Claudio Simeoni
Gesù di Nazareth:
il picchiatore di chi non può difendersi!
MARCO
Parabola dei vignaioli omicidi!
Gesù si mise a parlare loro in parabole: "Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano. A suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della vigna. Ma essi, afferratolo, lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote. Inviò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo coprirono di insulti. Ne inviò ancora un altro, e questo lo uccisero; e di molti altri, che egli ancora mandò, alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Aveva ancora uno, il figlio prediletto: lo inviò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto per mio figlio! Ma quei vignaioli dissero tra di loro: Questi è l'erede; su, uccidiamolo e l'eredità sarà nostra. E afferratolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e sterminerà quei vignaioli e darà la vigna ad altri. Non avete forse letto questa Scrittura:
La pietra che i costruttori hanno scartata
è diventata testata d'angolo;
dal Signore è stato fatto questo
ed è mirabile agli occhi nostri"?
Allora cercarono di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. E, lasciatolo, se ne andarono.
COMMENTO
Già in altra parte si è detto come né a Marco, né a Matteo o altri evangelisti ufficiali interessasse stabilire i criteri di formazione della proprietà privata e del diritto di possesso nell'ambito sociale. Se a prima vista questo appare irrilevante all'interno della strategia per il raggiungimento dei fini che i vangeli si impongono, dall'altro diventano importanti quando questi vangeli, sorti a parola divina e ad insegnamento del pazzo di Nazareth davanti al quale le persone vengono messe in ginocchio e costrette a credere, diventano riferimenti apriori nella formazione delle leggi e delle regole sociali.
Il fato che gli evangelisti ufficiali omettessero le regole della formazione della proprietà privata diventava importante per stabilire socialmente come non esistesse una proprietà privata che non sia espressione del volere del dio padrone. Dal quale si deduce che la proprietà privata, esistente in quel momento altro non è che manifestazione del dio padrone. Ne consegue che, qualunque mezzo venga usato per appropriarsi della proprietà privata, questo è relativo alla volontà del dio padrone nella misura in cui i mezzi impiegati, al di là del giudizio morale che si imputa loro, raggiungono il fine di appropriarsi della proprietà privata e di mantenerne il possesso.
Nell'intera parabola Marco limita l'azione dei vignaioli ai servi del dio padrone presupponendo che il dio padrone sia immune dall'azione dei vignaioli.
Da un lato non mette in discussione la formazione della proprietà privata da parte di chi pianta la vigna presupponendo una conoscenza e un potere operativo che nega ai vignaioli e dall'altro pone colui che pianta la vigna fuori della portata operativa dei vignaioli. I vignaioli, secondo Marco, sono in grado di agire soltanto nei confronti degli schiavi del dio padrone o al massimo di suo figlio. Marco omette di dirci perché il padrone della vigna ha tanto accanimento per riscuotere i proventi della vigna. Perché quel padrone non pianta tante vigne anziché far massacrare i suoi schiavi? Oppure, perché egli è tanto vigliacco da far ammazzare i suoi schiavi anziché affrontare egli stesso la situazione che tanto, come afferma Marco, quel padrone è comunque in grado di sterminarli e togliere loro la vigna? Perché, probabilmente, il padrone di quella vigna vive di più piaceri sadici. Da un lato deve rendere poveri i vignaioli. Pertanto, anziché piantare tante vigne e far si che non sia necessario accanirsi, preferisce accanirsi e costruire le condizioni per giustificare il loro sterminio. Questo lo si può leggere nel pazzo di Nazareth, nelle accuse ai Farisei quando li accusa di falsità omettendo di dire perché i Farisei sono falsi o bugiardi. Inoltre, il padrone della vigna di Marco, si compiace godendo delle sofferenze degli schiavi che manda al macello dai vignaioli.
Appare evidente come il dio padrone di Matteo abbia piantato la vigna al solo scopo di costruire sofferenze negli Esseri Umani che rifiutano di sottomettersi a lui. Il prezzo che egli chiede ai gestori della vigna è il prezzo del loro lavoro, del loro sacrificio senza che lui nulla dia in cambio.
Se vogliamo estendere l'esempio della vigna come l'esempio della vita che il padrone dà ai vignaioli in gestione, possiamo dire che i vignaioli non hanno concluso con il padrone nessun patto per il quale siano costretti a soffrire per soddisfarne i desideri. Nessun patto è stato stabilito all'inizio del contratto per il quale il dio padrone può pretendere una parte del prodotto della vigna. Egli non dà nulla in cambio ai vignaioli ai quali dimostra la sua incapacità nel gestione della vigna e pretende di derubare i vignaioli della loro capacità di gestire la vigna stessa. Se i vignaioli non accudissero la vigna la vigna marcirebbe. Il fatto stesso che la vigna prosperi è il contratto stabilito dai vignaioli i quali non debbono nulla al padrone che ha abbandonato la vigna a sé stessa.
La pretesa del padrone di farsi pagare il dovuto dal prodotto della vigna è assolutamente arbitrario. Nessun patto era stabilito all'inizio e nessun patto deve essere onorato se non quello per il quale il padrone ha rinunciato alla fatica di gestire la vigna preferendo darla in gestione.
