LATONA e ZEUS

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LATONA genera sé stessa dai TITANI FEBE e CEO (FOIBE e COIO). E’ generata da questi con ASTERIA che unita in amore con PERSEO genera ECATE!

ECATE, la trasformazione degli Esseri della Natura in Esseri Luminosi. Probabilmente ECATE è molto di più, ma la mia percezione si ferma là!

E’, comunque, da CEO e FEBE, la splendente, che prende forma LATONA. LATONA, la notte! Che Notte è LATONA? Ho dei grossi problemi a considerare una “Notte della vita”, ma è l’unica cosa che in questo momento posso vedere! ASTERIA è un cielo stellato! Eppure è semplice: LATONA è il grembo materno! E’ il grembo o l’uovo degli Esseri figli di ERA! E’ l’oggettività in cui si generano! Per comprendere cosa significa seguiamo le vicissitudini di LATONA mentre doveva partorire! ERA la perseguita, o meglio, ERA ne ha paura. Perché? Perché i figli di LATONA avrebbero sì costruito l’Essere Natura, ma l’avrebbero costruito favorendo sé stessi come DEI.

Parliamo delle vicissitudini di LATONA che troviamo, ad esempio, negli Inni Omerici:

Canterò forse come Leto ti partorì, gioia per i mortali,

sdraiandosi sul monte Cinto nell’isola rocciosa

di Delo bagnata dal mare? Da ogni parte le nere onde

battevano la spiaggia al soffio fischiante dei venti:

da lì provieni, tu che regni su tutti i mortali.

Fra le genti che vivono a Creta e nella terra di Atene,

nell’isola di Egina e nell’Eubea, famosa per le navi,

a Ege, a Iresia e a Pepareto marina,

sul Tracio Athos e sulle alte vette del Pelio,

a Samotracia e sui monti ombrosi dell’Ida,

a Sciro, a Focea e sull’erto monte di Autocane,

nell’accogliente Imbro e nella brumosa Lemno,

nella sacra Lesbo, sede di Macare, figlio di Eolo,

a Chio, la più fiorente delle isole adagiate sul mare,

sull’impervio Mimante e sulle alte vette del Corico,

a Claro luminosa e sull’erto monte di Esagea,

a Samo ricca di acque e sulle erte vette di Micale,

a Mileto, a Coo, città dei Meropi,

a Cnido elevata e a Carpato, battuta dai venti,

a Nasso e a Paro e sulla rocciosa Renea:

per tanto spazio camminò Leto, incinta dell’arciere,

cercando una terra disposta ad offrirle una casa per il figlio.

Ma tutte tremavano per il terrore, e nessuna ardì

a cogliere Febo, per quanto fosse prospera,

finché l’augusta Leto arrivò a Delo

e la interrogò pronunciando parole alate:

“Delo, non vorresti essere la sede di mio figlio,

Febo Apollo, e ospitare un Tempio fiorente?

Nessun altro-vedrai-si occuperà mai di te,

e non sarai mai ricca di mandrie e di greggi, stanne certa:

non darai messi né farai crescere fitti alberi.

Ma se avrai un tempio di Apollo arciere,

tutti gli uomini si raduneranno qui

per portarti ecatombi, e un profumo infinito di grasso

si leverà sempre da te, e nutrirai i tuoi abitanti

per mano degli stranieri, poiché non è fertile il tuo suolo”.

Così disse; Delo gioì e disse in risposta:

“Leto, nobile figlia del grande Ceo,

sarei lieta di accogliere la nascita dell’arciere

divino: infatti sono assolutamente sconosciuta

fra gli uomini, e così diventerei famosa.

Ma c’è una voce che mi spaventa, Leto, non te lo nascondo:

dicono infatti che Apollo sarà un dio troppo violento

e avrà un grande potere fra gli immortali

e fra gli uomini mortali sulla terra ricca di doni.

