L’Enciclica Spe Salvi,
e la direzione sociale,
etica e morale,
in cui opererà la chiesa
cattolica
nel terzo millennio.
Società Italiana, pericoli e
prospettive!
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Una lettura attenta dell’Enciclica Spe
Salvi di Ratzinger permette di individuare delle vere e proprie direttive
“strategiche” di intervento nella società civile il cui scopo dovrebbe mettere i
brividi a chi è delegato a gestire le Istituzioni in funzione della
Costituzione della Repubblica Italiana.
Due sono gli obbiettivi su cui Ratzinger concentra la sua
attenzione: l’uomo, come oggetto di proprietà del suo dio e, dunque, di sé
stesso; la società civile che deve diventare una proprietà del suo dio, e
dunque di sé stesso, che come monarca intende dominarla.
Salvo l’uso dell’esercito, il progetto di Ratzinger ha
l’obbiettivo di trasformare l’Italia in un paese Latino Americano in cui il
latifondo, dominato dal singolo, esercita il dominio sugli uomini. Il concetto
di latifondo viene esteso da Ratzinger in una dimensione emotiva: il latifondo
delle emozioni degli Esseri Umani. Espressioni e veicolazione
delle emozioni vengono gestite dal proprietario del latifondo umano. Tutta la
struttura complessiva in cui Ratzinger rinchiude l’uomo sparisce
dall’attenzione del lettore frettoloso della Spe
Salvi che viene indotto a puntare la sua attenzione sulla “speranza”. Nella Spe Salvi la “la speranza” diventa un oggetto in sé e per
sé, estranea all’uomo e alla sua vita. Un oggetto tanto estraneo da apparire un
vero e proprio “ufo” che appare nell’esistenza umana come emanazione di un
altro “ufo” che è il “dio d’amore” di Ratzinger. Questo “dio d’amore” di
Ratzinger interferirebbe con la vita degli Esseri Umani mediante una
“speranza” di cui gli Esseri Umani non
sanno che farsene.
Proprio perché gli Esseri Umani non sanno che farsene della
“speranza”, diventa imperativo, in tutta l’enciclica, per Ratzinger, evocare
quelle condizioni di vita degli Esseri Umani che rendono necessaria “la
speranza” che il “dio d’amore” invia agli Esseri Umani. Così, il lettore
dell’enciclica Spe Salvi di Ratzinger, viene indotto
a concentrare la sua attenzione “sulla speranza” che il “dio d’amore” di
Ratzinger invia agli Esseri Umani e non sulle condizioni di disperazione che
“il dio d’amore” di Ratzinger costruisce, materialmente, per gli uomini
affinché siano costretti, in un atto di assoluta disperazione, ad accettare e desiderare
“quella speranza” che “il dio d’amore” di Ratzinger invia loro.
L’accettazione “della speranza” diventa, per conseguenza, un
atto di accettazione, da parte degli Esseri Umani, delle condizioni sociali
disastrose e criminali in cui vengono costretti a vivere. “La speranza” diventa
un oggetto esterno ed estraneo alle loro azioni. Non è più la speranza della
rivoluzione francese nei cui atti gli Esseri Umani mettevano le loro
aspettative per il futuro, ma diventa negazione del futuro, rinuncia ad ogni
atto e ad ogni progetto umano in una sospensione psichico-fisica
di attesa che chiude all’uomo ogni prospettiva futura.
Una società latinoamericanizzata in
cui il dominio di Ratzinger sull’attimo presente, ogni attimo presente delle
azioni umane, impedisce l’evoluzione sociale in quanto ogni gesto viene
circoscritto, fermato e definito, nell’attimo presente. Oltre l’attimo presente
c’è “la speranza” del “dio d’amore” che, come una spada di Damocle,
può cadere sulla testa del cristiano.
Ratzinger si sforza di legittimare ogni atto criminale che
distrugge, danneggia, la società degli Esseri Umani. Per contro, Ratzinger, per
tutta la Sep Salvi, si impegna a criminalizzare ogni
atto degli Esseri Umani che tende ad aprirsi verso un loro futuro. Un futuro
che progettano e che appartiene a loro. Ratzinger cerca di far dimenticare come
i cristiani abbiano effettivamente costruito la “città di dio” evocata da
Agostino. L’hanno estesa su tutta l’Europa, strage dopo strage. Ratzinger cerca
di far dimenticare come egli, e i Ratzinger che lo hanno preceduto, abbiano
santificato ed elevato a modello dell’umanità tutti i peggiori criminali che
hanno insanguinato l’Europa. L’uso di Bernardo di Chiaravalle, che Ratzinger fa nell’enciclica, va in questa
direzione.
Per costruire la città latinoamericanizzata
è necessario introdurre due livelli diversi di disperazione: la disperazione
del singolo individuo e la disperazione dell’intero tessuto sociale.
