SOLSTIZIO D'ESTATE









Il prossimo rito del Solstizio d'Estate si svolgerà presso il Bosco sacro di Jesolo - Venezia in un sabato di giugno 2011 con le stesse modalità degli anni precedenti dalle ore 19.00.

Il Rito del Solstizio d'Estate si è svolto presso il Bosco sacro di Jesolo - Venezia sabato 19 giugno 2010 con le stesse modalità degli anni precedenti alle ore 19.00.

Il rito del Solstizio d'Estate si è presso il Bosco sacro di Jesolo - Venezia sabato 20 giugno 2009 con le stesse modalità degli anni precedenti dalle ore 19.00.

Il rito del Solstizio d'Estate si è svolto presso il Bosco sacro di Jesolo - Venezia sabato 28 giugno 2008 con le stesse modalità degli anni precedenti.

L'ultimo rito del Solstizio d'Estate si è tenuto il 23 giugno 2007 presso il Bosco Sacro di Jesolo. Vai alle foto del rito

Sotto, le foto e il video del rito del Solstizio 2006. A fondo pagina trovate invece le sequenze fotografiche degli anni precedenti



Sotto la breve descrizione del rito, comprensiva dell'inno al fuoco recitato in questa occasione, troverete le sequenze fotografiche degli anni precedenti. La spiegazione è tratta dai messaggi postati sulla mailing list Paganesimo, ospitata su Yahoogroups (vedi pagina Contatti)

Il rito avrà inizio all'incirca verso il tramonto (un po' prima) e terminerà con l'attraversamento del fuoco. Il rito del Solstizio d'Estate è il rito dell'esplosione della Conoscenza, l'esplosione dell'individuo in tutte le sue manifestazioni. L'esplosione dell'Essere qualsiasi sia il mondo e la qualità della sua esistenza. Il rito del fuoco indica il culmine della vitalità: il momento in cui l'Essere Umano può trattare alla pari gli DEI esso stesso un dio che dà l'assalto al cielo della Conoscenza e della Consapevolezza. Il fuoco della vita si fonde col fuoco che arde dentro di lui. Se l'Equinozio di Primavera è la nascita; l'Equinozio d'Autunno rappresenta il "trapasso" dalla luce alla notte o dalla notte alla luce (ognuno scelga il proprio punto di vista). Se il Solstizio d'Inverno rappresenta la gioia del mondo in cui si esiste, il Solstizio d'Estate rappresenta il fuoco della trasformazione di ciò che si è. Trasformarci per dilatarci nella nostra esistenza. E' nel rito del Solstizio d'Estate che chiamiamo gli DEI ad affiancare i nostri progetti e noi siamo pronti a soggettivare quanto ci arriva dagli DEI in armonia con l'Intento che esprimiamo. E' nel Solstizio d'Estate che manifestiamo gli intendimenti per affrontare il futuro con forza e con coraggio. Un solo Inno viene recitato nel Solstizio d'Estate. Un solo Inno che comprenda tutti gli DEI dell'esistenza che ha fondato il nostro divenuto.



SCHEMA GENERALE DEL RITO

1) Vengono preparate le torce per i portatori di luce

2) Il Pontefice accende la torcia e la consegna al Portatore di Luce. Questi, accompagnato dall'Evocatore, la mette nei quattro punti cardinali. Saranno chiamate le potenze del mondo.

3) Quattro torce sono consegnate dal Pontefice, la quinta la tiene per sé.

4)Rappresentazione ed Evocazione dell'arrivo della luce; accensione del fuoco, inizio del cerchio con suoni.

5) Il cerchio dura circa quindici minuti, finché il fuoco non divampa molto e costringe i partecipanti ad allontanarsi.

6) Si distribuiscono pezzi di candela che simboleggia la materia da gettare nel fuoco. Si distribuiscono fogli su cui si scrive e si disegna quanto appartiene a sé stessi, li si piegano e li si gettano nel fuoco.

7) Quando il fuoco si abbassa un po' viene declamato solennemente l'Inno al Fuoco. L'inno al fuoco, quest'anno, nel rito del Solstizio d'Estate 2006, viene preceduto dalla lettura di quattro Inni che rappresentano “il fuoco degli elementi” e rappresentano un passaggio di sviluppo ulteriore della Ieratica Pagana.

