La filosofia metafisica e la psicoanalisi
Seconda parte
Riflessioni su "Totem e Tabù" di Freud

di Claudio Simeoni

Metafisica

Riflessioni su "Totem e tabù" di Sigmund Freud

Freud inizialmente si occupa di isteria e di nevrosi. I casi che tratta sono casi individuali.

Dagli scritti sulla cocaina, a quelli sull'isteria e le nevrosi, Freud tenta di trasferire il metodo psicoanalitico e la psicologia sul piano sociale.

Intuisce che la società ha influenze sull'individuo, ma non sa in che misura l'individuo concorre ad influenzare la società in cui vive.

Fin dai primi lavori sulla cocaina, Freud dimostra una forte propensione a coltivare speranze illusorie di vasto respiro partendo da fatti e condizioni individuali assolutamente parziali.

Questa propensione di Freud nel coltivare illusioni su "guarigioni" possibili quando i pazienti, trattati psicoanaliticamente, manifestano dei miglioramenti nel loro stato psichico è forse uno dei limiti maggiori della psicoanalisi.

Lo stesso vale per il sociale.

Nel 1913 Freud scrive "Totem e tabù". La prima domanda che ci si pone è: in quale condizione storico-culturale Freud scrive "Totem e Tabù"?

Ogni studente di psicologia sociale legge, o almeno presumo, "Totem e tabù", ma sospetto che un numero inferiore di studenti leggano émile Durkheim (1858 - 1917) padre della sociologia che inventò "l'evoluzionismo sociale religioso" che, partendo dalle società animistiche, collocate alle "origini dell'umanità", portavano, attraverso il totemismo, lo spiritismo, al politeismo e alla "religione superiore" identificata col monoteismo.

A quei tempi, la bibbia era considerata un libro storico e come tale era studiata e trattata.

"Totem e Tabù" è il primo libro in cui Freud tenta di identificare nella società, nelle società antiche, la radice dei disturbi psicologici. Scritto nel 1913 è tutt'ora letto e discusso nella formazione della cultura psicoanalitica e in ambito psicologico.

Morton Deutsch (1920 - 2017) è stato uno psicologo sociale. Un psicoanalista statunitense che ha lavorato attorno alla risoluzione dei conflitti sociali diventando il fondatore di teorie sulla soluzione dei conflitti. Col medico Krauss R. M. scrive "La psicologia sociale contemporanea.

Nel loro liro, Deutsch M. e Krauss R. M. scrivono:

In Totem und Tabu, Freud sostenne che i sistemi di tabù e il totemismo osservati nelle società primitive derivano dal conflitto tra padre e figli per la conquista della madre, un conflitto che nella storia primordiale dell'uomo si risolse con l'unione dei figli gelosi che uccisero e mangiarono il padre. Questo "peccato originale" portò al rimorso, al sorgere di tabù come misure difensive contro i sentimenti incestuosi proibiti, e al totemismo come un mezzo per rafforzare l'identificazione dei figli col padre. Freud sostenne che il complesso edipico dell'uomo deriva da questo primitivo parricidio e che le fobie verso gli animali nei bambini sono una ricorrenza infantile del totemismo (la rivalità col padre per l'amore materno porta il bambino a dislocare la paura e l'odio su un animale). Queste idee presuppongono un'eredità lamarckiana delle caratteristiche richieste dall'esperienza, ipotesi che non ha trovato una conferma scientifica.

Deutsch M. e Krauss R. M., La psicologia sociale contemporanea, Il Mulino editore, 1972, pag. 208

Attribuire una manipolazione educazionale subita dall'infanzia nella società attuale agli antichi o ai "primitivi", come allora venivano chiamate le popolazioni non cristiane che i cristiani definivano anche "selvaggi", è un atto arbitrario. Significa considerare l'uomo creato ad immagine e somiglianza del Dio di Freud e, in queste condizioni, generatore dell'uguaglianza dei conflitti al di là della cultura. Significa ignorare lo sviluppo parallelo che tali culture hanno avuto rispetto alla società ebraico-cristiana vissuta da Freud.

Gli archetipi dell'educazione ebraico e cristiana fa dei conflitti il mezzo con cui dominare l'altro. Dice il Dio dei cristiani: "tuo marito ti dominerà" (Genesi, 3). L'altro è la donna, un familiare, figli e figlie, una categozria, una razza, una struttura sociale, ecc.

