9) 1600 - PAOLO V°, LA REAZIONE INTEGRALISTA DELLA CHIESA CATTOLICA - I FILOSOFI DEL SECOLO: TOMMASO CAMPANELLA, FRANCESCO BACONE, RENE' DESCARTES detto CARTESIO, JOHN LOCKE, LEIBNIZ GOTTFRIED WILHELM von, SPINOZA BENEDICTUS!
STORIA DELLA STREGONERIA DALL'800 AL 1800
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In questa trasmissione tratteremo un fatto del XVII secolo, quello che inizia nel 1601. La controriforma ha avuto effetti devastanti sul divenire degli Esseri Umani, i quali hanno reagito sviluppando nuove interpretazioni della realtà, in base a risposte al bisogno di libertà. I tribunali cominciano a modificare le pene per Stregoneria, modificano le pene per atti contrari alla religione proprio mentre i libertini e gli illuministi cominciano a diffondere il proprio pensiero come espressione di libertà.
Le reazioni della chiesa cattolica non si fanno attendere e uno degli elementi centrali sui quali si costruisce la reazione cattolica è lattività di Paolo V, papa dal 1605 al 1621.
Nato a Roma il 17 settembre 1552 da una famiglia originaria di Siena, studiò diritto a Perugia e a Bologna. Iniziò lattività di avvocato fino a quando non pensò di intraprendere la carriera ecclesiastica. Diplomatico pontificio in Spagna dove apprese larte dellinquisitore che esercitava attivamente a Roma quando fu nominato vicario e inquisitore
Fu incoronato papa il 17 maggio del 1605 e pochi giorni dopo la sua incoronazione condannò a morte Piccinardi da Cremona autore di un libretto contro Clemente VIII, in cui criticava le sue atrocità paragonandole a quelle dellimperatore Tiberio, anche se lopera non era stata data alle stampe. Di questassassinio, come di quello di ogni singola altra persona, Wojtyla è responsabile in prima persona per la continuità dottrinale.
Si impegnò a fondo per compattare la struttura ecclesiastica, imponendo lobbligo di residenza anche ai cardinali e il rispetto assoluto della clausura per quegli ordini religiosi che la contemplavano.
Per lui la gerarchia religiosa cattolica doveva essere unarma con la quale annientare ogni respiro di libertà.
Elevò ad ordine religioso varie organizzazioni al solo scopo di occupare militarmente nazioni e distruggere comunità religiose avverse al cristianesimo.
Proviamo a vederne alcune e la loro attività:
--- lordine delloratorio di s. Filippo Neri
Aveva lo scopo di controllare lo sviluppo intellettuale dei giovani, impedendo loro di pensare di uscire dalle condizioni di miseria in cui viveva chi socialmente era debole e allontanare chi apparteneva a classi sociali più ricche dallinfluenza dellilluminismo e del libertinismo. Aveva lo scopo di diffondere il cattolicesimo là dove era stato allontanato e in questa direzione ebbe unenorme influenza sullo sviluppo del cattolicesimo in Inghilterra. Proprio la sua struttura liberistica (non imponeva obblighi particolari agli aderenti e ognuno se ne poteva andare quando voleva) lo rendeva unarma perfetta per entrare là dove gli illuministi stavano costruendo il principio libertà. Con che mezzi ideologici agivano? Leggevano sermoni e li commentavano in forma popolare alternandoli a canti, esecuzione di musica sacra, escursioni ai santuari e negli ospedali. Il loro scopo dichiarato era quello di diffondere la cultura della storia ecclesiastica e la letteratura religiosa che tratta della vita dei santi (agiografia). Il loro scopo era quello di meglio accostare le anime alla fede.
---Teatini
Ebbero privilegi a compenso della loro attività distruttiva nei confronti del divenire umano. I teatini furono tra i protagonisti del concilio di Trento. Il fine della loro congregazione era quello di riformare il clero e il popolo cristiano. Furono unarma del papato durante la controriforma. Durante il concilio di Trento, il teatino Thomas Goldwel, vescovo di s. Asaph, fu incaricato di esaminare le questioni inglesi; altri teatini si occuparono della riforma del breviario; altri della revisione della vulgata (bibbia in latino); altri del martirologio romano; altri manipolarono o sistemarono la bibbia dei settanta. Uno strumento di revisione ideologica il cui scopo era quello di bloccare il divenire della libertà negli Esseri Umani.
---Barnabiti
Ebbero privilegi per la loro attività il cui scopo era quello di riaccendere fede e zelo allinterno del clero e del popolo. Lordine, nato nella chiesa di s. Barnaba a Milano, ebbe lapprovazione di Clemente VII che ne appagò anche il desiderio di non aspirare mai a cariche pubbliche. Accusati di troppo zelo furono sottoposti a due processi inquisitori dai quali uscirono puliti e premiati. Furono riorganizzati da Carlo Borromeo e la loro attività fu molto assidua sia nel campo sociale che in quello scientifico. Lordine fu soppresso dalla rivoluzione francese e in Italia da Napoleone ma ritornò subito dopo per fornire strumenti allimposizione cattolica.
---Camilliani
Detti anche ministri degli infermi o crociferi, dalla croce che portano addosso. I loro voti sono quelli di assistere gli infermi, anche quelli contagiosi. Il loro scopo è quello di dare anime a dio, impedire che qualcuno muoia senza essere nella grazia di dio, non di curare. In questattività perdono molti membri, specie nelle pestilenze del 1591 e del 1630. Si diffondono in tutto il mondo come cappellani e infermieri; sanatori e lebbrosari diventano un formidabile strumento di ricatto religioso nei vari sistemi sociali.
