Atena nella
Teogonia di Esiodo

La Religione Pagana parla della realtà degli Dèi

di Claudio Simeoni

Se qualcuno vuole il libro cartaceo

 

Atena

La Religione Pagana e la Teogonia di Esiodo

Gli Dèi che nascono dagli amplessi di Zeus e degli Dèi Olimpi sono Dèi relativi alla razionalità e alla quotidianità degli Esseri della Natura e degli Esseri Umani nel nostro caso. Zeus costruisce la quotidianità attingendo dai Titani e dai figli dei Titani. Mescola i caratteri e le caratteristiche per generare la possibilità che quei Titani possano diventare manifestazione degli Esseri della Natura riducendo, di fatto, la generalità universale alla specificità razionale del quotidiano.

Fagocitare Meti non significa distruggere Meti, ma trasformare Meti, la sua intelligenza programmatrice, in un'intelligenza programmatrice all'interno della ragione affinché gli Esseri della Natura ne possano fruire e la possano utilizzare manifestandola nelle loro azioni.

In questo modo, Meti, attraverso la razionalità di Zeus, si cala negli Esseri della Natura, negli Esseri Umani nel nostro caso, nella figura di Atena.

Nella Teogonia di Esiodo Meti è la prima compagna di Zeus ma Atena nasce quando Zeus è compagno di Hera. Dalla nascita di Atena, Meti scompare dall'orizzonte umano, eppure è dentro Zeus dove ogni uomo e ogni donna la devono fagocitare ogni volta che si trasformano in Stregoni.

L'ultima parte della Teogonia è quasi un'elencazione degli Dèi del presente come venivano espressi ai tempi di Esiodo. A me interessa mettere in evidenza come questi DEI rappresentano dei valori per gli Esseri Umani ed esprimono un divino che dentro gli Esseri Umani spinge per crescere. Un valore, un principio, uno strumento che stimola la struttura psico-emotiva e il cui scopo è la trasformazione del presente in funzione della fondazione del futuro nel quale Esseri Umani e Dèi costruiscano loro stessi nell'infinito dei mutamenti.

Gli Dèi Titani costruiscono il mondo del tempo; gli Dèi Olimpi costruiscono il mondo della forma, della descrizione e della quantità.

Scrive Esiodo nella Teogonia tradotta da Romagnoli:

Poi generò dallo stesso suo cèrebro Atena occhi azzurra ,

indomita, tremenda, che eserciti guida, tumulti

eccita, a cui le grida son care, e le guerre, e le zuffe.

Esiodo, Teogonia 924 926

Atena rappresenta la prima creazione di Zeus o meglio, se vogliamo, la prima divinità che si genera da Zeus affinché gli Esseri, figli di Era, diventassero Dèi e bussassero con forza e determinazione alle porte dell'Olimpo.

Immaginiamo le prime forme di vita sul pianeta che iniziano ad essere consapevoli di sé stesse e in quel momento inizia la "lotta" affinché la propria coscienza di sé possa persistere e dilatarsi nel mondo in cui sono venuti in essere. Inizia la "lotta per la vita" e il suo nome è Atena.

L'appellativo con cui Atena era chiamata è "Pallade". Colei che tira la lancia. Colei che è armata di lancia. Colei che combatte con la lancia. Per combattere tirando la lancia serve una grande abilità e una grande precisione. Si combatte con la lancia sia a distanza ravvicinata sia lanciando e Atena era una lanciatrice di lancia. Combatte prima che il nemico le si avvicini.

Il tiratore di lancia ha a disposizione un solo tiro per colpire il nemico.

Per riuscire nell'impresa è necessario conoscere gli attrezzi che si posseggono. E' necessario essere abili nell'uso di tali attrezzi. Quando analizziamo l'insieme dobbiamo dire che il "tirare la lancia", per la propria sopravvivenza, altro non è che: L'Arte dell'Agguato!

