Claudio Simeoni

Gesù di Nazareth:

il picchiatore di chi non può difendersi!

CONCLUSIONE:

UN CONCETTO DI CIVILTA' GIURIDICA

Il pazzo di Nazareth priva l'individuo di quanto l'individuo contiene per trasformarlo in un servo sciocco ed obbediente. L'obbedienza non è nei confronti di una struttura di pensiero determinata o a delle regole certe, ma ai pruriti di sottomissione del pazzo di Nazareth o dell'assassino che chiama suo padre.

Se a prima vista questo può apparire assurdo, in realtà è assolutamente logico e coerente all'interno della dottrina cristiana.

L'individuo non ha nessun diritto di condizionare, con il proprio comportamento, le decisioni del dio padrone. Questi agisce per come vuole, quando vuole, per quello che vuole e il suo volere è insindacabile dall'individuo. Il cristiano non ha nessuna certezza del comportamento del dio padrone in relazione alle sue azioni.

Il cristiano non sa se le sue azioni, che egli ritiene moralmente corrette, lo sono anche per il suo dio. Il suo dio non può essere condizionato, nelle sue decisioni dalle sue azioni. Pertanto il cristiano che fa delle opere ai suoi occhi meritorie non è sicuro dl comportamento relativo del suo dio né ha certezza della punizione qualora compie delle azioni che nel suo pensiero sono meritorie. Il suo padrone si comporta nei suoi confronti come vuole comportarsi in base alle sue intenzioni e non è vincolato dalle azioni che il cristiano compie.

Apparentemente è una contraddizione, ma serve per avallare il diritto della chiesa cattolica a fare quello che vuole, quando vuole e come vuole senza essere vincolata da nessuna condizione, nessun trattato, nessun accordo. La chiesa cattolica intende agire come vuole, quando vuole e per quello che vuole in funzione del proprio interesse. Un interesse che ruota attorno alla trasformazione degli individui in quanto oggetto di possesso.

Non a caso nelle parabole citate non troviamo mai individui che agiscono per il proprio interesse, in funzione del proprio volere e con la propria capacità di progettare la propria vita. Ci sono due tipi di personaggi che agiscono per sé stessi: i vignaioli e l'amministratore.

Questi due personaggi riconoscono che chi stanno truffando è il loro padrone, riconoscono il diritto del loro padrone ad essere padrone e riconoscono che quanto fanno è malvagio. Non accusano mai di malvagità il loro padrone: ne riconoscono l'autorità anche mentre lo stanno derubando. Non ritengono che le azioni che fanno siano un diritto o comunque delle azioni volte ad acquisire un diritto. Da questo punto di vista le azioni del padrone sono giuridicamente corrette nel contesto in cui gli attori si muovono. Le azioni del padrone diventano orribili nel momento in cui il cristiani le indica come esempio ai Sistemi Sociali pretendendo di privare gli Esseri Umani di quei Sistemi Sociali delle loro determinazioni e della loro volontà nel tentativo di costruire la propria esistenza. Fuori dalla rappresentazione scenica del raccontino gli Esseri Umani sono delle persone che affrontano l'esistenza, costruiscono, mettono in essere delle strategie di vita e il concetto di ricchezza è un concetto relativo al benessere che un Sistema Sociale riesce a raggiungere e a garantire ai cittadini del Sistema Stesso.

Fuori dal raccontino sono migliaia gli Esseri Umani che piantano vigne. Sono migliaia gli esseri Umani che tentano di arraffare e appropriarsi di quanto trovano, fuori dal raccontino sono migliaia i dipendenti da un padrone che tentano di garantirsi le migliori condizioni di vita e migliaia i padroni che tentano di garantirsi i migliori amministratori anche quando questi sottraggono loro qualche cosa.

Gli altri personaggi vivono la disperazione della sottomissione violentemente imposta. Dal punto di vista del pazzo di Nazareth si comportano male. Dal punto di vista del pazzo di Nazareth scimmiottano il padrone con atteggiamenti degeneranti: bastonano i sottoposti e si ubriacano. Il diritto di bastonare i sottoposti e di ubriacarsi è un diritto del padrone, non è riconosciuto allo schiavo in quanto lo rende incapace di servire bene. Non esiste, per il pazzo di Nazareth, nessuna strategia di vita che non sia quella del padrone e la sottomissione al padrone che per la sua onnipotenza può tollerare la ribellione, ma solo nella direzione della depravazione umana delle azioni da lui compiute. E come se il pazzo di Nazareth affermasse: "Il padrone bastona, il padrone uccide, il padrone si ubriaca: ma che schifo quando lo fanno gli schiavi!"

Il padrone non è al di fuori del contesto sociale o al di fuori delle relazioni con gli altri uomini: è parte della vita e gioca al grande gioco della vita!