Nei confronti del singolo individuo Ratzinger impone la
patologia psichiatrica che lo porta alla disperazione, alla depressione, ai
sensi di colpa, alla dipendenza, al complesso di Edipo, alla nevrosi e a
qualsiasi altra forma di patologia che lo renda psicologicamente inadeguato ad
affrontare il suo quotidiano. Un’inadeguatezza individuale che si traduce con
forme di aggressione sociale che vanno dal bullismo,
al teppismo, alla violenza sulle donne, allo stupro di minori e, più in
generale, ad atti criminali del soggetto socialmente più forte nei confronti
del più debole con conseguente ribellioni, puntualmente criminalizzate, da
parte di quest’ultimo quando portato alla
disperazione.
L’azione di Ratzinger nei confronti della società è
finalizzata a disarticolare la “società democratica” in funzione della società
monarchica assoluta. Dal momento che la disarticolazione formale non è
possibile, dati soprattutto i legami con l’Europa, la sua azione tende a
svuotare di contenuti e di riferimenti fattivi alla Costituzione Italiana della
morale sociale per sostituirla con la morale cristiana. La morale del campo di
sterminio. Di fatto, anche se formalmente la Costituzione della Repubblica
rimane in vigore di fatto, Ratzinger, con i politici, i giornalisti, la polizia
di stato e le Istituzioni che ne assecondano le mire totalitarie, viene
completamente ignorata per trasformare la società Italiana in un “campo di
sterminio” con l’instaurazione e la legittimazione dell’ideologia nazista. Il
razzismo in Veneto e le dichiarazioni di molti politici locali (alcuni dei
quali eletti al parlamento italiano) sono una dimostrazione di come questo
processo sia in corso.
Nell’Enciclica Spe Salvi, Ratzinger
riafferma ed esalta il “valore morale” dello schiavismo. Un valore morale che
viene esteso all’intera società in quanto è un modello sociale che, secondo la
sua ideologia, porta alla santità: vedi Bakita.
Riafferma il valore della distruzione del presente sociale in
funzione di una visione apocalittica della vita.
Riafferma il valore morale del campo di sterminio, della
galera, come modello sociale per costruire la sua “speranza”.
Tenta di sostituirsi ai “comunisti” all’interno della società
per poter usare la miseria sociale in funzione della disarticolazione delle
strutture sociali.
Ed infine, Ratzinger, fa dell’imposizione della fobia
sessuale agli individui fine e metodo con cui imporre la sua ideologia.
Con l’enciclica Spe Salvi,
Ratzinger e la chiesa cattolica, delineano la loro ideologia nella società.
Capire che cosa implica nella società l’idea sociale e religiosa significa
capire che società vuole la chiesa cattolica e quale società vogliamo noi.
Il risultato del commento all’enciclica Spe
Salvi ha dato questo risultato. Un risultato che in questo momento viene
studiato con attenzione da più parti.
2.
Speranza, fede e
patologia psichiatrica!
6.
Filosofi, pastori e i
disperati dei salmi in Ratzinger!
7.
Ratzinger e la fede come
oggetto in sé!
9.
Il significato del Logos
in Ratzinger; le parole e le azioni che le parole indicano!
11.
Il cristianesimo come
l'eroina per le persone; anestetizzare l'uomo separandolo dal mondo!
13.
Il cristiano, dal
delirio di onnipotenza individuale, all'eversione sociale!
18.
Il significato di
libertà e il significato di ragione!
21.
Marx, Darwin, Feuerbach, Proudhon e il regno di
dio in terra!
Capire
le farneticazioni di Ratzinger, significa capire dove sta andando la società
civile. E’ vero che un numero sempre minori di Italiani accede alle strutture
ecclesiastiche cattoliche, ma è altrettanto vero che per i loro interessi
personali un numero sempre maggiore di politici si mettono al servizio dei cattolici
attentando ai principi Costituzionali e mettendo in atto, nella società civile,
tutta una serie di aggressioni al fine di stuprare le persone affinché
rinuncino ai diritti Costituzionali e si sottomettano ad un dio pazzo e
cretino.
Che
il piano di disarticolazione sociale di Ratzinger abbia successo o meno non
dipenderà tanto dalle volontà delle persone di resistere o dalla volontà dei
politici complici di Ratzinger. Dipenderà dalle circostanze e dalle azioni
economiche, sociali e morali, che attraverseranno l’Europa nei prossimi dieci
anni.
Una
cosa è certa: la violenza militare che Ratzinger esprime nella Spe Salvi contro la famiglia e il singolo individuo sta
sviluppando nella società civile un rifiuto dell’organizzazione familiare come
i cattolici la intendono. Anche se i politici faranno in modo di favorire le
mire di potere e di dominio di Ratzinger, le persone della società civile
risponderanno rifiutando la coercizione. Non scenderanno in piazza, ma
l’incidenza sulla struttura economica e la rivoluzione nella struttura sociale
saranno irreversibili. Perché Ratzinger non viene percepito soltanto dal punto
di vista razionale nelle sue esternazioni, ma viene recepito psicologicamente
per quello che è: furbo, disonesto e in malafede. Come il suo dio padrone che
esalta come proiezione di sé stesso.
Ed è
a questo che la percezione profonda degli Esseri Umani risponde nelle loro
scelte quotidiane.
Marghera, 15 giugno 2008
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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