EQUINOZIO D'AUTUNNO








IL PROSSIMO RITO DELL'EQUINOZIO D'AUTUNNO SI TERRA' sabato 23 SETTEMBRE 2017 alle ore 18.00

Presso il Bosco Sacro in Jesolo - Venezia Via Ca' Gamba settima traversa 3B!

Il rito si svolse sabato 24 SETTEMBRE 2016 alle ore 18.00 presso il Bosco Sacro a Jesolo, Venezia

Il rito dell'Equinozio d'Autunno, si svolgerà con tutte le modalità dei riti precedenti. Ora sono 14 anni che celebriamo con i riti l'Equinozio d'Autunno presso il Bosco Sacro in Jesolo. Celebriamo i mondi del Silenzio in cui agiamo. Fatti dei filmati sul rito, non serve farne degli altri in quanto il Rito si compie sempre seguendo il medesimo schema.

Del rito dell’Equinozio d’Autunno presso

il Bosco Sacro in Via Ca’ Gamba settima traversa 3/B a Jesolo – Ve Sabato 22 settembre 2007

E’ stato realizzato un filmato specifico del passaggio fra i fuochi caricato sul Canale Video

della Stregoneria Pagana

http://it.youtube.com/stregoneriapagana

e raggiungibile direttamente:

http://it.youtube.com/watch?v=2kEZezEuEJk

 

Tutti i riti dell'Equinozio d'Autunno, dal 2003 all'ultimo annunciato, si sono tenuti il sabato più prossimo al 21 settembre di ogni anno.

Sotto, la breve descrizione del rito del 2006 e quindi le sequenze fotografiche degli anni precedenti



IL SENSO DEL RITO DELL'EQUINOZIO D'AUTUNNO



Sia gli equinozi che i solstizi seguiranno, nelle celebrazioni, i passaggi della vita nei vari stadi. Il rito dell'equinozio d'autunno segnerà L'USCITA DAL SILENZIO: ANGERONA! In realtà il rito di Angerona andrebbe fatto in Dicembre, ma ritengo opportuno sia spostare il rito dal passaggio dal buio (dicembre) alla luce facendolo diventare dal buio (settembre) alla luce i mesi scuri sia per questioni di opportunità nell'esecuzione del rito in quanto penso che stare fermi all'aperto per quindici-trenta minuti sia più facile farlo in settembre (se non piove) che in dicembre. Non mi sono sbagliato nello scrivere. Chi segue le trasmissioni di Stregoneria o ha letto le pagine sui siti sa che luce e buio sono aspetti soggettivi. Ciò che è luce per la nostra ragione è buio per la nostra intuizione e la nostra magia. Ciò che è luce per la nostra magia è bui per la nostra ragione.

Pertanto, entrare nei mondi bui della nostra ragione significa entrare nei mondi luminosi della nostra intuizione e magia. Il rito può scegliere l'aspetto che vuole mettere in rilievo.

Questo rito sarà preceduto dai suoni e dal movimento in cerchio attorno al fuoco per richiamare al rito le potenze del mondo dopo di che i partecipanti entreranno nel mondo del silenzio entrando in contemplazione in relazione al fuoco.

Spiegherò ai partecipanti la tecnica della Contemplazione Pagana come fermare il dialogo interno, come usare gli occhi o le orecchie, cosa mettere a fuoco e dove concentrare l'attenzione in modo di entrare in sintonia col fuoco e con i partecipanti al rito.

La Contemplazione Pagana è un modo di entrare in sintonia con il mondo, raccogliere energia per alimentare la propria intuizione sia per entrare nei mondi del sognare sia per far affluire la propria intuizione alla ragione.

Il Rito può essere eseguito anche personalmente a casa contemplando anche altri oggetti al fine sia di raccogliere le proprie energie, sia per modificare sé stessi, sia per ascoltare e correnti vegetative e fare quello che gli Indù chiamano il "risveglio della Kundalini". Però non mettetevi in testa che si tratti di una trasformazione, le cose variano giorno dopo giorno nel nostro quotidiano vivere per sfida. E' nel vivere quotidiano che noi riversiamo noi stessi; le pratiche della Contemplazione ci permettono di riversare un NOI STESSI migliore e più efficiente, ma non ci risolvono i problemi che dobbiamo affrontare sempre con passione e determinazione.

La contemplazione è l'attività collaterale che ci permette di entrare in sintonia personale con gli Dei del mondo dopo averli individuati nelle nostre azioni e necessità.


ESTRATTO DAL DIBATTITO SULLA CONTEMPLAZIONE, dal ciclo IL CROGIOLO DELLO STREGONE

Prendiamo ad esempio un falò!

Contemplare un falò!

