La creazione di Nereo, attraverso le Nereadi,
nella Teogonia di Esiodo

Claudio Simeoni
capitolo 16

Significato di Teogonia:
L'insieme dei miti che illustrano l'origine e la discendenza degli Dèi in chiave simbolicamente antropomorfica.

La Religione Pagana, i poeti e la filosofia

La creazione di Nereo: le Nereidi.

La Religione Pagana e la Teogonia di Esiodo - Indice Generale

Romagnoli, nella sua traduzione della Teogonia di Esiodo, traduce anche i nomi delle Nereadi in lingua italiana. Per chi non conosce il greco antico, ma solo l'italiano, l'effetto può essere emotivamente dirompente.

Lo studioso che legge Esiodo in Greco, afferma che il nome di quella Nereide in italiano significa Nel concentrare la sua attenzione sul significato del nome e sull'etimologia che studia con grande attenzione, gli sfugge il significato del meccanismo che Esiodo, elencando i nomi delle Nereadi, ha voluto dare con quelle significazioni. Allo studioso sfugge il significato religioso del discorso di Esiodo e sfugge la magnificenza dell'immenso che vene in essere come manifestazione delle figlie di Nereo.

Voi provate ad immaginare una Terra giovane sulla quale un "mare infecondo", senza vita, sbatte i suoi flutti sugli scogli mentre eruzioni vulcaniche scaricano lava sulla superficie e venti impetuosi con tempeste e fulmini si abbattono su una terra in cui la Natura ancora non è.

Ogni tanto, nei documentari televisivi in cui si narra il divenire della vita, questo tipo di scenario è descritto ed ormai è entrato nell'idea comune almeno fra quella classe media di cittadini che si costruiscono un po' di cultura.

Per la "creazione" descritta in Esiodo, voi pensate a questo mare senza vita e chiamatelo Ponto. Perché chiamarlo Ponto? Perché dargli un nome proprio? Perché questo mare senza vita noi oggi lo vediamo pieno di vita. Consapevole di sé stesso. Capace di intervenire fra i viventi del mare e sommare la sua azione alla loro azione. Pertanto, la materia-energia che costituisce il mare infecondo ha la capacità di trasformare parte della materia-energia inconsapevole in materia-energia consapevole di sé separandosi dal resto del mare che diventa non-essere nel quale le nuove coscienze vivono e costruiscono le loro relazioni obbedendo alla necessità con cui sono venute in essere. A tale necessità sommano la loro volontà d'esistenza. Nel momento stesso in cui la prima coscienza di sé viene in essere nel mare, il mare stesso diventa cosciente di sé. E' un discorso che già è stato fatto con Nera Notte.

Prima che ciò avvenga, avvengono delle trasformazioni nel mare che noi possiamo riconoscere. Queste trasformazioni vengono in essere in un tempo talmente antico che Esiodo le definisce come Nereidi figlie di Nereo e Doride, figlia di Oceano e di Teti (il Titano Teti), la madre di tutte le madri. La madre che Era stessa, l'Essere Natura, ama come una madre generatrice.

Noi pensiamo a questo mare oscuro e senza vita che furioso si abbatte sugli scogli mentre le tempeste e i fulmini scuotono l'atmosfera.

In questo buio e in questo frastuono d'onda emergono le Nereidi figlie dell'Antico e nipoti di Oceano, il titano.

Scrive Esiodo nella Teogonia tradotto da Romagnoli:

E nacquer da Nerèo, nel ponto ove mai non si miete,

altre piacevoli Dee, cui madre fu Dòride, prole

d'Ocèano eccelso fiume, famosa per bella cesarie:

Prima, Reginadeiventi, Salvezza, Bonaccia, Anfitrite,

Tètide, Donibella, Velocesuiflutti, Azzurrina,

Grotta la snella, Fiorente l'amabile, Metadisguardi,

Bellavittoria dal braccio di rose, Dilettodeicuori,

Tuttadimiele vezzosa, Rifugiodeiporti, Miranda,

Regala, Solcalonda, Munifica, Regnasuicapi,

Isolabella, Spiaggia, Potenza, la braccia di rose

Mentemaretta, e Corrisuivortici tutta dolcezza,

Dòride, Girapupilla, la dolce a veder Galatea,

e Frenalonde che i flutti del mare cosperso di nebbia

agevolmente, e i soffi del vento gagliardo raffrena,

con Anfitrite dai vaghi malleoli, con Placamarosi,

Maretta, e Rivabellacorona , e Signoradelmare,

e Glaucanorma amica del riso, e Travalicaponto,

e Pianastesa, e Belladistesa, e Signoradigenti,

e Multimperia, e Scioglidaitriboli, e Liberidea,

Giuradinò, bellezza immune da pecca, ed Arena

di graziose membra, Menippe divina, Isolina,

e Buonarotta, Prudenza, Giustizia ed Immunedainganno,

che uguale è per finezza di mente, al suo padre immortale.