I sentimenti incestuosi, proibiti, implicano l'esistenza di una società che controlla le persone mediante l'imposizione di una morale sessuale dove la sessualità è centrale per fissare il dominio sull'altra persona o rivendicare il diritto di ribellione sul dominio subito che ha il sigillo nell'appropriazione sessuale dell'altro.

Scrive Freud in "totem e tabù":

Penso di non essere lontano dalla verità se presumo che i miei lettori non sappiano ancora, dopo tutte queste notizie, farsi un'idea precisa del tabù, né siano in grado di configurarselo nella propria mente. Tutto ciò è senza dubbio dovuto alle poche informazioni che io ho fornito su questo argomento ed al fatto che non ho esaminato con sufficiente accuratezza i rapporti che intercorrono tra il tabù e la superstizione, la fede nell'esistenza dell'anima e la religione. Sono tuttavia dell'opinione che una descrizione più completa di tutto ciò che oggi conosciamo intorno al tabù avrebbe ancor più confuso le idee; e, d'altra parte, non posso in aggiunta non convenire che l'oggetto della nostra ricerca è tutt'altro che chiaro. Si tratta, in definitiva, di un complesso di restrizioni alle quali vengono sottoposti questi popoli primitivi. Questa o quella cosa è proibita; essi non ne conoscono le ragioni e non se ne chiedono mai il perché. Si sottomettono al divieto come ad un fatto naturale, sicuri che una qualunque violazione comporterebbe una punizione severa. Esistono notizie credibili, dalle quali apprendiamo che perfino una trasgressione inconsapevole ha dato luogo alla automatica punizione del colpevole. (Ad esempio, l'inosservante che abbia innocentemente mangiato le carni di un animale proibito cade in una depressione profonda, aspetta la morte, ed alla fine muore davvero.) Di solito i divieti si riferiscono ai cibi ed alla libertà di alcuni impulsi, di alcuni rapporti; se in certi casi, poi, essi appaiono in una veste di razionalità ed impongono delle astensioni e delle rinunce, in altri risultano completamente inspiegabili, per il fatto che riguardano dettagli insignificanti e sembrano essere di natura puramente cerimoniale. Quest'insieme di prescrizioni sembra fondarsi su una teoria in base alla quale la loro necessità è data dal fatto che certe persone e certi oggetti posseggono una forza pericolosa che si comunica attraverso il contatto come un contagio. Si pone attenzione anche alla quantità di queste forze: i tabù ne possiedono in grado diverso, ed il pericolo varia in relazione alla pericolosità delle cariche. Fatto ancora più curioso è però che il trasgressore assuma egli stesso il carattere di cosa proibita e prenda quasi sulla sua persona la carica pericolosa. Questa forza è peculiare di tutte quelle persone in qualche modo "speciali", come i re, i sacerdoti, i neonati; è, ancora, peculiare di tutte le circostanze straordinarie della vita, di quelle fisiche che riguardano la mestruazione, la pubertà, la nascita, di tutto ciò che è lugubre, come la malattia e la morte, ed a queste associato per la possibilità di infezione o contagio. Si considera Tabù tutto quello che è veicolo o fonte di questo misterioso attributo, sia le persone che i luoghi, gli oggetti e le circostanze occasionali. Così, è tabù anche la prescrizione che da questa proprietà procede. E' tabù, infine, nel senso vero della parola, tutto ciò che allo stesso tempo può ritenersi sacro, al di sopra del normale, ed anche pericoloso, impuro, misterioso e sinistro. In questa parola e nel sistema che essa denota si manifesta un aspetto della vita psichica lontanissimo dalla nostra comprensione, al punto che si potrebbe essere portati a ritenere impossibile intenderla senza ricadere in quella fede negli spiriti e nei demoni che è propria dei popoli di cultura inferiore. Ma per quale ragione siamo attirati dall'enigma del tabù? Rispondo che sono dell'opinione che ogni problema psicologico sia degno d essere risolto; ma vi sono altre ragioni. Noi intuiamo che il tabù dei selvaggi polinesiani non è, come sembra a prima vista, molto lontano da noi, anzi potrebbe esistere una qualche relazione tra le motivazioni etiche alle quali obbediamo e (almeno per gli elementi essenziali) questo tabu primitivo, infine, la spiegazione del tabù potrebbe offrirci qualche chiarimento intorno alle origini oscure del nostro "imperativo categorico".

