ATHENA

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La figura di ATHENA, come quella di altre figure che germinano dall’oggettività costruita da ZEUS, verranno analizzate anche oltre la TEOGONIA in quanto, pur presenti nella TEOGONIA, sono importanti anche fuori dalla TEOGONIA: diventano rappresentazioni e priorità degli Esseri della Natura prima e delle società umane poi. Sarà certamente necessario approfondirle ulteriormente, se un giorno avrò tempo e possibilità lo farò. Questi DEI, nati da ZEUS, diventano importanti per la quotidianità degli Esseri Umani. Lo stesso discorso vale per AFRODITE e per HEKATE, ma in questo momento voglio soffermarmi sugli DEI che da ZEUS e dai figli di CRONOS nascono in relazione alla costruzione della vita all’interno dell’Essere Natura prima e della specie cui apparteniamo poi.

L’ultima parte della TEOGONIA è quasi un’elencazione degli DEI del presente come venivano espressi ai tempi di Esiodo. A me interessa mettere in evidenza come questi DEI rappresentano dei valori per gli Esseri Umani ed esprimono un divino che dentro gli Esseri Umani spinge per crescere. Un valore il cui scopo è la trasformazione del presente in funzione della fondazione del futuro nel quale Esseri Umani e DEI costruiscano loro stesi nell’infinito dei mutamenti.

Lo stesso discorso lo feci per i TITANI. Costoro sono dentro di noi e noi li possiamo raggiungere immergendoci nel TARTARO dove gli DEI OLIMPI hanno timore di entrare.

C’è una profonda differenza fra il lavoro degli DEI OLIMPI e gli DEI TITANI. In questo momento sto concentrando me stesso su un’immagine; un aspetto particolare tolto dall’insieme delle relazioni. E’ come se gli DEI TITANI fossero il crogiolo e la forgia del nostro corpo di Energia, l’essenza del nostro farci DEI; gli DEI OLIMPI sono il crogiolo e la forgia della nostra materialità (non è esattamente così, ma è per non disperdere il discorso!). L’oggettività attraverso la quale la nostra Coscienza di Sé prende forma e consapevolezza si separa dall’inconscio. In questo momento sto focalizzando come ZEUS e i figli di CRONOS stessero rivendicando, nei confronti dell’Infinito, di cui gli DEI TITANI sono la rappresentazione, il loro diritto a forgiare Coscienze e Consapevolezze partendo dalla materialità della loro esistenza. E’ come se ZEUS rivendicasse, davanti all’infinito, il diritto della materia di forgiare Coscienze e Consapevolezze. Dove quelle Coscienze di Sé attraversano una serie di stadi, immergendosi nel TARTARO e alimentando i TITANI dentro di loro e raggiungendo, tappa dopo tappa, i fini posti sul loro cammino di trasformazione soggettiva. Uno di questi è la trasformazione attraverso la sfida nell’esistenza che le porta a bussare alle porte dell’Olimpo, come vedremo negli Inni Omerici per quanto riguarda APOLLO.

ATHENA rappresenta la prima creazione di ZEUS o meglio, se vogliamo, la prima divinità che si genera da ZEUS affinché gli Esseri, figli di ERA, diventassero DEI e bussassero con forza e determinazione alle porte dell’Olimpo.

Prima di parlare della DEA ATHENA parliamo dell’appellativo col quale era chiamata. Quell’appellativo, in realtà, ci svela come costei fosse figlia di METI e come e perché ZEUS abbia fagocitato METI mettendola a guardia dei figli di ERA affinché costoro si trasformassero in DEI.