Dove:

1. Il tiratore di lancia conosce sé stesso e le sue possibilità;

2. Il tiratore di lancia analizza il territorio di caccia;

3. Il tiratore di lancia ha l'Intento di ciò che fa;

4. L'Intento del tiratore di lancia è espresso dal proprio bisogno (l'Intento è interno al tiratore di lancia!);

5. Il tiratore di lancia individua l'obbiettivo del suo Intento;

6. Il tiratore di lancia osserva l'oggetto;

7. Il tiratore di lancia dispone sé stesso nei confronti del suo obbiettivo;

8. Il tiratore di lancia fonde sé stesso con l'ambiente nel quale agisce (fondere sé stessi con l'oggettività significa fusione empatica del sentire, dell'intuire, delle emozioni e delle intuizioni!),

9. Il tiratore di lancia si sottrae dall'essere soggetto di agguato;

10. Il tiratore di lancia attende il momento propizio;

11. Il tiratore di lancia colpisce l'oggetto soddisfacendo il proprio bisogno, rilassando la sua tensione e alimentando l'intento della propria trasformazione;

Il tiratore di lancia ha una sola possibilità. Tutto dipende da quella possibilità. Se davanti a quella possibilità egli non è pronto, non è attrezzato, egli perde la sua possibilità. Egli, soccombe!

La prima caratteristica che notiamo è che Atena nasce, vestita e armata, dalla testa di Zeus. Nascere vestiti e armati significa nascere attrezzati. Forse non ancora abili nell'affrontare la vita, ma attrezzati per farlo salvo l'esercizio soggettivo della propria volontà con la quale la Coscienza di Sé sceglie i propri mutamenti appropriandosi della Necessità che l'ha spinta a nascere. Nascere dalla testa significa nascere nel e per il pensato della ragione.

Atena è l'essenza divina che Zeus mette a fondamento dei suoi figli affinché bussino alle porte dell'Olimpo diventando essi stessi degli Dèi.

I figli di ERA dovranno diventare dei "tiratori di lancia" prodigiosi perché dispongono di una sola occasione nella quale costruire sé stessi e trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso. I figli di Era dispongono di una sola occasione per costruire loro stessi. Così se Era alimenta i suoi figli al fine di alimentare sé stessa, la figlia di Meti calata in ogni Essere insegna l'arte del "tirare la lancia" per l'intera esistenza trasformando la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.

Ogni Essere Umano nasce attrezzato per quanto la specie cui appartiene lo ha attrezzato e da quel momento, usando la propria volontà, diventa un tiratore di lancia allenandosi per essere pronto all'unico lancio che conta in tutta la propria esistenza: trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.

Alle regole imposte dai Titani nella costruzione del mondo del tempo, Zeus aggiunge le proprie: la prima è Atena. Vedremo in seguito che solo facendo questo Zeus può generare, attraverso la crescita, Demetra, Proserpina che, unendosi ad Ade, costruisce una delle grandi strategie d'esistenza dell'Essere della Natura germinando da Era. Hekate già vive e precede gli DEI, in quanto figlia di Titani, a lei Zeus e Demetra affiancano Proserpina. Germinare in Era, crescere e trasformarsi (Demetra), permette al soggetto germinato di trasformarsi in un dio accolto da Hekate al momento della morte del corpo fisico.

Così l'Essere della Natura nasce vestito dell'attrezzatura che la propria specie gli ha fornito per affrontare il grande combattimento della vita. In questo combattimento dovrà imparare a compattare la propria Energia Vitale, il proprio corpo luminoso, costruendolo e preparandolo al trasferimento della propria Coscienza di Sé all'atto della morte del corpo fisico. L'Essere, germinato nella Natura, ottenendo questo risultato arricchirà le possibilità della sua specie di nuove possibilità. L'Essere Umano nasce fornito dalla propria specie di mani, piedi, sensi, condizioni emozionali e psichiche, queste sono le sue determinazioni che dovrà specializzare affinare e arricchire. Altre Specie della Natura nascono fornite di altre determinazioni che dovranno affinare per trasformare, anche loro, la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso. Ognuno inizia il cammino, la lunga traiettoria della sua vita, partendo da quanto la propria specie ha costruito in milioni di anni di trasformazioni e adattamenti attraverso i quali lo ha attrezzato al meglio. Ogni nato nella Natura dovrà:

1. imparare a conoscere sé stesso e le sue possibilità, se vorrà tirare di lancia;

