LA STORIA HA VISTO MOLTI PREDICATORI APOCALITTICI!

NELLA DISTRUZIONE SOCIALE, QUESTO HA SUPERATO TUTTI!

IL PAZZO DI NAZARETH!

Terza parte

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo



Marco prende l'intero brano in cui appare il paragone sul fico e sul sole che si oscura e lo cancella aggiungendo una seconda parte che non troviamo né in Matteo né in Luca. Non tanto per l'imperativo di "pregare" in ogni tempo, ma per la precisione con la quale allontana la minaccia. La minaccia è quella di un folle, sembra dire Marco, ma noi la spostiamo, affinché nessuno sappia il momento in cui quella minaccia assumerà consistenza reale. Ed ecco l'esempio dell'uomo che lascia la casa, mentre le bestie, i suoi servi, devono mantenergli la casa nell'attesa del suo ritorno. I servi non sono uomini, ma bestiame a disposizione dell'uomo che è andato e che in qualunque momento può tornare. E dal momento che l'onnipotente Figlio dell'uomo le cui prodezze i vangeli descrivono, non sa quando il suo ritorno avverrà, nemmeno Pietro lo può sapere consentendo in questo modo di mantenere sospesa la minaccia. Verifichino pure i pagani, troveranno che non in questa generazione apparirà il Figlio dell'uomo descritto dai vangeli ufficiali, ma quando vuole lui; dunque i cristiani si assumono il compito di mantenere sveglia la vigilanza attraverso le persecuzioni e le torture di chi ha fedi diverse.

Una delle operazioni che fa Marco è quella di bloccare chiunque che facendo le stesse cose di Gesù voglia farsi passare per figlio del dio creatore e contemporaneamente deve allontanare la minaccia della fine del mondo. Dice Marco: "Badate che nessuno v'inganni: molti verranno in nome mio a dire: "Sono io", e inganneranno molti. Ma quando voi sentirete parlare di guerre e di rumori di guerre, non vi turbate. E' necessario che ciò avvenga, tuttavia non è ancora la fine; poiché si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, ci saranno terremoti in vari luoghi e verranno delle carestie. Questo è il principio dei dolori." Dunque la minaccia della fine dei tempi nel vangelo di Marco è spostata. Ed è spostata esclusivamente per motivi di propaganda politica: molte cose alla verifica dei pagani non avrebbero retto (Celso lo dimostra). La cosa più interessante del passo è quella secondo cui "molti verranno in nome mio e inganneranno". Questo lascia supporre che a Roma Pietro aveva paura della concorrenza dei suoi stessi "confratelli" e temeva che questi gli sottraessero i seguaci. La minaccia non è volta a chi professa fedi diverse, ma a chi parla in nome dello stesso Gesù di cui Marco è seguace. In realtà Pietro a Roma temeva la concorrenza di Paolo che cercava di portargli via i seguaci.

Ciò che interessa è che Marco ignora la minaccia insita nel vangelo di Matteo proprio perché falsa e inconsistente. Tant'è che nel suo: "Cosa importa seguire Gesù" Marco depenna il passo: "In verità vi dico: vi sono alcuni fra i qui presenti che non gusteranno la morte prima di aver veduto il figlio dell'uomo venire nel suo regno". Questa frase in Marco viene sostituita con: "Se uno si vergognerà di me e delle mie parole tra questa generazione infedele e perversa, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli Angeli santi".

Ecco come una minaccia imminente buona per il controllo interno della setta diventa una minaccia spostata nel tempo buona per il controllo degli Esseri Umani oltre il limite temporale. Da aggiungersi alla modifica precedente.

Allo stesso modo per il discorso sulla tribolazione di Matteo. Marco non solo si oppone ma lo sbugiarda quando dice: "Quei giorni saranno di una tribolazione tale, quale non è mai stata dal principio di tutte le creature che Dio ha creato, fino ad ora, né più ci sarà: e se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe; ma egli ha abbreviato quei giorni in grazia degli eletti che ha scelto. Allora se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui; ecco, è là, non gli credete! Sorgeranno, infatti, falsi Messia e falsi profeti, i quali faranno segni e prodigi per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti. Voi dunque state attenti: ecco, vi ho tutto predetto".

