DEMETRA E GIASONE

PLUTO

Vai all'indice generale del percorso di conoscenza della Teogonia di Esiodo


Demetra, divina fra le dee, generò Pluto,

a Giasone eroe unita nell’amore desiderato

in un maggese tre volte arato, nel ricco paese di Creta,

lui benevolo che sulla terra tutta e sul vasto dorso del mare

colui che egli incontra per caso e in cui si imbatte

lo fa ricco e lo adorna di molta opulenza.

PLUTO è l’ultimo DIO che tratterò commentando la Teogonia di Esiodo. Perché è l’ultimo? Perché in questo momento si ferma la mia percezione. Perché proprio PLUTO? PLUTO non ebbe mai un tempio, né mai fu venerato in modo tale da diventare un punto di riferimento della religiosità antica. E’ come se PLUTO fosse il punto di arrivo dell’intera Teogonia. Il punto da dove la Teogonia può riprendere il suo corso e diventare fonte d’ispirazione per gli Esseri Umani di oggi. Perché PLUTO è il figlio di DEMETRA partorito con GIASONE su un campo tre volte arato.

Arare tre volte il campo significa lavorare duro!

PLUTO è la ricchezza che giunge a chi ha lavorato duro. PLUTO è il benessere che viene costruito quale frutto della manifestazione dell’Intento degli Esseri Umani che agiscono per costruire il loro futuro.

DEMETRA è la forza della crescita, della trasformazione.

GIASONE è l’Essere Umano che ara tre volte il campo per ottenere un grande raccolto. Giasone è colui che mette in essere le azioni per costruire; DEMETRA è la forza della costruzione che quelle azioni producono e alimentano.

PLUTO era raffigurato con la cornucopia della ricchezza, del benessere. La cornucopia dispensatrice di abbondanza.

Il vero nocciolo della questione sta nel campo arato tre volte. Il campo arato tre volte diventa dispensatore di ricchezza. Se il campo non è arato tre volte DEMETRA rifiuta di dare un figlio a Giasone: rifiuta di dare la ricchezza a chi non ha lavorato, non ha agito, non ha costruito l’insieme delle azioni attraverso le quali la ricchezza si può manifestare.

Perché un miserabile veggente come me nella primavera dell’anno 2001 vede in PLUTO la grandezza di DEMETRA e la sua infinita lungimiranza? DEMETRA chiede aiuto nella sua ricerca, ma ha posto le basi affinché gli Esseri Umani prendendo consapevolezza della sottomissione che li consuma possano riconoscere cosa può armarli per aiutare DEMETRA. Così chiudo la visione dell’infinito che Esiodo mi ha aperto per tornare nel mondo quotidiano in cui gli DEI incitano l’Essere Umano a sottrarsi alla sottomissione che impedisce loro di diventare DEI e bussare alle porte dell’Olimpo. Allora io mi chiedo: perché DEMETRA non genera PLUTO con quegli Esseri Umani che arano tre volte il campo con amore e con passione? Perché PLUTO sembra accecato nel donarsi? Cosa è successo nella vita degli Esseri Umani? E perché DEMETRA va girando per il mondo supplicando gli Esseri Umani di aiutarla?

Allora mi guardo attorno e mi chiedo il perché delle cose!

Hanno ucciso gli Esseri Umani che arano tre volte il campo e costruiscono la ricchezza per imporre la miseria, la sottomissione ed impedire loro di bussare alle porte dell’Olimpo!

Come è avvenuto?

Conosciamo il dolore! Conosciamo le morti! Conosciamo le stragi! Conosciamo la distruzione dei popoli! Conosciamo il friggere delle carni sui roghi! Conosciamo il dolore per la distruzione.

Ciò che non vogliamo vedere è l’origine da cui questo ebbe inizio! Chi ha ordinato le stragi? PLUTO in braccio ad EIRENE si dona! Chi ha ordinato la distruzione dei popoli? Chi ha ordinato di friggere le carni? Colui che non voleva che GIASONE arasse tre volte il campo affinché DEMETRA gli donasse PLUTO!

