Famiglia, costituzione e terrorismo

di Claudio Simeoni

Idee e riflessioni sulla società

 

L'articolo 29 della Costituzione della Repubblica Italiana recita:

"La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare."

L'articolo 2 della Costituzione della Repubblica recita:

"La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo che nelle forme sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale."

Per parlare dell'attuale dibattito relativo alle "coppie di fatto" è necessario tener presenti questi due articoli che non possono essere messi in contraddizione a meno che non si voglia rompere il patto Costituzionale con la Nazione, come troppo spesso le Istituzione di questo paese hanno fatto.

Troveremo altri due accenni, sui quali ci soffermeremo: il termine genitore e il termine "figli nati fuori dal matrimonio".

Vedremo come questi due concetti vengono inseriti in un diverso articolo della Costituzione. Proprio perché sono in un diverso articolo della Costituzione, la Costituzione non sancisce delle finalità alla famiglia, ma si limita a riconoscerne l'esistenza come decisione di chi la compone.

Il compito della famiglia non è fare figli!

Il compito della famiglia non è educare i figli!

Se qualcuno si trasforma in genitore, a prescindere che sia in una famiglia o meno, assume su di sé i doveri di educare i figli.

La famiglia viene riconosciuta indipendentemente dai figli e indipendentemente dalle possibilità di volere o non volere figli; di potere o non potere avere dei figli!

Per contro, in presenza di figli, ai genitori, sono addossati dei doveri; doveri che sono tali ai genitori anche senza che si siano costituiti in famiglia. Il dovere che deriva ai genitori nei confronti del figlio è un dovere che deriva dall'essere genitore, non dall'essere famiglia.

Ricordiamo come l'attuale sistema giuridico Costituzionale fu uno sforzo non indifferente per uscire dall'orrore e dall'oppressione cristiana che ha imposto il suo modello di famiglia a tutti i regimi che hanno preceduto l'attuale regime sociale. La chiesa cattolica ha imposto il suo modello mediante la violenza delle armi e della tortura. Lo ha imposto con una tale violenza criminale che la società civile ha impiegato molti decenni per sbarazzarsi della violenza dei cattolici:. Il delitto d'onore è un concetto cattolico! L'impedimento al divorzio, è un concetto cattolico imposto con la violenza dal Gesù di Nazareth. L'impedimento all'aborto è una violenza recente che la chiesa cattolica ha imposto alle donne affinché non diventassero padrone del loro corpo, costringerle ad abortire clandestinamente sia per accumulare denaro e potere dalla violazione della legge da parte delle donne sia per criminalizzare le donne. La stessa violenza contro le donne e contro i bambini, per la chiesa cattolica, è un reato contro la morale. E' stato necessario una dura lotta con molte morti, molte violenze, nonostante gli imperativi Costituzionali, affinché fosse riconosciuto come violenza alla persona. E ancora il cammino non è concluso.

Da qualche anno i costumi sociali stanno cambiando. Stanno cambiando avvicinandosi di più al modello descritto dalla Costituzione. Cosa significa: "Avvicinare il modello sociale al modello della Costituzione?"

La Costituzione non delinea una società al cui centro ci sia la famiglia. La società Costituzionale, non è la società dell'Antica Roma.

La Costituzione mette al centro del Patto Costituzionale l'INDIVIDUO!

E' l'individuo il soggetto portatore di diritti e di doveri nei confronti delle Istituzioni e, anche se fingono di non saperlo, le Istituzioni sono portatrici di doveri nei confronti del singolo individuo: non della famiglia!

Infatti, nella Costituzione, la Repubblica si limita a riconoscere ciò che l'individuo fa.

E' l'individuo che decide di limitare i suoi diritti nei confronti di un'altra persona contraendo un rapporto. La Repubblica prende atto che l'individuo, il soggetto, ha diritto a venir meno a parte della sua indipendenza per dedicarsi all'altro. Ma la Repubblica si limita a prendere atto della situazione, non determina né la qualità della persona né le finalità per cui quel singolo individuo ha deciso di venir meno a sue specifiche libertà per assumere dei doveri nei confronti dell'altro.

