LE IMMAGINI DELLA RELIGIONE ROMANA
relative al SENTIERO D'ORO
I LIBRI SIBILLINI
NELLA RELIGIONE ROMANA
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Nella religione romana un posto particolare hanno i Libri Sibillini. Rappresentano un mistero irrisolto per i cristiani che terrorizzati, tramite Stilicone, li fecero bruciare.
Ma cosa bruciarono in realtà i cristiani e Stilicone?
I Libri Sibillini vennero portati da una tale, che si spacciava per Sibilla di Cuma, ad uno degli ultimi re di Roma forse Tarquinio Prisco o Tarquino il Superbo. Secondo la leggenda il re si decise ad acquistare gli ultimi tre libri dopo che la "vecchia" ebbe distrutto i primi sei in sua presenza.
I Libri Sibillini erano custoditi nel tempio di Giove Capitolino e venivano consultati nei momenti più gravi della storia di Roma. In realtà venivano usati dai Quindecim Viri Sacris Faciundis per mettere a fuoco la loro Attenzione nella situazione in cui Roma si trovava cercando soluzioni per uscire dalla situazione. Nello stesso tempo, i Libri Sibillini, fondavano il futuro della città convogliandone la direzione dello sviluppo attraverso la soluzione della crisi.
La storia dei Libri Sibillini inizia con la fine della monarchia in Roma e finisce con la fine della repubblica e la propedeutica Sillana all'avvento dello stato imperiale.
Su indicazione dei Libri Sibillini nel 493 (anno più anno meno) venne istituita la triade Cerere-Libero-Libera. Quell'anno, e quello che precedette e seguì, non furono anni semplici. Da un lato la plebe spingeva per il riconoscimento di status giuridico e la lega latina combatteva contro Roma. Uno scontro all'interno e uno scontro all'esterno. I Libri Sibillini indicarono l'uscita dalla situazione indicando la via su cui doveva fondarsi il divenire di Roma: la crescita nella Libertà di entrambi i sessi, di entrambi i contendenti. Non distruzione dei contendenti ma unità in cammino verso la Libertà.
Indicarono Venere nel futuro di Roma, non il gioco della mattanza che avrebbe contraddistinto il fare dei cristiani.
Ecco quanto terrorizzava i cristiani: il divenire degli Esseri Umani attraverso lo sviluppo della Libertà.
Non importa quanto era scritto nei Libri Sibillini, importa la loro capacità di emanare Potere di Essere e la direzione in cui puntava l'Attenzione chi quei libri aveva compilato.
Venivano conservati nel tempio di Giove Capitolino. Essi appartenevano al cielo: origine e oggettività dell'esistenza della natura di cui gli Esseri Umani sono parte. E Giove distrugge, attraverso un incendio, i Libri Sibillini.
Silla stava distruggendo la repubblica ponendo la parola fine. L'affermazione di Moneta stava trasformandosi in profezia. Ben presto le guerre fatte da Roma, anziché essere condotte con "giustizia", diventavano riaffermazioni dell'uomo dio il cui bisogno era umiliare e sottomettere le città e i popoli conquistati.
Chi era Silla?
