L’uso dell’eroina
come alternativa al
suicidio a Belluno!
Alternativa?
Nella
pagina “Terrorismo e incitamento al suicidio nel bellunese” si erano censurate sia le parole dei
giornalisti de Il Gazzettino che della loro collaboratrice Alessandra Graziottin che, al di là della forma, erano un’esaltazione
al suicidio dei ragazzi del bellunese. Un compiacersi
di una situazione della quale evitavano di indicare le cause per continuare ad
avere “materiale di cronaca” sul quale chiacchierare a vuoto. I ragazzi si
suicidano e loro si compiacciono!
La
situazione, vista dopo pochi mesi, rivela un altro aspetto dello stesso
problema.
L’eroina
è una droga che porta al suicidio delle persone. E’ la droga della
disperazione. L’eroina viene spacciata là dove qualcuno (i preti cattolici, le
parrocchie e gli oratori; come ben sa sia i giornalisti de Il Gazzettino che la
loro collaboratrice Alessandra Graziottin) ha
costruito i ragazzi al fine di costringerli al vuoto esistenziale; alla
disperazione.
Quando
si costruito il vuoto e la disperazione,
queste si manifestano come dolore all’interno delle persone che tentano di
fermalo fermando la loro capacità di affrontare il futuro. Il dolore della
disperazione è il dolore della mancanza di un futuro nel quale progettare e viene
imposto dalla chiesa cattolica attraverso la preghiera, attraverso la
costrizione a confidare nella provvidenza; attraverso l’impedimento
all’individuo di manifestare i propri bisogni nella società civile per
sottometterlo alla morale, alla convenzione, al conformismo che permette ai
cattolici ci possedere l’individuo con tutto il suo cuore e la sua anima. Il
cattolicesimo costruisce una gabbia di relazioni conformiste che spinge di
fatto l’individuo al suicidio o a cercare soluzioni che, pur non rompendo le
convenzioni, gli consenta di fermare il dolore dell’assoggettamento.
E
così, qualcuno si stupisce del successo che l’eroina fra i giovani di Belluno.
E, guarda caso, fra i “giovani bene”, quella piccola e media borghesia
cittadina che impegnata ad arraffare denaro si è dimenticata di essere
cittadina della Repubblica e di avere dei doveri da ottemperare nella società
civile. Si è dimenticata che i bambini sono dei cittadini che vanno attrezzati
per affrontare il futuro e non delle bestie da allevare
Da Il
Gazzettino edizione Belluno del 17.10.2007
Belluno
Lotta alla droga. Venti ...
Belluno
Lotta alla droga. Venti arresti, una ricerca di
persona a piede libero e ben ottantadue perquisizioni domiciliari e personali.
È una vera e propria guerra della Polizia contro la droga quella
concretizzatasi ieri nell'"Operazione Mirco" che ha letteralmente
gettato sotto sopra vari comuni. Al centro dell'attenzione il consumo e lo
spaccio di eroina da parte di ragazzi ventenni, in gran parte incensurati e
appartenenti a famiglie di media borghesia.
Un'azione che ha visto mobilitati, dalle 6 del
mattino, 250 uomini, 82 equipaggi, unità cinofile e anche un elicottero.
L'origine dell'operazione risale allo scorso
gennaio nell'ambito di un'attività info-investigativa
finalizzata alla prevenzione e alla repressione del traffico di sostanze
stupefacenti tra i giovani della provincia di Belluno, promossa anche a seguito
di precise informazioni fornite da un ragazzo di nome Mirco, successivamente
deceduto, al personale della sezione Antidroga della Squadra Mobile della
Questura di Belluno. Ciò ha consentito di concentrare le indagini su Deborah Salvadori, Peter Jesus Sebben e Mirko Donadello «Si tratta - ha spiegato il vicequestore Mauro Carisdeo - di ragazzi nati soprattutto nella fascia degli
anni '80. Ma purtroppo vi è anche un minorenne, per la precisione un
sedicenne».
E’ il
vuoto che hanno costruito i giornalisti de Il Gazzettino ogni volta che hanno esaltato
le imprese di gentaglia come Scola; ogni volta che non hanno censurato
l’attività di violenza nei confronti dei ragazzi costretti a pregare in
ginocchio davanti ad un crocifisso. Ogni volta che hanno finto di non vedere il
vuoto cittadino e tutte le strategie dogmatiche che quel vuoto produceva. E’
responsabile il giornale Il Gazzettino in quanto, come quotidiano, ha spacciato
atti di terrorismo come se fossero atti legali costruendo una distorsione della
percezione della realtà fra i ragazzi del bellunese
in collaborazione proprio con quei parroci cattolici che sono i responsabili
del vuoto fra i ragazzi.
I
giornalisti de Il Gazzettino sono contenti del disastro sociale che hanno
contribuito a costruire, così avranno argomenti con cui riempire le pagine del
loro giornale, come è contenta l’Alessandra Graziottin
che evitando di indicare le cause del vuoto fra i ragazzi si è assicurata la
possibilità di continuare a sparare le sue sciocchezze dalle pagine di quel
giornale senza che nessuno la contraddica e spacciando una competenza che non
ha (se non quella finalizzata a far danni nella società civile).
Intanto,
mentre questi personaggi sparano le loro stupidaggini, pavoneggiandosi, i
ragazzi di Belluno si suicidano o si riempiono di eroina!
Evviva
Belluno la prima città per la qualità della vita in Italia!
Marghera, 24 ottobre 2007
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