Freud Sigmond, "Totem e tabù" in "Opere 1886 - 1905", Newton editore, 1992, pag. 564-565

Il discorso, i lettori con un po' di cultura, lo hanno capito benissimo. Sia nella sua essenza che nell'origine.

Il problema fondamentale non è ciò che credono coloro che Freud indica come "primitivi" o come "selvaggi", ma quanto di quella credenza è loro propria e quanto di quella credenza è stata imposta da quelli come Freud che, in soldoni, chiamiamo "missionari cristiani".

Quando un antropologo va alla ricerca della credenza delle "tribù primitive", da almeno trecento anni i missionari cristiani ne hanno manipolato le credenze per predisporli alla conversione al cristianesimo.

Dice Freud: "Si tratta, in definitiva, di un complesso di restrizioni alle quali vengono sottoposti questi popoli primitivi. Questa o quella cosa è proibita; essi non ne conoscono le ragioni e non se ne chiedono mai il perché."

La frase appare buffa e ridicola detta da un ebreo (o da un cristiano, è lo stesso).

Proviamo a cercare l'origine del tabù come la storia dell'educazione lo ha imposto, perpetuandolo di generazione in generazione al punto tale che lo stesso Freud, avendolo subito, non è in grado di distinguerne l'origine da una propria condizione mentale che ritiene naturale.

Scrive la bibbia ebrea e cristiana

Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avìla, dove c'è l'oro e l'oro di quella terra è fine; qui c'è anche la resina odorosa e la pietra d'onice. Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d'Etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate.
Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti".

Bibbia, ebrea e cristiana, Genesi 2, 8-17

Il tabù è quello che il Dio ebreo e cristiano impone all'uomo che ha creato.

Questo tabù, riproposto di generazione in generazione, è il padre di tutti i tabù. Tutti i divieti che padri e madri hanno imposto ai loro figli per duemila anni hanno avuto in questo tabù la loro legittimazione. I figli non conoscevano le ragioni dei tabù imposti dai loro genitori, ma la minaccia verbale e la mimica corporea e facciale dei genitori nei confronti del bambino diceva "se violerai il divieto, certamente morirai".

Che i missionari cristiani abbiano interpretato come tabù le cose che le varie popolazioni non facevano è indubbio. Sulle azioni o sulle pratiche che altri non facevano per le loro ragioni, i missionari imponevano delle ragioni di superstizione o di tabù. Hanno ripetuto questo concetto milioni di volte finché, probabilmente, anche quelle popolazioni hanno finito per chiamare tabù le protezioni che si sono dati nei confronti dell'ambiente.

Un conto è la violazione delle protezione che le popolazioni si sono date nei confronti dell'ambiente e un altro conto sono i tabù imposti dai cristiani, come quelli di natura sessuale.

Ad esempio, cosa comporta la violazione del tabù imposto dal Dio degli ebrei all'uomo che quel Dio, malvagio, ha "creato" pretendendo di mantenerlo nell'inconsapevolezza della realtà in cui avrebbe dovuto vivere?

Curioso che il ruolo di Prometeo, in alcuni aspetti del mito greco, nella bibbia ebrea e cristiana è assunto dal serpente e dalla donna.

Scrive la bibbia:

Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male". Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Genesi 3, 4-7

Violare il tabù di Dio significava morire all'ignoranza e all'inconsapevolezza e rinascere nella consapevolezza. In quel momento si accorsero di essere privi di conoscenza e di cultura: nudi.

Agirono immediatamente. E subito il loro Dio disse: "Chi vi ha fatto sapere che siete ignoranti [nudi] davanti alla realtà?".

Mangiare il frutto proibito, violando il tabù imposto, li ha fatti rinasce e il Dio creatore ha paura dell'uomo. Il Dio ebreo e cristiano vive nel terrore e deve punire l'uomo e la donna perché non c'è spazio che per un Dio solo; il Dio padrone.

Il Dio è talmente terrorizzato da maledire tutti:

Allora il Signore Dio disse al serpente: "Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno".
Alla donna disse: "Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli tuttavia ti sentirai attratta con ardore verso tuo marito, ed egli dominerà su di te". All'uomo disse: "Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l'erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!".

