L'USCITA DAL MOBBING!
COSA MANCA ALL'INDIVIDUO:
Non pratica l'agguato né vive per sfida!
Dodicesima parte de:
LE TECNICHE DEL MOBBING
E LA STRATEGIA DELLA
STREGONERIA
LEGATO A: IL CROGIOLO DELLO STREGONE
Presentato per RADIO GAMMA 5 nelle trasmissioni Magia Stregoneria e Paganesimo anno 2000
Questo aspetto è da imputare all'abitudine dell'individuo. Alla sua abitudine di adattarsi a quanto incontra.
La sollecitazione esterna produce i suoi adattamenti meccanicamente e non come scelta operata attraverso le proprie scelte, l'uso della propria volontà e del proprio Intento. Il suo adattamento non è frutto del proprio Intento, ma è frutto di accettazione di quanto è proposto (pertanto non discriminato) sul quale il soggetto poggia le sue aspettative e le sue "speranze".
L'individuo vive la sua vita come "dono" e come tale è sempre speranzoso nel dono di chi gli sta attorno. Il "dono" di appartenere a quel posto di lavoro che comporta una sua accettazione delle regole. Egli accetta le regole, le applica, ma non si accorge che chi gli sta attorno a quelle regole ha risposto con adattamenti diversi in modo da far si che quelle regole, che lui ritiene onerose, non interferiscano eccessivamente con le sue mansioni. Di questo, quanto lo circonda, non tollera di essere rinfacciato o accusato. "Si fa così per abitudine, non è che io non voglio applicare la regola, ma così si svolge il lavoro in minor tempo e minor fatica!" Dopo di che il tizio cade dalle impalcature, il finanziere alla dogana fa passare un carico di contrabbando, il poliziotto preferisce lasciar correre il grande imputato mentre è feroce con chi non è in grado di difendersi ecc.
Chi fa davvero il proprio lavoro rispettando le regole o lo fa come persona integerrima in quanto disposta ad attaccare anche chi gli sta attorno che non applica le regole, oppure lo fa come una persona ingenua che facilmente può essere accusata di intenzioni diverse da quelle manifestate.
Vivere per sfida significa che ogni azione che noi facciamo nella vita quotidiana è il frutto delle nostre scelte, della nostra volontà in funzione del nostro intento.
Vivere per sfida non significa arrivare in ufficio e calare il guanto in faccia ai colleghi o rovesciare il cestino della carta in testa al capufficio, significa che ogni azione è frutto di scelte e determinazione soggettive e quelle scelte vengono imposte con forza e determinazione al mondo che ci circonda. Così i messaggi che riceviamo dal mondo che ci circonda non sono semplici informazioni, ma sono elementi che vanno ponderati e che rientrano nella nostra azione in funzione del nostro intento.
Vivere per sfida significa che in ogni decisione che noi prendiamo mettiamo tutto noi stessi. Quella non è solo una decisione, ma è quello che noi siamo riusciti a sviluppare concentrando tutto noi stessi. Quasi che da quell'azione o da quella decisione dipendesse la nostra vita o la nostra morte.
Quando un individuo vive per sfida non si può mettere in atto contro di lui nessuna azione di mobbing. Magari lo si può sabotare, si può agire per far fallire i suoi sforzi, ci si può organizzare contro di lui, ma nessuna azione di mobbing è possibile nei suoi confronti. Lo si può distruggere fisicamente, ma non lo si può distruggere psicologicamente o emozionalmente.
Diventa un concorrente terribile, specialmente se in quell'azione del vivere per sfida riesce a costruire delle alleanze funzionali per il conseguimento di un intento aziendale. Chi vive per sfida può essere accusato di voler far carriera in quanto la forza che mette per determinare sé stesso è elevata, ma non può essere calunniato a meno che non si voglia essere attaccati direttamente, nome e cognome e per le intenzioni espresse. Chi vive per sfida non rispetta la forma né la formalità con cui i fenomeni si presentano in quanto entrambe hanno il compito di impedire a chi vive per sfida di determinare il proprio intento nell'oggettività in cui opera.
Il vivere per sfida entra nella razionalità quando si esprime attraverso la pratica del vivere strategicamente o più in generale della pratica dell'Agguato.
Della pratica dell'agguato in situazioni di mobbing in atto ne parleremo parlando delle tecniche di uscita dal Mobbing.
VAI ALL'INDICE DEL LIBRO: LE TECNICHE DEL MOBBING E LE STRATEGIE DELLA STREGONERIA!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel.041933185
E-mail claudiosimeoni@libero.it
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