2. Dovrà analizzare il mondo in cui è divenuto, se vorrà tirare di lancia;

3. Dovrà alimentare l'Intento nelle sue azioni; se vorrà tirare di lancia;

4. Dovrà riconoscere l'Intento espresso dai suoi bisogni, se vorrà tirare di lancia;

5. Dovrà individuare l'obiettivo del suo Intento che soddisfa i suoi bisogni, se vorrà tirare di lancia;

6. Dovrà imparare a contemplare gli oggetti che sono in grado di soddisfare i suoi bisogni e vedere il mondo con i loro occhi, se vorrà tirare di lancia;

7. Dovrà imparare a disporre sé stesso nei confronti dell'oggetto del proprio Intento, se vorrà tirare di lancia;

8. Dovrà soggettivare bisogni e tensioni dell'oggettività in cui vive, se vorrà tirare di lancia;

9. Dovrà imparare a sottrarsi agli agguati che l'oggettività gli tende quando questi sono distruttivi, se vorrà tirare la lancia;

10. Dovrà imparare la pazienza, attendere che tutti i fenomeni dell'oggettività coincidano affinché egli possa manifestare il proprio Intento, se vorrà tirare la lancia;

11. Dovrà, infine, tirare la lancia con tutta la forza, la decisione e la determinazione che avrà accumulato nel corso della sua esistenza, se vorrà bussare alle porte dell'Olimpo;

L'ultimo e unico lancio della lancia della vita deve colpire il segno dell'intento: trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso. Un tiro fatto con tutto quanto si è accumulato nel corso della propria esistenza che diventa: l'attrezzatura emotiva con la quale si nasce nel nuovo mondo!

Perché proprio la lancia? Perché non c'è una seconda possibilità!

Non esiste la reincarnazione, il karma o la metempsicosi né esiste l'eternità dell'anima o l'inferno, il nirvana o qualche sorta di limbo. Nulla esiste se non il mondo nel quale viviamo salvo la prospettiva e gli occhi (i sensi) con i quali lo guardiamo. Gli Esseri della Natura hanno solo questa possibilità! La vita fisica attraverso la quale costruire il loro corpo luminoso. Se sprecano questa possibilità non ne hanno altre. Hanno rinunciato ad incubare sé stessi. Sono arrivati alla fine della loro vita fisica senza aver accumulato potere ed energia sufficiente per impugnare la lancia della vita e colpire l'obiettivo del loro Intento.

Questo è il significato di Pallade Atena!

A questo significato dobbiamo avvicinarne altri presi dagli attributi con cui Atena viene raccontata e rappresentata. Vedremo come, comunque, quegli attributi altro non sono che conferme del divino che è stato espresso attraverso il significato di Pallade.

Innanzi tutto Atena viene identificata come divinità della guerra. Una divinità talmente forte che lo stesso Ares non è in grado di tenergli testa. Eppure Ares è figlio di Zeus ed Era. Vedremo come Ares sia la guerra, la contraddizione che produce i cambiamenti da cui sgorga la vita. Atena è la guerra fatta con volontà e nous (inteso come intelligenza quale prodotto di: pensiero, intenzione, progetto, scopo, intendimento, modo di pensare, modo di giudicare, sentimento e intuizione) del soggetto il cui scopo è il raggiungimento di un Intento quale espressione dei propri bisogni. La soluzione della contraddizione nella direzione voluta dal soggetto a cui quella contraddizione partecipa avendola provocata.

Ad Era non interessa come la contraddizione fra i viventi si risolverà: la vita vince sempre! Era trionfa comunque! Qualunque aspetto della contraddizione prevalga, in qualunque contesa, la vita vince sempre. Per Era l'importante è l'esistenza della contraddizione perché la contraddizione è l'essenza divina della sua espansione attraverso l'espansione dei soggetti della Natura che la formano.