Questa è la fine delle tribolazioni. Così sappiamo che chiunque può usare le tribolazioni dell'umanità per annunciare che sta per arrivare la fine del mondo esattamente come sappiamo che chiunque può dir loro che non è vero, che sono dei falsi profeti. Ogni cosa e il contrario di ogni cosa pur di mettere in ginocchio gli Esseri Umani. Così ci sono cristiani che predicano la fine del mondo con l'imminenza del regno dei cieli e cristiani che vanno in giro dicendo che quelli sono falsi profeti. E viceversa!

Il gioco della pazzia per assoggettare gli Esseri Umani!

Sia Matteo che Marco si stanno scontrando col Comando Sociale di cui vogliono impossessarsi. Dunque l'affermazione di Gesù davanti al Sinedrio va bene per entrambi. La pazzia di Gesù accentuata in Matteo viene limitata in Marco al fine di sottrarla alla verifica di occhi attenti.

Il progetto di Luca è diverso. Paolo deve scontrarsi con varie comunità cristiane che non accolgono il suo messaggio in quanto troppo diverso dalla descrizione del Gesù di Nazareth. Inoltre il progetto di Paolo è si quello di diffondere il vangelo fra genti diverse ma non quello di costruire una setta sulla quale imperare. Il suo progetto è quello di imporre la sua visione del cristianesimo ad ogni altro cristiano. Il progetto di Paolo è quello di impossessarsi della direzione ideologica del cristianesimo nascente per imporre il proprio modo di leggere e interpretare i discorsi di Gesù. Con quest'armata affrontare i pagani.

Il discorso di Marco sul guardarsi dai falsi profeti è riferito proprio a Paolo e alla sua banda. Infatti dice di guardarsi dai profeti che arrivano parlando in nome di Gesù indicando come la guerra in corso fosse quella per assumere il diritto di interpretare e rappresentare Gesù. La dicitura "Molti verranno in nome mio" era usata da Marco e Pietro per bloccare i tentativi di Paolo e Luca. A Roma, sembra, Paolo e Pietro si scanneranno contendendosi i seguaci. Infatti mentre Marco tuona contro i falsi profeti in nome di Gesù Luca replica: "Or, Giovanni, prendendo la parola, disse: "Maestro, noi abbiamo veduto uno che caccia i demoni in nome tuo e glielo abbiamo proibito, perché non ti segue insieme con noi". Gesù gli rispose: "Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi è per voi"". In questo Paolo è più lungimirante, ci vuol poco, di Pietro indicando nell'Essere Luminoso che cresce il nemico da distruggere. "Il principale va distinto dal secondario" dice Paolo "prima combattiamo il divino che cresce dentro gli Esseri Umani e li mettiamo in ginocchio, poi ci scontriamo per la supremazia". Pietro, invece, ritenendosi demandato direttamente da Gesù come suo rappresentante non accetta questo pretendendo che Paolo, prima di tutto, si sottometta al suo volere riconoscendolo capo incontrastato.

Il vangelo di Luca, proprio per il referente che si dà, prende sia da Marco che da Matteo in base alle proprie esigenze politiche. Dice Luca: "Che giova, infatti, all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde o danneggia se steso? Chiunque si vergognerà di me e delle mie parole, il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando tornerà nella gloria sua e in quella del Padre e degli Angeli santi. Io vi dico in verità: ci sono alcuni, tra i qui presenti i quali non gusteranno la morte prima di aver visto il regno di Dio".