Ed è giunta l’ora che leggiamo (visto che non possiamo leggere i libri che ci distrussero, né possiamo più celebrare i misteri Eleusini per esprimere il nostro affetto per DEMETRA) la fonte d’origine dell’orrore che distrusse PLUTO, il figlio di DEMETRA, nella vita degli Esseri Umani:

“Guardate gli uccelli del cielo; non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il vostro padre celeste li nutre. Or, non valete voi più di loro?E chi di voi, per quanto si preoccupi può aggiungere alla durata della sua vita un solo cubito? E perché darsi tanta pena per il vestito? Guardate come crescono i gigli del campo: non lavorano, né filano,eppure vi assicuro che nemmeno Salomone, in tutta la sua gloria, non fu mai vestito come uno di essi. Or se dio riveste così l’erba del campo, che oggi è e domani viene gettata nel forno, quanto più vestirà voi, gente di poca fede? Non vogliate dunque angustiarvi dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Di che ci vestiremo?”. Di tutte queste cose si danno premura i Pagani; or il padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutto questo.” Marco 6-26

Uccidere la tensione di espansione degli Esseri Umani. Indurli a non agire per trasformare il presente in funzione della costruzione del proprio futuro. Costruire la miseria imponendo la “santità” come gesto di rinuncia ad arare, seminare e mietere. Quel gesto di rinuncia alla costruzione della vita che per i cristiani diventa manifestazione di fede nell’onnipotenza del loro dio padrone e atto di devota sottomissione. La costruzione della miseria materiale e culturale attraverso la quale permettere l’intervento nei loro confronti del loro dio padrone. Tanto maggiore è la miseria fisica e culturale, con tanto maggiore trasporto emotivo saranno vissuti gli elementi “casuali” della propria sopravvivenza attribuendoli all’intervento del proprio dio padrone. Nello stesso tempo alcuni seguaci di questi insegnamenti incamereranno ricchezze materiali, fonte di attività diverse dall’aver seminato o arato (sottratte con la violenza), con le quali ottenere sottomissione da parte di chi è stato ridotto alla miseria inducendolo ad esprimere gratitudine per quanto gli viene elargito (carità) dopo essere stato reso cieco nel comprendere cosa gli è stato sottratto.

Chi ti credi di essere, tu non puoi aggiungere nulla alla tua vita. Il destino appartiene al nostro dio padrone! Per un cristiano un corpo malato e un corpo sano è quanto ha voluto il loro dio padrone, così quando costruiscono la miseria con i ferri roventi, la distruzione della cultura, delle strutture mediche è il destino a cui il loro dio padrone gli ha preposti. Abbandonarsi al volere del dio padrone per manifestare la propria fede. Abbandonarsi al volere del dio padrone il quale, quale magnanimità, concederà quanto gli “animali” del suo gregge avranno necessità!

I Pagani si danno cura di arare il campo tre volte e ricevere in cambio la ricchezza per il loro lavoro. I Pagani curano la pulizia del corpo per aggiungere giorni alla propria vita. I Pagani curano le relazioni con le persone e la cultura nel proprio Sistema Sociale per arricchire il suo futuro. I cristiani distruggeranno ogni ricchezza che si manifesta nel presente per poter disporre di un Sistema Sociale povero, miserabile e pronto a supplicare anziché a costruire.

