L'idea di creazione del libro dell'Anticristo come continuità

dell'idea di creazione sumera ed egiziana

L'idea di creazione della Religione Pagana

Capitolo Quinto

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L'idea di creazione, dalle Antiche Religioni all'idea della Religione Pagana manifestata dalla Federazione Pagana

Attualità dell'idea di creazione nell'attuale Religione Pagana.

Le idee degli antichi e l'inganno di Platone e dei cristiani.

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Capitolo Quinto

L'idea di creazione del libro dell'Anticristo come continuità dell'idea di creazione sumera ed egiziana

A differenza delle religioni monoteiste, nel Libro dell'Anticristo" i soggetti nascono in sé sia perché Gaia è materia-energia che compone tutto l'universo. Energia Vitale attraversata da Eros, Fanete, che la spinge a diventare consapevole ogni volta che incontra la situazione favorevole, sia perché il "dio" nel proprio vivere modifica continuamente il proprio presente (si attribuisce il termine dio all'essere consapevole in quanto la sua consapevolezza è manifestata dalle sue azioni in risposta al suo "fanete" che lo spinge ad agire nei "tempi" e nella "qualità" del suo esser venuto in essere, è l'agire che lo qualifica come un "dio" ed è l'azione che permette allo spettatore di individuare la volontà del suo agire) come ricerca continua di adattamento soggettivo alle variabili oggettive che incontra. Fanes, Eros, l'Intento, non è esterno alla materia-energia che sorge nell'universo dopo la morte della Coscienza Universale, è il veggente che nella sua descrizione separa l'uno dall'altro per poter parlare. Proprio perché Fanete, Eros, l'Intento, è la qualità intrinseca della materia-energia che proprio per questo viene definita Energia Vitale intesa come colei che ha la capacità di generare la Coscienza. Questa materia-energia è lo stesso oggetto sia che si presenti nel mondo dello spazio, sia che si presenti nel mondo del tempo. Nel mondo dello spazio si presenta come materia-energia che si espande occupando lo spazio; nel mondo del tempo si presenta come Fanete, Eros, Intento, che trasmette la necessità d'agisce e di modificare ogni presente. Quando nasce una Coscienza, questa si qualifica per la sua volontà che dirige il suo movimento e le sue trasformazioni in relazione ai suoi adattamenti soggettivi alle variabili oggettive che incontra.

Nel Libro dell'Anticristo la creazione del presente è antitetica alla creazione della bibbia in quanto non ammette l'esistenza di una volontà esterna alla materia-energia dell'universo in cui viviamo. Davanti al veggente non esiste una volontà creatrice, come quella prospettata dalla bibbia o dai Neoplatonici in quanto, se ci fosse, lascerebbe una traccia nel mondo del tempo e non esiste nessuna traccia nel mondo del tempo di una volontà esterna all'universo in grado di agire sul "destino" o sul venir in essere dell'universo (io ho visto che non c'è, se qualcuno ritiene che ci sia è pregato di dimostrarla o di dimostrarne l'inevitabilità della sua esistenza). Per questo motivo la creazione ex-nihilo proposta dalla bibbia ed elaborata come concetto dai vari "pensatori" cristiani è da annoverare fra i desideri psichici di patologie sofferenti anziché fra le interpretazioni dei veggenti.

Il poema Sumerico sulla Costruzione della Zappa, coincide con la visione del Libro dell'Anticristo. Quando dice:

Il Signore, deciso a produrre ciò che era utile,
Il Signore le cui decisioni sono immutabili,
Enlil, che fa germogliare dalla terra la semente del "paese".
Pensò di separare il Cielo dalla Terra,
Pensò di separare la Terra dal Cielo.

Il soggetto di cui parliamo è "il signore", Enlil. Enlil, venuto in essere, spinto da Fanete, agisce e modifica il proprio presente. Nel modificare il proprio presente da il via ad una serie di condizioni in cui altre vite, altre coscienze, vengano in essere. Le Coscienze che vengono in essere per le attività di Enlil affermano che "Enlil, come loro, ha pensato di....". Enlil ha solo vissuto come sta vivendo il Sole che col "suo" sorgere e tramontare scandisce tempi e ritmi della Natura (anche questa è da discutere nella relazione fra Terra e Sole, ma per ora va bene così). In ogni pianeta dell'universo ogni volta che un cielo si separa dalla terra, ogni volta che la semenza germoglia, un Enlil ha agito per costruire le proprie migliori condizioni d'esistenza.

