GLI INNI PER IL RITO DEL SOLSTIZIO D'ESTATE!
Elementi di ieratica Pagana
IL SENSO RELIGIOSO DEL
RITO
Il rito, nella
religione Pagana Politeista, ha lo scopo di rinnovare, in maniera collettiva,
la relazione fra il soggetto e il mondo in cui vive. Dove il soggetto, che
organizza il rito, considera sé stesso un attore della vita, immerso in un
insieme di attori, che chiama DEI, che sono portatori di interessi e di intenti
nei quali, e per i quali, egli stesso è divenuto.
Il rito individua un
aspetto, un tempo, un passaggio, una condizione della vita del soggetto e
all'interno di quest'aspetto il soggetto manifesta il proprio Intento imponendo
agli DEI del mondo di affiancarsi al proprio Intento e alle strategie che il
soggetto mette in atto per raggiungere il suo Intento.
Il rito individuale è
quello che l'individuo compie nella propria vita quotidiana.
Il rito collettivo deve
manifestare un Intento generico che possa essere riempito di intento di ogni
soggetto che al rito partecipa a seconda della sua visione personale della
vita.
Nel rito collettivo,
dato un Intento collettivo, devono poter esprimersi le soggettività delle
singole persone senza che tale soggettività sovrasti le altre soggettività.
Pertanto, il rito deve
essere organizzato con un Intento preciso e generale; regole e modalità
d'esecuzione del rito certe e precise nella scadenza dei vari momenti;
all'interno dei vari momenti deve essere lasciato spazio di espressione della soggettività
delle persone che partecipano al rito. Da precisare assolutamente il momento in
cui il rito finisce.
Gli Dei chiamati a partecipare al
rito vi partecipano in relazione alle emozioni espresse dal singolo individuo;
vi partecipano per quel singolo individuo; per la comunicazione emozionale che
ogni singolo individuo riesce a sviluppare. Il rito è collettivo, ma la
relazione con gli Dei è personale.
Che nell'esecuzione del rito serva
una certa disciplina nelle modalità e nelle sequenze d'esecuzione appare
evidente, ma non si possono imporre obblighi esecutivi ai partecipanti in
quanto, tali obblighi, impedirebbero il dispiegarsi delle emozioni dei
partecipanti e la loro percezione delle emozioni dal mondo.
Vai alla pagina
relativa all'esecuzione del rito del Solstizio d'Estate!
PREMESSA
PERCHE' RISCRIVERE GLI
ANTICHI INNI O SCRIVERE NUOVI INNI PER LA RELIGIONE PAGANA?
I problemi che devono essere risolti
nella compilazione degli Inni religiosi si possono riassumere in alcuni
principi fondamentali.
L'inno deve contenere i principi
religiosi attraverso i quali l'individuo si relaziona col mondo.
Nell'Inno l'individuo riconosce la
triplicità magica della vita: sé stesso come attore; il mondo di attori in cui
agisce; l'azione come attore che chiama alle relazioni.
Deve contenere, da un lato gli
intenti, specifici dell'Inno, dell'individuo e dall'altro l'invocazione alla o
alle divinità che devono affiancarsi a quegli Intenti.
L'Inno deve essere composto
coniugando le Antiche Religioni con gli intenti soggettivi della cultura
moderna.
Il linguaggio antico deve essere
traslato nel linguaggio moderno considerando i diversi contesti culturali nei
quali si agisce.
Ad esempio, il termine
"pregare" che oggi è diventato un sinonimo di "supplicare"
è praticamente inutilizzabile nel linguaggio del Paganesimo moderno. Il termine
"santo" troppo usato dalle religioni monoteiste cristiane, si presta a
creare confusione e si preferisce il termine "sacro"
Il rito del Solstizio d'Estate è il
rito della Conoscenza, il rito dell'esplosione della vita rappresentata dal
FUOCO!