Bibbia ebrea e cristiana, Genesi 3, 14-19

Questo tipo di maledizione, in conseguenza alla violazione del tabù, era ben conosciuta da Freud che fa finta di non vederla nella "sua" civiltà, ma vuole attribuirla ai "selvaggi" per poterla trasformare in una condizione normale dell'esistenza umana.

Fra l'altro, scrive Freud:

Questi re dei popoli selvaggi possiedono una potenza ed una capacità di dispensare benefici che si riconoscono solo agli dèi, e ai quali, in una più avanzata fase di civilizzazione, solo i più servili ed ipocriti cortigiani fingeranno ancora di credere.

Freud Sigmond, "Totem e tabù" in "Opere 1886 - 1905", Newton editore, 1992, pag. 578-579

Infatti, questo Dio ha la capacità di dispensare doni e maledizioni che terrorizzano i cristiani e gli ebrei, ma che, una volta usciti dall'orrore ebreo e cristiano, solo i più servili ed ipocriti fra i politici fingono ancora di credere.

Cosa comporta la violazione del tabù imposto dal Dio di ebrei e cristiani?

Il padrone Dio disse allora: "Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!". Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. Scacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita.

Bibbia ebrea e cristiana, Genesi 3, 22-24

Violando il tabù l'uomo è diventato come il Dio creatore di ebrei e cristiani. Quel Dio impone la sofferenza all'uomo affinché, soffrendo, non coltivi la consapevolezza di essere un Dio e di poter cogliere dall'albero della vita per diventare eterno.

L'idea del tabù è un'idea che ossessiona Freud nato e cresciuto in un ambiente fra l'ebraico e il cristiano. Per esorcizzare quest'idea, educazionalmente imposta, deve farla diventare "naturale". Tutti i popoli primitivi devono vivere questa condizione. A tutti i popoli primitivi devono essere imposti dei tabù.

Ci sono sempre stati delle cose da non fare. Il vivere assieme o il vivere nella natura ha dei limiti limiti che la natura pone all'uomo e l'uomo pone all'altro uomo, ma solo con la nascita dell'ideologia del possesso dell'uomo sull'uomo i limiti diventano doveri imposti dal più forte sul più debole.

L'ebraismo, come il cristianesimo, impongono rinunce alle persone. Tabù del cibo, tabù del sesso, prescrizioni con minacce come le malattie veneree o cibi che non si sa bene come trattare o conservare.

Quei tabù continui secondo cui "E' la volontà di Dio" impedisce all'uomo e alla donna di, per esempio, avere rapporti sessuali come e quando desiderano e vengono puniti da Dio con la sifilide, con lo scolo o con altre malattie veneree.

E' tutto l'universo ebraico cristiano che viene proiettato su tutti i popoli chiamati "primitivi" e che gli psicoanalisti si erano rifiutati di vedere nel mondo che li circondava per non "offendere" il cristianesimo e l'ebraismo e proiettare l'ideologia cristiana ed ebraica su popoli che disprezzavano nella loro educazione di superiorità razziale.

E' il grande peccato della psicoanalisi: non ha affrontato il macellaio di Sodoma e Gomorra e gli effetti della sua ideologia; non ha affrontato il pederasta in croce e gli effetti della sua ideologia sugli uomini. Ha preferito guardare lontano, alle società fragili sottoposte alla violenza coloniale dei missionari cristiani. Non si era ancora spento l'eco delle guerre dell'oppio, che gli inglesi avevano scatenato contro la Cina, per riempire i cinesi di oppio e diffamare i cinesi come drogati.

Suonano quasi ridicole parole come:

"In questa parola e nel sistema che essa denota si manifesta un aspetto della vita psichica lontanissimo dalla nostra comprensione, al punto che si potrebbe essere portati a ritenere impossibile intenderla senza ricadere in quella fede negli spiriti e nei demoni che è propria dei popoli di cultura inferiore."

Freud Sigmond, "Totem e tabù" in "Opere 1886 - 1905", Newton editore, 1992, pag. 565

La superiorità dell'imbecille che si identifica con il Dio padrone cristiano.

