ZEUS e TEMI

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“Per seconda poi sposò la sposò la splendida Temi, che fu madre

dell’ORE

Eunomie, Dike e Eirene fiorente,

che vegliano sull’opera degli uomini mortali;

e le Moire, a cui grandissimo onore diede ZEUS prudente,

Cloto, Lachesi e Atropo, le quali concedono

Agli uomini mortali di avere il bene e il male.”

I TITANI sono confinati nel TARTARO, ma dal TARTARO parlano agli Esseri figli di ERA con voce tonante che lo stesso ZEUS non può ignorare. Dai TITANI deve prendere i mattoni che gli mancano per costruire il presente. Egli stesso figlio dei TITANI, non può ignorare quanto lo portò ad essere ciò che è! Dopo METI, figlia dei TITANI OCEANO e TETI, TITANIDE è TEMI a partecipare con ZEUS alla costruzione dei Guardiani del divenire degli Esseri che in ERA germinano.

Dopo aver fagocitato METI, ZEUS non è più un lo stesso TITANO. Ora possiamo considerarlo come il padre degli DEI in quanto costruisce e fonda quanto noi vediamo sia guardando indietro nei mutamenti che portarono a fondare il presente sia nelle scelte che facciamo per fondare il futuro. Tutti i TITANI si esprimeranno, ma dovranno accettare la mediazione degli DEI Olimpi di cui noi, in quanto Esseri della Natura, siamo padri e figli allo stesso tempo. Siamo figli perché germiniamo dalla loro Coscienza, dalla loro Consapevolezza e dalle loro azioni. Siamo i loro padri perché esprimendoli noi li trasformiamo fino a diventare DEI a nostra volta.

Dopo aver sviluppato l’Intelligenza nelle relazioni e l’ARTE DELL’AGGUATO (cioè la forza, l’esercizio del proprio Potere di Essere) è necessario generare la GIUSTIZIA in cui quel Potere di Essere si esprime.

TEMI è figlia di URANO STELLATO e GAIA. TEMI è equilibrio fra le Coscienze di Sé comunque generatesi. E’ una Coscienza di Sé primordiale che fornisce la base della germinazione di ogni altra Coscienza di Sé.

Proprio perché TEMI è la fonte delle relazioni fra Poteri di Essere fornisce, dalla relazione con ZEUS, le specificità della GIUSTIZIA fra gli Esseri della Natura e gli Esseri Umani nel nostro caso. Non si tratta di calare GIUSTIZIA fra specie diverse proprie dell’Essere Natura. Non c’è mai GIUSTIZIA fra l’Essere Zebra e l’Essere Leone. Le relazioni non avvengono per GIUSTIZIA, ma per soluzione delle contraddizioni obbedendo alle condizioni poste da ERA. Fra le specie saranno quelle di ARES. Si tratta di GIUSTIZIA come relazione all’interno delle singole specie affinché queste divengano e si modifichino costruendosi e rafforzandosi nell’infinito dei mutamenti.

Da TEMI, ZEUS germinano le ORE. Le ORE vengono calate negli Esseri che in ERA germinano. Tre sono le ORE: EUNOMIE, DIKE e EIRENE.

