Gesù e Satana
Che cosa significa "fare lo sborone"
Nel vangelo di Luca

di Claudio Simeoni

Gesù e lo Stregone!

 

Gesù dice:

Vedevo satana precipitare dal cielo come folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di calpestare i serpenti e gli scorpioni e ogni potenza del nemico: niente vi potrà nuocere. Però non vi rallegrate perché vi stanno soggetti gli spiriti, bensì perché i vostri nomi sono scritti nei cieli. [Luca 10, 18-20]

Lo Stregone risponde a Gesù:

Satana significa nemico, avversario. Tutti noi vorremmo che i nostri nemici fossero annientati senza doverli affrontare. Vorremmo essere sollevati dalle fatiche della vita. Per questo gli uomini d'onore affrontano il loro nemico con le armi, quando il nemico si presenta in armi; con la dialettica, quando il loro nemico argomenta. Nessun uomo che vuole vivere con onore ritiene che annientare il proprio satana sia necessariamente una vittoria. Tu, invece, trasformi in satana da annientare chiunque non ti elogia o fugge al tuo controllo. Così i popoli che massacri sono dei "satana". Le donne che bruci sui roghi, sono dei "satana". L'uomo a cui fai violenza, perché non sei in grado di contrapporre argomento ad argomento, è un "satana" che vuoi uccidere. Il Fariseo è un satana. Umiliare le persone, etichettandole come dei "satana" affinché nessuno possa invitarti a confrontarti con lui, comporta disonore d'infamia. Gli uomini d'onore portano doni alla vita, non la violentano come tu inviti a fare. Perché calpestare gli scorpioni? Forse perché gli scorpioni guariscono dalle malattie nella DEA Selket? O forse perché lo scorpione vendica Artemide, Diana, che Orione tenta di violentare? E perché calpestare i serpenti? Il serpente è il simbolo della vita, della rigenerazione e della rinascita. Tu non dici di calpestare il serpente che ti aggredisce o lo scorpione che ti minaccia, ma i serpenti e gli scorpioni come simbolo della vita e delle sue continue trasformazioni. Tu ordini di calpestare l'uomo, la vita, perché questo ti dà il senso delirante dell'onnipotenza. E che cos'è il potere sugli spiriti? Nessuno ha potere sugli spiriti perché non esistono spiriti senza un corpo e, dunque, tu millanti di donare un potere che è solo nell'illusione di chi pretende di averlo, magari in nome tuo. C'è un solo potere sullo spirito ed è quello che tu hai nei confronti dello spirito della donna che stai bruciando sul rogo perché si è permessa di alleviare le sofferenze di altre donne. Dolore di cui tu ti compiaci. Chi procura il dolore agli uomini al fine di costruire la tua gloria, sogna che il suo nome sia scritto nei cieli, come padre Pio, Teresa di Calcutta, Wojtyla o Ratzinger, ma sono solo dei criminali che hanno seminato dolore e morte al fine di costringere gli Esseri Umani a rinunciare alla loro vita. Ed anche se Padre Zeus con Zeffiro, Noto e Euro, spazza via i loro nomi, il dolore che hanno sparso fra gli uomini rimane come una ferita che non rimargina. Ogni tuo nemico è un Satana, ma ti sei dimenticato di ricordare che tu sei un Satana nei confronti di ogni Essere Umano. La vita, rappresentata da ogni Essere che sulla terra cammina, vola o striscia, ti considera un Satana da cui difendersi e dal quale difendere il futuro dei suoi figli.

