La psicoanalisi è un aspetto della filosofia metafisica
Quarte parte
Metafisica e l'avvenire di un'illusione in Freud

di Claudio Simeoni

Metafisica

Per riflettere sull'"Avvenire di un'illusione" di Freud, rifletto sull'ultimo capitolo dell'opera. Le sue conclusioni.

Il libro è costruito su una sorta di dialogo fra una persona religiosa e Freud, che sostiene la parte della persona non religiosa. Si confrontano due posizioni possibili, che abitano nella testa di Freud, in relazione alla realtà che alimenta le prospettive in un futuro possibile.

Il libro, scritto nel 1927, vive il momento storico del trionfo del cristianesimo che, col terrore colonialista e fascista, alimenta quell'idea assolutista del Dio padrone del mondo a cui tutti gli uomini si devono sottomettere.

Il dibattito finale è iniziato dalla persona che difende la religione come elemento centrale della trasformazione sociale e inizia dicendo: Scrive Freud

Ciò suona davvero grandioso. Un'umanità che ha rinunciato a tutte le illusioni divenendo capace di sistemarsi sulla Terra in maniera sopportabile! Ma io non posso condividere le Sue aspettative. Non perché sia il reazionario cocciuto per il quale Lei forse mi prende. No, ma a ragion veduta. Credo che ora ci siamo scambiati i ruoli: Lei si presenta come il sognatore che si lascia trasportare dalle illusioni e io rappresento le pretese della ragione, il diritto della scepsi. Ciò che Lei ha appena esposto mi sembra fondato su errori che, secondo il Suo modo di procedere, posso chiamare illusioni, dato che rivelano abbastanza chiaramente l'influsso dei Suoi desideri. Lei ripone le Sue speranze sulla possibilità che generazioni, che nella prima infanzia non hanno subito l'influsso delle dottrine religiose, raggiungano facilmente l'agognato primato dell'intelligenza sulla vita pulsionale. Questa è proprio un'illusione! Su tale punto decisivo la natura umana difficilmente cambierà. Se non sbaglio - si sa tanto poco delle altre civiltà - anche oggi ci sono popoli che non si sviluppano sotto il peso di un sistema religioso, ma che non per questo si avvicinano al Suo ideale più degli altri. Se Lei vuole eliminare la religione dalla nostra civiltà europea, lo può fare solo mettendo al suo posto un altro sistema di dottrine, e questo assumerebbe fin dall'inizio, per la propria difesa, tutti i caratteri psicologici della religione, la stessa santità, rigidezza, intolleranza, lo stesso bavaglio al pensiero. Lei deve avere qualcosa di questa specie per soddisfare le esigenze dell'educazione. Ma all'educazione Lei non può rinunciare. La via che va dal lattante all'uomo civile è lunga, troppe persone vi si smarrirebbero e non affronterebbero al tempo giusto i compiti della vita, qualora fossero abbandonate al loro sviluppo senza guida.

Freud, L'avvenire di un'illusione, Newton editore, 2010, pag. 79

La persona che si presenta come religiosa afferma, rispetto all'altra:

Lei ripone le Sue speranze sulla possibilità che generazioni, che nella prima infanzia non hanno subito l'influsso delle dottrine religiose, raggiungano facilmente l'agognato primato dell'intelligenza sulla vita pulsionale. Questa è proprio un'illusione!

Incontriamo la prima contraddizione in tale affermazione: la contrapposizione fra intelligenza e vita pulsionale.

La vita è pulsione emotiva, la veicolazione delle emozioni, attraverso la materia, trasforma quella materia in materia vivente.

L'intelligenza, per come pensata nel testo, è l'intelligenza della ragione che subentra alla vita solo in un secondo momento e noi, in quanto Esseri Umani, la riconosciamo perché, in quanto ragione umana, ce ne serviamo per comunicare nella nostra società. Se togli all'uomo le pulsioni, non hai più l'uomo vivente, hai un cadavere. Se togli all'uomo l'intelligenza razionale non hai più l'uomo sociale per come ora sono organizzate le società umane.

