ALCMENA E ZEUS
ERACLE
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Alcmena generò Eracle forte
unita in amore con Zeus adunatore di nubi.
Ebe , il figlio possente di Alcmena dalle belle caviglie,
Eracle vigoroso, compiute le dolorose fatiche,
lei che era figlia di Zeus grande e di Era dagli aurei calzari,
la fece sua casta sposa nellOlimpo nevoso,
beato, che, la grande impresa compiuta, fra gli immortali
ha dimora, privo di pene e ognor giovane, sempre.
Con ERACLE ZEUS costruisce il patto con ERA: Le Coscienze di Sé nate dal tuo seno possono diventare DEI solo se sapranno prendere nelle proprie mani la responsabilità della propria vita; se pagheranno un tributo ad ERA migliorando le condizioni che allinterno di ERA affinché altri Esseri possono costruire sé stessi. In questo modo gli Esseri che costruiscono sé stessi come DEI pagheranno il loro tributo ad ERA migliorando la qualità di ERA.. Attraverso ERACLE ZEUS sancisce il patto con ERA. Vengono costruite delle condizioni, delle opportunità affinché non tutte le uova di Esseri Storione vangano divorate o distrutte, ma possano nascere nuovi Esseri Storione. Non tutti gli Esseri Larva di Zanzare vangano mangiati, ma possano nascere nuovi Esseri Zanzara. Non tutti gli Esseri della Natura abortiscono la loro esistenza, ma possono nascere alcuni Esseri Luminosi. Non tutti gli Esseri Umani sprecano la loro esistenza, ma anche a loro sono aperte le vie dellinfinito: del trasformarsi in DEI. ZEUS, con ERACLE, descrive per gli Esseri Umani una delle vie che portano nellinfinito superando ERA. Carlos Castaneda a suo modo parla di ERA, lEssere Natura. Nel suo libro, Il dono dellAquila parla di come lAquila (ERA, lEssere Natura) divori e si cibi della consapevolezza di ogni Essere vivente che nasce e cresce al suo interno. Parla di come la consapevolezza di ogni vivente sia il cibo dellAquila, lazione di sviluppo di ERA eppure: E solo dalle azioni dellAquila che un veggente può capire quello che essa desidera. LAquila, per quanto non si lasci toccare dalle condizioni di nessun Essere Vivente, concede a ciascuno di essi un dono. Ognuno, secondo i propri desideri e diritti (secondo le proprie DETERMINAZIONI!) ha il potere, se vuole, (attraverso luso della propria volontà soggettiva!) di mantenere la fiamma della Consapevolezza, il potere di disobbedire al richiamo della morte e della consunzione. A ciasun Essere Vivente è concesso il Potere, se vuole, di cercare un passaggio verso la LIBERTA, e di usarlo. Al veggente che scorge quel paesaggio, e alle creature che lo attraversano, è evidente che lAquila ha concesso tale dono per perpetuare la consapevolezza. (ricordo che Castaneda era un cristiano e interpreta quanto vede da cristiano. In realtà lAquila non fa doni, ma costruisce condizioni che i viventi possono afferrare usando la falce che GAIA forgiò per essi!)
Le fatiche di ERACLE sono il sentiero per giungere a quel passaggio. Non sarà certo ERA ad asfaltargli togliendogli gli inciampi. Sarà ERA a riconoscere chi giunge al passaggio. Infatti ERACLE quando giunge allOlimpo avrà EBE, la figlia di ERA, la giovinezza che dona il Corpo Luminoso alla Consapevolezza che lEssere ha costruito durante lintera esistenza fisica, in moglie!
E vediamolo il sentiero alla conoscenza di ERACLE prendendo da I Pilastri del Cielo come Crogiolo della Vita:
La pratica delle sue determinazioni nellesistenza con limpegno di tutto sé stesso attraverso le sue passioni e la sua emotività, per lEssere Umano, corrispondono alle dodici fatiche di ERCOLE attraverso le quali egli si trasforma in DIO.