EUNOMIE è la buona legge. Il buon accordo. Quell’accordo che mettono in essere Esseri della medesima specie per costruire le relazioni. Così il branco degli Esseri Lupo è regolato da EUNOMIE. Le danze d’accoppiamento dell’Essere Pavone o dell’Essere Pulcinella di mare o gli Esseri Sule sono regolate da EUNOMIE. Gli accordi fra gli Esseri Umani costruiti fra chi espone il proprio onore attraverso le proprie parole è manifestazione di EUNOMIE. Un buon accordo che accontenti tutte le parti o una legge che media gli interessi delle parti è manifestazione di EUNOMIE. Un buon governo che medi fra i cittadini è manifestazione di EUNOMIE. EUNOMIE indica agli Esseri di ogni specie come sia necessario che tutti traggano profitto dall’insieme e che l’insieme non venga danneggiato a favore di qualcuno. Ed è il respiro di EUNOMIE la legge sociale per cui “Il più debole abbia giustizia nei confronti del più forte. GIUSTIZIA per grandi o piccole prevaricazioni!” Quando l’insieme viene danneggiato a favore di qualcuno è DIKE che manifesta il proprio furore. Rendere giustizia. Il giudizio che rende giustizia. Il giudizio che rende giustizia a chi è socialmente più debole. Solo oggi conosciamo una forma di “giustizia” perversa introdotta dal monoteismo. Una forma giuridica perversa che sancisce il diritto del più forte a conservare la propria posizione di dominio e il proprio diritto alla prevaricazione sul più debole. Questa forma di “diritto privato” (anche quando coinvolge organi istituzionali di una nazione) era sconosciuta in ai tempi di Esiodo e degli estensori di queste visioni. Questa forma di “diritto” che viene chiamata impropriamente giustizia domina da duemila anni le culture occidentali ed è emanazione del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pazzo di Nazareth dal quale i cristiani fanno derivare il loro diritto a stuprare bambini, spacciare eroina e trafficare in schiavi! Non è DIKE a cui gli Esseri Umani rivolgono la loro rabbia e le loro bestemmie per le ingiurie, le prevaricazioni subite che regge il giudizio dei tribunali quali emanazione trasformazione nell’epoca moderna del diritto del più forte a stuprare il più debole come imposto dal pazzo di Nazareth. E’ l’ombra nera di un orrore di morte che NOTTE stessa aborrisce e combatte attrezzando gli Esseri Umani. DIKE è la giustizia della vita, del suo espandersi, del suo diritto a rivendicare il proprio potere e le proprie determinazioni davanti agli DEI. DIKE, cacciata dall’orrore che gli adoratori del macellaio di Sodoma Gomorra hanno imposto ai Sistemi Sociali si è calata nel TARTARO oscuro dentro il cuore dell’Essere Umano e da quel luogo alimenta LIBERTA’. LIBERTA’ spinta da DIKE e da EROS che spezza i legamenti tenta di costruire le condizioni per il ritorno trionfale di DIKE.

Solo dove DIKE è signora della specie degli Esseri della Natura sua sorella EIRENE alimenta il divenire e la ricchezza fra gli Esseri Umani. Dove DIKE è spodestata dal diritto del più forte a disporre e sottomettere il più debole EIRENE, la pace che crea sviluppo e ricchezza non esiste. Può esserci l’arricchimento di chi sottomette, ma non la ricchezza dell’insieme sociale. Non la sicurezza attraverso la quale gli Esseri Umani possono, senza costrizioni, dare ognuno secondo la propria specificità l’assalto al cielo della Conoscenza e della Consapevolezza. Dove DIKE è spodestata, EIRENE si nasconde, fugge cacciata e inorridita da chi impone PACE al fine di costringere il più debole a fagocitare la propria sottomissione e riprodurla. Una sottomissione con tutto il suo cuore e con tutta la sua anima, cosa odiosa agli DEI che nascondono EIRENE piangente in un solitario angolo del TARTARO. E vi rimane fintanto che LIBERTA’ non riporta DIKE fra gli Esseri Umani e questi, fagocitandola, la riportano signora delle loro relazioni.

EUNOMIE, DIKE e EIRENE non si possono scindere. L’una è manifestazione dell’altra. L’una e l’altra costruiscono il divenire degli Esseri Umani che praticano l’una e l’altra. Questo pose nelle relazioni all’interno delle Specie dell’Essere Natura ZEUS EGIOCO il cui fine era quello di fornire strumenti ai nuovi nati affinché potessero diventare a loro volta DEI.

Questo nacque da TEMI e ZEUS affinché gli Esseri delle specie dell’Essere Natura potessero costruire loro stessi.

Da TEMI e ZEUS nacquero anche le strategie del singolo Essere affinché potesse diventare un DIO fra DEI: le MOIRE! E sono le MOIRE, figlie di ZEUS e TEMI che alimentano il divenire dell’Essere della Natura nell’infinito dei mutamenti.

Le MOIRE le abbiamo già trovate!

Ricordiamo agli inizi? Ricordiamo figlie di NOTTE? Le MOIRE determinano l’esistenza dei figli dell’Essere Natura: i figli di ERA! Comunque noi le vogliamo identificare!