Il problema dell'educazione dell'infanzia è un problema che diventerà centrale nella psicoanalisi. Purtroppo, gli analisti sono tutti cristiani che veicolano in maniera differente i medesimi principi cristiani e i medesimi modelli educazionali finendo per riprodurre, nelle nuove generazioni, il sé stesso religioso cristiano. In questo modo rafforzano il dominio della religione assolutista cristiana attraverso molti modi di pensare l'ideologia cristiana sopprimendo ogni modo che non pensa cristianamente o attraverso religioni assolutiste.

L'interlocutore cristiano di Freud ha buon gioco nel dire che il desiderio di uscire dall'educazione cristiana, ebrea o musulmana è un'illusione

Questa è proprio un'illusione! Su tale punto decisivo la natura umana difficilmente cambierà.

La difficoltà non sta nella "natura umana", sta nella struttura sociale che al neonato, e prima ancora al feto attraverso la madre, presenta solo quella possibilità di veicolazione emotiva costringendolo ad adattarsi a quella, e solo a quella, situazione che vive la madre, e a cui la madre emotivamente risponde, prima e che incontra poi, una volta nato.

La modificazione dei modelli sociali non parte dall'educazione delle nuove generazioni, parte dall'attività dell'adulto. Fintanto che l'adulto si adatta ai modelli sociali educazionalmente imposti, non può far altro che trasmettere alle nuove generazioni quei modelli sociali e solo quelli, al di là di come il soggetto della nuova generazione li percepisce e li rielabora soggettivamente.

Continua, l'interlocutore religioso di Freud affermando:

Se Lei vuole eliminare la religione dalla nostra civiltà europea, lo può fare solo mettendo al suo posto un altro sistema di dottrine, e questo assumerebbe fin dall'inizio, per la propria difesa, tutti i caratteri psicologici della religione, la stessa santità, rigidezza, intolleranza, lo stesso bavaglio al pensiero. Lei deve avere qualcosa di questa specie per soddisfare le esigenze dell'educazione. Ma all'educazione Lei non può rinunciare. La via che va dal lattante all'uomo civile è lunga, troppe persone vi si smarrirebbero e non affronterebbero al tempo giusto i compiti della vita, qualora fossero abbandonate al loro sviluppo senza guida.

L'interlocutore cristiano di Freud confonde "un sistema di dottrine" con un "sistema religioso" pensando che l'alternativa al cristianesimo sia un'altra religione assolutista. Come dire, "se vuoi eliminare la religione dalla civiltà europea" devi costruire una sorta di islamismo "la stessa santità, rigidezza, intolleranza, lo stesso bavaglio al pensiero". Serve questo, dice, per fare una diversa educazione per le nuove generazioni. E' sempre la solita idea di Platone: "i bambini, come i cavalli, vanno addomesticati".

Se tu pensi di poter far crescere i ragazzi come tu pensi debbano crescere, stai vivendo un'illusione qualunque sia il tuo pensiero secondo cui potrebbero crescere come uomini migliori. L'educazione è repressione della struttura psico-pulsionale dei ragazzi. Con l'educazione puoi solo fare repressione e, facendo repressione, hai sempre una percentuale di ragazzi, a seconda della repressione, che si ribellano alla repressione o che colgono l'aspetto della repressione secondo cui si può fare della repressione migliore.

La guida all'educazione è fornita dai comportamenti degli adulti nella società. Puoi raccontare tutto quello che vuoi ai ragazzi, ma i bambini, appena nati, non colgono la razionalità, ma colgono la veicolazione emotiva degli adulti con cui vivono. Ogni azione, ogni comportamento di un adulto, manifesta delle emozioni e queste emozioni sono quanto coglie il bambino piccolissimo. Quando il bambino inizia a parlare si è già adattato alla società in cui vive in un modo che l'adulto nemmeno immagina.