Queste le figlie sono di Nèreo immune da pecche:

sono cinquanta, esperte fanciulle nell'opere egregie.

Esiodo, Teogonia 240 264

Sono luci che si accendono nel buio del gonfiarsi e dell'infuriare del mare senza vita: Ponto.

Ponto è "padre" di tutte loro perché senza Ponto loro non sarebbero emerse. Loro sono figli dell'Antico, di Nereo, perché hanno preceduto la vita e la Natura stessa. Loro sono figlie di Crono perché se Crono non avesse liberato i suoi fratelli da Urano Stellato questi non avrebbero potuto mettere in moto le trasformazioni del presente. Per contro, le stesse potenze le troviamo partorite in altre situazioni perché in ogni ambiente in cui si genera la vita, le regole della persistenza della vita e della risposta della vita alle sollecitazioni del mondo (e al mondo sollecitato dal venir in essere della vita), sono sempre le stesse o molto simili.

Il presente trasforma l'oggettività in cui si manifesta e l'oggettività, composta di energia-materia, si adatta ad ogni movimento e ad ogni sollecitazione.

Con i nomi delle cinquanta Nereidi si può fare una ricerca etimologica dei significati del nome. Si tratta di un tipo di studi che lascio volentieri al mondo accademico. A me interessa il meccanismo, far comprendere come la nascita delle Nereidi segna la costruzione di un ambiente psico-emotivo che calato nel mare infecondo lo predispone alla fecondità.

Le Nereidi sono DEE. Sono dei poteri psico-emotivi che germinano e favoriscono il venir in essere dei soggetti della Natura trasformando il mare infecondo in un mare fecondo. La vita, come noi la conosciamo, nasce solo in un ambiente favorevole. Se noi pensiamo che senza il Sole o senza la Terra o l'Acqua, la vita, come noi la consideriamo non sarebbe, dobbiamo anche pensare che la vita risponde a sollecitazioni psico-emotive che non solo ne fissano l'unità emotiva, ma la spingono ad adattarsi e a mettere in atto azioni che modificano lo stesso ambiente psico-emotivo in cui è germinata.

Una Nereide, ad esempio, come Bellavittoria viene definita con tanti significati quanti sono i significati che vengono definiti con quel nome, se vogliamo identificarla con un nome. Per contro, noi osserviamo le azioni che si esprimono nel mare infecondo e che portano alla trasformazione del soggetto che le ha messe in atto, alla trasformazione dell'ambiente e alla trasformazione dei soggetti che a quelle azioni rispondono. Ne segue che le trasformazioni che adattano i soggetti nel loro ambiente sono delle "Belle vittorie" che alimentano la Nereide che si modifica cercando di espandersi nel mondo in cui è venuta in essere e nel quale stimola i soggetti a manifestarla.

E' una visione del mondo propria della Religione Pagana. Un ambiente che si modifica e che produce condizioni divine proprio nel trasformarsi e le condizioni divine trasformano lo stesso ambiente partendo dai loro stessi bisogni. Queste entità divine nascono e si trasformano. Quando la vita della Natura, come noi la conosciamo, inizia ad esistere in questo ambiente, non solo fagocita ed esprime molte di queste divinità, ma lo stesso ambiente psico-emotivo si modifica per il fatto stesso di essere abitato da Esseri della Natura.

Così, mentre noi guardiamo un nero mare che si infrange sulle rocce, scorgiamo una prima luce che si accende.

Prima . L'inizio di una generazione che pone le basi per un nuovo futuro. Il "protogono" l'inizio di un cammino di trasformazioni. L'inizio di quel cammino.

E poi continua Esiodo elencando tutte e cinquanta Nereadi.

Reginadeiventi . E' la seconda luce che si accende. Il mare senza vita, solcato da venti tumultuosi, necessita di un ordine.

Salvezza è la terza figlia di Nereo perché il tumulto del mare in tempesta non è distruzione.

Bonaccia è la quarta figlia di Nereo, tempesta e non tempesta.

Anfitrite è la quinta figlia di Nereo che sta al mare fecondo, Poseidone, ciò che Persefone sta ad Ade: rendono fecondo il mare. Anfitride viene raffigurata con l'armatura che richiama le contraddizioni e le sfide che la vita deve affrontare per svilupparsi in tutti i soggetti che vengono in essere e questa armatura è di colore verde che richiama la Natura che si sviluppa nel mare.

Tetide è la sesta figlia di Nereo (il suo nome è Teti, ma viene usato spesso il termine Tetide per definirla per poterla distinguere dal Titano Teti). Lei è la vita che si insinua come un serpente in ogni anfratto di materia-energia affinché diventi cosciente di sé; manifesta il coraggio e la forza del leone per affermare il proprio diritto all'esistenza ed è fuoco; fuoco della coscienza e della consapevolezza che arde. Sarà la madre di Achille.