E ancora:

“…non vi preoccupate della vostra vita, che cosa mangerete, né per il vostro corpo, di che vestirete; perché la vita vale più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i Corvi: non seminano, né raccolgono e non hanno né dispensa, né granaio, e dio li nutre. Or, quanto valete voi più degli uccelli! Chi di voi, per quanto pensi e ripensi, può aumentare di un solo cubito la durata della sua vita? Se, dunque, voi siete impotenti di fronte alle piccole cose, perché vi preoccupate delle altre? Considerate come crescono i gigli: non filano, né tessono, eppure io vi dico che nemmeno Salomone, in tutta la sua gloria, fu mai vestito come uno di essi. Se, dunque, dio riveste così l’erba che oggi è nei campi e domani si getta nel forno, quanto più vestirà voi, gente di poca fede! Non cercate che cosa mangerete, né che cosa berrete; non agitatevi l’animo, perché sono le genti di questo mondo che si preoccupano di tutte queste cose, ma il padre vostro sa che ne avete bisogno…” Luca 12-23

Luca aggiunge, di che vi preoccupate? Voi siete già morti! Non appartenete a questo mondo. Non siete dei viventi dell’Essere Natura. Non siete figli di quanto esiste: voi siete bestiame che appartiene al dio padrone. In quanto bestiame che appartiene al dio padrone non agitatevi l’animo, soggiacete. Accettate quello che siete e non preoccupatevi di arare e seminare. Siete bestie talmente meschine da essere impotenti davanti alle piccole cose, allora non ponetevi i quesiti della vita. Abbiate fede nel dio padrone e nella sua lungimiranza, mettetevi in ginocchio e supplicate.

Eppure Luca parla di un lavoro che viene fatto. Un lavoro che costruisce la vita? No! Un lavoro che deve servire per costruire terrore in chi lo ascolta. L’erba che viene gettata nel fuoco! Perché mettere l’accento sull’erba che viene gettata nel fuoco? Perché per Luca gli Esseri Umani sono alo stesso livello dell’erba e come fossero erba debbono comportarsi. Così il dio padrone li può rivestire come meglio crede. Sottomettiti al dio padrone, così sarai rivestito come l’erba dei campi!

PLUTO viene ucciso. Non c’è più la volontà e la determinazione dell’Essere Umano nel costruire il proprio futuro, c’è la volontà di imporre sottomissione per devastare quel Sistema Sociale e imporre la miseria. Quante volte nella storia questo avverrà! Quante volte il dono di DEMETRA sarà distrutto per trasformare gli Esseri Umani in soggetti di carità!

E ancora:

“I discepoli si erano dimenticati di prendere dei pani e non avevano che un pane solo con sé nella barca. Intanto Gesù faceva loro delle raccomandazioni dicendo: “State attenti e guardatevi dal lievito dei Farisei e dal lievito di Erode”. Ma essi si dicevano fra loro: “Non abbiamo pane”. Essendosene accordo, Gesù disse loro: “Perché vi preoccupate per non aver pane? Non avete ancora riflettuto né capito? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete?Avete orecchi e non udite? Non vi ricordate? Quando io ho spezzato cinque pani per cinquemila uomini, quante ceste avete raccolto piene d’avanzi?”. Risposero: “Dodici”. “E quando ho spezzato i sette pani per quattromila, quante ceste avete raccolto piene d’avanzi?”. Gli risposero: “Sette”. E disse loro: “Non capite ancora?”.” Marco 8-14