Lo stesso è nel poema di Gilgamesh. Ci si rivolge ad un tempo in cui alcune cose sono avvenute. Si inizia da un mutamento di un presente che le necessità, proprie di forze dell'universo, hanno messo in essere:

Quando il cielo fu allontanato dalla Terra.
Quando la Terra fu separata dal Cielo
Quando il nome dell'Uomo fu fissato
Quando An ebbe "tirato" il Cielo
Quando Enlil ebbe "tirato" la Terra...

(Gilgamesh, Enkidu e gl'Inferi; dedotta da S. N. Kramer)

Le Cosmogonie egiziane, che ho citato, non solo riaffermano la visione dei veggenti sumeri, ma aggiungono , rispetto alla visione del Libro dell'Anticristo, il concetto di coscienza che emerge dall'energia vitale inconsapevole. Il Nun egiziano altro non è che l'Energia Vitale o la greca Gaia che fluttua nello spazio. Il Nun è materia-energia dalla quale prendono vita le coscienze. Lo stesso faraone (nel brano che ho riportato da Eliopoli) che supera la morte del corpo fisico afferma:

(Il faraone defunto) è stato messo al mondo nel Nun,
quando il cielo ancora non era,
quando la terra ancora non era,
quando niente esisteva che fosse stabilito,
quando neppure esisteva il disordine,
quando non esisteva ancora questo terrore che doveva
nascere per l'occhio di Horo.

E' dal Nun che emerge ogni Coscienza perché il Nun è materia-energia portatrice di Intento. Questo modo di leggere il venir in essere della coscienza è possibile soltanto quando nella società non vi è la necessità di costruire una gerarchia sociale o di legittimare una condizione sociale. In questo caso il faraone, morto il corpo fisico, si presentava agli Dèi come un Dio fra Dèi che, emersi dal Nun, avevano usato la loro volontà per dirigere le scelte modificando il presente in funzione delle necessità.

In tutte le cosmogonie mediterranee troviamo il soggetto che agisce: Enlil nei sumeri; Ptah e Atum in alcune cosmogonie egiziane; Zeus per gli Orfici e per la Teogonia Esiodea. In tutte le cosmogonie l'azione del dio dà il via ad una sequenza di mutamento del presente e proprio perché il presente è ciò che è, gli Esseri nel presente si volgono al passato per individuare la sequenza dei mutamenti che hanno permesso loro di venire in essere e individuano, chi in un inizio, chi in un altro, le trasformazioni messe in atto da un Dio primordiale nel suo presente. Questo modo di pensare la creazione è un modo di pensare all'interno del Libro dell'Anticristo in quanto, ogni volta che un soggetto sceglie non dà semplicemente il via ad una serie di sequenze di trasformazioni conseguenti, sia per sé stesso che per l'oggettività nella quale agisce, ma soprattutto scarta una serie di possibilità o di sequenze. La scelta non è semplicemente: scegliere una cosa. Ma è NON scegliere un numero ben maggiore di cose. Scartare delle possibilità. Noi possiamo mettere l'accento sulle possibilità che ha aperto una scelta, ma possiamo mettere l'accento sulle possibilità che quella scelta ha negato. In fondo è la stessa questione che sollevano gli Orfici e la Teogonia di Esiodo quando Zeus fagocita Metis: l'intelligenza progettuale. La creazione di Zeus, a differenza dell'azione creatrice di modificazione del loro presente di altri Dèi, sta proprio nel postare la propria attenzione sulle NON scelte. Su che cosa non va scelto o su che cosa le scelte devono scartare. Dunque, Zeus, alla volontà che porta le Coscienze a venir in essere, somma l'intelligenza, il nous, la capacità di scelta in funzione di un Intento soggettivo. Zeus consente il rapimento di Proserpina da parte di Ade. La piccola Demetra entra nell'Ade che diventa, da quel momento, un "ventre fecondo" che consente la germinazione delle coscienze dell'Essere Natura. Il sequestro di Proserpina diventa un atto della creazione di Zeus come modificazione del proprio presente in funzione di un futuro possibile che ne esclude altri.