Luogotenente di Mario partecipò alla campagna contro le tribù germaniche dei Cimbri e dei Teutoni. Pretore in Cilicia e fatto console ebbe il comando della guerra contro Mitridate re del Ponto, che, per l'ostilità della plebe e della classe equestre, gli fu revocato ed assegnato a Mario; allora, dalla Campania ove si trovava marciò su Roma, abrogò le leggi promulgate contro di lui e punì molti sostenitori del partito democratico; Mario fu costretto a fuggire in Africa. Dopo avere concluso la guerra sociale con la presa di Nola (89a.c.), si rivolse contro Mitridate e, dopo la guerra di 3 anni lo costrinse ad un armistizio (84 a.c.) riducendolo ai suoi territori originari. Nel frattempo, a Roma, Mario, eletto console per la 7^ volta (86 a.c.), aveva costituito un governo popolare e proscritto Silla. Alla notizia della morte di Mario (cui successe L. Cornelio Cinna), Silla tornò in Italia e, sbarcato a brindisi (83 a.c.), sconfisse i seguaci di Mario e Cinna nella battaglia di Porta Collina presso Roma, si impadronì della città e compì feroci rappresaglie; contemporaneamente G. Pompeo Magno liquidava gli ultimi resti dell'esercito di Mario in Sicilia e in Africa. Nominato (82 a.c.) dittatore "republicae costituendae" a tempo indeterminato, si dedicò ad un'opera di riordinamento dello stato; raddoppiò il numero dei senatori; riorganizzò la carriera politica e militare imponendo limiti di età per ogni carica; restituì al Senato l'autorità di esaminare preventivamente le leggi da presentare ai comizi e il potere giudiziario per le cause di concussione e per quelle di lesa maestà, di peculato e violenza; ridusse il tribuno della plebe a magistratura di secondaria importanza; separò nettamente il potere militare da quello civile, prescrivendo che i consoli e i pretori in carica non potessero avere comandi militari.
La repubblica che si reggeva sull'equilibrio dei poteri divenuti attraverso le trasformazioni, anziché marciare in direzione della dilatazione della Libertà degli Esseri Umani, marciava in direzione di rendere gli Esseri Umani schiavi.
Le rapine di Giulio Cesare in Spagna e in Gallia con l'umiliazione dei prigionieri e il suo tentativo di farsi proclamare re di Roma, le guerre civili, l'arrivo dell'impero quale struttura giuridica dello stato. Questo è il prologo sillano.
A Giove non restava altro che distruggere i Libri Sibillini in attesa di una nuova fase. Quanto da allora sarebbe giunto altro non avrebbe fatto che condurre la società romana sotto il giogo dell'uomo dio, prima il dittatore, poi l'imperatore e infine il papa.
Il senato mandò una delegazione in Asia minore per raccogliere degli altri Libri Sibillini. Ma erano cose diverse dalle precedenti. Non avevano lo stesso potere, le stesse intenzioni, la stessa strategia. Vennero letti e consultati durante l'impero e continuarono a coltivare la fama costruita dai libri precedenti, ma portarono Roma in un'altra direzione: l'assoggettamento.
Stilicone bruciò questi, mentre venivano fatti circolare Libri Sibillini compilati da cristiani e da ebrei per spingere la società romana nella direzione da essi desiderata.
I Libri Sibillini sono stati bruciati da Giove per sottrarli alle mire di chi li avrebbe utilizzati per soggiogare gli Esseri Umani e, nonostante il loro messaggio sia scritto nell'esistente, non possono più essere riscritti. La loro finalità, la necessità della loro esistenza, era determinata dal momento e dall'oggettività in cui vennero compilati. Oggi si compilerebbero testi diversi e si troverebbero altri modi per affrontare l'esistente mettendo a fuoco l'Attenzione. Non si può ricostruire quanto è andato perduto, la sua essenza ci circonda e si chiama Libertà. Può essere raffigurata come un Essere Umano che stringe i pugni e lancia una bestemmia contro chi vorrebbe metterlo in ginocchio.
I cristiani volevano bruciare il principio speranza nella Libertà costringendo gli Esseri Umani a secoli di oscurantismo, ma quando Giove bruciò i Libri Sibillini non si limitò a distruggere questi, bruciò anche il sincretismo greco attraverso il quale le figure della religione nella tradizione romana venivano traslate nelle figure della religiosità greca. Giove bruciò l'umanizzazione dell'esistente davanti al quale gli uomini dio volevano mettere in ginocchio gli Esseri Umani.
I Libri Sibillini continuarono ad esistere e operare, ma là dove la percezione degli Esseri Umani malati di morte non può giungere. Continuano ad esistere là dove l'esistente è quello che è e non quello che un dio padrone vuole che sia.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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