Solo chi sta vivendo la determinazione di sé stesso sa quali sono le fatiche che lo stanno trasformando. Gli episodi e le relazioni nelle quali si impegnano le proprie determinazioni con il coinvolgimento della propria emozione sono conosciute soltanto dallindividuo che le pratica. Lo sconosciuto è immenso; ogni Essere Umano ne afferra una frazione. Proprio perché afferra quella frazione, quellEssere Umano, ha iniziato un cammino nellINFINITO, mentre lInfinito gli cammina a fianco. Gli episodi appartengono alla quotidianità e permettono allEssere Umano di trasformarsi attraverso le determinazioni che lo sconosciuto dentro di lui costruisce con lo sconosciuto che lo circonda.
Quando il DIO dentro di lui comincerà a crescere inizierà a costruire le relazioni con lo sconosciuto divino che lo circonda. La ragione sarà alloscuro di quellattività, che non saprà descrivere, ma lEssere Umano sarà in possesso di intuizioni che la ragione spaccerà per miracolose.
Ecco lEssere Umano mentre si trasforma in un DIO possente che chiama gli DEI nel circostante esercitando le proprie determinazioni.
LEssere Umano che distrugge il Leone di Nemea: il terrore della ragione che lo vorrebbe sottomesso!
LEssere Umano che distrugge lIdra di Lerna: il terrore dello sconosciuto col quale lEssere Natura, madre dei viventi, avvolge gli Esseri costringendoli a trasformarsi per giungere nellInfinito!
LEssere Umano che cattura la Cerva di Cerinea: cattura la paura dentro di lui costringendola a mettersi al suo servizio!
LEssere Umano che cattura il Cinghiale dellErimanto: diventa padrone delle sue emozioni!
LEssere Umano pulisce le Stalle del Re Augia: ripulisce la sua ragione separando gli oggetti con cui costruisce le relazioni dallillusione fantastica in cui la ragione li nasconde!
LEssere Umano libera la foresta dagli Uccelli del Lago Stinfalo: ripulisce lo sconosciuto con cui si relaziona liberandolo dalle fantasticherie della ragione!
LEssere Umano cattura il Toro di Creta: mette al suo servizio il Potere di Essere che cresce dentro di lui impedendogli che la percezione travolga la sua ragione!
LEssere Umano cattura le Giumente di Diomede: disciplina lazione del Potere di Essere nella direzione del proprio sviluppo!
LEssere Umano si appropria della Cintura di Ippolita: lEssere Umano si appropria del Potere degli DEI!
LEssere Umano si appropria delle Mandrie di Gerione: lEssere Umano rivendica nei confronti degli DEI, anche dellEssere Sole, il diritto al suo Potere di Essere; gli DEI lo riconoscono e gli camminano a fianco!
LEssere Umano uccide il Cane Cerbero: il DIO che cresce nellEssere Umano uccide la morte del corpo fisico trasformandola in nascita del corpo luminoso!
LEssere Umano coglie i Pomi dOro delle Esperidi: lEssere Umano coglie la Conoscenza, la Consapevolezza e lInfinito in cui divenire!
Le dodici fatiche trasformano lEssere Umano in un DIO che rivendica il proprio posto nellOlimpo!
Non è importante quale aspetto prenderà nella sfida quotidiana di ogni Essere Umano il Leone di Nemea, o Cerbero o il Toro di Creta, limportante è che lEssere Umano affronti la sfida impegnando tutto sé stesso, il proprio sentire e il proprio intuire facendo travolgere la propria ragione dalla propria emotività.
Sarà ERA a spalancare le porte dellOlimpo e a fare onore al nuovo DIO rispettando il patto che fece con ZEUS!
Solo
leggendo la figura di Ercole in modo religioso si può comprendere perché il
culto di Ercole era diffuso in tutto il mediterraneo e nell’Europa. Si può
capire il suo ruolo fondamentale fra gli antichi popoli Italici.