Anche nella creazione di Tebe d'Egitto Eros è il primo soggetto che emerge: tutti gli Dèi erano ancora potenzialità in Nun. Era necessario spezzare le membra per liberare gli Dèi racchiusi. Ed è questa l'attività di Ammone di Tebe. Eros, l'Intento, è il grande Starnazzatore:

Egli starnazzò, essendo il Grande Starnazzatore, nel luogo dov'era, solo:
egli cominciò a parlare in mezzo al silenzio;
aprì tutti gli occhi e fecero che vedessero,
egli cominciò a gridare, mentre la terra era inerte.
Il suo urlo si diffuse, quando non c'erano altri che lui.
Mise al mondo ciò che esiste e fece che vivesse,
fece che tutti gli uomini conoscessero una strada per camminare:

Il venir in essere delle consapevolezze tracciò il cammino, le condizioni, in cui il libero arbitrio di ogni Essere poté esercitarsi. Chi fece la prima scelta determinò le condizioni entro le quali altre coscienze vennero in essere che scelsero all'interno di quelle condizioni determinando, a loro volta, altre condizioni. Questo modo di procedere è proprio del Libro dell'Anticristo. Le condizioni oggettive determinano i modi e la qualità del venir in essere delle coscienze le quali esercitano il loro libero arbitrio, dilatandosi e modificandosi, all'interno di quelle condizioni. Le condizioni successive non possono mai prescindere dalle condizioni da cui le coscienze sono emerse. Così, ad esempio, nella Teogonia di Esiodo, dall'Energia Vitale, Gaia, e l'Intento, l'Eros, che agisce in essa, emerge Urano Stellato. Urano Stellato sono i pianeti, le stelle e le galassie del firmamento, ma la loro coscienza viene in essere mediante l'emozione. Urano Stellato, nel mondo del tempo, è emozione. Nulla può nascere senza emozione. Anche quando il mondo del tempo, Cronos, determina le sue condizioni evirando Urano, non può far a meno di accogliere a fondamento della vita che nascerà dalle condizioni imposte mediante le sue scelte, Afrodite e le Erinni che nascono dal pene e dal sangue di Urano Stellato.

Così nella creazione di Tebe Ammone, il Grande Starnazzatore:

Facendo la vulva e creando il fallo
Egli inaugurò l'accoppiamento con le giovani donne
Si comportò da maschio
Con ciò che aveva preso nel pugno quando ancora non
Esisteva la vulva,
Lui che apparve come Ra fuori dal Nun e mise al mondo
Ciò che è e ciò che non è
Padre dei padri, madre delle madri,
toro di queste quattro giovani Dee.

Il maschile che modifica un presente costruendo le condizioni per la germinazione di coscienze.

Nel Vangelo dell'Anticristo è scritto:

Il nuovo Universo era solo agli inizi delle trasformazioni e la sua fucina solo allora cominciava a forgiare Coscienze.

E' la stessa visione del veggente che vide la nascita di Ammone, Ptah, Enlil, Apsu e Tiamat, che iniziano il loro cammino di Dèi trasformando il loro presente e costruendo condizioni affinché altre coscienze, altri Dèi, germinino.