Io non discuto le analisi culturali attraverso le quali si intende spiegare perché la DEA ATHENA venga chiamata PALLADE, né voglio discutere l’interpretazione che ne dà Apollodoro. In alcuni interpreti PALLADE deriva da “pallax” che significa giovane. Questo io non lo voglio discutere in quanto la fede non è discutibile. PALLADE dette origine al verbo “pallein” che in greco significa “tirare di lancia”. Affinché noi si possa ritenere assolutamente ovvio che il “tirare di lancia” esce dalla testa del padre degli DEI è necessario sapere cosa significhi combattere tirando di lancia. Se non sappiamo cosa significhi e cosa implichi “combattere tirando di lancia” non saremmo mai in grado di comprendere né l’importanza né perché la grande ATHENA è la figlia prediletta di ZEUS e perché viene partorita armata di lancia dalla testa dello stesso.

Per comprendere il significato del combattere attraverso il “tirare di lancia” è necessario che chi legge si immedesimi in una situazione precisa. Egli è da solo, armato di lancia, mentre un leone furioso lo sta assalendo. Egli ha a disposizione un solo tiro, un solo lancio per poter continuare a vivere. Per riuscire nell’impresa è necessario conoscere gli attrezzi che si posseggono. E’ necessario essere abili nell’uso di tali attrezzi. Quando analizziamo l’insieme dobbiamo dire che il “tirare la lancia”, per la propria sopravvivenza, altro non è che: L’ARTE DELL’AGGUATO!

Dove:

  1. Il tiratore di lancia conosce sé stesso e le sue possibilità;

  2. Il tiratore di lancia analizza il territorio di caccia;

  3. Il tiratore di lancia ha l’Intento di ciò che fa;

  4. L’Intento del tiratore di lancia è espresso dal proprio bisogno (l’Intento è interno al tiratore di lancia!);

  5. Il tiratore di lancia individua l’obbiettivo del suo Intento;

  6. Il tiratore di lancia osserva l’oggetto;

  7. Il tiratore di lancia dispone sé stesso nei confronti del suo obbiettivo;

  8. Il tiratore di lancia fonde sé stesso con l’ambiente nel quale agisce (fondere sé stessi con l’oggettività significa fusione empatica del sentire, dell’intuire, delle emozioni e delle intuizioni!),

  9. Il tiratore di lancia si sottrae dall’essere soggetto di agguato;

  10. Il tiratore di lancia attende il momento propizio;

  11. Il tiratore di lancia colpisce l’oggetto soddisfacendo il proprio bisogno, rilassando la sua tensione e alimentando l’intento della propria trasformazione;

Il tiratore di lancia ha una sola possibilità. Tutto dipende da quella possibilità. Se davanti a quella possibilità egli non è pronto, non è attrezzato, egli la perde. Egli soccombe!

La prima caratteristica che notiamo è che ATHENA nasce vestita e armata dalla testa di ZEUS. Nascere vestiti e armati significa nascere attrezzati. Forse non ancora abili nell’affrontare la vita, ma attrezzati per farlo salvo l’esercizio soggettivo della propria volontà con la quale la Coscienza di Sé sceglie i propri mutamenti appropriandosi della Necessità che l’ha spinta a nascere.

ATHENA è l’essenza divina che ZEUS mette a fondamento dei suoi figli affinché bussino alle porte dell’Olimpo diventando essi stessi degli DEI.

I figli di ERA dovranno diventare dei “tiratori di lancia” prodigiosi perché dispongono di una sola occasione nella quale costruire sé stessi e trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso. I figli di ERA dispongono di una sola occasione per costruire loro stessi. Così se ERA alimenta i suoi figli al fine di alimentare sé stessa, la figlia di METI calata in ogni Essere insegna l’arte del “tirare la lancia” per l’intera esistenza trasformando la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.

Così ogni Essere Umano nasce attrezzato per quanto la specie cui appartiene lo ha attrezzato e da quel momento, usando la propria volontà, diventa un tiratore di lancia allenandosi per essere pronto all’unico lancio che conta in tutta la propria esistenza: trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.