Atena si esprime nel soggetto. E' una rappresentazione, mediante l'azione, di un lato divino dell'individuo della Natura. L'individuo, agendo strategicamente nella vita quotidiana, alimenta l'Atena dentro di lui che costruisce la relazione con l'Atena oggettiva quando esprime Atena nelle sue azioni. Proprio perché esprime Atena, il soggetto si destreggia nella contraddizione anziché subirle e lasciarsi travolgere. Esercita la propria strategia per scegliere nelle condizioni e per soddisfare il bisogno di cui Intento è espressione in quella situazione.

Per questo motivo Atena è la rappresentazione divina di quanto è sfida nell'abitare il mondo.

La sfida è il giudizio dell'assemblea giudicante: Atena presiede manifestando in essa il proprio essere Dea!

La sfida è quella degli artigiani che si attrezzano e attrezzano la propria società degli strumenti atti a costruire benessere: Atena manifesta in essi il proprio essere Dea!

Ad Atena sono attribuite le invenzioni degli oggetti che servono per migliorare il Sistema Sociale. Ad Atena sono attribuiti l'invenzione del tornio del vasaio, la squadra del carpentiere, la spola per filare, l'imbrigliatura per i cavalli e del flauto (che però non sa suonare e lo getta via). L'endecalogo dell'arte dell'agguato che si è descritto, quale espressione della vita dell'Essere della Natura, si trasferisce nella quotidianità manifestandosi in ogni invenzione, in ogni sfida, in ogni progetto. Da qui l'endecalogo che manifesta la grande Atena come trasformazione della vita di ogni Essere che nella Natura si costruisce. Atena si materializza e si manifesta attraverso la pratica dell'endecalogo usato dall'Essere della Natura per raggiungere gli obbiettivi e gli Intenti rispondendo alle piccole e grandi sfide quotidiane che la vita ci presenta o che il soggetto sceglie. Così l'invenzione, l'intuizione geniale, è manifestazione di Atena nel soggetto che ha chiamato la grande Atena per affiancarlo nelle sue imprese.

L'invenzione, come la sfida nel giudizio e nella costruzione di Giustizia, è l'obbiettivo che il lanciatore di lancia intende colpire.

Obiettivo dopo obiettivo, sfida dopo sfida, l'Essere della Natura si allena per il grande obiettivo che dovrà colpire: la trasformazione della morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.

Lo stesso Ulisse porta a termine il suo viaggio attraverso il potere di Atena. Atena interviene ed è custode dei vari viaggi e delle varie fatiche attraverso le quali Ercole da Essere Umano si trasforma in un DIO e accede all'Olimpo: la contraddizione affrontata con intelligenza, necessità e intento!

Per terminare il discorso sul potere della vita che Zeus cala negli Esseri germinati in Era attraverso Atena, voglio accennare al simbolismo rappresentato da alcuni animali attribuiti alla Dea.

Il Gallo, la Civetta e il Serpente.

Ogni animale attribuito agli Dèi manifestava degli attributi propri di quel DIO. Il problema da ricordare è che gli attributi che gli Esseri Umani indicavano in quell'animale erano e sono propri della cultura del Sistema Sociale che la necessità di quegli attributi e la loro traduzione simbolica genera. Così un animale simboleggia qualche cosa in una cultura mentre simboleggia qualche cosa di diverso in un'altra cultura. Una cultura è portatrice di alcune necessità mentre un'altra cultura ne manifesta altre.

Quanto veniva attribuito ad Atena attraverso gli animali cui era associata, altro non erano che gli attributi materiali e psichici attraverso i quali la DEA si manifesta negli Esseri della Natura.

Il Gallo era il simbolo dell'Energia Vitale. Un simbolo dell'Energia Vitale pronta a trasformarsi in Coscienza di Sé in quanto era associata alla divinità che la manifestava. Non era l'Energia Vitale che spinta da Necessità si muoveva negli spazi siderali, era quanto emesso da Elios e Selene, la loro luce della vita. La luce che permette ad Era di germinare sempre nuove Coscienze di Sé. Il gallo era associato a Zeus ed era l'arte della magia della vita di Esculapio quale manifestazione del potere di Apollo ed legato ad Ermes. Solo l'Energia Vitale che si trasforma in Coscienza di Sé può vivere e svilupparsi attraverso l'endecalogo che abbiamo descritto e manifestare quell'endecalogo nella quotidianità per la soddisfazione dei propri bisogni. Un Gallo rappresenta Atena in quanto ella vive nelle manifestazioni dell'Energia Vitale consapevole. Quante strategie deve mettere in atto un gallo per poter copulare dall'alba al tramonto.