Un mondo occidentale popolato da possessioni diaboliche che violenta i bambini per renderli paurosi davanti alla "volontà di Dio" con una violenza piena di stupri pederastici, trova "lontano dalla comprensione" di "credenze" di altre popolazioni, che tratta come "primitive", fingendo di non vedere come tutte quelle credenze siano state imposte dalla ferocia cristiana che ha violentato le loro idee sul mondo e sulla loro realtà.

Anche quando Freud parla del "tabù dei morti", non sta parlando di un tabù nei confronti dei morti, ma di un terrore che alle persone viene imposto attraverso l'uso dei morti che è lo stesso terrore imposto dall'ebraismo e dal cristianesimo alle persone.

Scrive Freud:

Nel tabù dei morti, la proiezione sui demoni dell'ostilità inconscia costituisce il singolo esempio di tutta una serie di processi che determinano la struttura della vita psichica primitiva. Nel nostro caso la proiezione serve alla soluzione di un conflitto affettivo; in parecchie situazioni psichiche che conducono alla nevrosi essa adempie alla stessa funzione. Ma la proiezione non è stata creata per la difesa; essa viene attuata anche dove non sussistono conflitti. La proiezione all'esterno di percezioni interiori è un meccanismo primitivo cui, ad esempio, sono sottoposte anche le nostre percezioni sensoriali; nella rappresentazione del nostro mondo esteriore questo meccanismo svolge dunque normalmente una parte assai rilevante. Anche le percezioni interiori di processi emozionali ed ideativi come appunto accade per quelle sensoriali, in condizioni ancora non ben chiarite, vengono proiettate all'esterno, e quindi utilizzate per raffigurare il mondo esterno, mentre sarebbero dovute rimanere parte di quello interiore.

Freud Sigmond, "Totem e tabù" in "Opere 1886 - 1905", Newton editore, 1992, pag. 591

L'attribuzione ai demoni di un'ostilità che il mondo avrebbe nei confronti degli uomini, se l'è inventata Agostino d'Ippona e imposta dal cristianesimo attraverso la violenza. Hanno violentato il concetto greco del "daimon", fatto da Platone, degli Esseri Umani, il loro aspetto divino.

Il concetto agostiniano entra nella vita psichica delle persone mediante la violenza sull'infanzia e interviene in tutti i conflitti interiori. Anche l'elaborazione interiore delle percezioni vengono manipolate mediante i meccanismi educazionalmente imposti dove la paura del demonio e l'intervento del demonio nella realtà oggettiva è proprio del cristianesimo e dell'ebraismo con tutto il suo corollario di maledizioni e di superstizioni.

Dall'imposizione della paura del demonio all'imposizione della paura dei morti che, avendo legami affettivi con i viventi, mantengono legami psichici che si esprimono nelle sensazioni, nei sogni e negli incubi come fossero altrettanti demoni che abitano un mondo di paura imposto dai cristiani agli uomini.

Per concludere questa breve riflessione su "Totem e tabù" di Freud, va detto che Freud si rifiuta di affrontare la realtà psichica del mondo in cui viveva. Preferisce esorcizzarla e attribuirla a popolazioni che chiama "primitive" per soddisfare il suo disprezzo nei loro confronti e trasformare in "naturale" ciò che è proprio dell'educazione che ha subito.

E' il peccato della psicoanalisi: il psicoanalista proietta su un mondo lontano la responsabilità dei meccanismi che creano problemi al fine di non intervenire sui meccanismi, ma solo sulle persone che hanno problemi per addomesticarle e sottometterle ai problemi che stanno vivendo.

25 gennaio 2026

Fine della riflessione su "Totem e tabù" di Freud - Riflessioni sul terzo volume della Teoria della Filosofia (Ottava sezione).

Nel terzo volume della Teoria della Filosofia Aperta

Carl Gustav Jung (1875 - 1961)

a) La teorizzazione dell'inconscio da parte di Jung: implicazioni psicoanalitiche e sociali

Sigmund Freud (1856- 1939)

a) Sigmund Freud e la teorizzazione dell'inconscio in Io, Es e Super-io

James Hillman (1926 - 2011)

a) Anima Mundi

 

 

Metafisica

 

 

Il cammino della metafisica

vai indice del sito

 

 

Sito di Claudio Simeoni

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

 

Ultima modifica ottobre 2025

Questo sito non usa cookie. Questo sito non traccia i visitatori. Questo sito non chiede dati personali. Questo sito non tratta denaro. Questo sito non usa l'intelligenza artificiale.