Alle regole imposte dai TITANI, ZEUS aggiunge le proprie: ATHENA. Vedremo in seguito che solo facendo questo ZEUS può generare, attraverso la crescita, DEMETRA, PROSERPINA che unendosi ad ADE costruisce una delle grandi strategie d’esistenza dell’Essere figlio di ERA. HEKATE già vive e precede gli DEI, in quanto figlia di TITANI, a lei ZEUS e DEMETRA affiancano PROSERPINA.

Così l’Essere della Natura nasce vestito dell’attrezzatura che la propria specie gli ha fornito per affrontare il grande combattimento della vita. In questo combattimento dovrà imparare a compattare la propria Energia Vitale, il proprio corpo luminoso, al fine di prepararlo al trasferimento della propria Coscienza di Sé all’atto della morte del corpo fisico. Questo risultato lo otterrà affinando quanto la specie cui appartiene gli ha fornito. L’Essere Umano nasce fornito dalla propria specie di mani, piedi, sensi, condizioni emozionali e psichiche, queste sono le sue determinazioni che dovrà specializzare e affinare. Altre Specie della Natura nascono fornite di altre determinazioni che dovranno affinare per trasformare, anche loro, la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso. Ognuno partendo da quanto la propria specie ha costruito in milioni di anni di trasformazioni e adattamenti per attrezzarlo al meglio. Così che l’Essere della Natura dovrà:

  1. imparare a conoscere sé stesso e le sue possibilità, se vorrà tirare di lancia;

  2. Dovrà analizzare il mondo in cui è divenuto, se vorrà tirare di lancia;

  3. Dovrà alimentare l’Intento nelle sue azioni; se vorrà tirare di lancia;

  4. Dovrà riconoscere l’Intento espresso dai suoi bisogni, se vorrà tirare di lancia;

  5. Dovrà individuare l’obiettivo del suo Intento che soddisfa i suoi bisogni, se vorrà tirare di lancia;

  6. Dovrà imparare a contemplare gli oggetti che sono in grado di soddisfare i suoi bisogni e vedere il mondo con i loro occhi, se vorrà tirare di lancia;

  7. Dovrà imparare a disporre sé stesso nei confronti dell’oggetto del proprio Intento, se vorrà tirare di lancia;

  8. Dovrà soggettivare bisogni e tensioni dell’oggettività in cui vive, se vorrà tirare di lancia;

  9. Dovrà imparare a sottrarsi agli agguati che l’oggettività gli tende quando questi sono distruttivi, se vorrà tirare la lancia;

  10. Dovrà imparare la pazienza, attendere che tutti i fenomeni dell’oggettività coincidano affinché egli possa manifestare il proprio Intento, se vorrà tirare la lancia;

  11. Dovrà, infine, tirare la lancia con tutta la forza, la decisione e la determinazione che avrà accumulato nel corso della sua esistenza, se vorrà bussare alle porte dell’Olimpo;

L’ultimo e unico lancio di lancia è al momento della morte del corpo fisico e la nascita del corpo luminoso. Un tiro fatto con tutto quanto si è accumulato nel corso della propria esistenza: l’attrezzatura con la quale si nasce nel nuovo mondo!

Perché proprio la lancia? Perché non c’è una seconda possibilità!

Non esiste la reincarnazione, il karma o la metempsicosi né esiste l’eternità dell’anima o l’inferno, il nirvana o qualche sorta di limbo. Nulla esiste se non il mondo nel quale viviamo salvo la prospettiva e gli occhi (i sensi) con i quali lo guardiamo. Gli Esseri della Natura hanno solo questa possibilità! La vita fisica attraverso la quale costruire il loro corpo luminoso. Se sprecano questa possibilità non ne hanno altre. Hanno rinunciato ad incubare sé stessi. Sono arrivati alla fine della loro vita fisica senza aver accumulato potere ed energia sufficiente per impugnare la lancia della vita e colpire l’obiettivo del loro Intento.

Questo è il significato di PALLADE!

