Capire il significato dei Salmi della Bibbia

 

Salmo N. 13 (12)

 

Invocazione fiduciosa

o

Lamento fidente del giusto

 

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La versione esoterica

del Salmo 13 (12)

 

 

 

 

Fino a quando, o dio padrone,

ignorerai il tuo schiavo fedele?

Fino a quando, o dio padrone,

gli nasconderai la tua accondiscendenza?

Fino a quando, o dio padrone,

ti nutrirai compiacendoti della sofferenza e

del dolore del tuo schiavo?

Fino a quando, o dio padrone,

i miei nemici condanneranno la mia

sottomissione al mio dio padrone?

Fino a quando, o dio padrone,

la libertà dei miei nemici trionferà sulla tua schiavitù?

 

Guarda, rispondimi, o mio dio padrone,

conserva la luce della sottomissione ai miei occhi

perché non mi sorprenda il desiderio di libertà,

perché il mio nemico non dica:

“ecco anch’egli anela a sciogliere i legamenti della schiavitù!”.

E non esultino gli uomini liberi vedendomi abbandonare

la schiavitù al mio dio padrone.

 

La schiavitù del tuo schiavo ha confidato nella tua

misericordia, o dio padrone.

Gioisca il cuore del tuo schiavo della tua

magnanimità, o dio padrone, e canti del suo padrone

la sua magnificenza e la sua carità.

 

 

 

.

 

 

 

La versione essoterica

che nasconde l’aspetto esoterico

del Salmo 13 (12)

 


 

Fino a quando, Signore, continuerai a dimenticarmi?
Fino a quando mi nasconderai il tuo volto?

Fino a quando nell'anima mia proverò affanni,
tristezza nel cuore ogni momento?
Fino a quando su di me trionferà il nemico?
 
Guarda, rispondimi, Signore mio Dio,
conserva la luce ai miei occhi,
perché non mi sorprenda il sonno della morte,
perché il mio nemico non dica: «L'ho vinto!»
e non esultino i miei avversari quando vacillo.
 
Nella tua misericordia ho confidato.
Gioisca il mio cuore nella tua salvezza
e canti al Signore, che mi ha beneficato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel salmo 13 si mette in evidenza la disperazione del servo dei servi perché, da un lato afferma l’amore del suo padrone, ma dall’altro non trova riscontri sul fatto che il suo padrone effettivamente lo ami. Per questo il servo dei servi si sente abbandonato dal suo padrone che lui vorrebbe servire con tanta dedizione. In questa lontananza, in questa assenza, del dio padrone dai suoi sensi il servo dei servi coglie la necessità di perseverare nella sottomissione perché la sottomissione, in quanto sottomissione, è l’unica forza che gli dà speranza dell’utilità e della convenienza della sottomissione stessa: e se il mio padrone mi sta mettendo alla prova? Meglio che perseveri nella sottomissione!

06 marzo 2011

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

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