In NOTTE, diceva Esiodo:

“e le MOIRE e le KERE generò, spietate nel dare le pene!”

Ed ora Esiodo ci dice:

“e le MOIRE, a cui grandissimo onore diede ZEUS prudente,

CLOTO, LACHESI e ATROPO, le quali concedono

Agli uomini mortali di avere il bene e il male.”

L’una e l’altra cosa è uguale. Le MOIRE sono figlie di NOTTE e sono figlie di ZEUS e TEMI!

Nulla cambia!

Cambia, invece, il contesto nel quale generano la loro Coscienza di Sé e la loro consapevolezza all’interno degli Esseri che costruiscono la loro Coscienza e la loro consapevolezza. Sia che questa costruisca sé stessa nell’oscuro TARTARO o che questa partecipi alla costruzione di ZEUS e alla germinazione che in ZEUS hanno gli Esseri della Natura. Nell’interpretazione data da Platone nella Repubblica, si dice che le MOIRE siano figlie di NECESSITA’ (ANANCHE). Dove LACHESI canta il passato, CLOTO il presente e ATROPO il tempo che viene incontro. Quanto questo appare strano! Sembra che Platone interpreti le MOIRE, come l’antica religione Romana interpretava GIANO. Solo che Giano era tre in uno, mentre in Esiodo tre si esprimono nell’uno! Forse è una questione di prospettiva nella quale si colloca il veggente. Esistono testi in cui la MOIRA è una sola, affiancata a FORTUNA o a SORTE. A noi poco importa! A noi interessa sapere che LACHESI è il passato attraverso la cui azione e attraverso le cui scelte degli Esseri germoglia il presente. A noi interessa sapere che ATROPO è il futuro, l’Intento, che si fa incontro al presente esprimendo le proprie esigenze di realizzazione, mentre CLOTO è l’attuazione e la realizzazione della volontà nel presente attraverso la quale si realizza ATROPO.

Tutto questo, negli Esseri figli di ERA, nasce e si realizza attraverso TEMI e ZEUS e si innesta sui nati che ambiscono a diventare DEI come realizzazione di ATROPO. C’è una citazione antica di ATROPO che nella rappresentazione è così piccola da non sembrare nemmeno una DEA. In realtà, questa appartiene al tempo che viene incontro. Dunque non esiste se non nella misura in cui l’Essere della Natura che pratica la propria volontà non la realizza.

Diventa corretto in cui l’esercizio delle nostre azioni, nostre come Esseri Umani parte dell’Essere Natura, costruiamo ciò che siamo attraverso le nostre scelte o le scelte dell’oggettività che fagocitiamo. Attraverso il subire quanto l’oggettività ci impone, mediato dalle scelte della nostra soggettività.

Le MOIRE erano spesso raffigurate come tre vecchie. In realtà non poteva essere diversamente perché le scelte di un individuo sono scelte definitive. Scelte fra la vita e la morte senza alternativa e senza ritorno. Dunque scelte della fine: scelte che conducono sempre alla fine di un processo o di un cammino. Avevo fame, ho mangiato, sono sazio! Ognuna delle tre affermazioni è vecchia, perché quando è fatta definisce un’azione che è stata portata a termine: come la vita dell’Essere Umano! Come ogni azione compiuta dall’Essere Umano all’interno della propria vita!

Una MOIRA traeva il filo della vita, la seconda lo costruiva e la terza lo recideva. La prima MOIRA era il filo proprio della specie da cui ogni singolo Essere proviene, la seconda è l’attività dell’Essere che lo costruisce nel presente e la terza MOIRA altro non è che l’Intento cui l’Essere che costruisce sé stesso tende.

