LE IMMAGINI DELLA RELIGIONE ROMANA

relative al SENTIERO D'ORO

MORTE

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Fine dell'esistenza del corpo fisico. Fine della possibilità concessa per lo sviluppo del corpo luminoso.

Della possibilità concessa? O meglio sarebbe dire dell'esercizio della volontà, delle scelte e della determinazione dell'Essere all'interno del rapporto oggettività-soggettività nel quale si è trovato ad esistere.

Per i greci Tanatos è un Essere maschile. Ma i greci non sono mai stati in grado di concepire la morte come una nascita, ad eccezione di antichi miti orfici e del concetto di resurrezione di Dioniso. Per loro la morte è la fine di tutto. Anche le descrizione dei loro miti negli inferi sono vaghi e riproducono costantemente la vita degli Esseri Umani anche se in antri bui e sotto il dominio ferreo di una qualche divinità delle tenebre.

Nelle credenze romane, esiste il concetto di inferi, ma il concetto di morte è sospeso sia come descrizione sia come fine degli Esseri della Natura.

Il concetto secondo cui Mors è una divinità femminile sta ad indicare come i veggenti romani, ma prima di loro probabilmente gli Etruschi, erano consapevoli dell'esistenza della morte come della nascita di un qualche cosa che sfuggiva loro.

La nascita non sfuggiva ai veggenti, ma era, per loro, molto difficile descriverla nella vita di tutti i giorni. La morte del corpo fisico era il momento della nascita del corpo luminoso: del Genio.

Soltanto se si erano verificate, nel corso dell'esistenza di un individuo, una serie di condizioni per cui il corpo fisico incubava il corpo luminoso.

L'esistenza dell'Essere Umano era l'elemento attraverso il quale il corpo luminoso dell'Essere poteva nascere o essere abortito. Ai veggenti Romani sfuggivano le cause sul perché questo avveniva. La maggior parte delle loro visioni erano piene di Geni abortiti al momento della morte del corpo fisico. Forse per questo motivo si esaltò il Genio dell'imperatore, in quanto Essere Umano diventato Imperatore, nel quotidiano della ragione, certamente anche il suo Genio si era sviluppato diventando talmente forte da mantenere compatta la Coscienza di Sé dopo la morte del corpo fisico. Fu un ripiegamento dei veggenti che la Specie Umana pagò molto caro.

Chi è dunque Mors? E' il fine dell'esistenza degli Esseri della Natura: lo scopo del loro esistere e del loro divenire.

Non è soltanto un monito per gli Esseri a ricordare come il tempo, loro spettante, abbia dei limiti precisi, è un momento in cui avviene un'esplosione di Energia e, in ogni caso, alla fine del corpo fisico gli avvenimenti sono tali da coinvolgere il circostante.

Gli Esseri Umani che seguirono una via per lo sviluppo della Coscienza di Sé lungo il Se si trovarono abbastanza forti da mantenere compatta la propria Coscienza trasferendola sul corpo di Energia, gli Esseri Umani che rinunciarono all'esercizio della propria volontà e delle proprie determinazioni nel quotidiano della ragione inondano il circostante, alla morte del loro corpo fisico, disperdendo l'Energia Vitale rimasta: ultimo banchetto per il dio spacciatosi signore, padrone e creatore dell'universo.

Mors è ciò a cui l'Essere Umano tende. Mors è ciò che l'Essere Umano agogna.

Lasciò perplessi i veggenti dell'antica Roma il fatto che Mors era attesa da due diversi tipi di persone: i disperati che l'invocavano per mettere fine alle loro sofferenze ed Esseri Umani poderosi che l'attendevano come per concludere quanto stavano facendo. Queste diverse visioni bloccò la disperazione che di Mors ebbero invece i cristiani. Essi, comunque, sarebbero stati annientati da Mors. Non avevano nessun'arma con cui opporsi.

Normalmente giungevano all'appuntamento come morti in piedi da decenni. Costoro dovettero inventarsi la consolazione. Loro sì, morivano! Certamente dopo la loro morte non esisteva più nulla, ma ci avrebbe pensato il dio, il loro creatore, e quel suo figlio a farli risorgere col corpo dalla tomba. In questo modo i cristiani tendevano ad esorcizzare Mors. In questo modo tendevano a nascondere la loro paura. Poveri illusi!

Almeno quella paura se l'avessero tenuta per loro. No! Loro dovevano soffocare ogni divenire degli Esseri Umani imponendo l'impotenza e il terrore davanti a Mors.

Un Essere Umano che ha vissuto la propria vita usando la propria volontà e le proprie determinazioni attende Mors come la fine di un lavoro, comunque ben fatto! Non c'è disperazione in un Essere alla ricerca della Coscienza di Sé lungo la via del Se, costui è pronto ad esercitare la propria volontà in qualsiasi forma si trovi ed in qualsiasi condizione continui ad esistere. L'abitudine all'esercizio della propria volontà e delle proprie determinazioni come elemento attraverso il quale esercitare il proprio Potere di Essere, una volta acquisito, non si perde più.

Si ricordi dunque Mors con speranza mentre si scala la vetta della Conoscenza e della Consapevolezza giorno dopo giorno.


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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Piaz.le Parmesan, 8

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