Come veggenti umani possiamo tranquillamente mettere in "bocca" alla prima galassia diventata consapevole di sé dopo la nascita di questo universo (o alla nostra galassia, se preferite) le parole di Atum nel libro "Libro del conoscere la forma di Ra e dell'abbattere Apofi" del testo delle piramidi 486:

"(Atum) il Signore universale dice dopo che è venuto in esistenza: "Sono io che mi manifesto come Khepri: quando mi sono manifestato, i manifestanti si sono manifestati e si è manifestato ogni manifestante dopo la mia manifestazione. Sono numerose le manifestazioni che sono uscite dalla mia bocca.
Fino allora, non era esistito il cielo, non era esistita la terra, non erano ancora stati creati qui i vermi e i serpenti.
Io mi levai tra loro nel Nun in stato di inerzia, e non trovai un posto dove stare dritto. Fui intelligente nel mio cuore, feci progetti di previsione. Creai ogni esistenza essendo solo, quando ancora non avevo espettorato come Sciu, quando ancora non avevo sputato come Tefnut, quando ancora non era venuto al mondo un altro che potesse agire con me.
Io posi le fondamenta (del creato) col mio solo cuore.
Apparvero molte manifestazioni di manifestazioni come manifestazioni dei figli e dei loro figli.
Sono io che ho generato (masturbandomi) con il mio pugno, che ho fecondato con la mia mano.
Ho sputato con il mio proprio orifizio, ho espettorato come Sciu e ho sputato come Tefnut.
Fu mio padre il Nun che li allevò, il mio Occhio li seguì per una eternità.
Essi provennero da me, dopo che ero apparso come dio unico, poi fummo tre Dèi, con me, dopo che mi ero manifestato in questo paese. Erano in gioia Sciu e Tefnut nel Nun, quando erano dentro di lui, e si facevano seguire dal mio Occhio.
Dopo che ebbi unito il mio corpo, ci piansi sopra, e gli uomini vennero in esistenza dalle lacrime uscite dal mio Occhio.
L'Occhio (del Sole) si addirò contro di me quando venne e trovò che ne avevo messo un altro al suo posto, in sostituzione come Occhio del Sole.
Allora ne elevai la posizione sul mio volto, ed esso (come ureò) ebbe signoria sull'intero paese (...)".

E' un canto d'orgoglio per essere venuto in Essere. Per essere riuscito a sviluppare la propria coscienza e aver consentito la nascita di altre coscienze manifestando Eros, l'Intento, e modificando il mio presente. E' come l'uomo che ha messo impegno nel raggiungere la meta prefissata. Si è allenato, si è organizzato, qualche volta ha serrato i pugni per la fatica, ma una volta raggiunto l'obbiettivo o un obbiettivo, una volta che il risultato si è manifestato, allora esulta: "Ce l'ho fatta! Sono un eroe che ha superato le difficoltà!".

Questa esultanza è perfettamente assonante con il Libro dell'Anticristo in cui proprio la trasformazione della morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso, qualunque sia il corpo fisico, dalla Galassia al Virus della terra, non è altro che il grido di esultanza di quella coscienza che, manifestata da quel corpo fisico, ha saputo affrontare con impegno e con passione la propria esistenza.

Questo inno delle piramidi mette in luce questo aspetto della creazione come venir in essere dell'universo e della vita.

Fine quinta parte: La creazione nel Libro dell'Anticristo, la creazione Sumera e la creazione Egiziana;

Il discorso sulla creazione comprende sei capitoli:

1) La creazione ebrea e cristiana e i suoi effetti nella vita dell'uomo;

2) Il significato delle creazioni Sumere ed Egiziane. Dalla maturità degli antichi all'infantilismo ebreo e cristiano;

3) La creazione nei Veda e la creazione egiziana: i sensi come Dèi;

4) La creazione nell'Inno al Purusa alle cosmogonie greche e la creazione del Libro dell'Anticristo;

5) La creazione nel Libro dell'Anticristo, come continuità alle creazioni Sumera ed Egiziana;

6) La creazione nel Libro dell'Anticristo e la creazione nei Veda: dalla creazione alla morte;

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 - Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Marghera, 18 novembre 2013

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

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L'idea della creazione nella Religione Pagana

L'idea del venir in essere del mondo è un'idea antichissima. Platone, gli ebrei e i cristiani hanno trasformato il modo di pensare l'inizio del mondo e della vita come un'idea di legittimazione del loro potere e della loro necessità di dominare il mondo. A noi, come Federazione Pagana, interessa riportare l'idea al significato religioso originale commentando le trasformazioni che questa idea ha avuto nel corso del tempo.