8) Dopo la declamazione il fuoco viene diviso in due colonne e alimentato ulteriormente.

9) Iniziano i passaggi in mezzo al fuoco.

10) Francesco prepara l'Incenso per il cerchio finale che durerà qualche minuto finché il Pontefice non chiamerà la fine del rito.

11) A questo punto c'è spazio per tutti i riti personali.

12) alla fine tutti a mangiare!





INNO AL FUOCO!


 

Io evoco Voi

Potenze sacre!

Che nati da Gaia

siete il fondamento dell'esistente;

della mia esistenza!

 

Voi che avete riconosciuto voi stessi

nell'immenso Caos;

che riempiste di voci il silenzioso Erebo;

che sorgeste dall'abisso

del profondo Urano Stellato come

dal cuore dell'Essere Terra: l'immensa Rea dal cuore di fuoco!

 

Voi che siete negli angoli del cielo

come nei meandri delle mie passioni.

Voi che abitate le fosche nubi

come le nebbie furiose dei miei pensieri.

Voi che osservate l'invisibile della mia ragione

mentre la mia ragione attraverso il suo fuoco vi descrive.

Custodite i miei segreti,

Voi che siete i miei segreti.

 

Nel sottoterra, il mio cuore

ha lo stesso battito del cuore di Rea.

 

Invoco voi, i Titani!

che scatenate terremoti,

che fondate il presente in ogni presente,

che servite l'abisso!

 

Invoco voi Titani

che scatenate terremoti nelle tensioni della vita,

che mi avete manifestato fondando il mio presente,

che esprimete l'abisso dal quale le mie passioni emergono.

 

Titani che fate raggelare;

Le mie passioni, dal gelo, non saranno ostacolate!

 

Ciò che fa ruotare l'asse del mondo

è quanto agisce dentro il mio petto.

 

Che l'Essere Terra esprima la tensione del gelo;

Che l'Essere Terra esprima la tensione del fuoco.

Gelo e fuoco come folgore divina

saranno espressi dal mio cuore nelle mie azioni.

 

Come i signori del Fato,

abitatori dell'Erebo oscuro;

così anch'io forgerò il mio destino.

Darò corpo e volontà

a Necessità che attraverso me si esprime.

 

Eruttando fiamme di fuoco

o scatenando gelide tempeste

Ares sorgerà dal mio grembo

 

Che Rea tremi,

che Poseidone mi sovrasti;

lo sconosciuto non fermerà il coraggio della vita.

Ilizia genera sempre nuovi trionfatori,

a cui Hera offre Ebe.

 

Il cuore può essere triste quando

camminando nelle tempeste della vita

sembra essere sull'orlo di voraci dirupi,

assediati da "demoni" ostili

e da cuori di ferro.

 

Che questo fuoco sacro che abbiamo acceso

richiami Déi e Spiriti,

perché noi vogliamo determinare il nostro Fato

attraverso il nostro fuoco.

 

Come il legno alimenta questo fuoco sacro,

così le nostre predilezioni

alimenteranno dentro di noi il fuoco di Eros

che da quando Crono

usò la Falce Dentata

è fuoco d'eternità che divampa

in ogni Essere a cui Gaia dette una forma.

 

Per questo:

Contro ogni dominio avremo occhi di fuoco;

Guarderemo il mondo con gli occhi di fuoco della vita;

Ascolteremo con gli occhi di fuoco;

Solcheremo i cieli con Intento di fuoco;

Scuoteremo il cielo invocando gli Déi con passioni di fuoco;

Ed è col fuoco che costruiamo le costrizioni

affinché gli Déi siano compagni dei nostri progetti.

 

Col fuoco leghiamo a noi gli Déi;

Col fuoco imponiamo ai Titani di aprire le porte

d'accesso alle strade dell'ampio Tartaro

che Aurora illumina ed Elio indica.

 

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo








IL RITO DEL 2005

IL RITO DEL 2004

IL RITO DEL 2003






Torna ai riti





HOME PAGE