CREAZIONE DI ZEUS


ZEUS DIVENTA UNO STREGONE!

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ZEUS ha dunque vinto la battaglia sulle forze che avrebbero voluto spodestarlo o mettere fine alle sue trasformazioni. O meglio ancora, ricordiamo, tutto avviene ora. L’incontro ZEUS METI è in realtà una delle chiavi di volta della TITANOMACHIA. Per Esiodo è però giunta l’ora di parlarci di ZEUS e della sua stirpe fuori dal contesto epico. Quasi fosse un’elencazione di attributi diretti o indiretti delle forze della trasformazione dell’oggettività di cui ZEUS è rappresentazione.

Ricordiamo sempre il presente in cui gli DEI agiscono. ZEUS diventa ZEUS quando affronta CRONOS. Quando affronta i TITANI egli è ZEUS; quanto diviene ora è quanto è già avvenuto. Seguiamo sempre la cronologia narrativa di Esiodo, ma teniamo presente che quell’ordine cronologico è solo per esigenze narrative, non rappresenta la cronologia degli accadimenti.

Il primo passo di ZEUS per costruire sé stesso in quanto DIO è la sua trasformazione in uno STREGONE.

Tutti gli DEI che precedono ZEUS agiscono sulla realtà circostante, ma non progettano la realtà. Tentano di impossessarsene, si esprimono come forze e come rappresentazioni; mettono in essere delle azioni partendo dalle forze che da sé stessi si esprimono nel mondo, ma non manipolano le forze dentro sé stessi, non mescolano il proprio cuore. Lo stesso PROMETEO agisce per alimentare negli Esseri della Natura la scintilla della conoscenza e della consapevolezza, ma questo è il frutto delle sue necessità. PROMETEO è astuto e determinato, generoso fino al sacrificio, ma non è intelligente. L’azione che fa non lo trasforma. Ottiene il risultato che si era prefisso, ma non protegge sé stesso dalle ire di chi sa più forte. PROMETEO è sì lo STREGONE che entra nello sconosciuto, che afferra quanto serve agli Esseri della propria Specie e lo dona, ma è uno STREGONE che non protegge quanto mette in essere. Egli dona l’oggetto della sua scoperta, non la strategia attraverso la quale è giunto a quella scoperta. L’oggetto che dona migliora le condizioni di vita della specie, ma non si preoccupa di trasformare la specie in altrettanti potenziali PROMETEO affinché giungendo nello sconosciuto che la circonda possano trovare altri oggetti e riportarli alla specie per continuare il processo di sviluppo. Dona l’oggetto, ma non sé stesso.

Lo STREGONE, per costruire sé stesso deve attrezzarsi!

Fagocita, ingloba, trasforma quanto arriva dall’oggettività trasformandolo in armi per la propria costruzione.

Il verbo da considerare è: fagocitare!

Questo è quanto fa ZEUS. Egli cessa di essere uguale a come REA e CRONOS lo hanno costruito, ma agisce per modificare sé stesso. Egli DIO degli DEI modifica sé stesso per costruirsi come DIO!

ZEUS fagocita METI.

Per il saggio consiglio e l’apprensione per il proprio futuro incerto che GAIA e URANO STELLATO gli presentano. Perché GAIA e URANO STELLATO consigliano in questo modo ZEUS? Perché altrimenti ZEUS è come tutte le forze divine che lo hanno preceduto. Manifesta sé stesso nel mondo, ma non modifica sé stesso. Un altro figlio di METI nascerà e lo spodesterà. Lo spodesterà usando la propria intelligenza, la propria forza e il proprio valore. ZEUS può e deve scegliere se far propria quell’intelligenza, quella forza e quel valore accettando di affrontare una parte dello sconosciuto TARTARO che lo circonda o accettare consapevolmente che se lui non sarà in grado di farlo, lo farà un altro figlio nato da METI e da ZEUS: costruire il futuro accettando l’incognita della trasformazione soggettiva come parte di quell’opera di costruzione del futuro.

METI, figlia di OCEANO e TETI, che sa più degli DEI immortali e degli uomini diventa parte indistinguibile di ZEUS.

Questa è la prima azione che viene fatta da ZEUS.

Chi è METI?