Continua l'interlocutore cristiano di Freud:

Gli insegnamenti che sarebbero impiegati nella loro educazione porrebbero sempre limiti al pensiero dei loro anni più maturi, esattamente come Lei rimprovera oggi alla religione di fare. Non si rende conto che il difetto congenito e incancellabile della nostra e di ogni civiltà è di imporre al bambino, prono alle pulsioni e debole di testa, di prendere decisioni che possono essere giustificate soltanto dalla matura intelligenza dell'adulto? Ma essa non può fare altrimenti, a causa, da un lato, del concentrarsi della secolare evoluzione umana su un paio d'anni dell'infanzia, e dall'altro, del fatto che il bambino può essere spinto ad affrontare il compito assegnatogli solo da forze di natura affettiva. Queste sono dunque le prospettive per il Suo "primato dell'intelletto".

Freud, L'avvenire di un'illusione, Newton editore, 2010, pag. 80

"Il bambino prono alle pulsioni e debole di testa" è la frase con cui si giustifica la necessità di allevare bambini come se fossero cavalli da addestrare (Sia Platone che gli ebrei). L'educazione è pensata come un sistema volto a limitare il pensiero del futuro adulto.

La "secolare evoluzione umana" non giustifica nulla. I milioni di anni di trasformazione umana dovrebbero far riflettere. Le azioni di "educazione" che la società fa sul bambino, sono veri e propri atti di stupro per adattarlo alle condizioni sociali. Azioni di stupro che raggiungono gli effetti sociali desiderati solo per una percentuale di ragazzi forgiando disadattati ed emarginati sociali. Emarginati e disadattati vengono giustificati non con l'attività della società, ma con "deformazioni caratteriali" che la società usa e reprime soddisfacendo i propri bisogni sadici attraverso la violenza sulle persone.

Viviamo in un sistema sociale che si reputa al di fuori di ogni legge, come il Dio cristiano, che si ritiene in diritto di commettere ogni sorta di delitto contro le persone perché nessun giudice condannerà mai il "potere sociale" per la violenza che mette in atto contro le singole persone della società.

Il bambino, lo stesso feto, non è un soggetto isolato dal mondo. E' un abitante della società e dalla società si attende approvazione per il suo esistere e si attende censura per atti del suo esistere. La violenza dell'approvazione e la violenza della censura determinano la qualità futura dei suoi adattamenti soggettivi e la sua capacità di percepire, analizzare e fare le sue scelte sociali.

La domanda che ci si deve porre è: che cosa pensa della società la persona adulta?

La persona adulta è il soggetto che il bambino assume a modello dopo i primissimi tempi della sua esistenza. Fare come l'adulto è ciò che va fatto nella società. Il bambino non è fornito dei mezzi per fare come l'adulto, ma l'adulto rimane il suo ideale da imitare.

Quell'adulto si mette in ginocchio davanti a Dio? Il bambino si mette in ginocchio davanti a Dio. Può percepirlo come un fastidio, ma ha compreso che solo mettendosi in ginocchio davanti a Dio può avere l'approvazione dell'adulto che intende imitare. A forza di mettersi in ginocchio davanti a Dio, il fastidio tenderà a scomparire e trarrà piacere nel vedere quante persone si mettono in ginocchio davanti a Dio. Finirà per identificare la propria condizione sociale con la volontà di Dio e inviterà, spesso obbligherà, altre persone a mettersi in ginocchio davanti a Dio per condividere il suo piacere di mettersi in ginocchio davanti a Dio.

La risposta al cristiano, con cui Freud sta parlando, diventa la conclusione del testo "L'avvenire di un'illusione".