Siamo in una situazione nella quale alcune Istituzioni si sono poste il problema di adempiere ai doveri che la Costituzione impone loro rimuovendo quegli ostacoli che alla costituzione della famiglia i cattolici, con tutte le imposizione e le violenze che hanno commesso prima dell'entrata in vigore della Costituzione imponendo un concetto di famiglia che fosse funzionale al controllo delle persone e, oggi, in palese violazione dell'articolo 2 della Costituzione della Repubblica.

Nessuno ha detto ad un cattolico che tipo di famiglia egli può o deve fare.

Pertanto, una revisione della legge che riconosca come famiglie unioni da quelle imposte con la violenza dai cattolici non sminuisce la capacità di scelta dei cattolici. Nulla viene tolto al cattolico. Le Istituzioni riconoscono che esistono situazioni sociali diverse da quelle fino ad oggi considerate e legiferano al fine di preservare la Costituzione in specie nell'articolo 2.

E, allora, perché tanta violenza da parte dei cattolici?

Proviamo a leggere qualche recente dichiarazione di Ratzinger e delle gerarchie Vaticane:

"Ci sono valori che per la chiesa non sono «negoziabili», e quindi politici e legislatori cattolici non devono promulgare o votare leggi che possano metterli in discussione. L'ultimo monito di Benedetto XVI arriva con la pubblicazione, avvenuta ieri in Vaticano, della sua "Esortazione Apostolica" sull'eucarestia e le parole usate dal pontefice rappresentano un ulteriore giro di vite non solo nei confronti della politica italiana, a cui fa un riferimento esplicito toccando temi di estrema attualità, ma più in generale nei confronti dell'intera Chiesa."

"Benedetto XVI continua a dare indicazioni ai politici italiani cattolici e non alimenta discussioni sul disegno di legge sui Dico (Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi). A breve, infatti, sarà votato il disegno di legge Bindi Pollastrini e il Papa, in occasione dell'Esortazione post-sinodale Sacramentum Caritatis, ha rimarcato la posizione che devono mantenere i cattolici. Questa volta, dunque, si è rivolto direttamente al legislatore ed ai parlamentari, invitandoli a dare "pubblica testimonianza della propria fede", sostenendo i "valori non negoziabili" della famiglia e del matrimonio tra uomo e donna, e a non votare leggi "che vanno contro la natura umana". "Matrimonio e famiglia – ha affermato il Papa - sono istituzioni che devono essere promosse e difese da ogni possibile equivoco sulla loro verità, perchè ogni danno arrecato ad esse è una ferita alla convivenza umana come tale". Intanto oggi il cardinale Scola ha annunciato che il 26 marzo prossimo avrà luogo il Consiglio della CEI, in cui si discuterà l'atteggiamento che i cattolici devono mantenere sui Dico."

"Nuovo affondo del Papa contro i tentativi di mettere in discussione il modello tradizionale di famiglia: ricevendo questa mattina in Vaticano i nunzi apostolici in America latina, Benedetto XVI denuncia «le pressioni di lobby capaci di incidere negativamente sui processi legislativi»: «Un'attenzione prioritaria merita la famiglia che mostra segni di cedimento sotto le pressioni di lobby capaci di incidere negativamente sui processi legislativi», ha detto il Papa. Anche se il Pontefice attribuisce ai «laici cristianamente maturi», e non agli ecclesiastici, il compito di «capeggiare le aggregazioni politiche», nel suo ragionamento ritorna a ricordare le difficoltà «dell´attuale momento storico»: dall´aumento dei «divorzi e delle unioni libere» all´adulterio, «guardato con ingiustificabile tolleranza». E pur non nominando esplicitamente i Dico, il Papa spiega che «occorre ribadire che il matrimonio e la famiglia hanno il loro fondamento nel nucleo più intimo della verità. E sull´uomo e il suo destino che si basa sull´amore coniugale»."