Luca attua una sintesi fra quanto afferma Marco e quanto afferma Matteo trasformandola a proprio uso. Intanto mitiga la pazzia di Gesù allontanandone il soggetto che sta venendo. In Luca non è più: "il Figlio dell'uomo venire nel suo regno" ma è: "il regno di dio". Con questo Luca dimostra di non accettare, almeno in questo contesto il ritorno di Gesù, ma preferisce parlare dell'avvento del regno di dio. Con questo media fra la propaganda interna alle sette cristiane e quella da fare presso i Gentili. Sembra quasi dire, in questo passo: "non crediamo troppo ciecamente che Gesù ritorni; confidiamo piuttosto in dio". Luca mantiene la minaccia di Matteo sull'avvento, in quella generazione, del regno di dio. Questo gli consente di agire all'interno di ogni gruppo cristiano rinnovando la promessa. Contemporaneamente sposa la minaccia di Marco. Se voi vi vergognate di me io mi vergogno di voi. Con questo tende a colpevolizzare chiunque non crede o crede mettendo in dubbio o è spinto a non credere. Il vergognarsi è una minaccia che colpisce il sentire; i sentimenti delle persone. E' una minaccia atta a colpevolizzare e Luca non perde l'occasione per appropriarsi di questo strumento. Luca costruisce una specie di sintesi fra il vangelo di Marco e quello di Matteo in una situazione nuova: la "perdere l'anima sua" diventa "perde o danneggia sé stesso". Questo passo è importante in quanto Luca intende estendere il terrore dalla perdita dell'anima alla perdita dell'intera vita fisica o del suo danneggiamento.

La pazzia di Gesù viene trattata da Luca in maniera diversa in quanto diversi sono i fini, gli scopi e i referenti del suo vangelo. Anche in Luca la pazzia di Gesù è uno strumento di terrore attraverso il quale minacciare gli Esseri Umani che non intendono aderire al credo che propone.

Luca diventa rimarchevole nei "Segni di ritorno di Cristo giudice". Ciò che in Matteo è relegato in un solo capitolo Luca lo elabora dal punto di vista della tradizione greca. Egli sottolinea l'angoscia e la paura che in Matteo non erano accennate. In Matteo non vi è traccia di paura e di angoscia, infatti Matteo predica nella setta dove il credere è implicito in ogni appartenente alla setta. Per Luca non è così. Gli aderenti alla setta vanno legati. Non devono pensare nemmeno lontanamente di potersene andare senza tirarsi dietro sentimenti di colpa, timore e angoscia. L'angoscia non deve essere implicita, deve essere esplicita e sulla paura e l'angoscia deve essere posto l'accento. Luca sa perfettamente come la paura e l'angoscia devono essere coltivate; la miseria genera sottomissione e la sottomissione è garanzia di adesione al credo. A Luca non interessano soltanto le stelle che cadono, il Sole che si oscura o la Luna che non darà luce. A Luca interessa coinvolgere gli Esseri Umani nella paura e nell'angoscia. E' nell'angoscia che può apparire il Gesù. Ed ecco come Luca e i suoi seguaci semineranno miseria, paura e angoscia tanto poi arriverà il regno di dio e porterà la redenzione. Porterà la redenzione a chi si è sottomesso, a chi ha generato paure e angosce. La paura è il nocciolo della differenza che passa fra Luca e Matteo.

Nel "Come attendere la venuta di Cristo" Luca elabora la seconda parte del brano di Matteo operando delle sostanziali modifiche. Intanto lo tratta come una parabola mentre Matteo lo scrive come un discorso diretto. Anche se Luca riporta "In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto ciò sia avvenuto." aggiunge lo spostamento temporale. Una contraddizione in termini. Da un lato afferma che non passerà questa generazione e dall'altro "pregate in ogni tempo, per poter fuggire a tutto ciò che deve accadere". Esattamente come Marco, ma non così marcatamente.