Perciò temo molto nel cuore e nel petto

che, non appena vedrà la luce del sole,

vedendo come sono brulla, disprezzerà l’isola

e calpestandola con i piedi la sprofonderà nel mare.

Allora le alte onde mi sommergeranno per sempre

la testa, ed egli cercherà un’altra terra che gli piaccia,

per fondarvi un Tempio e boschi ricchi di alberi.

E su di me i polipi faranno i loro covi e le nere

foche le loro case, al sicuro, lontano dagli uomini.

Ma se tu, o dea, volessi farmi un giuramento solenne

che qui innanzi tutto egli erigerà un bellissimo tempio,

dove gli uomini chiederanno oracoli; e poi

fondi pure templi e boschi ricchi di alberi

in mezzo ad altri uomini, poiché certo avrà molti epiteti”.

Così parlò, e Leto disse il solenne giuramento degli Dei:

“Chiamo a testimone la Terra e l’ampio Cielo di sopra

e l’acqua corrente dello Stige – è questo il giuramento

più solenne e terribile per gli Dei beati –

che qui ci sarà per sempre un altare odoroso

e un santuario di Febo: egli ti onorerà più di ogni altra terra”.

Dopo che la Dea ebbe pronunciato il giuramento,

Delo molto si rallegrò per la nascita dell’arciere divino,

ma Leto per nove giorni e nove notti fu trafitta

da doglie disperate. Le erano vicino

tutte le Dee più grandi: Dione e Rea,

e Temi, la dea di Icne, e Anfitrite dalla voce sonora,

e le altre immortali, tranne Era dalle bianche braccia,

che rimaneva nel palazzo di Zeus adunatore di nubi.

Solo Ilizia, la Dea del travaglio, non sapeva nulla;

sedeva infatti sulla cima dell’Olimpo fra nubi d’oro,

per volontà di Era dalle bianche braccia, che per invidia

la teneva in disparte: infatti Leto dai bei capelli

doveva partorire un figlio grande e forte.

Ma dall’isola accogliente le Dee mandarono Iride

in cerca di Ilizia, cui promettevano una grande ghirlanda

di nove cubiti tessuta di fili d’oro.

ordinavano di chiamarla all’insaputa di Era dalle bianche braccia,

perché questa poi non la distogliesse dal venire.

Quando la veloce Iride dall’agile piede sentì ciò,

s’avviò di corsa, e rapidamente superò la distanza.

Arrivata sull’alto Olimpo, la sede degli Dei,

subito fece venire Ilizia sulla soglia

del salone, e le rivolgeva parole alate,

proprio come avevano ordinato le abitatrici dell’Olimpo.

Riuscì a persuadere il cuore di Ilizia nel petto,

e entrambe si avviarono, movendosi come trepide colombe.

Quando Ilizia, la Dea del travaglio, arrivò a Delo,

Leto fu presa dalle doglie e s’apprestò a partorire.

Cinse con le braccia la palma, puntò le ginocchia

sul tenero prato, e sorrise la terra di sotto:

il Dio uscì fuori alla luce, e le Dee gridarono tutte.

Questo ci racconta di LATONA l’Inno Omerico relativo alla nascita dell’arciere Apollo. LATONA è il ventre che costruisce il futuro! Gli Esseri Umani nella Natura nascono come DEI! Il ventre degli Esseri Mammiferi partorisce sempre degli DEI! Dalle uova degli Esseri, figli di ERA, nascono sempre degli DEI! E’ la loro tensione, il loro bisogno, la loro necessità! Questo lo sa bene ERA che si nutre della consapevolezza e delle strategie di vita degli Esseri che in Lei germinano e per Lei è un dolore anche se necessario. Gli Esseri della Natura si trasformano in DEI ed ella è costretta a prenderne atto, ad accoglierli anziché consumarli per nutrirsene! Però queste sono le regole che ERA stessa ha stabilito all’interno di sé stessa ed ella, anche se si oppone, deve sottostare alle sue stesse regole.