Ci si siede ad una certa distanza dal fuoco in modo che il fumo non disturbi la concentrazione, ci si rilassa e si sceglie il senso attraverso il quale effettuare la Contemplazione.

Dal momento che si tratta di un fuoco possiamo eliminare immediatamente i sensi del tatto, del gusto e dell'olfatto. Questi sensi li usiamo per altri tipi di contemplazioni.

Possiamo scegliere la vista o l'udito.

Se scegliamo la vista è necessario sfuocare gli occhi. Se scegliamo l'udito non è necessario alterarlo. Ascoltare la voce del fuoco non rientra nell'uso comune della ragione; guardare il fuoco rientra nell'uso comune della ragione.

Se si decide di contemplare con l'udito è necessario chiudere gli occhi in modo che la vista non influenzi quanto si ode.

Ora parliamo solo dell'uso della vista.

Sfuocare gli occhi si può fare in tre modi. Incrociare gli occhi sdoppiando il falò e mettere a fuoco la propria attenzione in mezzo ai due falò: questa pratica è la più semplice. Si può focalizzare la vista su un punto intermedio fra il veggente e il falò in cui non c'è niente mantenendo l'attenzione sul fuoco (è una pratica abbastanza difficile puntare la vista su un punto che non ha nulla da vedere). Il terzo modo è tirare indietro lo sguardo facendo pressione al centro della fronte.

L'importante è che l'attenzione rimanga sul falò mentre le immagini che noi abbiamo siano diverse da quelle usuali.

A questo punto si fa il vuoto nella mente; si blocca il dialogo interno.

L'unica cosa che per noi esiste è il falò che lo guardiamo in maniera diversa dal solito, ma senza usare parole per descrivere quanto vediamo.

Per controllare lo sforzo è necessario giocare sulla respirazione. Ritmarla o più veloce o più lentamente al fine di aiutarci a mantenere al silenzio il dialogo interno.

In questo caso si avrà un doppio uso dell'attenzione, da un lato attraverso gli occhi sarà concentrata sul fuoco, attraverso i nostri sforzi interni sarà concentrata sul nostro respiro.

Con un po' d'esercizio la nostra attenzione dovrebbe armonizzarsi fra attenzione sul fuoco, attenzione dentro di noi e l'attenzione del fuoco su di noi.

Se si mantiene questo stato per un certo tempo si esce dalla dimensione della ragione e si ha una percezione diversa della realtà.

Si entra in uno stato psichico attraverso il quale si può entrare in mondi diversi (o mondi silenziosi).

Dal momento che noi non possiamo usare la ragione per descrivere quello che succede, dal momento che la ragione ignora quanto sta succedendo anche se tenta di introdurci uno stato d'ansia, l'unica cosa reale sono le variazioni dello stato emozionale che subiamo. Tolta l'attività della ragione che tenta di incuterci paura (cosa che dovremmo già aver superato con i dibattiti) le nostre emozioni sono quelle che ci possono descrivere quello che percepiamo.

Le nostre emozioni entrano in sintonia con le voci degli DEI nella figura degli oggetti del mondo che assistono alla nostra uscita dalla ragione e nella figura di coloro che abbiamo chiamato mentre con i suoni manifestavamo il nostro Intento.

Non vi preoccupate per gli spiriti neri perché l'energia dispersa da un cacciatore di conoscenza, da una persona che usa la propria volontà per uscire dalla ragione, li tiene lontani. Loro si avvicinano quando l'uscita dalla ragione della persona è casuale o accidentale.

Il percepire qualche cosa, in ogni caso, non è importante.

E' importante che noi attraverso la Contemplazione si predisponga il nostro corpo e la nostra ragione a non temere l'arrivo dell'intuizione. In pratica, prepariamo la ragione ad aprirsi a situazioni diverse, a cose delle quali ella non ha parole per descrivere.

Si tratta di entrare nei mondi silenziosi.

Questa pratica, con le sue variazioni, può essere usata sia per ascoltare le correnti vegetative e allora si punta l'attenzione su quanto avviene dentro di noi.

Si usa anche per il sognare cercando di mettere l'attenzione su un'immagine richiamata alla mente delle mani che si vuole trovare nel sogno.

Tutto questo non fa altro che predisporre noi stessi ad accogliere l'intuizione e quanto di diverso dal mondo emerge: noi ci apriamo all'universo! Il nostro VIVERE PER SFIDA selezionerà quando dall'universo giunge a noi perché noi daremmo una direzione alla necessità del nostro intuire che selezionerà l'intuizione attraverso la nostra volontà sovrapposta alla nostra necessità.

La Contemplazione è un mezzo che serve per forgiare noi stessi.

La si può usare quotidianamente per una trasformazione sistematica della nostra capacità di percepire il mondo.

