LE IMMAGINI DELLA RELIGIONE ROMANA
relative al SENTIERO D'ORO
le congregazioni religiose di Roma Antica
VESTALI
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Il fuoco rappresenta, nel mondo della ragione, quanto il veggente scorge, attraverso le immagini, alterando la percezione. Il fuoco è qualche cosa di più, è un elemento attraverso il quale il veggente può far viaggiare la propria percezione nella noumenia delle Coscienze del circostante.
Il fuoco rappresenta, nel mondo della ragione, la Coscienza di Sé cui la tensione del divenire dell'Essere tende. Il fuoco è la tensione in atto.
Questo nel mondo della magia, anche se il mondo della magia usa anche l'acqua. Vulcano e Volturno sono la stessa cosa, hanno le stesse tensioni, la stessa fierezza, le stesse determinazioni, lo stesso respiro; differiscono soltanto dell'elemento che li compongono e delle necessità cui obbediscono.
Nel mondo quotidiano il fuoco rappresentava per l'antica Roma la sicurezza. Il calore nelle case, la cottura del cibo; il benessere (almeno per chi se lo poteva permettere).
Il fuoco, inoltre, rappresentava il fuoco che brucia nel cuore degli Esseri Umani, la loro passione, il generare altra vita. Con la passione il desiderio di sviluppo e di espansione degli Esseri stessi.
Il fuoco era Vesta, il fuoco era Vulcano, il fuoco era il Sole, il fuoco era la Luna, il fuoco era il Genio, il fuoco era Giunone, il fuoco era Giove, il fuoco era Minerva, il fuoco era Bellona. Il fuoco era il seme della vita e non poteva essere mai spento.
Oggi si è abituati a considerare il fuoco come un oggetto del quale servirsi per soddisfare i propri bisogni, spesso non vi si degna attenzione, ma molto spesso le fiamme sono tanto lontane da non poter trasportare l'Attenzione degli Esseri umani.
Le Vestali erano le Guardiane di tutto questo!
Il loro compito era quello di custodire il fuoco e questo, proprio perché costoro lo custodivano, diventava sacro. Erano le Vestali a rendere quel fuoco sacro. In compenso la cura del fuoco permetteva alle Guardiane di percorrere sentieri diversi dall'essere schiave di un marito padrone. Permetteva loro di concentrare l'Attenzione cavalcando le fiamme nell'infinito dei mutamenti.
La cronaca dell'impero ci racconta della struttura e della gerarchia cui le Vestali erano sottoposte, del loro rango sociale e dei loro privilegi. Nulla è rimasto della loro attività salvo che accudire il fuoco. Ma non era quella la loro attività principale Esse sorvegliavano Roma non consentendo che la tensione di sviluppo verso il futuro venisse meno. Venivano avviate a fare le Vestali da bambine, come scelta del Pontefice nella quale aveva grande posto l'estrazione a sorte e, fin da bambine, erano educate a sorvegliare il fuoco facendo viaggiare la loro Attenzione attraverso le fiamme.
Io non ho esperienza diretta, ma manipolare la propria Attenzione attraverso il fuoco è una delle cose più difficili di cui ho sentito parlare. Personalmente preferisco le Coscienze di Sé della Natura, ma stando davanti ad una stufa alimentata a legna, più di qualche volta, sono stato avvolto dalle fiamme che catturavano la mia Attenzione. Diventare uno con la fiamma percorrendo i gradini del mutamento quando il divenire della fiamma non esiste e questa riversa nell'Essere il suo potere e la sua Energia affinché l'Essere la faccia propria facendo diventare Coscienza dell'Essere una piccola parte dell'Energia Vitale della fiamma. L'Energia Vitale, prodotta dalla fiamma, che andrebbe dispersa può condurre l'Essere in zone lontane, sia dei mutamenti che dello spazio. Può dargli quella spinta che l'Essere cerca per sviluppare il dio che ha dentro e chiede di crescere.