La preoccupazione per non aver arato il campo è grande. Non c’è il luogo dove seminare. Non ci sarà un momento per accogliere il dono di DEMETRA! Chi vive in questa situazione esprime angoscia. “Accidenti a quando non ho arato! Accidenti a quanto non mi sono preparato! Accidenti a quando non mi sono attrezzato!” Anziché dire: “Ora affronto il presente con quanto non ho preparato, ma non deve succedere più! Devo agire per attrezzarmi, per costruirmi, per affrontare al meglio le avversità del tempo che mi viene incontro!” I cristiani impongono l’accettazione passiva delle condizioni di miseria costruite dalla disattenzione di chi non ha operato per arare il proprio campo. “Perché vi preoccupate per non aver pane?” Non serve arare, seminare, mietere, questa è attività dei Pagani: “Ci penso io a moltiplicare pani e pesci!” Guardatevi dalle tentazioni dei malvagi che inducendovi ad affrontare la vita, ad arare tre volte il campo, vi portano a cedere alle sollecitazioni di DEMETRA e ad arricchire il Sistema Sociale in cui vivete. Perché vi preoccupate per non aver pane? Non avete ancora riflettuto né capito? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete?Avete orecchi e non udite? Non vi ricordate? Quando io ho spezzato cinque pani per cinquemila uomini, quante ceste avete raccolto piene d’avanzi?”. Io sono il vostro padrone; voi dovete dipendere da me, dalla mia capacità di moltiplicare i pani e i pesci e vedrete che poi raccoglierete anche ceste piene di avanzi. Non la capacità dell’uomo di affrontare il proprio futuro arando il campo e provvedendo per le proprie necessità, ma la dipendenza da un padrone che potendo padroneggiare lo sconosciuto provvede a lui esattamente come il pastore provvede per le sue pecore che ritiene “sceme” e incapaci di affrontare la vita senza di lui. Il problema è che quando anche le pecore ritengono sé stesse “sceme” e incapaci, esaltano il proprio padrone anche e specialmente nel momento in cui le porta al macello. Così la dipendenza da chi può moltiplicare quanto non viene prodotto attraverso il campo arato tre volte costruisce, nell’Essere Umano, la distruzione della propria capacità di provvedere per il proprio futuro. Non è più in grado di arare il campo; non è più in grado di ricevere il dono da DEMETRA; è diventato un soggetto miserevole e supplice della carità e della benevolenza del suo dio padrone.

E ancora:

“Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale accorse, si gettò in ginocchio davanti a lui e gli domandò: “Maestro buono, che devo fare per ottenere la vita eterna?”. Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non dio solo. Tu conosci i comandamenti: non ammazzare, non commettere adulterio; non rubare; non dire falsa testimonianza; non frodare; onora il padre e la madre”. Quegli rispose: “Maestro, tutto questo io l’ho osservato fin dalla mia giovinezza”. Allora Gesù, fissando il suo sguardo sopra di lui, lo amò e gli disse: “Una sola cosa ti manca: va’, vendi quanto possiedi e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi, portando la croce”. Ma egli si turbò a queste parole e se ne andò via triste, perché aveva molti beni.

Allora Gesù, volgendo il suo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: “Quanto è difficile per quelli che hanno ricchezze entrare nel regno di dio!”. I discepoli rimasero stupefatti sentendo tali cose. Ma Gesù riprendendo la parola, disse loro: “Figliuoli, quanto è difficile entrare nel regno di dio per coloro che confidano nelle ricchezze! E’ più facile a un cammello passare per la cruna di un ago, che ad un ricco entrare nel regno di dio”. Essi rimasero ancora più stupiti, dicendo fra di loro: “E chi si può salvare?”. Gesù, fissandoli, conchiuse: “Questo è impossibile agli uomini, ma non a dio; perché tutto è possibile a dio”. Marco 10-17

Trattiamo anche l’aspetto di PLUTO distrutto!

La richiesta dei cristiani di distruggere PLUTO per riaffermare il proprio diritto al dominio delle persone. Soltanto le persone che vengono private di PLUTO quale dono di DEMETRA possono essere ridotte in miseria e sottomesse al dio padrone.

L’esempio che viene fatto è importante. Io, dice la persona che si presenta, sono PLUTO. Io ho costruito il benessere, però, dice anche, mi interessa poter accedere all’eternità: secondo te cosa devo fare? Nel cosa devo fare, c’è la rinuncia ad essere PLUTO. La risposta sarebbe stata: continua ad arare il tuo campo, continua ad organizzarti per costruire il tuo futuro. L’Essere Umano, quando diventa incapace di guardarsi attorno, non scorge il proseguo di quello che fa. Non scorge la sedimentazione di coscienza e consapevolezza che la sua azione accumula. Non scorge il Potere che si genera attraverso la sua attività, ma viene convinto che qualcuno glielo debba dare.