Luca come Marco condisce la pazzia di Gesù con le direttive per prepararsi ad affrontare la fine dei tempi. Marco minaccia con la paura del padrone e del terrore che incute non essere sottomessi e ossequienti al padrone. In Luca la vigilanza deve essere attività di sottomissione attraverso scelte precise. Non solo paura del padrone; ma prepararsi per essere mangiato dal padrone. Cosa consiglia Luca? Pregare, non mangiare, non bere e non affrontare la vita! Sottrarsi all'impegno di vivere. Diventare bestiame da allevamento. Crapulare è mangiare oltre misura! L'accusa è a chi soddisfa i propri bisogni: chi soddisfa i propri bisogni è in grado di camminare lungo un cammino d'eternità. Chi si ubriaca non si può mettere in ginocchio. L'alcol annebbia il cervello, allontana dalle contraddizioni, impedisce di mettersi in ginocchio (in vino veritas) si è economicamente inutilizzabili. Pregare è attività di sottomissione. Infine: come si può sottomettere chi affronta le contraddizioni della vita? Il suo cervello è in continuo movimento, agisce, ragiona, programma: esercita l'intento. Chi esercita l'intento sviluppa il dio che ha dentro; chi esercita il dio che ha dentro non è bestiame da allevamento. Chi non è bestiame da allevamento sa riconoscere la furbizia di Luca: minacciare la sua generazione e preparare la minaccia per ogni generazione successiva!

Infine Luca presenta il pazzo che dovrebbe giungere sulle nubi agli altri greci! Come Socrate, come Aristotele, come Zenone ecco che anche Gesù insegna nel Tempio a Gerusalemme come Aristotele nel Peripatio del Liceo o l'Accademia di Carneade. Eppure Gesù non sapeva né leggere né scrivere, Matteo e Marco non accennano a nulla in proposito. Ma come potevano i greci aver fiducia di chi non sapeva né scrivere né leggere? Egli insegnava al Tempio, dice Luca, e tutto il popolo andava da lui per ascoltarlo. Se la storia di Matteo e Marco, per quanto folle e per quante stupidaggini ha una sua costruzione logica, quella di Luca è tale da far coincidere gli opposti. D'altronde gli opposti sono gli obiettivi di conquista di Paolo: i pagani da un lato e sottomettere alla propria parola tutte le sette cristiane che si stavano formando.

La pazzia di Gesù viene riprodotta anche durante il processo. Anche a Paolo interessa combattere il potere costituito. Un Gesù che afferma di essere figlio di dio davanti ai Gran Sacerdoti è un aspetto che Luca non può trascurare.

Ecco dunque la pazzia di Gesù. Gesù viene descritto come un pazzo che va in giro per la Palestina affermando di essere il figlio del dio creatore e pretendendo che ogni Essere Umano si metta in ginocchio al suo passaggio. Pretende questo e per ottenere questo minaccia costantemente il divenire degli Esseri Umani. Egli si spaccia padrone della vita e pretende che chiunque accetti le sue pretese di padrone della vita.

Millanta e minaccia. Minaccia e millanta. Afferma di essere il figlio del dio creatore e con questa convinzione attraversa la Palestina. Il suo millantare, la sua pazzia deve essere mediata e finalizzata dal progetto politico. Il progetto politico è il controllo degli Esseri Umani. Come arrivare ad esercitarlo al meglio? Come articolarlo a seconda dei vari modelli di vita che si incontrano? Diffondere la pulsione di morte attraverso l'accettazione della pazzia di Gesù come la verità del suo essere! Come la follia davanti alla quale piegare gli Esseri Umani!

La follia deve essere venduta all'interno della setta, ma deve essere mediata quando uscendo dalla setta si scontra col mondo circostante e con coloro, che non accettando la fede acritica, preferiscono verificare e controllare. Ci penserà Giovanni, col suo quarto vangelo ufficiale a condannare chiunque voglia verificare. Chiunque voglia discutere il volere divino. Sarà Giovanni attraverso il racconto di Tommaso che condannerà tutti gli Esseri Umani che tenteranno la verifica.