Per questo motivo ERA, dalle bianche braccia, ostacola ERACLE salvo poi accoglierlo nell’Olimpo quando egli vi giunge trasformato in un DIO. ERA ostacola, ma i suoi ostacoli non sono mai distruttivi o assoluti. Sono ostacoli che gli Esseri figli di ERA devono superare per diventare DEI. Per questo ERA, dalle bianche braccia, teme la nascita di APOLLO.

LATONA deve partorire. Il suo ventre nero non può contenere il DIO. La terra stessa trema per l’arrivo del DIO (dopo aver visto migliaia di anni di distruzioni portati dagli Esseri Umani sul pianeta, penso che ne avesse ben ragione!). Terra dopo terra è il vagare di LATONA. La terra deve accettare di accogliere il DIO. Non può partorire in qualunque posto, deve stringere un patto! Solo stringendo un patto con la Terra il DIO può nascere.

Quel DIO avrà mani per costruire e mani per distruggere!

Quel DIO avrà un cuore violento e una determinazione feroce!

Quel DIO conosce la danza della vita!

Quel DIO costruisce sé stesso e non teme di distruggere!

Quale DIO partorisce LATONA?

LATONA partorisce l’Essere Umano maschile e l’Essere Umano femminile!

Come? Si dirà, c’erano altri uomini e donne! Non è questo il punto, il punto è che LATONA partorisce l’Essere Umano Maschile, APOLLO, e l’Essere Umano femminile ARTEMIDE!

LATONA partorisce la capacità del farsi DIO degli Esseri Umani!

LATONA da ZEUS partorisce questo!

Da qui la rabbia di ERA! Da qui il dolore dell’Essere Natura! Nasce un DIO terribile, colui che potrebbe distruggerla: l’arciere! Nasce armato per manipolare l’oggettività in cui diviene.

APOLLO arciere e ARTEMIDE saettatrice!

Da dove costui inizierà la sua distruzione? Da dove costui inizierà la sua costruzione? Ogni terra lo teme, ogni terra lo evita eppure REA attende! Eppure gli DEI sono in ansia, una nuova stirpe di DEI stanno per giungere.

Questi DEI nascono con un patto con l’Essere Terra: REA!

REA li accoglie in cambio di qualcosa!

Quel qualcosa che questi DEI ancora non hanno dato, ma daranno!

Per il momento questi DEI hanno fatto gemere e tremare ERA, l’hanno saccheggiata, eppure ERA e REA attendono che questi DEI stiano ai patti. Un giorno saranno chiamati ad esserlo! Un giorno dovranno pagare il tributo all’Essere Terra e all’Essere Natura! Qual è il tributo che l’Essere Umano maschile e l’Essere Umano femminile dovranno pagare? E’ il gran giuramento di LATONA, costruire templi, altari e boschi odorosi dai quali ERA tragga nuovo vigore e REA un grande respiro di vita!

Accorrono gli DEI attorno a LATONA, solo ERA che conosce le distruzioni che apporterà il nuovo nato prima di pagare il suo tributo, tiene lontana ILIZIA, sua figlia! Così il parto non avviene! Gli DEI convocano IRIDE e la mandano sull’Olimpo a chiamare ILIZIA promettendole un dono! Gli DEI sono disposti a pagare un tributo affinché il nuovo DIO emerga. Un grande tributo all’insaputa di ERA che sola se ne sta a gemere guardando il terrore del tempo che le viene incontro.

Nove giorni dura quel parto.

Il ventre della vita ha partorito una nuova stirpe di DEI!

Non dimentichiamo: prima nasce ARTEMIDE, l’Essere Umano femminile e questi aiuta LATONA per partorire APOLLO!

PER COMPRENDERE LA VISIONE COSMOGONICA DELLA RELIGIONE PAGANA POLITEISTA!

COMMENTO ALLA TEOGONIA DI ESIODO.

A cura di:

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 041933185

E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it


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