Ora non deve meravigliarsi se mi dico a favore del mantenimento del sistema di insegnamento religioso come base dell'educazione e della vita associata. Si tratta di un problema pratico, non di una questione di valore-di-realtà. Poiché nell'interesse della conservazione della nostra civiltà non possiamo aspettare, per influenzare l'individuo, che egli diventi maturo per la civiltà stessa - molti non lo diventerebbero mai; poiché siamo costretti a inculcare a chi sta crescendo un qualche sistema di dottrine che in lui deve agire come presupposto sottratto alla critica: mi sembra che il sistema religioso sia a tal fine di gran lunga il più idoneo. Naturalmente proprio per la sua forza di appagamento dei desideri e di consolazione, in cui Lei afferma di riconoscere l'"illusione". In considerazione della difficoltà di riuscire a sapere qualcosa della realtà, anzi del dubbio se ciò sia per noi anche solo possibile, non dobbiamo trascurare il fatto che pure i bisogni umani sono una parte della realtà, e una parte importante, una parte che ci riguarda molto da vicino. Un altro vantaggio della dottrina religiosa, io lo trovo in una delle sue peculiarità che sembrano scandalizzarLa particolarmente. Essa permette una purificazione e una sublimazione concettuale, in cui si può cancellare la maggior parte di quanto reca in sé le tracce del pensiero primitivo e infantile. Ciò che poi resta è un contenuto di idee che non sono più contraddette dalla scienza e che neanche possono essere da questa confutate.

Freud, L'avvenire di un'illusione, Newton editore, 2010, pag. 80

Mantenere l'insegnamento religioso (cristiano ed ebreo) alla base dell'educazione e della vita associata diventa, per Freud, fondamentale perché, in questo modo, soddisfa la sua educazione che lo ha portato ad identificarsi con Dio.

Conservare la società, la civiltà, attraverso la sottomissione, appare quasi un dovere etico e morale. Non può scandalizzare come nelle società occidentali, mentre Freud scrive "L'avvenire di un'illusione", il colonialismo occidentale stia lavorando per devastare il mondo e sottometterlo al suo Dio.

Per influenzare la società, Freud non può aspettare che l'individuo diventi maturo; ma Freud è maturo? Che cosa significa essere "maturo"? Per che cosa? A quali fini?

Il problema di Freud è costituito dai modelli ideologici del creazionismo. Gli individui sono sempre maturi e non sono mai maturi. Gli individui hanno bisogni e necessità e devono costantemente rimuovere gli ostacoli che impediscono loro di soddisfare i propri bisogni e le proprie necessità. La maturità dell'uomo non è qualche cosa di idealizzato o idealizzabile. La maturità dell'uomo c'è quando l'uomo acquista consapevolezza del suo essere nel mondo e agisce per rimuovere gli ostacoli ai suoi bisogni e ai suoi desideri. Per un cristiano è un problema. Dal momento che ha agito stuprando l'uomo affinché domini gli altri, si trova con una massa di uomini che diventano maturi quando agiscono per dominare gli altri in quanto il dominio sugli altri soddisfa i loro bisogni e i loro desideri. Si innesta una concorrenza spietata dove i dominatori si coalizzano per emarginare alcune categorie sciali affinché siano più facilmente dominabili.

Il problema di Freud è quello di inculcare un "sistema di dottrine sottratto alla critica". Nell'attesa di sapere qualche cosa della realtà; nell'attesa di qualche scoperta scientifica; "non dobbiamo trascurare il fatto che pure i bisogni umani sono una parte della realtà" e questi bisogni umani vengono controllati e veicolati mediante l'imposizione della religione ebrea e cristiana alla quale Freud non vuole rinunciare per non rinunciare alla coercizione religiosa cristiana ed ebrea sull'uomo.

Freud fa un errore concettuale fondamentale quando afferma: "Un altro vantaggio della dottrina religiosa, io lo trovo in una delle sue peculiarità che sembrano scandalizzarLa particolarmente. Essa permette una purificazione e una sublimazione concettuale, in cui si può cancellare la maggior parte di quanto reca in sé le tracce del pensiero primitivo e infantile."

Il cristianesimo e l'ebraismo sono religioni infantili all'ennesimo grado. Se non si identificasse il Dio, padrone e assassino, di ebrei e cristiani con il padre, più o meno amorevole, del bambino, il Dio degli ebrei e dei cristiani verrebbe percepito esattamente come viene descritto: un assassino dal quale stare lontani.