Forzare noi stessi nell'attività di Contemplazione permette una maggiore elasticità mentale nella vita quotidiana.

Contemplare è l'opposto di pregare. Mentre pregare rattrappisce l'individuo su sé stesso, il Contemplare lo dilata: insegnate ai vostri figli a contemplare e saranno maggiormente attrezzati per comprendere il mondo che ci circonda e per agire in sintonia con esso.



Se notate, lo schema organizzativo del rito si compone di tre parti:1) Il rito ufficiale; 2) I riti individuali; 3) Il gioco col fuoco;Tutte e tre questi aspetti hanno il loro significato e la loro funzione.

1)Il rito ufficiale

Ha il compito di fissare gli intenti per i quali il rito viene fatto. Gli intenti collettivi nella costruzione del Paganesimo Politeista al fine di indurre gli DEI ad affiancare quei progetti o ad inserirsi (gli DEI ci hanno sussurrato e noi rispondiamo con la nostra voce). Il rito ufficiale ha la funzione di costruire il minimo comune denominatore della collettività ed è organizzato in modo tale che chiunque lo può prendere e riprodurre in altri contesti dati i medesimi intenti.

2) I riti individuali

Sono la relazione intima di ogni persona con gli DEI o con i particolari DEI o la forma particolare di DEI che lei pratica, ama, desidera. Essendo espressione dell'intimo soggettivo NON è riproducibile da altri. C'è chi è chiassoso e chi è riservato, c'è chi usa degli oggetti per esprimere la propria attenzione e chi non fa assolutamente nulla ecc. Questa espressione rituale appartiene alla persona e viene espressa nel rito negli spazi ad essa riservata. Spazi che occupano tre momenti: il cerchio di apertura, il cerchio di chiusura e dopo il rito ufficiale.

3)Il gioco col fuoco

E' un aspetto solo apparentemente ludico, in realtà rappresenta il momento in cui le persone che hanno partecipato al rito rilassano la tensione del rito. Ed è in quella fase che avviene l'amalgamarsi delle tesioni soggettive con le tensioni soggettive degli DEI. In quel momento l'individuo è aperto al divino. Ad un divino che percepisce soggettivamente e che soggettivamente elabora per sé stesso.

Ecco lo schema definitivo del rito dell'Equinozio d'Autunno.

ORGANIZZAZIONE TECNICA DEL RITO DELL'EQUINOZIO D'AUTUNNO

1) predisposizione della catasta di legna;

2) predisposizione della legna di riserva (non molta);

3) Si posizionano le sedie per la Contemplazione, esterne al cerchio fatto dai partecipanti;

4) Il rito inizia con l'evocazione nei quattro canti del mondo e l'accensione delle torce. Una persona accende la torcia (Prometeo, colui che da la luce); una persona la porta e la colloca (TUTTI gli DEI portatori di fiaccola); una terza persona recita l'invocazione (TUTTI gli DEI messaggeri del mondo);

5) Accensione del fuoco (il metodo con cui avverrà l'accensione dipende dalle circostanze);

6) Inizia il cerchio attorno al fuoco e la musica ad opera di tutti i partecipanti (durante il cerchio l'espressione delle persone e il loro rapportarsi è personale, come la loro musica, i loro nastri, i loro colori e il loro modo di chiamare gli DEI);

7) Vengono gettati nel fuoco sale e zucchero (la ricchezza e gli opposti che costruiscono l'unicità dell'offerente);

8) Quando il fuoco si abbassa, la musica cessa e i partecipanti si siedono sulle sedie e contemplano il fuoco;

9) La durata della Contemplazione è di circa 1/2 ora, non di più;

10) Inizia il cerchio finale di ringraziamento alle potenze che hanno partecipato al rito (durante il cerchio l'espressione delle persone è personale, come la loro musica, i loro nastri, il loro modo di dire grazie!);

IL RITO UFFICIALE E COLLETTIVO TERMINA GETTANDO CIO' CHE RESTA DEL SALE E DELLO ZUCCHERO NEL FUOCO (se già non è stato fatto).

11) il fuoco viene alimentato con un po' di legna e i partecipanti possono officiare i loro singoli riti col fuoco: salto del fuoco; bruciatura di quanto vogliono sbarazzarsi; messaggi di richieste e, se qualcuno vuole, divisione del fuoco per il passaggio di purificazione;

12) il Concilio è sciolto quando i partecipanti decidono di scioglierlo!

N.B. Chi dirige il rito decide l'Inizio ufficiale e la fine ufficiale; il concilio dei partecipanti decide quando smettere!


Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo




IL RITO DEL 2004

IL RITO DEL 2003






Torna ai riti





HOME PAGE