L'Energia Vitale consapevole si muove come un Serpente. Prendendo forma e sostanza ad ogni movimento. Il Serpente simboleggia la vita. Ci saranno mille ostacoli, ma la vita vince sempre. Si muove fra gli ostacoli, si adatta agli anfratti e procede, procede sempre. Nel procedere della vita, nelle scelte del procedere, ci sono le manifestazione di Atena. Il serpente è rappresentato nel caduceo di Esculapio ed è il simbolo della vita come intesa dagli Esseri della Natura germinati in Era.

Infine la Civetta. Il simbolo della Conoscenza e del Sapere che viene afferrato per attrezzare l'individuo e affrontare al meglio l'opportunità di trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.

A questo proposito riprendo quanto è scritto nel "Sentiero d'oro":

"Fato conduce l'Essere

E l'Essere diventa Minerva

Minerva insegna all'Essere il volo della civetta: la civetta della Conoscenza nel buio dell'ignoranza. Un volo aggraziato e silenzioso per non farsi inghiottire dal buio; un volo deciso e determinato per artigliare il Sapere là dove si trova."

Ed è l'azione dell'Energia Vitale (il Gallo) trasformata in vita Coscienza di Sé della Natura (il Serpente) mette in essere l'arte dell'agguato o il tiratore di lancia (la Civetta) per trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso. L'azione di Atena sarà evidente nelle traversie di Ercole che proprio per manifestare Atena, Ercole trasformerà la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso entrando trionfante nell'Olimpo accolto da tutti gli Dèi (Era compresa!).

Atena nel mito egli Inni Omerici, scritto in epoca quasi contemporanea ad Esiodo, si dice come la Dea, nata in armi dalla testa di Zeus compia, come prima azione, agita la lancia davanti al volto di Zeus: sfida il potere.

Comincerò a cantare Pallade Atena

[]

il saggio Zeus la generò da solo,

dal suo capo venerabile, rivestita già delle armi di guerra

dorate e lucenti. Tutti gli immortali si stupirono

a questa vista: essa balzò fuori rapidamente

dal capo immortale, agitando un giavellotto acuto

davanti a Zeus Egioco. Il vasto Olimpo sussultò

cupamente sotto l'urto della dea dagli occhi splendenti,

la terra emise un grido terribile, il mare si sconvolse,

gonfiandosi con flutti spumanti. Poi d'improvviso le onde

si fermarono, il luminoso figlio di Iperione arrestò

lungamente i veloci cavalli, fino a quando la vergine

Pallade Atena ebbe tolto dalle spalle immortali

le armi divine: né gioì il saggio Zeus.

Tratto da: Inni Omerici a cura di Giuseppe Zanetto ed. Bur ed. 2000

Questa è Atena e quanto Zeus Egioco mise a fondamento degli Esseri che germinano in Era affinché potessero entrare nell'Olimpo!

scritto originale: Marghera, 21 novembre 2000

NOTA: Le citazioni della Teogonia di Esiodo sono tratte dalla traduzione di Ettore Romagnoli "Esiodo i poemi" Edito da Nicola Zanichelli Bologna 1929

Appunto trasmissione radiofonica del 2000 inizio revisione 18 settembre 2014

Revisione

Marghera, 04 novembre 2014

Traduzione in Portoghese

Tradução para o português 37/B) Atena na Teogonia de Hesíodo

vai indice delle pagine di commento alla Teogonia

 

 

 

 

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Claudio Simeoni

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L'analisi della Teogonia di Esiodo

La Religione Pagana ha forgiato una propria visione del mondo, della vita e del venir in essere delle coscienze fin dalle origini del tempo. Tali idee collimano nel tempo presente con le idee delle religioni e dei culti prima dell'avvento della filosofia e furono osteggiate militarmente dall'odio cristiano contro la vita. Analizzare Esiodo ci permette di chiarire il punto di vista della Religione Pagana.