Perché questa persona ha costruito la propria ricchezza arando il campo? Perché per farlo non ha rubato, non ha ammazzato, non ha truffato: ha arato il campo! Questa persona non si può colpevolizzare. Questa persona è come il Fariseo che sale orgoglioso al tempio perché è stato rispettoso di ogni regola e non deve abbassare lo sguardo davanti al dio padrone, ma può chiedere al dio padrone di mantenere fede al patto. Questa persona non la si può colpevolizzare perché ha commesso delle mancanze, ma la si deve accettare e rispettare perché ha seguito le regole. Questa persona ha saputo farsi PLUTO e nel farlo ha raggiunto il benessere. Questa persona è pericolosa. Non gli si può dire, come ti permetti tu malvagio come sei! E’ necessario renderla soggetto di carità! Per farlo non si può invocare il giudice, non si può invocare i suoi peccati, si può solo fare appello al suo desiderio di eternità per privarlo del potere con cui ha costruito la propria eternità. Quest’uomo non ha riconosciuto il PLUTO che DEMETRA gli ha donato. Non ha riconosciuto la propria trasformazione nella propria attività. Ecco allora i cristiani pronti a costruire inganno: se vuoi ciò a cui aneli, rinuncia a ciò che tu sei! In altre parole, se vuoi la vita eterna, rinuncia alla vita eterna che hai costruito giorno dopo giorno arando il campo; costruendo te stesso!

“Quegli rispose: “Maestro, tutto questo io l’ho osservato fin dalla mia giovinezza”. Allora Gesù, fissando il suo sguardo sopra di lui, lo amò…” E’ importante questo passo per comprendere quanto tenta di distruggere PLUTO. L’atteggiamento del pazzo di Nazareth è quello del disprezzo di ogni cristiano: “Se tu hai rispettato delle regole, significa che tu sei debole; significa che ti sei sottomesso a delle regole anziché tentare di violarle e diventare padrone delle regole. Se tu ti sei sottomesso a delle regole, allora ti puoi sottomettere anche a me! Tu sei oggetto di possesso delle regole sociali e dunque puoi essere posseduto anche da me!” Questo è il significato dell’atto di amare del pazzo di Nazareth: manifestazione del suo desiderio di possesso. Solo che la persona che ha davanti con i suoi gesti ribadisce sé stesso: “Io ho rispettato le regole non perché temessi delle punizioni o perché ero debole nei confronti delle regole, ma ho rispettato le regole perché quelle regole devono essere rispettate per la costruzione del benessere sociale. Io non ho ammazzato non perché non sia in grado di ammazzare, ma perché esistono altri modi per relazionarsi col nemico. Io non ho rubato non perché non aneli alla ricchezza o al benessere, ma perché arando il campo tre volte ho costruito il mio benessere. Ora tu mi dici di sottomettermi e di accettare la miseria per avere in cambio la vita eterna, questo non è un buon cambio! Io non rinuncio ad arricchire il Sistema Sociale per seminare miseria al suo interno!” Il pazzo di Nazareth non gli dice: “Elimina la povertà!” gli dice: “Alimenta la povertà attraverso la carità e il tuo diventare povero!” Gli dice di immiserire e distruggere il Sistema Sociale.

Quando questa persona se ne va via il pazzo di Nazareth se ne esce con un’affermazione secondo cui è difficile per i ricchi accedere al regno di suo padre. Immediatamente sorge il panico fra i suoi seguaci: Essi rimasero ancora più stupiti, dicendo fra di loro: “E chi si può salvare?”.” A che attività erano dediti? Non certo ad arare il campo tre volte per ricevere il dono di DEMETRA! Non certo a tessere e a filare o a seminare e mietere, questo lo fanno i Pagani. Eppure erano e miravano alle ricchezze solo in questo modo si spiega l’esternazione della loro angoscia e del loro timore di perdere la vita eterna che il pazzo di Nazareth prometteva loro. Erano dediti all’unica attività che avrebbero continuato per milleseicento anni: rubare PLUTO dalle mani di chi arava il campo tre volte e non aveva forza per difendere il dono di DEMETRA!