A questo significato dobbiamo avvicinarne altri presi dagli attributi con cui ATENA viene raccontata e rappresentata. Vedremo come, comunque, quegli attributi altro non sono che conferme del divino che è stato espresso attraverso il significato di PALLANTE.

Innanzi tutto ATENA viene identificata come divinità della guerra. Una divinità talmente forte che lo stesso ARES non è in grado di tenergli testa. Eppure ARES è figlio di ZEUS ed ERA. Vedremo come ARES sia la guerra, la contraddizione che produce i cambiamenti da cui sgorga la vita. ATHENA è la guerra fatta con volontà e nous ( inteso come intelligenza quale prodotto di: pensiero, intenzione, progetto, scopo, intendimento, modo di pensare, modo di giudicare, sentimento e intuizione) del soggetto il cui scopo è il raggiungimento di un Intento quale espressione dei propri bisogni. La soluzione della contraddizione nella direzione voluta dal soggetto a cui quella contraddizione partecipa avendola provocata.

Ad ERA non interessa come la contraddizione si risolverà: la vita vince sempre! ERA trionfa comunque! Qualunque aspetto della contraddizione prevalga, in qualunque contesa. Per ERA l’importante è l’esistenza della contraddizione perché la contraddizione è l’essenza divina della sua espansione.

ATHENA si esprime nel soggetto. E’ un lato divino dell’individuo della Natura che nelle sue azioni esprime ATHENA. Proprio perché esprime ATHENA il soggetto si destreggia nella contraddizione anziché lasciarsi travolgere. Esercita la propria strategia per soddisfare il bisogno di cui Intento è espressione.

Per questo motivo ATHENA è la rappresentazione divina di quanto è sfida nei confronti dell’oggettività.

La sfida è il giudizio dell’assemblea giudicante: ATHENA presiede manifestando in essa il proprio essere DEA!

La sfida è quella degli artigiani che si attrezzano e attrezzano la propria società degli strumenti atti a costruire benessere: ATHENA manifesta in essi il proprio essere DEA!

Ad ATHENA sono attribuite le invenzioni degli oggetti che servono per migliorare il Sistema Sociale. Ad ATHENA sono attribuiti l’invenzione del tornio del vasaio, la squadra del carpentiere, la spola per filare, l’imbrigliatura per i cavalli e del flauto (che però non sa suonare e lo getta via). L’endecalogo che si è descritto, quale espressione della vita dell’Essere della Natura, si trasferisce nella quotidianità manifestandosi in ogni invenzione, in ogni sfida, in ogni progetto. Da qui l’endecalogo che manifesta la grande ATHENA come trasformazione della vita di ogni Essere che nella Natura si costruisce. ATHENA si materializza e si manifesta attraverso la pratica dell’endecalogo usato dall’Essere per raggiungere gli obbiettivi e gli Intenti rispondendo alle piccole e grandi sfide quotidiane che la vita ci presenta o che il soggetto sceglie. Così l’invenzione, l’intuizione geniale, è manifestazione di ATHENA in un soggetto che insegue la grande ATHENA.

L’invenzione, come la sfida nel giudizio e nella costruzione di Giustizia, è l’obbiettivo che il lanciatore di lancia intende colpire.

Obiettivo dopo obiettivo, sfida dopo sfida, l’Essere della Natura si allena per il grande obiettivo che dovrà colpire: la trasformazione della morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.

Lo stesso Ulisse porta a termine il suo viaggio attraverso il potere di ATHENA. ATHENA interviene ed è custode dei vari viaggi e delle varie fatiche attraverso le quali ERCOLE da Essere Umano si trasforma in un DIO e accede all’Olimpo: la contraddizione affrontata con intelligenza, necessità e intento!

Per terminare il discorso sul potere della vita che ZEUS cala negli Esseri figli di ERA attraverso ATHENA voglio accennare al simbolismo rappresentato da alcuni animali attribuiti alla DEA.