METI è la capacità degli Esseri di vivere strategicamente. E’ la capacità degli Esseri di mettere in atto piani strategici per giungere a soddisfare il proprio INTENTO. In questo caso, come nel fare di ogni Essere, possiamo dire che METI qualifica il farsi DIO di ZEUS.

Come, ZEUS non era un DIO in sé?

Ogni Coscienza di Sé è un dio in potenza, ma diventa un DIO quando, riconoscendo sé stessa si assume le responsabilità strategiche della propria vita ed esercitando la propria volontà sceglie i migliori adattamenti attraverso i quali costruirsi e crescere.

“Zeus, re degli dèi, per prima prese in sposa Meti,

che sa più di tutti gli dèi e degli uomini immortali.

Ma quando costei la dea glaucopide Atena fu sul punto

di partorire, allora ingannando il suo cuore

con parole astute, la inghiottì nel suo ventre

dietro i consigli di Gaia e di Urano stellato.

Così ambedue lo avevano consigliato perché il regale potere

nessun altro avesse, al posto di Zeus, fra gli dèi sempre esistenti;

da essa infatti era fatale che nascesse una prole assai saggia:

per prima la fanciulla glaucopide Tritogenea,

dotata di forza uguale a quella del padre e di saggio volere,

poi un figlio, re degli dèi e degli uomini,

partorire doveva, dal cuore violento;

ma prima Zeus la inghiottì nel suo ventre

affinché la dea potesse consigliarlo sul bene e sul male.”


Affinché METI potesse consigliarlo sul bene e sul male. Che cos’è per ZEUS il bene e il male? E’ bene quanto favorisce la sua espansione ed è male quanto impedisce la sua espansione. Il male è la negazione della propria capacità di espansione nell’oggettività e nel momento in cui intende espandersi. Non solo questo METI insegna a ZEUS: gli insegna, soprattutto, a guardare il tempo che viene incontro. A valutare, vedere, percepire e intuire le trasformazioni e gli adattamenti che mette in moto quando compie un’azione. Così che un’azione che appare malvagia, in quanto blocca lo sviluppo di sé o di alcuni Esseri nel momento presente diventa un grande atto di lungimiranza quando, modificate le condizioni in cui si manifesta appare motore propulsivo in situazioni diverse. METI insegna a ZEUS l’agire senza agire: quando l’ottenimento di un risultato è possibile senza l’azione per il suo ottenimento in quanto altre forze, altre volontà si sono messe in moto. METI insegna a ZEUS l’immobilità, la dissolvenza della propria volontà al fine di permettere l’espressione di altre volontà dalle quali attingere. METI insegna a ZEUS l’arte della STREGONERIA. L’esporsi e il sottrarsi; il dilatarsi nell’oggettività; percorrere i mutamenti avanti e indietro nel tempo; comprendere l’interazione e la mutua inferenza fra i vari mondi della percezione in cui gli DEI agiscono.

L’atto del “mangiare” METI è descritto per far comprendere il concetto di fagocitare. Non si impara a diventare STREGONI, ma ci si trasforma fagocitando i fenomeni dell’oggettività e ci si trasforma in STREGONI. L’azione del “mangiare” METI è l’azione di far proprio un modo di essere, di concepire, di intuire e i riproporlo sotto forma di sé stessi nell’oggettività in cui si vive.

E’ la trasformazione di ZEUS attraverso la fusione di sé stesso con METI che lo differenzia dai TITANI che lo hanno preceduto. Egli può curare il suo futuro costruendo le condizioni per infiniti futuri. Egli non teme che altri DEI costruiscano il loro futuro. Non teme la concorrenza, non teme la diversità. Proprio per l’intelligenza di METI accoglie la concorrenza e la diversità come parte della costruzione di un insieme di cui egli è sia l’artefice che una parte in modificazione. Solo in questo modo ZEUS può prepararsi ad affrontare l’esistente, solo perché METI è diventata parte indistinguibile di ZEUS: essa stessa è ZEUS! ZEUS, dal suo canto, fagocitando METI rinuncia a una parte di ciò che era, si trasforma e si arma (di intelligenza) per affrontare il futuro nel quale è artefice della sua costruzione nell’infinito dei mutamenti.