Volendo integrare il rito con gli
elementi della vita che i greci consideravano gli arché, è necessario
individuare l'intelligenza, il fuoco, che caratterizza quell'arché in funzione
della manifestazione della Conoscenza.
In pratica, è necessario individuare
il FUOCO di quell'arché.
Pertanto il fuoco dell'acqua; il
fuoco dell'etere; il fuoco della terra; il fuoco della luce!
Tenendo presente che gli elementi
sono tali PER I NOSTRI OCCHI. Cioè per gli occhi di un Essere della Natura
legato alla forma della ragione e separato dal mondo dell'azione e delle
emozioni. Come Pagani non sapremmo mai se la riscrittura dell'Inno sia in grado
di dire “sempre” quello che noi intendiamo. Potremmo dire ed
invocare cose che un giorno dovranno essere riviste, ma è nostro dovere farlo
ora, in questo momento e in questa situazione.
Un esempio vale per gli Inni che
vogliamo introdurre nel rito del Solstizio d'Estate.
L'idea è quella di introdurre degli
Inni ai quattro elementi aggiungendoli a quelli del fuoco, ma per aggiungerli
dal punto di vista del Paganesimo, è necessario non invocare l'elemento, ma
l'intelligenza e il proposito, l'intento, che da quell'elemento scaturisce e
che si riversa nella vita come noi Esseri Umani la intendiamo.
L'Inno al Fuoco è l'Inno centrale del
Solstizio d'Estate in quanto è fuoco della trasformazione e del divenire del
presente. Negli altri elementi si individua l'intelligenza e la loro azione
nella formazione della vita e del nostro presente dal momento che questo
presente è la base dalla quale partiamo per fondare il nostro futuro: qualunque
questo possa essere!
La magia del rito si dispiega
nell'Inno.
Le parole dell'Inno hanno in compito
di fondere Intento ed Emozioni dell'individuo. Attraverso le parole l'individuo
proietta nel mondo il proprio Intento e le proprie Emozioni fondendole con gli
Intenti e le Emozioni del mondo in cui vive.
INNI DEL RITO DEL
SOLSTIZIO D'ESTATE
Presento le Invocazioni attraverso
gli Inni dedicati ai quattro elementi (oltre all'Inno del Fuoco che trovate in
altre pagine web) in doppia versione. La versione dell'Inno Orfico come
pubblicato da Valla e tradotto da Gabriella Ricciardelli e le versioni che
usiamo per il rito. Solo la Luce viene celebrata con due Inni, uno dedicato
alla Natura e uno ai mondi diversi della Natura in cui gli Esseri costruiscono
le loro strategie di vita e fondano il divenire della loro Conoscenza: del loro
fuoco!
Qualche difficoltà, nell'interpretare
le parole dell'Inno, può essere rappresentata dai riferimenti a cui le parole
alludono. Difficoltà che può essere facilmente superata con una breve ricerca
in internet.
ACQUA
il corpo
Proteo dalle innumerevoli forme!
Inno Orfico: Profumo di
Proteo
Invoco Proteo, che ha le chiavi del
mare,
primigenio, che ha reso manifesti i
principi di ogni natura
mutando la sacra materia secondo
figure multiformi,
da tutti onorato, dai molti consigli,
che conosce le cose che sono
e quante erano prima e quante saranno
ancora in avvenire;
avendo infatti tutto, si trasforma,
lui e nessun altro
degli immortali che hanno la sede
nell'Olimpo nevoso
e il mare e la terra e volano
nell'aria;
tutto infatti in Proteo la prima
natura ha disposto.
Ma, padre, vieni ai celebranti con
santi propositi
mandando un compimento di vita
felice, buono nelle opere.
da Inni Orfici ed
Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli
E così come viene
modificato trasformandolo in un inno attuale funzionale ai riti della
Federazione Pagana:
Proteo,
l'acqua della vita!