Il Gallo, la Civetta e il Serpente.

Ogni animale attribuito agli DEI manifestava degli attributi propri di quel DIO. Il problema da ricordare era che gli attributi che gli Esseri Umani indicavano in quell’animale erano e sono propri della cultura del Sistema Sociale che la necessità di quegli attributi e la loro traduzione simbolica genera. Così un animale simboleggia qualche cosa in una cultura mentre simboleggia qualche cosa di diverso in un’altra cultura. Una cultura è portatrice di alcune necessità mentre un’altra cultura ne manifesta altre.

Quanto veniva attribuito ad ATHENA attraverso gli animali cui era associata altro non erano che gli attributi materiali e psichici attraverso i quali la DEA si manifesta negli Esseri della Natura.

Il Gallo era il simbolo dell’Energia Vitale. Un simbolo dell’Energia Vitale pronta a trasformarsi in Coscienza di Sé in quanto era associata alla divinità che la manifestava. Non era l’Energia Vitale che spinta da Necessità si muoveva negli spazi siderali, era quanto emesso da ELIOS e SELENE, la loro luce della vita. La luce che permette ad ERA di germinare sempre nuove Coscienze di Sé. Il gallo era associato a ZEUS ed era l’arte della magia della vita di ESCULAPIO quale manifestazione del potere di APOLLO e legato ad ERMES. Solo l’Energia Vitale che si trasforma in Coscienza di Sé può vivere e svilupparsi attraverso l’endecalogo che abbiamo descritto e manifestare quell’endecalogo nella quotidianità per la soddisfazione dei propri bisogni. Un Gallo rappresenta ATHENA in quanto ella vive nelle manifestazioni dell’Energia Vitale consapevole.

L’Energia Vitale consapevole si muove come un Serpente. Prendendo forma e sostanza ad ogni movimento. Il Serpente simboleggia la vita. Ci saranno mille ostacoli, ma la vita vince sempre. Si muove fra gli ostacoli, si adatta agli anfratti e procede, procede sempre. Nel procedere della vita, nelle scelte del procedere, ci sono le manifestazione di ATHENA. Il serpente è rappresentato nel caduceo di ESCULAPIO ed è il simbolo della vita come intesa dagli Esseri figli di ERA.

Infine la Civetta. Il simbolo della Conoscenza e del Sapere che viene afferrato per attrezzare l’individuo e affrontare al meglio l’opportunità di trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.

A questo proposito riprendo quanto è scritto nel “SENTIERO D’ORO”:

Fato conduce l'Essere

E l'Essere diventa Minerva

Minerva insegna all'Essere il volo della civetta: la civetta della Conoscenza nel buio dell'ignoranza. Un volo aggraziato e silenzioso per non farsi inghiottire dal buio; un volo deciso e determinato per artigliare il Sapere là dove si trova.”

Ed è l’azione dell’Energia Vitale (il Gallo) trasformato in vita (Coscienza di Sé della Natura; il Serpente) mette in essere (l’arte dell’agguato o il tiratore di lancia; la Civetta) al fine di trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso. L’azione di ATHENA sarà evidente nelle traversie di ERCOLE che proprio per manifestare ATHENA, ERCOLE trasformerà la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso entrando trionfante nell’Olimpo accolto da tutti gli DEI (ERA compresa!).

Questo è ATHENA e quanto ZEUS EGIOCO mise a fondamento degli Esseri figli di ERA affinché potessero entrare nell’Olimpo!

2000.11.21 Marghera – Venezia

(la traduzione della Teogonia è tratta da Esiodo “Teogonia” trad. Graziano Arrighetti edizione BUR)

PER COMPRENDERE LA VISIONE COSMOGONICA DELLA RELIGIONE PAGANA POLITEISTA!

COMMENTO ALLA TEOGONIA DI ESIODO.

A cura di:

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 041933185

E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it


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