Il pazzo di Nazareth viene in soccorso del loro terrore e del loro tremore. “Non vi preoccupate, rubate pure!” dice loro, infatti afferma: “Questo è impossibile agli uomini, ma non a dio; perché tutto è possibile a dio” Per questo motivo questi personaggi si sono immaginati un dio assassino a loro immagine e somiglianza e si sono immaginati che tutto lo stragismo che avrebbero messo in opera nell’umanità a maggior gloria del loro dio era santo e da dio ammesso, voluto e auspicato!

Stragismo che significava distruggere il dono di DEMETRA agli Esseri Umani che costruivano la loro vita nell’infinito dei mutamenti.

QUESTA E’ LA SCONFITTA DI DEMETRA ATTRAVERSO LA DISTRUZIONE DI PLUTO!

Ce ne sono altri passi che potremmo riprodurre, ma questi sono più che sufficienti per dare un’idea di quanto avvenne!

Il campo sarebbe stato arato, ma il dono di DEMETRA sarebbe stato sottratto a chi il campo arò! Chi arò il campo non avrebbe ricevuto compenso per la sua fatica, ma soltanto il terrore e l’intimidazione con la quale gli si imponeva di rinunciare al dono di DEMETRA!

DEMETRA non generò più PLUTO, non avrebbe avuto senso. PLUTO è il benessere costruito attraverso il lavoro dell’Essere Umano. Il lavoro inteso come la sua capacità di trasformare merci in prodotti utili per la vita dell’Essere Umano. Quando gli adoratori del pazzo di Nazareth misero a ferro e fuoco il mondo antico la prima condizione che posero fu quella di appropriarsi di prodotti che non ottenevano dando in cambio prodotti, ma vendendo terrore e morte!

PLUTO, il costruttore del benessere della vita veniva annientato e sostituito dal pazzo di Nazareth: il costruttore della miseria! Il figlio di DEMETRA, la crescita quale tensione divina dell’universo, veniva sostituito da chi si millantava figlio di chi giocava a distruggere l’umanità per i propri capricci attraverso il diluvio universale o chi imponeva agli Esseri Umani il comandamento: “O fate quello che voglio io o vi ammazzo!”.

PLUTO è la divinità negli Esseri Umani che maggiormente terrorizzava e terrorizza gli adoratori del pazzo di Nazareth: il costruttore della miseria. Da PLUTO è necessario ricominciare per uscire dall’orrore che la fine delle storie ESIODEE ci hanno lasciato.

Se la storia antica degli DEI e delle trasformazioni si chiude con PLUTO, la storia di oggi si apre e inizia a scorrere partendo da PLUTO! La ricerca del benessere come uscita dall’orrore è un cammino che viene intrapreso dagli Esseri Umani per uscire dall’orrore di milleseicento anni di terrore cristiano.

Dal DIVINO PLUTO, il benessere che l’Essere Umano costruisce trasformando merci in prodotti atti a soddisfare i bisogni umani attraverso l’arte di PALPARE IL MONDO, il Paganesimo Politeista inizia il suo cammino.

Inizia il proprio cammino evocando con voce i TITANI affinché escano dall’AMPIO TARTARO e soccorrano gli Esseri Umani che togliendosi dalla posizione in ginocchio iniziano il loro cammino per divenire nell’eternità dei mutamenti.

PER COMPRENDERE LA VISIONE COSMOGONICA DELLA RELIGIONE PAGANA POLITEISTA!

COMMENTO ALLA TEOGONIA DI ESIODO.

A cura di:

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 041933185

E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it


TORNA ALL'INDICE