L'infantilismo è la forza della religione ebrea e cristiana. E' la sua forza di manipolazione della struttura psico-emotiva dell'infanzia. Costruisce individui sottomessi e alimenta tutti quei disturbi mentali che faranno la felicità dei psicoanalisti.

Nell'uomo non esiste il "primitivismo" perché l'uomo primitivo, come l'idea che abita nella testa di Freud, non è mai esistito. Nell'uomo esistono pulsioni antiche (riconducibili a milioni di anni fa), fissate di generazione dopo generazione che hanno il solo scopo di garantire la sopravvivenza dell'uomo. Nell'uomo esiste una condizione illusoria, ma questa condizione illusoria è stata educazionalmente imposta dalla religione cristiana e dalla religione ebraica a tutti quei bambini ai quali ha potuto manipolare la struttura emotiva e la percezione costringendoli nel delirio di una realtà immaginaria.

Scrive ancora Freud:

Tali nuove formulazioni della dottrina religiosa, che Lei ha condannato come mezze verità e compromessi, danno la possibilità di evitare la frattura tra la massa incolta e il pensatore filosofico, e mantengono tra loro il legame di comunanza, che è tanto importante per la tutela della civiltà. Allora non c'è da temere che l'uomo del popolo venga a sapere che gli strati superiori della società "non credono più in Dio". E con ciò credo di aver dimostrato che i Suoi sforzi si riducono al tentativo di sostituire un'illusione sperimentata e ricca di valore affettivo con un'altra, non sperimentata e indifferente».

Freud, L'avvenire di un'illusione, Newton editore, 2010, pag. 81

Le proposte di Freud appaiono come un "escamotage" per introdurre nell'assolutismo cristiano variazioni di pensiero e di credenza che possano mediare fra l'assolutismo e limitazione dell'assolutismo. Il popolo non deve venire a sapere che i filosofi non credono in Dio. Come se alla popolazione, sottoposta alla manipolazione mentale della chiesa cattolica (in Italia) fin da quando gli individui sono nella pancia della loro madre, potessero interessarsi del fatto che i filosofi non credono in Dio.

Razionalmente, si può pensare che, se questo dato di conoscenza entra tra il popolo, il popolo possa riflettere. Ma è solo un dato che appartiene al razionalismo. La fede religiosa, come imposta dall'ebraismo e dal cristianesimo, non ha nulla a che vedere con la razionalità. E' una manipolazione emotiva che rende dipendente l'individuo da quel tipo di fede e che costringe quell'individuo a cercare motivazioni razionali per giustificare la sua fede. Una motivazione razionale non sarà mai in grado di rimuovere la certezza della fede che ha imprigionato la struttura emotiva dell'individuo.

E' indubbio che negando la realtà del Dio dei cristiani i filosofi si possono difendere dal fanatismo cristiano. Questo vale anche per la popolazione nella quale sorgono individui che, per varie ragioni, personali o politiche, rifiutano il controllo delle chiese cristiane e negano la realtà al Dio dei cristiani.

Scrive Freud:

Lei non mi trova sordo alla Sua critica. So quanto sia difficile evitare le illusioni; forse anche le speranze che ho confessato di nutrire sono di natura illusoria. Ma insisto su una differenza. Le mie illusioni - a prescindere dal fatto che non minacciano castigo a chi non le condivide - non sono incorreggibili come quelle religiose, non hanno il loro stesso carattere delirante.

Freud, L'avvenire di un'illusione, Newton editore, 2010, pag. 81

La strategia sociale proposta da Freud è una strategia di modificazione della religione cristiana attraverso "mezze verità e compromessi" che, secondo Freud danno la possibilità di evitare la frattura fra "massa incolta" e il pensatore filosofico mantenendo fra loro il legame di comunanza.