Invoco Proteo, che ha le chiavi delle
acque e dei mari,
primigenio, da cui si manifestarono i
principi di ogni forma
mutando le acque sacre secondo le
infinite forme degli Esseri della Natura.
Onorato, dai molti consigli, assisti
il fuoco di quest'opera
che sia parte delle acque perenni e
che sgorghino nei mari
solcati dai venti Borea e Noto.
Proteo:
accarezza i nostri intenti tu che conosci
le cose che sono;
accarezza i nostri intenti tu che
conosci le cose che furono;
accarezza i nostri intenti ed
accompagnaci nelle cose che saranno.
Finché l'acqua, generatrice di vita,
spaccherà la roccia
per farsi Ninfa sotto i raggi di
Elios
noi ti invochiamo Proteo, vieni ai
celebranti con sacri propositi
propizia le opere a cui ci
apprestiamo
accompagnando a compimento la nostra
vita.
Marghera, 9 giugno 2006
ARIA
il respiro
Zeus, l'atmosfera!
Inno Orfico: profumo di
Zeus
Zeus molto onorato, grande Zeus
indistruttibile, a te noi offriamo
questa testimonianza liberatrice e
questa preghiera.
O re, attraverso il tuo capo
apparvero queste cose divine,
la dea madre terra e le erte cime dei
monti
e il mare e tutto quanto il cielo
dentro racchiude.
Zeus Cronio, con lo scettro,
Kataibates, dall'animo forte,
di tutto generatore, principio di
tutto e di tutto fine,
che scuoti la terra, che accresci,
che purifichi, che tutto scuoti,
Lampeggiante, Tonante, Folgoratore,
Zeus che fai germogliare;
dalle forme svariate, ascoltami,
concedi salute perfetta
e la dea Pace e fama irreprensibile
di ricchezza.
da
Inni Orfici ed Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli
E così come viene
modificato trasformandolo in un inno attuale funzionale ai riti della
Federazione Pagana:
Zeus;
l'atmosfera,
il
respiro dei viventi della Natura!
Zeus molto onorato che all'origine
del tempo,
su una Terra giovane dal cuore di
fuoco,
col fulmine innescò la vita liberando
i suoi fratelli dall'oblio
in cui il tempo li aveva celati.
Fu il fulmine che trasformò la Terra
in madre dei viventi
che tu nutristi col tuo corpo d'aria
e con le nubi possenti.
La Terra divenne madre e presero vita
le alte cime dei monti
e il mare, e quanto il cielo, tu
Stesso, racchiude.
Attraverso il Tuo respiro apparvero
le Cose Divine.
Zeus generatore della vita; padre e
figlio di ogni vivente della Natura;
Zeus principio e compagno di ogni
viaggio verso l'eternità.
Lampeggiante, Tonante, Folgoratore;
Zeus che fai germinare
le diverse forme di vita ascoltaci:
“Tieni aperte le porte
dell'Olimpo, noi stiamo arrivando!”
Marghera, 09 giugno 2006
TERRA
il corpo
Rea, l'Essere Terra
Inno Orfico: Profumo di
Rea
Rea venerabile, figlia del multiforme
Protogono,
che metti il carro dalle sacre ruote
sugli uccisori di tori,
accompagnata dai timpani, che ami il
delirio, fanciulla risonante di bronzi,
madre di Zeus egiogo signore
dell'Olimpo,
da tutti onorata, dalle forme
splendenti, beata compagna di Crono,
che ti diletti dei monti e degli
spaventosi urli dei mortali,
Rea di tutto sovrana, che susciti il
tumulto di guerra, dall'animo forte,
ingannatrice, salvatrice,
liberatrice, origine prima,
madre degli dei e degli uomini
mortali;
da te infatti derivano e la terra e
l'ampio cielo in alto
e il mare e i venti; amante della
corsa, aeriforme:
vieni, dea beata, salvatrice con
benevolo consiglio
portando pace con ricchi beni,
mandando brutture e morti ai confini
della terra.
da Inni Orfici ed Lorenzo
Valla trad. Gabriella Ricciardelli
E così come viene
modificato trasformandolo in un inno attuale funzionale ai riti della
Federazione Pagana:
Rea;
l'Essere Terra
la
terra, il corpo!