"Dal papa nuovo attacco contro i Dico e pesante monito ai politici cattolici a "non votare leggi contro natura". Benedetto XVI nell'esortazione post-sinodale Sacramentum Caritatis richiama i cattolici alla coerenza anche in Parlamento, chiedendo di sostenere "valori fondamentali come il rispetto e la difesa della vita umana", della "famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna". "Dopo le parole del Papa, a cui nessuno vuole mettere il bavaglio, è ormai – commenta il segretario dello Sdi Enrico Boselli – assolutamente evidente che è minacciata la laicità dello Stato. Infatti le gerarchie ecclesiastiche non solo possono contare su un drappello di fedelissimi parlamentari, ma esercitano anche una pressione forte ed esplicita sul governo e sulle Camere". "L'invito del Papa ai politici cattolici a far prevalere i dettami della Chiesa nell'ordinamento della Repubblica - prosegue il leader socialista - smentisce il nuovo presidente della Cei, Angelo Bagnasco, che solo pochi giorni fa escludeva che ci potessero essere mire politiche del Vaticano. Contro questa pretesa di trasformare i peccati in reati si devono mobilitare tutti coloro, credenti e non credenti, che ritengono fondamentale in una democrazia liberale, come la nostra, i principi della laicità dello Stato. Come sarà possibile costruire un partito democratico in questo modo è un mistero al quale forse solo Fassino potrà dare una risposta."

N.B. Interventi presi in rete come esempio per il discorso che si sta facendo.

Nessuno di questi appelli è rivolto ai cattolici affinché siano fedeli alla loro fede. Ma gli appelli sono tutti finalizzati a serrare file MAFIOSE al fine di ottenere dai cattolici un voto e una presa di posizione contraria alla Costituzione e favorevole all'imposizione di modelli eversivi nei confronti della Costituzione stessa. In pratica, si chiede ai cattolici di impedire ai non cattolici di poter vivere secondo la loro morale e la loro coscienza come cittadini della Repubblica. Con questo viene impedita l'applicazione della Costituzione.

Qual è la vera posta in gioco?

Esattamente quella che era in gioco in tutti questi anni quando, faticosamente, si approvò la legge sul divorzio, la legge che eliminava il delitto d'onore dal codice penale, la legge sull'aborto: in palio c'è l'uomo.

L'uomo e il suo diritto di essere un soggetto Costituzionale in contrapposizione a Ratzinger che vuole l'uomo schiavo della sua morale e sottoposto a leggi feroci che gli impediscano di prendersi nelle proprie mani la propria vita.

Qui non siamo davanti al Ratzinger religioso che chiede un atto di coerenza ai cattolici con la loro fede: siamo davanti al Ratzinger terrorista che vuole imporre la fede della sua morale di morte a chi cattolico non è. Siamo davanti ad individui delle Istituzioni che vengono meno al loro essere servitori dello stato per diventare Terroristi che tentano di disarticolare la Costituzione della Repubblica nel tentativo di ritornare alla "guerra civile" degli anni '70 (non dimentichiamo quanti uomini delle Istituzioni, ancor oggi impuniti, organizzarono tentativi di colpi di stato al fine di impedire l'attuazione del dettato Costituzionale)!

Se il dibattito generale appare uno scontro su un diverso modo di intendere la famiglia nella società, in realtà il dibattito sta tentando di coprire l'attività di eversione dell'ordine democratico messa in atto da Ratzinger e portata avanti con gli intrecci mafiosi di interdipendenza fra dovere istituzionale, a cui il politico è chiamato, e sottomissione alle organizzazioni mafiose cattoliche cui il politico appartiene. Quanti obbediscono più all'Opus Dei che non alla Repubblica? Gli ordini di Ratzinger ai politici cattolici affinché facciano quello che lui vuole non è un appello, ma è una vera e propria campagna di intimidazione delle Istituzioni al fine di impedire l'attuazione del dettato Costituzionale. Una campagna altrettanto feroce la chiesa cattolica l'ha condotta contro la società civile Spagnaola.