Nel discorso di Freud, l'oggetto che stride è l'esistenza oggettiva di "una massa incolta". L'idea di Freud è l'esistenza di una "massa incolta" quale oggetto in sé e non quella di un insieme di uomini a cui viene negata la cultura. La cultura non solo come insegnamento culturale, ma la cultura come oggetto da fagocitare con cui affrontare il mondo e l'esistenza.

Se questa visione la trasferiamo nell'anno 2025, si deve prendere atto che la "massa incolta" sta dominando politicamente le società civili occidentali dove, in nome dell'assolutismo di Dio, stanno pretendendo di governare i paesi costruendo quel disastro economico che sta avanzando velocemente e che produrrà un insieme di conflitti sociali indesiderati.

Cosa teme Freud?

Teme che l'uomo comune, la così detta "massa incolta", venga a sapere "che gli strati superiori della società" non credono più in Dio".".

E che problema c'è? Tutta la società, oggi come oggi, ha allontanato la credenza di Dio dal sistema sociale. Chi crede in Dio, chi vuole imporre alla società i principi morali e comportamentali del suo Dio, i cristiani, si sono organizzati in associazioni a delinquere per impedire ai cittadini di esercitare i loro diritti sociali e reimporre, su chi si è sottratto alle regole morali del loro Dio, i principi del loro Dio con cui stuprare gli uomini. Trump negli Usa, Putin in Russia, Macron in Francia, Starmer in Inghilterra, Orban in Ungheria, Meloni in Italia, ecc.

In sostanza, dice Freud, il cristianesimo e l'ebraismo sono illusioni sperimentate mentre, la società che nega il cristianesimo e l'ebraismo sono illusioni non sperimentate e indifferenti. Alle illusioni del cristianesimo e dell'ebraismo, ogni uscita dal cristianesimo e dall'ebraismo è portata da un'illusione che non minaccia le persone di castighi eterni o di sensi di colpa e, pertanto non sono portatrici di caratteri deliranti. E' un po' triste pensare alla vita come una continua illusione del credere in un qualcosa da anteporre all'esperienza dell'abitare il mondo. Ogni credenza aprioristica è frutto di violenza con la quale si impone al nuovo nato un insieme di idee preconcette alle quali quella persona deve adattare la propria interpretazione della realtà del mondo.

Scrive Freud:

Allora si impone in lui l'idea che la religione è paragonabile a una nevrosi infantile, ed egli è abbastanza ottimista da credere che l'umanità supererà questa fase nevrotica così come, crescendo, molti bambini superano la loro analoga nevrosi. Queste conclusioni ricavate dalla psicologia individuale possono essere insufficienti, il trasporle al genere umano può non essere giustificato, l'ottimismo infondato; Le concedo tutte queste incertezze.

Freud, L'avvenire di un'illusione, Newton editore, 2010, pag. 81

La religione non è una nevrosi infantile; la religione si impone sulla struttura emotiva dell'infanzia e questa imposizione continuerà a persistere per tutta l'esistenza dell'individuo imprigionando le scelte dell'individuo nei modelli che quella religione gli ha imposto.

L'idea che ci sia qualche cosa di naturale e innato nell'imposizione della religione cristiana sull'infanzia, è il tentativo di far passare la religione cristiana come una condizione naturale dell'uomo e non come un'aberrazione inumana che la società impone sul nuovo nato per trasformarlo in un oggetto di possesso. D'altro canto, se Freud avesse sostenuto una simile tesi avrebbe dovuto riconoscere che egli stesso fu stuprato per sottometterlo alla sua fede. Una fede che nega nella forma (Dio non esiste), ma continua a riprodurre usando i modelli di ragionamento propri delle condizioni religiose che ha subito.