Per quanto riguarda la pazzia di Gesù in Giovanni il discorso è diverso. Giovanni non racconta più partendo da un corpo dottrinale originale, ma costruisce un proprio castello. Non che anche lui non peschi da quel corpo unico, ma le sue esigenze sono diverse. Egli deve ricompattare i cristiani che avendo scoperto la vuotezza delle descrizioni di Gesù nei vangeli ufficiali precedenti stanno andandosene per strade che portano a sviluppare il "Figlio dell'uomo" che ogni Essere Umano ha dentro.

Giovanni può lavorare sul non ricordo, sulla dimenticanza totale del corpo dottrinale precedente e su un accumulo di leggende di un Gesù buono che nasconde un Gesù pazzo. Un bugiardo che ha attraversato la Palestina e che forse non è nemmeno esistito se non nelle nebbie dei desideri di chi sconfitto dalla vita desidera un padrone potente che gli risolve i problemi affrontando per lui le contraddizioni.

L'intero processo di Gesù in Giovanni viene completamente stravolto per rendere maggiore la figura di Gesù cancellandone le affermazioni folli. La stessa follia traspare come mediazione con dio. La follia in Gesù sembra assumere l'aspetto di accettazione del proprio ruolo di figlio del dio creatore.

Così le affermazioni folli sono quasi estorte, un premio a chi gli sta davanti: "In verità, in verità vi dico: voi vedrete il cielo aperto e gli Angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo". Affermazione forte ma è fuori dallo spazio e dal tempo. Affermazione forte ma non verificabile. Una minaccia sospesa sopra le teste di chiunque.

Giovanni non può esimersi dalla minaccia personale. Ed ecco affermare: " In verità in verità vi dico: viene l'ora, ed è questa, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e chi l'ascolta vivrà. Perché, come il Padre ha in se la vita, così pure ha dato al figlio d'aver la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo.".

Giovanni in questo brano estende la pazzia da Gesù a dio per finalizzare il proprio progetto di egemonia del cristianesimo sullo gnosticismo. E il cristianesimo sarà vincente.

I cristiani non avranno pudore nell'esaltare la pazzia del loro profeta, le assurde promesse che convinceranno gli Esseri Umani a sottomettersi pena la tortura e la morte. Gli gnostici soccomberanno perché mancheranno di forza per superare il loro condizionamento educazionale. Quando le loro visioni giungeranno all'origine del tempo non troveranno nessun dio creatore. Non riescono a scorgere il divino che permea l'universo. Quella visione, anziché renderli audaci e coraggiosi nella vita di tutti i giorni, li sconvolgerà. "Come, non esiste nessun dio creatore?" ed ecco inventare il dio sconosciuto! Il loro condizionamento educazionale li metterà in ginocchio. I cristiani, al contrario, non avranno pudori. Per loro la pazzia di Gesù è un atto di verità davanti al quale sottomettere gli Esseri Umani. E li sottometteranno con le vessazioni, le persecuzioni, le torture, i roghi e la morte. Gli gnostici e gli eretici, davanti a tanta violenza vengono travolti.

La pazzia di Gesù è trionfante. In fondo è la stessa pazzia che attraversa il Potere di Avere. La pazzia di chi possedendo Esseri Umani si ritiene onnipotente!

In questo tipo di pazzia si identificheranno tutti i cristiani. Questo tipo di pazzia sarà socialmente tollerata nella misura in cui verrà esercitata dal più forte sul più debole. Verrà tollerata nella misura in cui sarà funzionale a coltivare e sedimentare la gerarchia sociale.

La follia di Gesù sarà la più potente arma che i vangeli metteranno nelle mani di Costantino e di ogni altro Comando Sociale che da dio e dalla chiesa cattolica trarrà il proprio potere "spirituale" e materiale sugli Esseri Umani.

Un'arma feroce e potente con la quale distruggere il divenire degli Esseri Umani in ogni Sistema Sociale dominato dalle religioni monoteiste.

