LE IMMAGINI DELLA RELIGIONE ROMANA

relative al SENTIERO D'ORO

SOLE

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Nonostante si conoscesse la Coscienza di Sé dell'Essere Sole fin dai tempi dei Sabini, in quanto il culto sembra sia stato introdotto a Roma da Tito Tazio, tale Essere non acquista mai un'importanza, non solo egemone, nella religione romana, ma praticamente quasi inosservata.

La famiglia degli Aurelii si diceva discendente dell'Essere Sole e ne manteneva vivo il culto esercitando su di Esso la propria Attenzione.

Il culto del Sole non si affermò mai nella Roma antica. L'aspetto predominante della religione romana, e di quella Etrusca prima, era quello di relazionarsi con l'esistente circostante. Tante erano le Coscienze di Sé nel circostante e tanto lontana era la Coscienza di Sé dell'Essere Sole che non si riteneva valesse la pena soffermarsi. In realtà i culti relativi all'Essere Sole, anche nel vicino oriente erano culti di persone "colte" e "nobili", in altre parole nullafacenti. Persone che potevano tranquillamente impiegare il proprio tempo nell'esercizio della propria attenzione facendola spaziare oltre i confini del quotidiano nel quale i poveracci, che si sudano il pane, erano costretti.

La percezione della Coscienza di Sé Sole implica un notevole sforzo nella manipolazione dell'Attenzione e non sempre i risultati ripagano lo sforzo. La Coscienza di Sé dell'Essere Sole è molto selettiva nei confronti dei veggenti.

Soltanto durante il periodo imperiale Sol diventa una divinità importante. A Roma il culto vero e proprio viene importato da Eliogabalo. Costui, prima di diventare imperatore, era stato un sacerdote, da qualche parte dell'Asia, di un qualche tempio dedicato ai "misteri" del dio Sole. In realtà era a Conoscenza di alcune tecniche con le quali manipolare l'Attenzione in relazione alla Coscienza di Sé Sole.

L'introduzione di questa divinità come momento centrale della religiosità romana durante l'impero è uno dei presupposti della caduta della religione romana e precede l'avvento del cristianesimo. Non tanto per l'Essere Sole in sé, ma per l'uso che di tale immagine ne veniva fatto. La Ninfa è una divinità vicina con la quale ci si può rapportare tutti i giorni attingendo acqua alla fonte, ma l'Essere Sole è lontano, le pratiche per alterare la percezione richiedono parecchio tempo, concentrare la vista su di Lui danneggia gli occhi ecc..

Il Comando Sociale vide quanto gli necessitava. Un Essere sufficientemente lontano, simboleggiante l'unicità della figura dell'imperatore, a cui gli Esseri Umani del Sistema Sociale difficilmente potevano rivolgere l'Attenzione.

L'imperatore, simboleggiante il Sole, non sentì mai la pernacchia che da questi si levò nei suoi confronti.

Aureliano potenziò il culto introducendo la festa del Sol Invictus il 25 dicembre che i cristiani, appena poterono, trasformarono in natale del loro profeta.

Così il loro profeta era nei cieli come il Sole. chic!

L'Essere Sole è l'Entità centrale in questo settore di spazio. E' l'Entità nella quale sedimenteranno tutte le Coscienze di Sé in formazione nel Sistema Solare capaci di proiettare le proprie trasformazioni nell'infinito.

Questo è quanto videro i veggenti asiatici e gli Egiziani in particolare. Le "anime" dei loro morti dirigersi verso il Sole. Questa visione è possibile soltanto quando, all'interno del Sistema Sociale in cui vivevano questi Esseri Umani, c'era un grado di Libertà ben maggiore di quanto non appare dai libri di storia oggi in circolazione, eppure è così.

L'introduzione a Roma di questo culto, e in questo modo, ad opera di un imperatore distrusse la religione romana.

Come ci si relazione con l'Essere Sole? Concentrando la propria Attenzione su di Esso. Concentrando il proprio sognare su di Esso. Manipolando la propria Attenzione liberandola dai bisogni contingenti.

In pratica, ascoltare con calma il fluire dei mutamenti sull'Essere Sole, possibilmente senza danneggiarsi la vista.


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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

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