Le Vestali erano Esseri Umani che provavano a diventare eterni attraverso la manipolazione dell'Attenzione nel fuoco e, facendo questo, concentravano le tensione e i bisogni della città impedendo l'attecchimento nel tessuto sociale della pulsione di morte. Le Vestali concentravano l'Attenzione della città inchiodandola al futuro. Poi, se una Vestale non riusciva a diventare eterna e decideva di lasciare il servizio, dopo trent'anni era dispensata. La condanna per l'abbandono del servizio e, in particolar modo della tensione verso il cambiamento era terribile. La fustigazione per lasciar morire il fuoco simbolico, la sepoltura se veniva spento il fuoco dentro il loro cuore.
Personalmente la faccenda non mi piace, ma è nulla rispetto alle pratiche nei conventi cristiani.
Verso la fine dell'impero le Vestali vegliavano sul fuoco della città, ma non v'era più distinzione quando i cristiani lo spensero spegnendo la tensione verso il futuro della città stessa.
"Serena, la moglie di Stilicone, entrata nel tempio di Rea, prese dal collo della dea il suo prezioso gioiello e se lo mise indosso (l'unica cosa che bramano i cristiani è la ricchezza e per questo sono pronti a rubare l'obolo alla vedova). L'ultima Vestale, che aveva assistito a quest'oltraggio versando lacrime di disperazione, pronunciò contro Serena e tutta la sua stirpe la maledizione della dea; e questa maledizione si adempì. La sacra fiamma di Vesta si spense per sempre." Gregorovius - Storia di Roma nel medioevo.
A Serena non è andata molto bene, dopo l'uccisione di Stilicone, un'altra cattolica, facendo leva sul suo potere imperiale, la fece condannare dal Senato romano con false accuse e giustiziare. Comportamento normale, e consono, nella morale cristiana quando costoro si devono dividere il potere.
I santuari di Vesta rimasero nascosti e dimenticati, furono riportati alla luce nel 1883 quando l'unità d'Italia era compiuta e cominciava il processo di ridimensionamento del potere del macellaio di Sodoma e Gomorra e dei suoi servi.
Io non so se un giorno qualcuno deciderà di far rivivere il culto manipolando la propria Attenzione con l'uso delle fiamme. Io so che nel medioevo molte donne, per il fatto di accudire al focolaio, mescolavano l'Attenzione con le fiamme diventando uno col fuoco e, sono convinto, nessuna di loro era vergine.
La scelta di bambine fra i 6 e 10 anni era dettata dalla necessità di sottrarre le future Vestali dall'educazione del Comando Sociale insegnando loro a manipolare l'Attenzione in relazione al fuoco.
Fra i 6 e i 10 anni (oggi anche a meno) è l'età nella quale il bambino fissa l'Attenzione seguendo gli esempi degli adulti che lo circondano.
A quell'età i cristiani usano inchiodare l'Attenzione del bambino alla sottomissione al macellaio di Sodoma e Gomorra attraverso una serie d'imposizioni che vanno dal "catechizzare" ad inginocchiare, comunicare e cresimare. Un procedimento organizzato in maniera tale da mettere in ginocchio il bambino rendendolo, vita natural durante, dipendente dall'immagine davanti alla quale è stato messo in ginocchio, salvo che costui, crescendo, non sia in grado di produrre forti e violente reazioni che gli permettono di liberarsene. Questo fare necessita di una grande volontà che spesso l'adulto non ha.
Si può operare al contrario!
Insegnare al bambino a manipolare la sua Attenzione e cercare la libertà attraverso la relazione fra Sé e il circostante.
Dai 6 ai 10 anni è più facile e viene impresso con maggior naturalezza! Chi è educato alla libertà difficilmente verrà messo in ginocchio dagli adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra.
Chi viene educato a manipolare la propria Attenzione non può più essere messo in ginocchio!
Per questo motivo le Vestali erano potenti! Le Vestali erano state sottratte ad un marito padrone e alla funzione di vacche da riproduzione e, nello stesso tempo, si era insegnato loro a manipolare la propria Attenzione, attraverso il fuoco, spingendola nell'infinito dei mutamenti e nelle tensioni del Sistema Sociale. Se non bastasse, socialmente occupavano una posizione privilegiata.
Non si può mettere in ginocchio chi ha fuso sé stesso con Libertà! Non si può mettere in ginocchio chi ha fuso la propria Attenzione col fuoco.
Quanta rabbia facevano ai cristiani le Vestali!
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel.041933185
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