E secondo: consideri la diversità del Suo e del mio atteggiamento nei riguardi delle illusioni. Lei deve difendere con tutte le Sue forze l'illusione religiosa; se viene screditata - ed essa è in realtà minacciata abbastanza - allora il Suo mondo crolla e a Lei non resta altro che disperare di tutto, della civiltà e del futuro dell'umanità. Da questa schiavitù io sono, noi siamo liberi. Dal momento che siamo pronti a rinunciare a buona parte dei nostri desideri infantili, possiamo sopportare che alcune delle nostre aspettative si rivelino illusioni.
L'educazione liberata dalla pressione delle dottrine religiose non cambierà forse di molto il valore psicologico dell'uomo, il nostro dio [logos] non è forse così onnipotente, può adempiere solo una piccola parte di quello che i suoi predecessori hanno promesso. Se dovremo riconoscere ciò, lo accetteremo con rassegnazione. Non perderemo per questo interesse al mondo e alla vita, giacché abbiamo in un punto un sicuro sostegno che a Lei manca. Noi crediamo che sia possibile, col lavoro scientifico, apprendere sulla realtà del mondo qualcosa che ci permetterà di accrescere il nostro potere e indirizzare la nostra vita. Se questa credenza è un'illusione, allora siamo nella Sua stessa situazione, ma la scienza ci ha fornito la prova, con numerosi e significativi successi, di non essere un'illusione.

Freud, L'avvenire di un'illusione, Newton editore, 2010, pag. 83

Indubbio, l'atteggiamento è importante, specialmente nelle condizioni di Freud.

Freud sta chiedendo al suo interlocutore una prova non solo dell'esistenza del Dio proprio di ebrei e cristiani, ma sta chiedendo una prova dell'attività del Dio di ebrei e cristiani nella sua azione nel mondo.

Screditare la struttura razionale sulla quale si regge una dottrina religiosa, come l'ebraismo e il cristianesimo, è abbastanza semplice, sia ai tempi in cui Freud scrive "L'avvenire di un'illusione" che al giorno d'oggi.

Più difficile è costringere gli uomini ad usare, nella loro esistenza, categorie diverse da quelle cristiane o ebree. Difficile è riuscire a convincere gli uomini che consegnare i loro figli ai cristiani danneggiano i loro figli e la loro vita. I cristiani continueranno a stuprare i loro figli convincendoli che loro sono "creati ad immagine e somiglianza del loro Dio".

L'educazione non deve essere liberata dalle dottrine religiose, ma deve essere liberata dalle categorie religiose che si impongono sulla struttura emotiva delle persone.

Un esempio valido per tutti. Nel 2026, dopo 78 anni dall'imposizione in Italia della Costituzione della Repubblica, le categorie definite dalla Costituzione non vengono ancora né pensate, né considerate, dai cittadini che continuano ad agire all'interno delle categorie di pensiero imposte dal cristianesimo da 2000 anni a questa parte.

Col lavoro scientifico si modifica la propria conoscenza razionale del mondo e si modifica la realtà nella quale viviamo, ma non modifichiamo la capacità delle religioni ebrea e cristiana di manipolare la struttura emotiva dei bambini imprigionando in essa l'adulto che diventeranno. Ci sono geologi che credono fermamente che il Dio della bibbia ha creato il mondo qualche millennio di anni fa, eppure, nel loro lavoro, usano le teorie delle ere geologiche che smentiscono la creazione come presentata dalla bibbia.

Non si tratta di razionalità. Le loro condizioni appartengono alla loro struttura emotiva e di quelle convinzioni non ne possono fare a meno per le necessità della loro malattia che chiamano "fede". Però, la quotidianità li costringe, per gli attimi che abitano il mondo, ad usare categorie di pensiero diverse.