Donibella settima figlia di Nereo. Il piacere di ricevere.

Velocesuiflutti ottava figlia di Nereo la vita che si muove veloce sui flutti del mare.

Azzurrina nona figlia di Nereo e la percezione del mare.

E così via.

Le possiamo commentare una ad una, volendo, ma questo non modifica la costruzione divina di un mondo da cui può germinare la vita come noi la conosciamo.

Grotta

Fiorente

Metadisguardi

Bellavittoria

Dilettodeicuori

Tuttadimiele

Rifugiodeiporti

Miranda

Regala

Solcalonda

Munifica

Regnasuicapi

Isolabella

Spiaggia

Potenza

Mantemaretta

Corrisuivortici

Dòride

Girapupilla

Galatea

Frenalonde

Placamarosi

Maretta

Rivabellacorona

Signoradelmare

Glauconorma

Travalicaponto

Pianastesa

Belladistesa

Signoradigenti

Multimperia

Scioglidaitriboli

Liberidea

Giuradinò

Arena

Menippe

Isolina

Buonarotta

Prudenza (Eupompe = la buona guida, il buon condottiero)

Giustizia (giustizia come applicazione di Temi = Temisto)

Immunedainganno

Tutte e cinquanta. Molte di queste forze genereranno altre forze. Ad esempio, Temide o Teti (Temide da distinguere con Teti il Titano) genera Achille con un uomo mortale. Si tratta del trasferimento fra gli uomini dello specifico divino di Temide o Teti. Il divino si travasa e viene a far parte di un altro divino. Concorre alla trasformazione del mondo e del presente e le trasformazioni del mondo e del presente, modificando il divino, ne arricchisce la coscienza di sé.

Sono tutte forze che formano la struttura psico-emotiva del mondo marino. Formano la struttura psico-emotiva del mondo marino anche quando il loro significato si riferisce ad oggetti fisici come Spiaggia o Pianastesa o quando indicano azioni come Giustizia, Travalicaponto, Corrisuivrtici o Regala.

Rappresentano il corteo di Poseidone, il mare fecondo.

Quando guardate il mare, un'onda, una spiaggia, un'isola, un fiotto di vento o una tempesta; sappiatelo: state guardando un DIO che in quel momento vi sta attraversando la struttura emotiva e alimenta le vostre emozioni perché quelle emozioni alimentano le vostre decisioni nella vostra vita. Qualunque cosa farete, nutrirete quel dio e quel dio vi sta nutrendo.

Questa è la grande costruzione di Nereo: l'ambiente psico-emotivo che ha permesso al mare di diventare fecondo.

NOTA: Le citazioni della Teogonia di Esiodo sono tratte dalla traduzione di Ettore Romagnoli "Esiodo i poemi" Edito da Nicola Zanichelli Bologna 1929

Appunto trasmissione radiofonica del 2000 - inizio revisione 18 settembre 2014

Revisione

Marghera, 07 ottobre 2014

 

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Quando si percorre un sentiero di Stregoneria
si conosce l'inizio, ma non si sa dove porterà.
Per questo motivo l'impeccabilità deve essere a fondameto
di ogni nostra decisione.

L'analisi della Teogonia di Esiodo

La Religione Pagana ha forgiato una propria visione del mondo, della vita e del venir in essere delle coscienze fin dalle origini del tempo. Tali idee collimano nel tempo presente con le idee delle religioni e dei culti prima dell'avvento della filosofia e furono osteggiate militarmente dall'odio cristiano contro la vita. Analizzare Esiodo ci permette di chiarire il punto di vista della Religione Pagana.

Oggi possiamo dire che le religioni del Mito erano religioni evoluzionistiche in cui gli Dè erano parte della materia e dell'energia in perenne modificazione e in trasformazione e la religione non stabiliva le "verità del Mito", ma stabiliva le condizioni opportune affinché uomini e donne potessero trasformarsi in Dè come parte di un mondo in trasformazione.

La bellezza non รจ un oggetto in sé, ma dipende dagli occhi "belli" di chi guarda l'oggetto e scorge in esso la "bellezza che lui è". In questo senso solo chi è aperto al mondo scorge la bellezza nel mondo. Solo chi è aperto agli Dèi scorge l'intelligenza negli oggetti del mondo e le relazioni fra questi e la sua stessa intelligenza.

In altre parole, le Antiche Religioni, prima della filosofia, erano "evoluzioniste" e non "creazioniste"; dal punto di vista sociale diremmo che erano religioni "democratiche" e non "assolutiste" o "dittatoriali". La divinità era la materia e l'energia e non un soggetto esterno alla materia e all'energia.

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Ultima modifica marzo 2024

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