Da qualunque punto di vista prendiamo l'episodio della vigna, sia esso dal punto di vista sociale, da quello economico, da quello esoterico, da quello puramente simbolico assistiamo al fatto che non esiste un diritto oggettivo per il quale il padrone possa pretendere il pagamento di qualche cosa, esiste il desiderio puramente soggettivo, da parte di Marco, di sottomettere gli Esseri Umani a delle decisioni descrittive puramente arbitrarie da imporre come momento aprioristico nella formazione del suo pensiero. A quelle affermazioni puramente descrittive e prive di ogni fondamento Marco pretende l'adesione acritica degli individui che accettino il diritto del padrone al possesso di oggetti o diritti senza che quel possesso e quei diritti vengano dimostrati.
L'atrocità di Marco è l'affermazione con la quale conclude la sua storiella secondo la quale ecco il dio padrone venire e sterminare quei vignaioli dando la vigna in gestione a qualcun altro.
Con questo diritto allo sterminio Marco avvalla e giustifica ogni sterminio commesso dalla chiesa cattolica e dai suoi preti. I preti la chiesa cattolica vengono rappresentati come i servi e gli schiavi che vanno dagli Esseri Umani chiedendo loro di alimentare e sottomettersi a loro che sono emissari del padrone della vigna. Il rifiuto da parte degli Esseri Umani di sottomettersi ad affermazioni aprioristiche costituisce giustificazione dottrinale per l'assassinio, le torture e i massacri dei popoli e degli individui che non si sottomettono.
Dal momento che il dio padrone è tanto vigliacco da non essere in grado da solo di richiedere quanto secondo lui è dovuto. Ecco farsi avanti la chiesa cattolica e i suoi preti pronti a richiedere quanto secondo loro è dovuto al loro dio padrone e a dettare i termini della resa e della sottomissione degli Esseri Umani davanti alle loro pretese. Se non ottengono quanto vogliono, come lo vogliono e quando lo vogliono si ritengono in diritto di ammazzare e stuprare gli Esseri Umani per la maggior gloria del loro dio assassino.
A questo racconto con cui Marco sancisce il suo diritto a sterminare chi non si sottomette viene agganciato un principio esoterico delle religioni misteriche mediorientali e che troviamo, in ben altra ottica, in Tomaso Didimo.
"La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo!"
Gli Esseri Umani quando lavorano per la costruzione del futuro sono poco appariscenti in un Sistema Sociale che è maggiormente impegnato ad imporre sé stesso agli Esseri Umani. Questi Esseri Umani che lavorano per fondare il futuro sono le pietre sulle quali le costruzioni dei Sistemi Sociali futuri hanno il fondamento. Lavorare giorno dopo giorno non attrae la gloria della grande vittoria o del grande risultato ecclatante, ma pone le basi per la costruzione dei mondi che verranno e che cercano basi sulle quali ergersi uscendo dallo sconosciuto della percezione umana.
Chi lavora, giorno dopo giorno, non allunga il pane all'affamato, ma costruisce le condizioni affinché nessuno debba più essere affamato né usato da chi, vigliaccamente, si limita ad allungare il pane per mantenerlo nella miseria e usare la sua miseria per il proprio diletto.
I costruttori sono le pietre d'angolo della costruzione del futuro sociale. La costruzione è il Sistema Sociale umano e non vengono intesi i costruttori dello stesso, quando Marco parla dei costruttori, ma vengono intesi i gestori dello stesso.
Dal punto di vista esoterico la frase suona in questo modo: "Indicami gli uomini che i gestori dei Sistemi Sociali hanno scartato; essi sono i costruttori dei Sistemi Sociali!"
In Marco non c'è costruzione umana, ma sottomissione umana al suo dio padrone.
Che cos'è mirabile agli occhi di Marco? Il fatto che il suo dio padrone possa venire, sterminare chi non si sottomette a lui, e dare a lui la gestione della vita degli Esseri Umani: lui, la pietra scartata, al quale il dio padrone concede il diritto di vita e di morte sugli Esseri Umani!
Questo per Marco è mirabile! E' tanto mirabile che Marco immagina la rabbia di individui che pensano davvero a queste idiozie sparato dal suo fantasticato maestro. Immagina che coloro che lo ascoltino pensano davvero che lui dia a Marco il diritto di vita e di morte sugli Esseri Umani e che per questo, come i perfidi vignaioli, tentano di prenderlo e di ammazzarlo.
Ci penserà la chiesa cattolica a praticare le minacce del dio pazzo di Marco sterminando quegli Esseri Umani che non si sottomettevano. Quale orrore sarà attraversato dalla storia mentre il pazzo di Nazareth ordinerà di sterminare quanti non si sottomettono a lui e a chi pretende di rappresentarlo! Quante giustificazioni saranno adottate per costruire pretese giuridiche e sociali della chiesa cattolica di sterminare chi non si può difendere!
Quante ragioni hanno quei vignaioli nei confronti del padrone della vigna!
Lo stesso discorso vale anche per Luca che riporta questo raccontino quasi allo stesso modo!
08.02.2000
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Claudio
Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano
dell'Anticristo
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