Terra venerabile, figlia di Urano
Stellato
Rea generatrice della vita
Tu che desti vita al Cielo
generatore;
Tu che hai dato vita al Mare fecondo;
Tu che hai dato vita all'Ade
generatore;
Tu che corri nel cosmo seguendo Elios
nel suo peregrinare;
Tu che con Cronos fondasti l'infinito
attraverso la trasformazione
offrendo ai mortali le cime nevose
dell'Olimpo;
Io ti invoco:
“Sii benigna con questi
viaggiatori che troppo spesso,
nel loro andare, calpestano la Terra
senza renderti onore.
Attraverso le tue figlie, Estia e
Demetra, alimenta il fuoco nel loro cuore
affinché forte e consapevole sia ogni
loro scelta!”
Marghera, 10 giugno 2006
LUCE
I sensi
Hera, la natura come crogiolo di vita fisica!
Hekate come crogiolo di vita cosmica!
Inno Orfico: Profumo di
Natura
O Natura, dea madre di tutto, madre
dalle molte risorse,
operosa, augusta, demone che molto
costruisci, signora,
domatrice di tutto il mondo,
indomita, timoniera, tutta splendente,
onnipotente, sempre onorata, demone
superiore a tutti,
imperitura, primigenia, celebrata,
doni gloria,
notturna, dalle molte costellazioni,
portatrice di luce,
difficile a contenere,
che coi talloni volgi senza rumore
l'orma dei piedi,
santa, tra i numi ordinatrice e fine
infinito,
comune a tutti, tu sola non partecipi
di nessuno,
padre di te stessa, senza padre, virtù,
gioiosa, grandissima,
fiorente, intreccio, amicizia,
complessa, valente,
guida, regolatrice, portatrice di
vita, fanciulla che tutto nutri,
autosufficiente, Giustizia, fra le
Grazie Persuasione dai molti nomi,
custode dell'etere, della terra e del
mare,
amara ai dappoco ma dolce a chi ti
obbedisce,
di tutto sapiente, tutto doni, ti
prendi cura, di tutto sovrana,
generosa nutrice opulente e
dissolutrice di ciò che è maturato.
Tu di tutto padre, madre, nutrice e
allevatrice,
acceleri i parti, beata, ricca di
semi, impulso delle stagioni,
aiuti tutte le arti, plasmatrice,
molto costruisci, demone marino,
eterna, che produci il movimento,
esperta, molto accorta,
che con turbine perenne volgi la
corrente veloce,
del tutto liquida, circolare, che
continuamente ti trasformi,
dal bel trono, onorata, che sola
compi ciò che è stato deciso,
fra coloro che portano lo scettro in
alto la più potente cupa tonante,
intrepida, che tutto domi, sorte
destinata, spirante fuoco,
vita eterna e provvidenza immortale;
tutte le cose sono tue; tu sola
infatti tutte queste cose produci.
Ma, dea ti supplico nelle stagioni
felici
di portare pace, salute, incremento
di tutte le cose.
da
Inni Orfici ed Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli
E così come viene
modificato trasformandolo in un inno attuale funzionale ai riti della
Federazione Pagana:
Era,
la Natura
Luce,
la vita!
