PROLOGO E APPUNTI STORIOGRAFICI

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PROLOGO


Lavoro iniziato 27.12.1999

L’Essere Umano guarda sé stesso!

Percepisce la propria esistenza come parte del fluire del tempo e delle trasformazioni!

L’Essere Umano guarda le proprie mani con gli occhi imposti dalla ragione!

L’Essere Umano guarda il presente mentre avvolge e delimita la sua ragione. In quel presente, l’Essere Umano, afferra i fenomeni e tenta di descrivere quanto ha fondato il proprio divenuto in un passato tanto remoto da escludere la propria immaginazione.

Il poeta riveste di immagini e caratteristiche umane quanto non ha di umano, ma esprime caratteristiche presenti nell’Essere Umano e alle quali l’Essere Umano anela immaginandole alla massima potenza. Quelle caratteristiche gli Esseri Umani le individuano nelle forze che produssero, o con la loro presenza consentirono, la formazione del presente. Dal mondo della percezione al mondo quotidiano, dal mondo quotidiano al mondo della percezione; l’Essere Umano oscilla come un pendolo guardando le proprie mani attraverso le quali trasforma l’esistente. Raccoglie fenomeni e li descrive; raccoglie descrizioni e cerca il fenomeno all’origine delle stesse.

L’uscita dalla coercizione non comporta necessariamente la Libertà, ma una coercizione comprendente spazi maggiori. L’uscita da quella coercizione non comporta la Libertà, ma una coercizione comprendente spazi maggiori! Non esiste l’uscita dalla coercizione? Esiste lo sforzo per avere spazi maggiori. Questo sforzo, fatto dall’Essere e dalla Coscienza di cui è parte, si chiama: LIBERTA’.

Gli sforzi di ogni Essere Umano portano a Libertà, di cui sono espressione, o portano alla sua distruzione! La scelta nella direzione è solo sua! L’immaginazione, con cui la coercizione riveste il suo intuire, porta in vicoli ciechi in cui l’energia di Libertà, che agisce per esprimersi nel soggetto, si esaurisce nel tentativo di dar forma, descrivendolo, un immaginario inesistente.

Per questo motivo, anche l’oscillazione del grande pendolo del giudizio umano che va dal fenomeno alla forma e dalla forma al fenomeno è attività di Libertà che chiede all’Essere Umano di esprimerla nelle sue azioni allargando i confini della coercizione educazionale.



APPUNTI STORIOGRAFICI.


Come ormai molti studi stanno dimostrando, la Teogonia Esiodea non è invenzione poetica di Esiodo, ma ispirazione adattata alla cultura Greca di tradizioni mitologiche mediorientali. Esiodo prende quanto viene presentato alla ragione e con questo descrive il percepito. E’ il percepito che prende forma e rappresentazione nelle singole culture e riafferma la percezione attraverso la descrizione. La descrizione è limitazione della percezione. La percezione viene limitata e definita entro muri stretti per essere ammessa nella descrizione. La descrizione dovrebbe servire per costruire il gradino della scala della conoscenza e della consapevolezza che, salita da altre persone, alimenta la loro percezione aprendone nuovi orizzonti. Invece la descrizione si fissa e imprigiona l’attenzione degli Esseri Umani.

Esiodo prende quanto lo circonda e lo sistema attraverso una descrizione culturale che dà forma alla sua percezione o attraverso la descrizione costruisce la mediazione per trasferire il percepito nel mondo della ragione. E’ ormai assodato che la sistemazione Esiodea è influenzata da antichi racconti sacri diffusi nel medio oriente. Sia per quanto riguarda gli Ittiti che, gli Hurriti, i Sumeri fin dal terzo millennio avanti cristo.

Di questa teogonia ne abbiamo già parlato quando si è fatta una breve analisi dei vari paganesimi quali prologo del Crogiolo dello Stregone nei Quattro Canti del Mondo. A noi interessa far comprendere come la Teogonia Esiodea è parte integrante del grande respiro religioso che da Babilonia attraversa l’Egitto, il Mediterraneo Cretese coinvolgendo tutte le civiltà antiche che trasformano il loro sentire in specificità culturali. Le civiltà antiche erano tutte legate l’una all’altra. Anche se di una civiltà ci sono giunti frammenti, mentre di altre tutto è andato perduto, questo non significa che quella sia la civiltà centrale nella cultura antica. Significa solo che la sequenza dei mutamenti ci mette nelle condizioni di ricostruire almeno parte dei percorsi culturali attraverso i quali il sentire, quale percezione di fenomeni fuori dal quotidiano, negli infiniti mondi della percezione, è stato trasformato in forma per diventare parte di quella cultura e di quel pensiero.

L’idea secondo cui all’inizio dell’universo ci fosse soltanto uno spazio vuoto è considerata un’idea moderna. Un’idea formatasi attraverso una dura lotta per l’uscita dall’orrore in cui il cattolicesimo ha costretto il pensiero umano.

(la traduzione della Teogonia è tratta da Esiodo “Teogonia” trad. Graziano Arrighetti edizione BUR)

PER COMPRENDERE LA VISIONE COSMOGONICA DELLA RELIGIONE PAGANA POLITEISTA!

COMMENTO ALLA TEOGONIA DI ESIODO.

A cura di:

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 041933185

E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it


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