In palio ci sono le libertà individuali. In palio c'è il diritto al lavoro. In palio ci sono i principi Costituzionali che anche dopo sessantanni, grazie ad una classe dirigente politica che si è formata sotto il clericalismo fascista, ha imposto il clericalismo fascista al fine di combattere la Costituzione nei suoi principi fondamentali. Ha trasformato la Costituzione in carta straccia imponendo principi ed interpretazioni propri della struttura sociale e morale clerico fascista dalla quale la classe politica proviene. Il risultato è stato che questi politici hanno costruito una situazione di conflittualità sociale permanente il cui fine era impedire alle persone di organizzare in maniera Costituzionalmente coerente la loro esistenza.

Che la classe politica sia ammalata di clerico fascismo e di miopia criminale lo dimostrano le numerose sentenze della Corte Costituzionale con le quali sono stati rimossi i privilegi giuridici accordati, attraverso mezzi terroristici, alla chiesa cattolica anziché estenderli a tutte le confessioni religiose.

Vigliaccamente e per finalità infami molte persone tentano di disarticolare il dettato Costituzionale imponendo i principi clerico fascisti (si dicono clerico-fascisti quei principi che sottomettono l'uomo ad una volontà diversa dalla sua) invece dei principi Costituzionali ogni volta che una libertà individuale può essere riconosciuta e definita attraverso leggi dello Stato.

E' questa la malattia di questo paese.

I principi Costituzionali non sono tali in forza di sé stessi, ma sono tali solo per le persone che sono "create ad immagine e somiglianza del dio padrone" che impongono i propri "diritti" per schiavizzare la popolazione Italiana. Gli Italiani non hanno diritti Costituzionali se non si mettono in ginocchio davanti a chi si ritiene creato ad immagine e somiglianza del dio padrone che a loro non riconosce i diritti dei cittadini, ma si ritiene in diritto di considerare le persone delle bestie da rinchiudere in un campo di sterminio: sia che si tratti dell'attività del poliziotto, del magistrato, del politico, o del "datore di lavoro". Tutti costoro si ritengono in diritto di assassinare, ma quando un cittadino rivendica il diritto Costituzionale all'applicazione del patto Costituzionale, ecco le Istituzioni per bocca di Bocca, Biagi, Scalfari, subito a sputare addosso al cittadino, mentre i poliziotti torturano e il magistrato tenta di ammazzare chi non si può difendere!

Perché nelle scuole non si insegna il Codice Penale, il Codice Civile, il Codice di Procedura Penale? Perché al cittadino viene imposto il catechismo cattolico che gli impone una visione Monarchica della società, così, in caso di necessità giuridiche, i magistrati possono truffare il cittadino avvalendosi di leggi nascoste al cittadino. E poi lo deridono: "La legge non ammette l'ignoranza!" Solo che sono loro che hanno costruito l'ignoranza a maggior gloria della chiesa cattolica e in disprezzo della Carta Costituzionale.

In questo scontro sui "dico" è in gioco la Costituzione che dei mafiosi potenti vogliono sottometterla al macellaio di Sodoma e Gomorra. Vogliono depennare i principi Costituzionali al fine di imporre principi relativi alla Monarchia Assoluta. Un vero e proprio attentato alle Istituzioni.