Scrive, infine, Freud:

In vari campi non si è ancora superata la fase di ricerca in cui si sperimentano ipotesi, che ben presto devono essere rifiutate come insufficienti; ma in altri c'è già un nucleo di conoscenze accertate e quasi immutabili. Si è infine cercato di negare radicalmente valore allo sforzo scientifico, argomentando che esso, legato com'è alle condizioni del nostro organismo, non può fornire se non risultati soggettivi, mentre la vera natura delle cose al di fuori di noi gli resta inaccessibile. Ma in tal modo si saltano alcune cose che per la concezione del lavoro scientifico sono decisive, cioè che il nostro organismo, vale a dire il nostro apparato psichico, è stato sviluppato proprio nello sforzo di esplorare il mondo esterno, dunque deve aver realizzato nella sua struttura un certo grado di congruenza, che è esso stesso una parte costitutiva di quel mondo che dobbiamo investigare, e che esso consente benissimo tale investigazione, che il compito della scienza è del tutto circoscritto, se lo limitiamo all'esame di come il mondo debba apparirci in conseguenza della conformazione del nostro organismo, che i risultati finali della scienza sono condizionati, proprio a causa del modo della loro acquisizione, non soltanto dal nostro organismo, ma anche da ciò che ha agito su questo organismo, e infine che il problema di una conformazione dell'universo senza riferimento al nostro apparato psichico che lo percepisce è una vuota astrazione, senza interesse pratico.

Freud, L'avvenire di un'illusione, Newton editore, 2010, pag. 84

Alla fine della disquisizione, Freud ritiene la scienza come antidoto alla religione. La scienza è "descrizione razionale della realtà", come tale può solo modificare la descrizione che ha l'uomo della realtà in cui vive. Individuare i meccanismi razionali in maniera sempre più profonda in un continuo processo di trasformazione tecnica, tecnologica e scientifica.

Non modifica l'uomo.

L'uomo rimane sempre uguale, manipolato dalla religione ebrea e cristiana e, anche se in qualche occasione agirà con principi non in sintonia con la bibbia e i vangeli, rimarrà sempre colui che crede in Dio, in Mosè, in Gesù cercando continuamente conferme alla sua fede.

"Non devi bestemmiare!" dice il padre al figlio che ha appena detto: "Dio porco!". Subito dopo, lo stesso padre dice: "Sono porci questi italiani, o questi neri, che pretendono i nostri stessi diritti". Quel padre non dà del porco a chi si vanta di aver macellato l'umanità col diluvio universale, ma usa lo stesso epiteto contro altre persone che ritiene debbano sottostare a lui che, nel suo piccolo, rappresenta quel Dio in terra che suo figlio ha chiamato "porco!".

Ciò che ha agito su questo mio organismo ha dato una direzione di trasformazione al mio organismo e non sempre ne ha favorito lo sviluppo. Spesso, questo mio organismo, è stato costretto ad affrontare ostacoli, costretto ad adattarsi a condizioni faticose. Così da centinaia di milioni di anni: che ne è delle farneticazioni sul Dio creatore?

L'illusione cristiana ha un avvenire perché ancora nessuno ha capito che il cristianesimo e l'ebraismo sono scienze, perfezionate in oltre due millenni, per manipolano la struttura emotiva dell'uomo mentre fanno credere agli uomini che solo la ragione, il logos, è a fondamento della realtà in cui viviamo.

In questo modo, mentre l'uomo si affanna a ragionare in termini razionali, il cristianesimo e l'ebraismo manipolano l'uomo fin da quando è nella pancia della madre.

Qual è l'illusione?

E' il delirio di eternità di cristianesimo ed ebraismo, o è il delirio dell'uomo razionale che tenta di opporsi alla dittatura dell'ebraismo e del cristianesimo con i dati della ragione?

Quale futuro ha l'illusione? Quale illusione?

Marghera, 09 aprile 2026

Fine della riflessione su "L'avvenire di un'illusione" di Freud - Riflessioni sul terzo volume della Teoria della Filosofia (Ottava sezione).

Nel terzo volume della Teoria della Filosofia Aperta

Carl Gustav Jung (1875 - 1961)

a) La teorizzazione dell'inconscio da parte di Jung: implicazioni psicoanalitiche e sociali

Sigmund Freud (1856- 1939)

a) Sigmund Freud e la teorizzazione dell'inconscio in Io, Es e Super-io

James Hillman (1926 - 2011)

a) Anima Mundi

 

 

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Ultima modifica ottobre 2025

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