Graziano Arrighetti edizione BUR)

PER COMPRENDERE LA VISIONE COSMOGONICA DELLA RELIGIONE PAGANA POLITEISTA!

COMMENTO ALLA TEOGONIA DI ESIODO.

A cura di:

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 041933185

E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it


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