"Dall'allora in avanti ebbero inizio i panegirigi di Mussolini da parte dell'alto clero italiano, papa compreso. Il cardinale Vannutelli, il decano del cosiddetto Sacro Collegio, già allora ebbe modo di chiarire ch'egli "era stato eletto alla salvezza della nazione e alla ricostruzione della sua felicità". Quando a suo tempo i fascisti aggredirono e uccisero membri del Partito Cattolico, fra cui anche preti, come il parroco don Minzoni, il papa non disse nulla. Anzi, allorché Mussolini, fra l'altro anche contro l'energica resistenza del partito cattolico, nella primavera del 1923 con l'introduzione di una riforma elettorale volle porre da parte il Parlamento e instaurare la dittatura, il 9 giugno 1923 ordinò di farsi da parte al sacerdote italiano don Sturzo, capo del partito popolare, e raccomandò lo scioglimento del partito. Alti prelati cattolici esaltarono Mussolini e la sua politica, e l'arcivescovo di Firenze, il cardinale Mistrangelo, dieci giorni dopo lo abbracciò, baciandolo su entrambe le guance.

Nel giugno del 1924 il leader socialista e parlamentare Giacomo Matteotti, il più accanito avversario di Mussolini, venne assassinato dai fascisti. Mussolini parve giunto alla fine della sua carriera; venne sollecitata al re la sua destituzione, ma il Vaticano ancora una volta si mise dalla parte di Mussolini e ordinò persino l'uscita dal partito cattolico di tutti i preti, il che equivaleva al suo scioglimento. In tal modo il papa aveva eliminato uno degli ostacoli più rilevanti per la dittatura fascista e il 20m dicembre 1926 proclamò a tutto il mondo: "Mussolini ci è stato inviato dalla provvidenza".

La collaborazione del Vaticano con il fascismo condusse nel 1929 alla conclusione dei Patti Lateranensi, che da un lato accrebbero il prestigio dei fascisti nel mondo, dall'altro arrecarono grossi vantaggi alla chiesa romana. Il cattolicesimo diventò così in Italia non solo la religione di Stato, ma venne pagata alla Curia la somma di un miliardo di lire in titoli e di 750 milioni in contanti come risarcimento dell'espropriazione dei suoi possedimenti." Tratto da Karlheinz Deschner "Il gallo cantò ancora" Massari Editore.

Già una volta è successo con l'intervento del Vaticano nella politica e nella società Italiana: siamo sicuri che se la prima volta si è rivelato una tragedia, quest'ingerenza si rivelerà una farsa?

Ci sono sempre troppi politici che per il loro tornaconto sono pronti a sacrificare le Istituzioni a maggior gloria del macellaio di Sodoma e Gomorra o del pazzo di Nazareth!

"La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo che nelle forme sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale."

Venir meno a questo principio ad opera delle Istituzioni significa trasformare le Istituzioni in Organizzazione Terroristiche in quanto non esiste una sola Istituzione che sia tale al di fuori dei principi Costituzionali!

Vai a leggere: "Il Potere di Avere e la pulsione di morte"

Marghera, 16 marzo 2007

Nota:

Il Ministro degli Interni Amato ha detto di sentirsi a disagio quando sente le regole dei musulmani in relazione alla famiglia. Ma dovrebbe sentirsi a disagio quando, offendendo la Costituzione, promuove la famiglia voluta da Ratzinger in contrapposizione alla famiglia descritta dalla Costituzione. E' il suo rapporto del 20 giugno 2007 che descrive l'orrore e la capacità di terrorizzare la società civile la famiglia dei ruoli voluta da Ratzinger in contrapposizione alla famiglia degli individui descritta dalla Costituzione. Dice nel suo rapporto il Ministro Amato:

"Violenze sulle donne - Sono 6.743.00 le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. In particolare, 3.961.00 donne sono state vittime di violenze fisiche, 5 milioni hanno subito violenze sessuali. Nell'ambito delle violenze sessuali, 482.000 donne sono state vittime di stupro e 703.000 di tentato stupro nel corso della loro vita. Il rapporto del Viminale sottolinea che "le violenze fisiche sono state commesse dal partner nel 62,4% dei casi, le violenze sessuali nel 68,3% e gli stupri a 69,7% dei casi. I partner sono dunque responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica e delle forme più gravi di violenza sessuale"."