In questa lettura appare la perfetta identità che Esiodo concede alle MOIRE sia come figlie di NOTTE che come figlie di ZEUS e TEMI. Le MOIRE sono il passato che ci ha attrezzati, il presente nel quale agiamo e il futuro nei confronti del quale possiamo sia esistere che annullarci. E ci annulliamo quando NOTTE si appropria delle nostre trasformazioni costringendoci a risolvere in Essa noi stessi. Esiodo, come nessun altro autore antico, non poteva prevedere la nascita dell’orrore cristiano. Allora anche NOTTE sarebbe stata descritta per il suo eroismo nell’aiutare gli Esseri Umani a costruire loro stessi. Esiodo non poteva sapere, ma gli DEI sì. Così le MOIRE, figlie di NOTTE, hanno generato il loro aspetto più orrendo e terribile. Ogni Essere coltiva le MOIRE che alimenta nel corso della propria vita. Siano le MOIRE figlie di NOTTE alle quali delega la fondazione del proprio divenire o siano le MOIRE figlie di ZEUS attraverso le quali fonda la costruzione della propria esistenza per poter bussare alle porte dell’Olimpo come un DIO. Esiodo coglieva la contraddizione del proprio tempo leggendola nel fare degli Esseri Umani. Così le MOIRE, figlie di NOTTE, consentivano ad ERA di ampliare la propria consapevolezza in quanto gli Esseri risolvevano in Essa la costruzione della propria esistenza. Le MOIRE, figlie di ZEUS, si calavano negli Esseri che tentavano di costruire loro stessi. Era ERACLE che attraverso il proprio percorso di conoscenza cercava la LIBERTA’ per poter bussare alle porte dell’Olimpo. Era APOLLO che si presentava armato al consesso degli DEI pronto ad agire qualora costoro non lo avessero riconosciuto come uno di loro. La contraddizione, ai tempi in cui Esiodo scriveva, era fra l’Essere Umano che trova la LIBERTA’ e bussa alle porte dell’Olimpo e la sua fusione nella Coscienza di Sé ERA. Poi vennero i cristiani e i monoteismi e, per gli Esseri Umani, non ci fu più nessun futuro! All’interno dei monoteismi e del cristianesimo in particolare, riuscire a mantenere compatta la propria energia per fondersi con ERA era un grande successo. Era un Trionfo! Riuscire a cogliere le figlie di NOTTE che costringevano l’Essere Umano a cogliere il respiro di ERA era per l’Essere Umano l’espressione di una grande sensibilità che l’orrore cristiano non era riuscito a distruggere.

Ogni Essere, figlio di ERA, che coglie l’opportunità della propria esistenza riconosce l’azione di LACHESI quale insieme di DETERMINAZIONI attraverso le quali la specie, cui appartiene, lo ha attrezzato per affrontare l’oggettività nella quale vive. Nel riconoscere LACHESI si alza potente davanti e nell’oggettività nella quale ha costruito la propria consapevolezza. Egli sa! Egli conosce le sue opportunità! Egli non ha più paura. Egli ha raggiunto la consapevolezza di sé stesso. Egli ha raggiunto la LUCIDITA’. In quel momento percepisce ATROPO; l’INTENTO! La sua LUCIDITA’ non è più fine a sé stessa, ma ha un obbiettivo, un fine nel quale e per il quale deve essere esercitata. ATROPO, la piccola DEA, si presenta come espressione dell’EROS Universale a sussurrare il potere dell’esistenza: il respiro dell’infinito! In quel momento l’Essere Umano è potente. Ha raggiunto il proprio POTERE di ESSERE! Non è più solo consapevole degli strumenti che dispone, ma anche delle finalità per le quali quegli strumenti possono e debbono essere utilizzati: giungere ad ATROPO! Per farlo deve costruire CLOTO: il proprio corpo luminoso! Ora l’Essere Umano ha la lucidità e il Potere di Essere per alimentarla. Nel farlo costruisce CLOTO: agisce nel proprio presente, costruisce sé stesso!

Questo è quanto si genera da TEMI e ZEUS! I fini dell’esistenza degli Esseri della Natura sono l’attuazione della divina giustizia che porta i figli dell’Essere Natura a bussare alle porte degli DEI.

