Gesù istruisce gli apostoli
come devono maledire e distruggere
Vangelo di Luca

di Claudio Simeoni

Gesù e lo Stregone!

 

Gesù dice:

La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate, dunque, il padrone della messe di mandare operai nella messe sua. Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. [Luca 10, 2-3]

Lo Stregone risponde a Gesù:

Perché paragoni le persone alla messe da falciare e da raccogliere? L'orzo non sceglie in che sacco entrare, e tu paragoni l'orzo a delle persone che privi delle capacità di scelta. Chiedi di pregare il tuo padrone, anziché far appello alla capacità di scelta delle persone come se quelle persone non avessero avuto altra scelta che essere spighe d'orzo dentro al tuo sacco. Non è importante chi sia il lupo o chi sia l'agnello, ma è importante sapere chi ha intenti rapaci e distruttivi nei confronti della società in cui vive. La rapacità consiste nel privare le persone della loro capacità critica, della loro intelligenza, e trasformarle in chicchi d'orzo da caricare sulle spalle e da vendere al mercato

Gesù dice:

Non portate né borsa, né bisaccia, né calzari e non salutate nessuno nel viaggio. In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". E se lì c'è un figlio di pace, la vostra pace riposerà su di lui, altrimenti essa ritornerà su di voi. Dimorate in quella casa, mangiando e bevendo quello che vi sarà servito, poiché l'operaio ha ritto alla sua mercede. Non passate di casa in casa. [Luca 10, 4-7]

Lo Stregone risponde a Gesù:

E' strano quello che tu fai. Non accogli nessuno nella tua casa. Non hai costruito una casa, né ospiti un viaggiatore. Non costruisci nessun futuro, ma vai da coloro che hanno costruito la loro casa, che tentano di costruire il loro futuro, per imporre te stesso. Ti comporti come un bandito che si fa invitare a pranzo, ma che non restituisce l'invito quasi che l'invito non venga da un gesto d'affetto, ma da un dovere imposto. Tu vai nella casa d'altri, mangi quanto ti viene servito, ma non offri cibo, né inviti nessuno nella tua casa. Non sto parlando di una casa chiusa nell'immaginazione del "un giorno mio padre...". Sto parlando di una casa materiale, di una città materiale, che tu non abiti. Come un ladro ti presenti in una casa e dici: "Pace a questa casa!". E che cosa significa? Significa forse che non ne ucciderai gli abitanti? Non distruggerai il loro futuro? Significa che non muoverai guerra se in quella casa c'è qualcuno che accetta di esserti schiavo? Oppure spiga d'orzo che metti nel sacco? E se in quella casa c'è qualcuno che vi farà delle domande, allora tirerete fuori il coltello legittimati ad ucciderlo perché la pace che avete imposto non è stata accettata ed è tornata a voi? Non è così che avete fatto con gli Incas, gli Aztechi, le popolazioni del Nicaragua, dell'Honduras, di Cuba, di Haiti e quant'altre? Non hai costruito una casa in cui accogliere le persone, ma distruggi le case degli altri per appropriatene. La mercede dei tuoi operai è dunque ciò che possono rubare!

Gesù dice:

Se entrate in una città e siete bene accolti, mangiate ciò che vi sarà presentato, guarite i malati che vi saranno e dite loro: "E' a voi vicino il regno di dio". Ma se entrate in una casa e non vorranno accogliervi, andate sulla piazza e dite: "Noi scuotiamo contro di voi anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi; sappiate tuttavia che il regno di dio è vicino". [Luca 10, 8-11]

Lo Stregone risponde a Gesù:

E' così che successe in tutte le americhe latine: avete mangiato quanto vi hanno presentato e avete fatto ammalare tutti quelli che vi abitavano. Prima avete invocato la pace affinché quelli non reagissero contro di voi e poi vi siete ripresa la pace macellandoli tutti. Mentre li ammazzavate dicevate loro che "il regno di dio è vicino". Non avete una casa né avete amici da invitare a pranzo, ma entrate nelle case come ladri nella notte. Entrate nell'animo delle persone e vi mettete il terrore che le fa rinunciare ad essere persone per diventare spighe d'orzo nel sacco che voi vendete al mercato della vita.

Gesù dice:

Io vi dico che, nel gran giorno, Sodoma sarà trattata meno duramente di quella città. Guai a te Corazin! Guai a te, Betsaida! Poiché se i miracoli fatti in mezzo a voi fossero stati compiuti in Tiro e in Sidone, già da gran tempo, esse, vestite di sacco e prostrate nella cenere, avrebbero fatto penitenza. Per questo, nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate con minore rigore di voi. E tu, Cafarnao, sarai forse elevata fino al cielo? Tu sarai precipitata fino all'inferno! Chi ascolta voi ascolta me, e chi disprezza voi, disprezza me. Chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato. [ Luca 10, 12-16]

Lo Stregone risponde a Gesù:

Uccisioni, massacri e torture. Non sai parlare d'altro? Con quale diritto, se non quello del più forte che minaccia gli indifesi? Lanci anatemi nei confronti di chi non si mette in ginocchio davanti a te. Davvero pensi che qualche trucco da baraccone fatto nella città di Tiro o di Sidone avrebbe in qualche modo impressionato chi nel DIO BAAL vede dispiegarsi la vita fra gli anfratti dell'umana esistenza? Chi adora Melqurt alza gli occhi al cielo, non si umilia nella polvere. Chi ha come faro luminoso la Stella del Mattino, Anath o Ishtar, affronta coraggioso la vita, non attende l'elemosina della provvidenza ne supplica il padrone. Chi ha come esempio della propria esistenza Eshmun sa come vivere per rinascere e, una volta rinato, sa come vivere per rinascere ancora. E tu minacci Cafarnao e minacci Corazin e minacci Betsaida, come hai distrutto Gerusalemme e il sangue di chi hai macellato giungeva alle ginocchia degli assassini che hai mandato. Come hai macellato il popolo Azteco e prima di loro i Vendi e prima ancora Prussiani, Lettoni e Sassoni. Sai, da quando i popoli sono usciti dal terrore delle tue minacce hanno proclamato che "I delitti contro l'umanità non cadono mai in prescrizione" e tu vai processato per genocidio continuato dalla distruzione di Cirene al genocidio del Ruanda.

Marghera, 14 novembre 2010

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 Marghera Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

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