Si tratta di un problema sociale prima che di un problema di polizia. La domanda è: fino a quando il Ministro Amato continuerà a favorire questi comportamenti non censurando le farneticazioni di dominio di Ratzinger? E' possibile che i cittadini devono SEMPRE pagare per la codardia di Istituzioni che sono asservite al terrore di un crocefisso?

Vai alla definizione della famiglia descritta dalla Costituzione Italiana in contrapposizione alla famiglia voluta dai cattolici e invocata da Ratzinger.

Modifica della pagina 20 giugno 2007

Il concetto di "familiare" nella chiesa cattolica

Diventa interessante conoscere che cosa intende la chiesa cattolica per familiare. Per famiglia!

In realtà la pratica dei Pacs e i Dico i cardinali cattolici, la chiesa cattolica, la Cei, la praticano da sempre. Fa parte dell'ordinamento giudiziario della chiesa cattolica. La chiesa cattolica, come monarchia assoluta, attribuisce a sé i diritti mentre alle pecore del suo gregge impone solo doveri. Doveri che vuole estendere, per odio sociale, a tutti i cittadini di una nazione democratica.

Collegio dei cardinali
Segreteria di Stato
Elenco dei privilegi e facoltà in materia liturgica e canonica dei Cardinali di S.R.E.
18 marzo 1999
Comunicationes 31, 1999, pp. 11-13

2 – I Cardinali di S.R.C. e i loro familiari godono del privilegio di lucrare nella cappella domestica le indulgenze per cui sia prescritta la visita di qualche tempio della città o luogo dove dimora il Cardinale con i suoi familiari, osservate le altre condizioni stabilite per lucrare indulgenze, secondo la Costituzione Apostolica Indulgentiarum doctrina (cfr. ibid.).

Si chiamano "familiari" dei Cardinali coloro i quali, chierici, religiosi o laici, siano permanentemente dedicati al suo servizio.

4 – Fermo restando quanto prescritto nel can. 357-2, per quanto riguarda la materia liturgica, i Cardinali di S.R.C., per sé e i loro familiari, nel luogo dove si trovano e dove abitano in modo stabile, godono di tutte le facoltà del vescovo diocesano nella sua diocesi, osservando inoltre, per quanto riguarda la celebrazione dei sacramenti del battesimo e della confermazione, tutto quanto è stabilito a norma del diritto riguardo alla debita preparazione e alla iscrizione nel registro. Tuttavia, perché possano assistere validamente alla celebrazione di matrimoni, è necessario che siano delegati dall'Ordinario del luogo o dal parroco.

Il terrorismo che la chiesa cattolica, attraverso le dichiarazioni di Ratzinger e Bagnasco, manifestano nella società civile, viene imposto alle persone indifese grazie a politici, all'interno delle Istituzioni pronte ad assecondare l'odio per le persone manifestato dalla chiesa cattolica.

Il concetto di famiglia nel cristianesimo non essite. Esistono gli interessi materiali, economici e di dominio della chiesa cattolica. Sono le necessità di dominio delle persone della chiesa cattolica che determinano cosa le persone devono o non devono fare ed è vergognoso che troppi politici nelle Istituzioni violino l'articolo 54 della Costituzione seminando terrore ed odio a maggior gloria di Ratzinger e Bagnasco.

Aggiunta: Marghera, 08 luglio 2007

Idee e riflessioni sulla societa'

La lotta del cristianesimo contro le antiche religioni non è una lotta di idee, ma un insieme di crimini che oggi classificheremmo come terroristici e mafiosi. Tutt'oggi tali crimini continano nonostnte le leggi democratiche. Leggi che vengono disattese da cattolici che occupano ruoli Istituzionali.

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Claudio Simeoni

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Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

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Società civile e libertà

La società, in cui viviamo è importante e permettere ai cristiani di distruggere i sacri principi Costituzionali è un delitto la cui pena sarà pagata dai nostri figli.