Gesù dice:

Ti rendo lode o padre, signore del cielo e della terra, perché tu hai nascosto queste cose ai saggi e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o padre, perché così è piaciuto a te.[Luca 10, 21]

Lo Stregone risponde a Gesù:

Lodi tuo padre? Ma per che cosa? Perché ha nascosto alcune cose ai saggi e agli intelligenti e le ha rivelate ai piccoli? Ma se è così, costoro non sono più piccoli, ma sono saggi ed intelligenti a cui "tuo padre" non ha rivelato nulla perché lo ha rivelato ai piccoli. So che non è questo che intendi: vuoi contrapporre il sapere, costruito dalle persone con impegno, lavoro, fatica e sudore, al delirio patologico che rende le persone incapaci di argomentare perché si illudono della loro onnipotenza data dal padrone tuo padre e non hanno forgiato sé stessi nelle contraddizioni della loro quotidianità. Non servirà lavorare, impegnarsi, affaticarsi per raggiungere obbiettivi di saggezza ed espressioni di intelligenza sociale. Sarà sufficiente la patologia delirante dell'illusione del dono divino che tuo padre si è compiaciuto. Non ci saranno più uomini saggi, né intelligenti, né uomini che cercano l'onore, ma solo i deliranti che credono di avere il dono dell'onnipotenza con cui distruggeranno il loro presente. L'umanità sarà annientata dal delirio. Ipazia e gli uomini saggi saranno annientati. Gli uomini supplicheranno nella ricerca del dono, del miracolo, della provvidenza, in un'illusione che li accompagna ad una morte senza vita. Poi, da quella melma informe, qualche uomo comincerà a sudare, cercare, studiare, lavorare, impegnarsi e un po' alla volta l'umanità uscirà dal pantano. Che poi quegli uomini si chiamino Galilei, Francesco Bacone, Giulio Cesare Vanini, Giordano Bruno, Pomponazzi e mille e mille altri, poco importa, non hanno avuto nessun dono, ma hanno saputo costruire la loro saggezza: quella che tu non hai!

Gesù dice:

Tutto mi è stato dato dal padre mio e nessuno sa chi è il figlio se non il padre, né chi è il padre, se non il figlio e colui al quale il figlio voglia rivelarlo. [Luca 10, 22]

Lo Stregone risponde a Gesù:

Affermi che tutto ti è stato dato, ma non descrivi l'oggetto che ti sarebbe stato dato. Per questo non hai nulla se non un vuoto desiderio di possedere frustrato in ogni aspettativa. Tu non sai nulla, ma immagini di sapere. Tu non hai nulla da offrire all'umanità se non la sofferenza a cui sottometti gli uomini. Non hai nulla da rivelare perché tutto si contorce in un delirio psichico che ti imprigiona. Il tuo dolore è penoso, ma non giustifica il dolore che hai imposto all'umanità.

Gesù dice:

Beati gli occhi che vedono quello che voi vedete! Perché io vi dico: perché molti profeti e re desiderarono vedere quello che voi vedete e non lo videro, udire quello che voi udite e non lo udirono. [Luca 10, 23-24]

Lo Stregone risponde a Gesù:

Che cosa c'è da vedere, che tu mostri? Cosa c'è da udire, che tu dici? Non mostri nulla, ma millanti di mostrare. Non dici nulla, ma millanti di dire. Nel mio animo sono nascoste un infinito numero di cose, esperienze, riflessioni ed idee. Immagino che la stessa cosa sia nel tuo animo. Noi immaginiamo l'immenso che abbiamo dentro di noi e lo pensiamo come unico. Ci pensiamo dei privilegiati ad avere un animo pieno di risorse ideali. Quelle risorse possono produrre il delirio patologico da onnipotenza o possono servire come un tesoro con cui gestire le prossime esperienze. La misura che distingue la patologia di delirio di onnipotenza e lo strumento con cui gestire le esperienze, è la nostra quotidianità. Gli uomini possono costruire un tempio mettendo pietra su pietra, ma affermare che in tre giorni lo si distrugge e in tre giorni lo si riedifica senza mettere in atto tale azione, è manifestazione delirante di una patologia da onnipotenza. In un linguaggio popolare posso dire che "fai lo sborone". Io vedo solo le tue mani vuote e ascolto solo il silenzio della tua angoscia che esce dalla tua bocca: davvero pensi che qualcuno potesse desiderare di vedere e sentire questo? Forse, l'unico suo desiderio, era quello di verificare quanto c'è di reale e quanto, di quello che tu affermi, è millantato.

Marghera, 16 novembre 2010

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 Marghera Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

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