Le MOIRE non nascono dal fare di ZEUS, ma dal fare di ZEUS e TEMI diventano diverse. E’ come se noi dicessimo: il nostro fare condiziona e modifica il presente. Non necessariamente il nuovo nasce completamente nuovo. Il nuovo è anche modificazione del presente che prende una nuova via di sviluppo o inizia ad esprimersi in maniera completamente diversa. D'altronde, pensate al grande ZEUS. Quando l’atmosfera di questo pianeta non consentiva la nascita di ERA, dei figli dell’Essere Natura come noi oggi li conosciamo, ZEUS non era il grande ZEUS, ma solo un figlio di TITANI la cui lotta era finalizzata a conquistarsi il diritto di costruire l’oggettività nella quale nuove Coscienze di Sé si generavano ed egli poteva, in questo modo, espandersi.

Questo impariamo da TEMI! Chi commette l’ingiustizia non è l’ingiustizia! L’ingiustizia è generata dalle condizioni oggettive all’interno delle quali gli Esseri divengono e manifestano i loro bisogni come adattamento soggettivo alle variabili oggettive. Quando costoro sono forti, per imporre sé stessi all’oggettività, ecco imporre delle condizioni all’interno delle quali altri Esseri non sono in grado di germinare. Ma quando l’oggettività varia, le condizioni all’interno delle quali si manifestano i loro bisogni, chi comete l’ingiustizia non è più spinto a farlo. Certamente la depravazione degli Esseri che noi conosciamo come Esseri Umani, addestrati a commettere ingiustizia nella quale soddisfare i propri bisogni, tenteranno sempre di commettere ingiustizia. Questo però non è dovuto alla malvagità insita in loro, ma dai tempi di trasformazione della relazione fra struttura emozionale, bisogni, condizionamento educazionale, sensibilità e relazione con l’oggettività nella quale vivono. In altre parole, quanto incide sul loro essere mentre sono molto piccoli non è in grado di costruire un’uguale modificazione quando sono adulti. Pertanto, anche se si cambiano le condizioni oggettive è necessario che passino delle generazioni prima che gli Esseri Umani, adattandosi alle nuove condizioni incontrate, imparino a vivere fagocitando TEMI. Un discorso diverso è per gli DEI immortali che si esprimono all’interno degli Esseri. Loro vivono altre condizioni. Essi sono abituati a trarre da sé la forza della determinazione della propria esistenza. Cambiando la situazione oggettiva le MOIRE si esprimono in modo diverso perché diversa è la magia della loro crescita. L’azione degli DEI non è mai volta alla distruzione, ma alla costruzione di sé stessi. A volte la costruzione di Sé stessi passa per la distruzione delle condizioni nelle quali altri Esseri tentano di espandersi. Nell’equilibrio della vita in ERA questa è una condizione di GIUSTIZIA. Al variare repentino di condizioni oggettive gli Esseri che non sono attrezzati per affrontare quello sconosciuto scompaiono o si trasformano riadattandosi: è l’esempio della scomparsa dei grandi rettili.

Gli Esseri Umani imparino da ZEUS e TEMI. Quando praticano la magia la pratichino secondo GIUSTIZIA. Non agiscano sugli Esseri, ma sulle condizioni. Anche se i risultati sembra non ci siano. L’Essere Umano non è creato ad immagine e somiglianza di un dio padrone, ma si modifica in relazione alle condizioni incontrate. Sono le condizioni il fine dell’azione dello Stregone, non gli Esseri. Certo, agire sulle condizioni per ottenere una diversa risposta dagli Esseri Umani, servono generazioni di trasformazioni. Chi pratica la via alla conoscenza e alla consapevolezza non ha fretta. Comunque è uscito dalla vagina di sua madre; comunque trasformerà la sua morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.

Questo è l’insegnamento che ZEUS EGIOGO e TEMI donarono ai figli di ERA. E’ attraverso TEMI che lo STREGONE agisce. Soltanto in questo modo lo STREGONE può modificare il presente nel quale vive alimentando l’intento della piccola e immensa ATROPO. Questa è parte della sapienza di ZEUS EGIOGO che fece propria l’intelligenza di METI fondendola con TEMI nella costruzione della vita!

(la traduzione della Teogonia è tratta da Esiodo “Teogonia” trad. Graziano Arrighetti edizione BUR)

PER COMPRENDERE LA VISIONE COSMOGONICA DELLA RELIGIONE PAGANA POLITEISTA!

COMMENTO ALLA TEOGONIA DI ESIODO.

A cura di:

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 041933185

E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it


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