LE IMMAGINI DELLA RELIGIONE ROMANA

relative al SENTIERO D'ORO

TERMINIUS

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Terminus è il punto di arrivo: il Termine.

Un Essere percorre una via e, nel percorrerla, concentra il proprio volere, la propria volontà, la propria energia fino a giungere allo scopo voluto. Fino a risolvere la contraddizione che l'indusse a percorrere tale via.

Quando giunge (o si giunge) al Termine c'è il rilassamento. L'energia che l'Essere ha concentrato e compattato si distende lasciando il proprio segno. Nel percorrere quella via, nel compattare quell'energia, egli si è trasformato e, giunto al Termine, può contemplare la propria trasformazione.

Termine è il punto di arrivo di un processo di trasformazioni.

Termine è il confine del campo fin dove si può camminare senza calpestare i diritti dei vicini.

Termine è il fine della sequenza dei mutamenti da dove si contempla il percorso fatto.

Tutto ciò che è in mutamento sfocia in Termine. Un punto nel quale quella serie di mutamenti cessa per far partire una nuova serie di mutamenti per giungere ad un nuovo Termine.

Termine, in un modo o nell'altro, in una forma o nell'altra, in un'essenza o nell'altra, esiste sempre fintanto ch'esiste il mutamento.

Termine ha una propria energia: l'energia degli Esseri che producono (o subiscono) i mutamenti.

Termine ha una propria Coscienza: la Coscienza degli Esseri che producono (subiscono o concorrono) il mutamento, mutando essi stessi, e proprio perché mutati, coscienti di essere mutati e della quantità di mutamento ottenuto dal raggiungimento di Termine.

Termine non può avere né padroni né limitazioni. L'Essere diviene Termine, terminando la sequenza delle mutazioni. Diviene Termine diventando eterno, diventando uno con l'Universo.

Termine è immenso come l'Universo! Termine è il fine dei mutamenti dal più piccolo Essere alle grandi concentrazioni stellari; trasformazioni dell'Universo nel suo divenire.

Termine ha il tempo scandito dai mutamenti e dalla loro direzione.

Termine è il Principio Speranza che aleggia nel cuore e nei sensi degli Esseri.

Chi guarda a Termine con ansia di giungervi altro non può vedere che quel fine muoversi e vibrare (mutando in continuazione), e, quando lo vede, tendere animo, energia, tendini, nervi e volontà o, al contrario, lasciarsi andare alle condizioni dell'esistente e farsi divorare da un Termine a cui non si è stati in grado di imporre il proprio volere.

Termine è là, immoto, ed osserva gli Esseri di ogni specie che tentano di raggiungerlo attraverso le mutazioni. Non è né benevolo né malefico, non gli frega nulla degli Esseri (sono costoro a determinare il proprio principio speranza) e dei loro sforzi, ha coscienza solo fintanto che ci sono i mutamenti e fintanto che gli Esseri percorrono il proprio sentiero per giungere ad un fine: qualunque Essere; qualunque fine.

Continuerà ad esistere fintanto che gli Esseri alimentano la speranza di raggiungere il loro fine.
Dall'esistenza di Termine gli Esseri trarranno energia ed incoraggiamento per organizzare e giungere al loro fine; la tensione degli Esseri proiettati verso il fine alimenteranno la forza di Termine.

Per questo Terminius è "più potente" di Giove e per questo non è disponibile, sul Campidoglio, a cedergli il posto; egli rappresenta il fine dell'esistente a cui anche Giove deve sottostare se vuole progettare il proprio esistere.

Terminius si erge sotto il cielo. Nel tempio di Giove sul Campidoglio dove il suo santuario era incluso si aprì il tetto affinché egli fosse direttamente sotto il cielo. Questo perché Termine è il divenuto di tutti gli esseri e la loro tensione verso il futuro e, fra tutti gli Esseri, l'Universo ha la tensione più grande verso il suo Termine.

Terminius è l'Intento nella religione di Roma Antica. Il Fanete dei Romani.

Nelle Antiche religioni ciò che conduceva la vita degli Esseri Umani non era la memoria di un passato (o un passato che manifesta la sua verità sul presente), ma era la tensione verso il futuro. Ed è questa tensione che fece grande i popoli antichi. La tensione verso il futuro porta individui e popoli ad espandersi, a rimuovere gli ostacoli che impediscono il loro divenire. Così, ciò che è obsoleto viene abbandonato in funzione del nuovo e il nuovo è un Terminius del vecchio.

La religione di Roma Antica era ben definita, nelle feste, nei riti e nelle funzioni e Terminius, come Giove, era un tutore del diritto.

Il diritto al campo fino al termine, il diritto nella società civile per definire il limite in cui l'azione non è reato. E in questo, Roma Antica, fu uno dei maggiori pilastri della civiltà moderna.

Terminius era ricordato il 23 febbraio durante la festa dei Terminalia.

Il giorno 24 febbraio si svolgeva la festa del Regifugium. La festa simboleggiava “la caduta dell'autorità” che in epoca tarda ha simboleggiato la cacciata della monarchia. Questa situazione veniva rappresentata nel calendario in un periodo che sembra fuori dal tempo; una comunità romana priva dei propri simboli con la fuga del re. Si arrivava così al nuovo anno, il primo di marzo in cui la vita ricominciava (nell'antico calendario romano il primo giorno dell'anno era il primo marzo) e i simboli nuovi ripresi.

Terminius stava alla fine di un processo di trasformazione e apriva la via ad un successivo processo di trasformazioni.

Per questo Terminius è inamovibile, perché è il punto d'arrivo a cui gli Esseri Umani tendono lo sguardo ed è il punto di partenza per un nuovo orizzonte.

Sappiano, dunque, gli Esseri Umani che nella loro vita ci sono sempre degli obiettivi da raggiungere e questi obiettivi devono guidare le nostre azioni e i nostri intenti perché una volta raggiunto quell'obiettivo noi abbiamo degli altri obiettivi che ci aspettano, ma nel farlo ci trasformiamo obiettivo dopo obiettivo!

E Terminius ci chiama, ci sollecita e ci sprona!


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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

tel.041933185

E-mail claudiosimeoni@libero.it

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