La pretesa della chiesa cattolica di essere al di fuori dei giochi e al di sopra della vita è quanto di più orribile sia stato imposto agli Esseri Umani. Con questa pretesa la chiesa cattolica ha rifiutato ogni sistema giuridico che non fossero leggi assassine attraverso le quali costringere gli Esseri Umani in ginocchio. Quando il sistema giuridico cattolico cominciò a cedere iniziò a riconoscere un potere agli imperatori prima, ai nobili poi e infine, dopo a rivoluzione francese, anche agli Esseri Umani in quanto Esseri Umani e non soltanto per il ruolo sociale ricoperto.

Il diritto di bastonare chi non si può difendere è una pretesa aberrante. Lo diventa ancor di più quando diventa un diritto sancito da un dettato divino. C'era una volta una norma giuridica secondo la quale la padrona bastona la serva e gli si può rimproverare qualche cosa soltanto se la serva muore entro tre giorni dalla bastonatura, se muore dopo sono affari della serva e la padrona è innocente. Questo comportamento era relativo al dettato divino del dio padrone tramite il pazzo di Nazareth che millanta di essere suo figlio. Altri comportamenti relativi al diritto di bastonare chi non si può difendere sono anche più aberranti. A noi non interessa l'aberrazione espressa attraverso i dettati divini del pazzo di Nazareth, ma ci interessano i dettati stessi. Sono i dettati la vera aberrazione che devono essere indicati come l'infamia umana.

Uscire dal diritto capriccioso della chiesa cattolica di fare quello che vuole, quando lo vuole e come lo vuole fu l'imperativo di milioni e milioni di individui che hanno ricoperto col loro sangue le terre in cui la storia dell'umanità si espresse.

L'uscita dal terrore fu il riconoscimento degli individui in quanto soggetti di diritto, portatori di diritti anche se ancora non si è riconosciuto completamente alle autorità sociali l'essere portatori di doveri penalmente censurabili nei confronti degli individui del Sistema Sociale.

Un individuo viene condannato quando calunniato soltanto nella chiesa cattolica. Solo la chiesa cattolica eleva la calunnia a condanna dell'individuo. La calunnia è l'arte attraverso la quale la chiesa cattolica accusa un individuo.

Un ladro non è semplicemente qualcuno che ha rubato, ma è un essere abietto che non si vuole sottomettere alla sua miseria e che compie tutta una serie di azioni malvagie di cui il furto per il quale viene condannato, in fondo è la meno riprovevole. Andate a leggervi il libro scritto per diffamare il Conte Caliostro!

La calunnia come garanzia per la condanna. Non il fatto condanna, ma il sottrarsi dell'individuo alla sottomissione del terrore cattolico.

Questo atteggiamento è sempre stato coltivato fintanto che la chiesa cattolica disponeva del controllo sia delle leggi che dei magistrati. Milioni di calunniati sono stati massacrati dai cattolici che potevano permettersi di torturarli solo calunniandoli. La storia della caccia alle Streghe altro no è che una storia della calunnia, della menzogna, dell'invenzione soggettiva di accuse al solo scopo di divertirsi a torturare chi non si può difendere in ottemperanza ad un dettato del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pazzo di Nazareth.

Non si tratta di riconoscere le persone mentre costruiscono il dio che cresce dentro di loro: il pazzo di Nazareth afferma di cacciare il dio che cresceva dentro di loro per metterle in ginocchio. Si tratta di riconoscere il diritto della persona a stipulare contratti, anche col dio padrone, pretendendo che i contratti stipulati siano rispettati. Anche l'infamia del padrone che paga come da contratto solo dopo che il lavoro è stato svolto è un'aberrazione rimasta della facoltà del padrone non solo di non pagare quanto avrebbe dovuto, ma di bastonare colui che lavora per lui. Il bastonare si manifesta anche in maniera diversa quale ricattare, estorcere (tempo di lavoro o mansioni diverse) senza che questo sia considerato giuridicamente un reato.

Il diritto di bastonare chi non si può difendere è una delle perversioni del pazzo di Nazareth che ancora si manifestano nei sistemi giuridici occidentali e sarà ancora molto lungo sostituire il ricatto, il terrore e la minaccia con la quale questi sistemi giuridici costruiscono il controllo degli individui.

Per rimuovere totalmente nel sistema giuridico quanto il pazzo di Nazareth e la chiesa cattolica hanno seminato saranno necessari dei cambiamenti emozionali all'interno dei sistemi stessi in cui la giurisprudenza avrà alla base il sistema sociale in quanto tale e non un sistema di appropriazione ed utilizzo per interessi soggettivi del sistema sociale.

Quando il sistema schiavistico stava uscendo dalla concezione sociale ecco arrivare il pazzo di Nazareth che lo impone non più come scelta fra gli uomini ma come imposizione agli uomini del volere del dio padrone.

Così bastonare chi non si può difendere è arte del padrone e dell'ossequio che deve al pazzo di Nazareth. Il ringraziamento del più forte per il diritto che il pazzo di Nazareth gli ha concesso di stuprare chi non è in grado di difendersi.

L'aberrazione del cristianesimo non sta nelle azioni degli uomini, ma nel suo pazzo presunto profeta che soddisfa i propri pruriti bastonando, minacciando e ricattando chi non è in grado di difendersi!

08.02.2000

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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

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30175 Marghera – Venezia

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