O
Natura, dea madre di tutto, madre dalle molte risorse,
operosa,
augusta, consapevolezza che molto costruisci, signora,
domatrice
di tutto il mondo, indomita, timoniera, tutta splendente,
onnipotente,
sempre onorata, consapevolezza superiore a tutti i tuoi figli,
imperitura,
primigenia, celebrata, doni gloria,
notturna,
dalle molte costellazioni, portatrice di luce, difficile a contenere,
che
coi talloni volgi senza rumore l'orma dei piedi,
sacra,
tra i numi ordinatrice e fine infinito,
comune
a tutti, tu sola non partecipi di nessuno,
padre
di te stessa, senza padre, virtù, gioiosa, grandissima,
fiorente,
intreccio, amicizia, complessa, valente,
guida,
regolatrice, portatrice di vita, fanciulla che tutto nutri,
autosufficiente,
Giustizia, fra le Grazie Persuasione dai molti nomi,
custode
dell'etere, della terra e del mare,
amara
a chiunque non alimenta le tensioni della vita,
ma
dolce a chi alla vita assomma la sua intelligenza e la sua volontà,
di
tutto sapiente, tutto doni, ti prendi cura, di tutto sovrana,
generosa
nutrice opulente e dissolutrice di ciò che è maturato.
Tu
di tutto padre, madre, nutrice e allevatrice,
acceleri
i parti, beata, ricca di semi, impulso delle stagioni,
aiuti
tutte le arti, plasmatrice, molto costruisci, consapevolezza marina,
eterna,
che produci il movimento, esperta, molto accorta,
che con
turbine perenne volgi la corrente veloce,
del
tutto liquida, circolare, che continuamente ti trasformi,
dal
bel trono, onorata, che sola compi ciò che è stato deciso,
fra
coloro che portano lo scettro in alto la più potente cupa tonante,
intrepida,
che tutto domi, sorte destinata, spirante fuoco,
vita
eterna e provvidenza immortale;
tutte
le cose da te promanano; tu sola infatti tutte queste cose produci.
Ma,
Dea ti supplico nelle stagioni felici
di
portare pace, salute, incremento di tutte le cose.
Marghera, 12 giugno 2006
Inno Orfico: a Ecate!
Ecate protettrice delle strade
celebro, trivia, amabile,
celeste e terrestre e marina, dal
manto color croco,
sepolcrale, baccheggiante, con le
anime dei morti,
figlia di Perse, amante della
solitudine, superba dei cervi,
notturna, protettrice dei cani,
regina invincibile,
annunciata dal ruggito delle belve,
senza cintura, d'aspetto imbattibile,
domatrice di tori, signora che
custodisce tutto il cosmo,
guida, ninfa, nutrice dei giovani,
frequentatrice dei monti,
supplicando la fanciulla di assistere
alle pie celebrazioni
benevola verso il bovaro sempre con
animo gioioso.
da
Inni Orfici ed Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli
E così come viene
modificato trasformandolo in un inno attuale funzionale ai riti della
Federazione Pagana:
Ecate;
il cosmo
la
vita come luce nell'infinito!
Ecate
protettrice delle strade celebro, trivia, amabile,
celeste
e terrestre e marina, dal manto color croco,
sepolcrale,
baccheggiante, con i mortali diventati eterni
figlia
di Perse, amante della solitudine, superba dei cervi,
notturna,
protettrice dei cani, condizione invincibile,
annunciata
dal ruggito delle belve, senza cintura, d'aspetto imbattibile,
domatrice
di tori, signora che custodisce tutto il cosmo,
guida,
ninfa, nutrice dei giovani, frequentatrice dei monti,
supplicando
la fanciulla di assistere alle pie celebrazioni
benevola
verso il bovaro sempre con animo gioioso.
Quando
nei crocicchi della vita devo scegliere,
guida
il mio animo e non distogliermi
con
i fantasmi delle illusioni.
E
quando varcherò la soglia della luce
tendimi
una mano benigna
perché
io sono colui che nella propria vita,
ad
ogni incrocio, ha scelto la propria via.
Marghera, 12 giugno 2006
VAI ALL'INDICE DEI TESTI RELATIVI AI FONDAMENTI DELLA RELIGIONE PAGANA POLITEISTA!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel.041933185
E-mail claudiosimeoni@libero.it