Concludendo possiamo dire che al di là dei singoli progetti politici presenti nei vangeli ufficiali, Gesù è solo un pazzo che gira per la Palestina affermando di essere figlio del dio creatore e pretendendo che chiunque si metta in ginocchio. Gesù è un povero pazzo che come altre migliaia di persone ha girato la Palestina dicendo di essere il messaggero di dio. La sua "dottrina" è stata scritta per operazioni di dominio politico sugli Esseri Umani e le vicende storiche hanno sfruttato l'ideologia del dominio in essa proposta al fine di distruggere il divenire umano consolidando regimi che facevano dello schiavismo la loro logica d'esistenza.

Concludendo: Gesù, come descritto, è solo un pazzo che per le sue affermazioni oggi verrebbe rinchiuso in manicomio:

I ferri roventi hanno imposto un pazzo per mettere in ginocchio gli Esseri Umani!

Da questo traiamone le conseguenze: ogni volta che un Essere Umano si mette in ginocchio davanti al pazzo di Nazareth rinnova l'orrore dei ferri roventi! Rinnova l'orrore dello schiavismo! Rinnova l'orrore dei campi di sterminio nazisti! Rinnova l'orrore del colonialismo! Rinnova l'orrore dell'Essere Umano bestiame ad uso e consumo di un dio assassino!

FINITO DI SCRIVERE 03 MAGGIO 1997

E' necessario fare un'altra precisazione sul perché questo rappresenta orrore. Chi scrive del pazzo di Nazareth sono degli apocalittici. Sono dei personaggi disperati che vedono avvicinarsi la fine del mondo. Non sono in grado di vedere nessuna costruzione del futuro. Vedono solo la distruzione quale proiezione del loro modo di essere nel mondo in cui vivono.

Questo ha agito su tutti i Sistemi Sociali, compreso quello che noi definiamo abiatualmente Comunista quale esperiemento sociale dell'URSS e dei paesi dell'est europeo. In che modo ha inciso su quell'esperimento. Perché quei regimi altro non erano che imitazioni dei racconti dei primi cristiani che rinunciavano alle ricchezze nell'attesa dell'apocalisse. Solo che l'URSS e i paesi dell'est europeo non pensavano all'apocalisse finché questa non arrivò. Ad imitazione del comportamento, che è stato leggendarizzato, di chi dà i soldi ai vertici cristiani che poi li distribuiscono ai poveri. I primi cristiani lo facevano perché NON C'ERA PIU' FUTURO! In pratica, erano convinti che la fine del mondo stesse arrivando. Pertanto, chi poteva, non agiva per costruire il futuro, ma si privava delle ricchezze perché tanto non c'era più futuro per nessuno.

Questo era il senso del Pazzo di Nazareth: la costruzione della miseria fra gli Esseri Umani. Non essendoci più futuro, perché arare il campo? Perché seminare? Perché ammassare nei granai? Perché costruire strade? Queste sono cose che fanno i Pagani, noi sappiamo che il pazzo arriva con grande potenza dalle nuvole! Dividiamoci quello che c'è e moriamo!

Questo è il senso apocalittico del messaggio degli evangelisti criminali quali Marco, Matteo, Luca e Giovanni! Quel messaggio, rinnovato di generazione in generazione ha portato i missionari cristiani a distruggere le culture sociali di mezzo mondo; hanno costruito miseria, massacri e stupri perché tanto il loro dio pazzo stava arrivando con grande potenza sulle nubi.

Ogni volta che si verificava una qualche catastrofe erano sempre i Pagani (chi percepiva il senso del Sistema Sociale, il senso del costruire, il senso di Libertà) a rimboccarsi le maniche mentre i cristiani distruggevano le capacità di organizzarsi degli Esseri Umani nel presente per predisporli alle nuove catastrofi.

Combattere l'ideologia del pazzo di Nazareth è l'unico modo per difendere il nostro dettato Costituzionale. Difendere le costituzioni di ogni paese europeo e sviluppare la libertà degli Esseri Umani.

Ottobre 2001

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Claudio Simeoni

Meccanico

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