Quest’arte è uno dei doni più preziosi che ZEUS fa agli Esseri Umani: un fare proprio dell’arte della Stregoneria: CHIEDERSI IL PERCHE’ DELLE COSE! Dove il perché delle cose non viene conosciuto mediante la nozione che la ragione impara, ma viene conosciuto attraverso un atto di violenza che il soggetto fa a sé stesso. Fagocitare è un atto di violenza a sé stessi! Se la ragione che si immedesima giudice e spettatore delle azioni interpreta quanto assiste con l’atto di appropriazione di un oggetto da parte del soggetto, la Coscienza di Sé che mette in essere l’azione del fagocitare cessa di esistere. Accetta la propria fine e l’inizio di una Coscienza di Sé diversa. Una Coscienza di Sé composta dalla Consapevolezza che ha messo in essere l’azione del fagocitare e della modificazione che quel fagocitare ha prodotto. La Coscienza di Sé che si presenta davanti alla propria oggettività non è più la stessa. La differenza è costituita dalla capacità del soggetto di fagocitare oggetti sempre più grandi e modificare continuamente la propria consapevolezza.

E’ la trasformazione alchemica dello Stregone. La sua capacità di CHIAMARE LE COSE COL LORO VERO NOME e fagocitarle. Farle proprie riproponendo un altro sé stesso all’oggettività in cui si vive. CHIAMARE LE COSE COL LORO VERO NOME, significa discriminare le cose. Discriminare le cose significa riconoscere alle cose le loro qualità e la loro collocazione nell’oggettività in cui vivono. CHIAMARE LE COSE COL LORO VERO NOME significa consentire alla soggettività di esercitare la propria volontà all’interno delle proprie determinazioni scegliendo cosa fagocitare e cosa non fagocitare imprimendosi la direzione del cambiamento e della costruzione soggettiva. Il DIO è colui che sceglie! Colui che sceglie è colui che si fa FATO costruendo il proprio divenire. Se si preferisce il proprio destino se non fosse che affermare che quello era il destino della Coscienza lo si può fare soltanto perché si guardano i mutamenti attraverso i quali quella Coscienza di Sé è divenuta. Pertanto a posteriori! Dunque, è solo un giudizio della ragione.

CHIEDERSI IL PERCHE’ DELLE COSE e CHIAMARE LE COSE COL LORO VERO NOME porta ZEUS a diventare uno Stregone insegnando questo fare agli Esseri della Natura.

Ed ecco il prodotto della Stregoneria di ZEUS. Prende il presente, lo fagocita e lo ripropone nella nuova situazione che si sta costruendo. METI è un TITANO figlia di OCEANO e TETI ed è l’intelligenza, la saggezza, la capacità strategica quale Coscienza di Sé e in sé. Fagocitandola ZEUS la trasforma nella METI che gli Esseri della Natura possono utilizzare per costruire il loro divino. Gli Esseri della Natura non sono in grado di utilizzare la saggezza, la progettualità, l’intelligenza in sé stessa. Queste devono diventare specifiche della qualità della loro esistenza. Ed è l’arte della Stregoneria fatta propria da ZEUS che opera in questo senso.

Così METI, per gli Esseri della Natura e degli Esseri Umani nel nostro caso diventa ATHENA!

Questo è uno degli aspetti fondamentali dell’arte della Stregoneria. Anche l’Essere Umano che pratica Stregoneria la prima tappa del suo cammino è descrivere l’oggettività in cui vive CHIEDENDOSI IL PERCHE’ DELLE COSE e soggettivando questo CHIAMANDO LE COSE COL LORO VERO NOME. Questo lo trasforma in Stregone. Poi manifesta il suo essere Stregone riproponendo all’oggettività scelte diverse e migliori al fine di costruirsi nell’eternità dei mutamenti. Ci sono altri aspetti della Stregoneria propri dell’Essere Umano, comunque senza questo non c’è arte della Stregoneria. Lo Stregone parte da quanto si presenta e costruisce il nuovo.

Questo immette ZEUS di indipendente da sé nell’oggettività in cui agisce per la sua fusione con METI!

(la traduzione della Teogonia è tratta da Esiodo “Teogonia” trad. Graziano Arrighetti edizione BUR)

PER COMPRENDERE LA VISIONE COSMOGONICA DELLA RELIGIONE PAGANA POLITEISTA!

COMMENTO ALLA TEOGONIA DI ESIODO.

A cura di:

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 041933185

E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it


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