Un ettaro di terra in via Ca' Gamba per i rituali
della Federazione Pagana durante equinozi e solstizi
Un bosco sacro per onorare gli dei della natura
Articolo
apparso sui quotidiani, La Nuova di Venezia, Il Mattino di Padova e La Tribuna
di Treviso, il 15 ottobre 2009
Un ettaro di terra in
via Ca' Gamba per i rituali
della Federazione
Pagana durante equinozi e solstizi
Un bosco sacro per
onorare gli dei della natura
JESOLO. Non sono maghi o streghe, ma credono negli dei. Tutti gli
dei della natura che celebrano con precisi rituali, solitamente coincidenti con
equinozi e solstizi. La Federazione Pagana ha una sede riconosciuta a Jesolo Lido (e un sito internet nazionale), addirittura un
«bosco sacro» presso la settima trasversale di via Ca' Gamba dove abita Franco Santin, cittadino jesolano, il
quale ha messo a disposizione della federazione un intero ettaro di bosco
nell'immediato entroterra del lido.
Il presidente della federazione, Claudio Simeoni, di Mestre, ha
più volte celebrato i rituali nel bosco sacro (nella foto), accendendo fuochi e
pregando gli dei. Persona di cultura, moderato e riflessivo, Simeoni ha
spiegato che la venerazione degli dei precede nei secoli quella in un solo dio.
Ha raccontano le persecuzioni nei confronti dei pagani, spiegando che gli dei
sono molto legati alla natura che ci circonda.
Alcuni anni fa la storia del bosco sacro era stata diffusa
pubblicamente dalla stessa Federazione, stanca dei sussurri, le mezze voci e i
pettegolezzi sulla presenza a Jesolo di maghi e
streghe. Nulla da nascondere, tutto alla luce del sole, o della luna. Avevano
accettato anche di essere intervistati e fotografati direttamente nel bosco
sacro, popolato di galline ed esteso in mezzo a tanto verde.
Passeggiando nella radura avevamo scoperto che questi pagani erano
persone assolutamente normali. Professionisti, impiegati, operai, tutti con le
loro famiglie al seguito, bambini compresi intenti a giocare come se nulla
fosse. Non adoravano o pregavano un unico dio, ma tanti dei della natura.
E la Federazione aveva fatto solo una richiesta: poter pregare e
celebrare i propri rituali in pace rispettando le altre religioni per essere a
loro volta rispettati. Poi erano scomparsi, apparentemente nel nulla, tanto che
oggi del bosco sacro non parla più nessuno. (g. ca.)
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