Sergio
Frau nel suo “Le colonne d’Ercole” rende bene la
diffusione del culto di Ercole nei tempi antichi:
“Cento
Eraclee si trovano in giro. Una vera e propria
internazionale di Eracle in giro per il mondo degli
Antichi. Ti cresce eracle a dismisura, si diffonde,
si moltiplica, dilaga ovunque.... Ma chi è? Chi era? E perché è così sacro per
tutti? Altro che Gesù e tutti i suoi santi, i
Sanremo, i San Giorgio, i Sankt Moritz... Ai tempi
suoi, Eracle, per dare un nome alla città era davvero
lui, il Numero Uno: Heraclea, oggi Saint Rémi, su,
alle bocche del Rodano. Altra Heraclea: oggi Policoro, in Basilicata. Un’altra Heraclea
ancora: oggi, probabilmente, Kakon Horos, a Creta, forse anche quella un primissimo altolà marinaro da non superare. Poi l’Heraclea
che oggi è Heraklitza sul Mar di Marmora;
l’Heraclea Caccababia Porbaria, strano nome davvero per Saint Tropez...; L’Heraclea Lyncestis oggi Bitolia vicino a Salonicco; l’Heraclea
Minoa oggi Torre di Capo Bianco a Nord-Ovest di
Agrigento; Heraclea Sintica,
in Tracia, oggi Zervhokori; un Heracles
monacus, l’odierno principato di Monaco; un Heracleum sotto l’Olimpo, oggi Platamona;
un Herculaneum oggi Ercolano.
Un Eracleo che è promontorio dei Colchi. Un altro che
è Capo Spartivento. E ancora: Herculea
oggi Stuhl Weissenburg; ad Herculem oggi, sant’Onorato,
vicino a Sassari; Herculem ad Castra in Pannonia, al sud del Danubio; Herculeum
oggi Herkelens in Prussia; Herculis Fanum oggi Massa
Carrara; un altro Herculis Fanum,
oggi però Castillo in Andalusia. E via di seguito con
Herculis Insulae, oggi l’Asinara
e l’Isola Piana, e decine di altre, omonimie, erculee, sparse in mare – una vicino
a Malta, in Tolomeo – insieme a tutti quei Port’Ercole
che punteggiano il mondo di Tolomeo. Poi: “Herculis fretum, oggi Gibilterra”.”
Per
non parlare di Eraclea vicino a Jesolo
La
devozione ad Ercole non era la devozione all’uomo forte, al superuomo. Concetto
che entrerà nel pensiero comune con l’avvento del cristianesimo e di Gesù, il superuomo che chiede a tutti di mettersi in
ginocchio davanti a lui; sterminio dopo sterminio! Ercole veniva onorato per
lasciare ai propri figli un corpus etico con cui agire nella società ed un
insieme esoterico che permettesse ai devoti di percorrere un sentiero di
trasformazione che li portava a diventare degli Dèi.
Mentre
Ercole fa dell’amore per la vita il senso delle sue azioni. Un senso che è
umano sia nelle pazzie, nei difetti, nei problemi e nelle bassezze in cui ogni
Essere Umano è coinvolto nel corso della sua esistenza; il Gesù
di Nazareth manifesta un feroce odio per la vita tanto da imporre, con la
violenza, alle persone di amarlo nella sua manifestazione d’odio. Lui manifesta odio, ma impone alle persone di amarlo con tutto il loro cuore e tutta la loro anima.
Ercole
è l’uomo etico che si mette al servizio della società; Gesù
di Nazareth è il superuomo nazista che pretende di diventare il padrone degli
uomini e, pertanto, in diritto di stuprarne la vita per impedire loro di
diventare degli Dèi.
Per
questo motivo il culto si era diffuso con tanta potenza nel mediterraneo. Poi,
arrivarono i “filosofi” che interpretarono in senso estetico le vicende di
Ercole privandole del loro senso religioso. Andò perduta la cultura che aveva
generato in Ercole la sintesi religiosa da trasmettere ai propri figli e i
filosofi non compresero più l’amore per Ercole che il mito manifestava.
In
fondo, per i filosofi, Ercole non rappresentava una figura morale che potesse
essere usata da Aristotele o da Socrate.
Infatti,
gli insegnamenti di Ercole sono insegnamenti etici, non morali. Appartengono ad
un’etica sconosciuta sia a Socrate che agli adoratori del sanguinario Gesù di Nazareth: quella dell’uomo che applica il dovere a
sé stesso prima che non agli altri. E proprio perché applica il dovere a sé
stesso, prima che non agli altri, è tollerante nei confronti delle proprie e altrui
debolezze, ma intollerante rispetto alle prevaricazioni!
PER COMPRENDERE LA VISIONE COSMOGONICA DELLA RELIGIONE PAGANA POLITEISTA!
COMMENTO ALLA TEOGONIA DI ESIODO.
A cura di:
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore della Federazione Pagana
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
Tel. 041933185
E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it