---Cappuccini
Questo ordine dei frati minori cappuccini, sorto agli inizi del XVI secolo promuoveva un più rigido ritorno alla regola di s. Francesco, accettando una regola di abnegazione e di apostolato senza limiti. Questa congregazione francescana ebbe una serie di vantaggi ed è ancor oggi viva per alimentare il fine della chiesa cattolica. Nel movimento che prese avvio da s. Francesco vi furono delle fazioni che predicavano la povertà ai ricchi, e queste vennero sterminate dalla chiesa cattolica, e vi furono delle fazioni che predicavano la povertà ai poveri. Questultime erano molto care alla gerarchia cattolica, in quanto la relazione che loro intrattenevano con i poveri consentiva di mantenere i poveri supplici e bisognosi. Questo era il ruolo militare dei cappuccini.
Come si può notare dallinsieme degli ordini promossi o premiati, la chiesa cattolica usa queste congregazioni come dei veri e propri battaglioni dassalto per impedire ai bisogni umani di esprimersi e soddisfarsi. Così cè chi mantiene, alimentandola, la miseria, cè chi impedisce allammalato di bestemmiare e compattare se stesso, costringendolo a morire supplicando il dio assassino, cè chi impedisce lo sviluppo del pensiero di libertà, cè chi costringe i giovani ad inginocchiarsi e a sottomettersi allorrore cattolico.
Paolo V comprende questo proprio partendo dalle esigenze di avvocato e di inquisitore e favorisce lo sviluppo di questi ordini.
Paolo V va oltre. Comprende come lo scontro si svolga oltre il territorio dellEuropa e come sia necessaria la distruzione delle relazioni fra gli Esseri Umani e il circostante in tutti quei paesi in cui i navigatori europei stanno commerciando. Egli dà un grande impulso alle missioni in Africa, Asia e America Latina dove si scontrerà con i missionari protestanti. Soprattutto prende avvio la sua opera di distruzione della Cina, quellopera che avrà come scopo la diffusione delloppio in Cina e che vedrà i missionari coinvolti in tre guerre per costringere i cinesi a diventare un grande mercato di consumo doppio. Paolo V permette ai gesuiti di usare, per la liturgia, la lingua cinese, caso unico per quel tempo. Qualunque cosa pur di sottomettere gli Esseri Umani.
Non tutte le cose gli andavano per il meglio. I tempi stavano cambiando, la percezione degli Esseri Umani si era liberata della parte più violenta della coercizione cattolica e lo scontro che il papa sostenne con Venezia dimostra la distruzione del controllo militare della chiesa cattolica sugli Esseri Umani.
Lo scontro prese lavvio dalla proibizione da parte della repubblica di Venezia di costruire nuovi monasteri sul suo territorio e dalla sua opposizione allestradizione di due preti che si erano macchiati di delitti comuni perché fossero giudicati a Roma. In altre parole, lo scontro prese lavvio perché uno stato antepose se stesso e il proprio diritto a quello della chiesa cattolica.
Paolo V non trovò di meglio che colpire la repubblica di Venezia con linterdetto. Lo scontro si concluse nel ridicolo. A nessuno interessava più dellinterdizione papale. A Venezia si continuò a celebrare messa e lo scontro si spostò sul piano intellettuale fra Bellarmino (doveva diventare papa al posto di Paolo V) e Paolo Sarpi. Teatini, cappuccini e gesuiti combatterono la guerra contro la repubblica di Venezia. Lo scontro di ricompose con la mediazione del cardinale François de Joyeux e di Enrico IV. Paolo V ne uscì sconfitto ma fece buon viso a cattiva sorte emanando una istruzione sui compiti dei vari nunzi contro chiunque deviasse dalle direttive della chiesa apostolica-romana.
Allo scoppio della guerra dei trentanni che, ammantata da un aspetto religioso, era in realtà una guerra politica, Paolo V si impegnò a sborsare 625.000 fiorini in due anni e mezzo. Dopo la vittoria alla Montagna Bianca che avrebbe garantito il dominio del partito cattolico per almeno dieci anni, vi furono inni di ringraziamento solenni il 3 dicembre di quellanno.
Questo dimostra quali siano gli intenti religiosi dei papi romani.
Per Paolo V cè da aggiungere unaltra cosa: la condanna della teoria copernicana.
La scienza, il popolo, leducazione, la filosofia e gli stati ormai sfuggivano di mano al controllo militare del vaticano e questi tentava di trattenerli con le armi che conosceva: la violenza e il terrore.
La condanna della teoria copernicana fatta dai teologi del santuffizio il 24 febbraio 1616 sta a dimostrare lincapacità degli Esseri Umani di guardare le cose e chiamarle col loro nome. Non è la condanna di una teoria, è la condanna di ogni essere umano che si rifiuta di accettare acriticamente quanto la chiesa cattolica impone. È la condanna di chiunque non si sottomette, esattamente come fu per Venezia, come fu per Piccinardi.
Paolo V sta ad incarnare lultima resistenza dellorrore allavanzare del bisogno di libertà negli Esseri Umani. Una specie di spartiacque fra la fine dellorrore come padrone degli Esseri Umani e il suo arretramento davanti al bisogno di libertà. Un arretramento lento e doloroso per gli Esseri Umani che camminano per distendere le ali e alzarsi in volo nellimmenso, ma un arretramento che lascia spazio al respiro nei grandi spazi.
Lorrore si espanderà territorialmente, ma lorrore comincia anche ad arretrare. La sua fine imporrà lagonia a milioni di Esseri Umani. Ogni agonia diminuirà la forza dellorrore.
Gli Stregoni vivevano tutto questo alimentando libertà negli Esseri Umani, rendendoli consapevoli che il nemico era davanti a loro, nascondeva sé stesso nelle chiese e nei conventi, nascondeva sé stesso dietro lorrore del pietismo, nascondeva sé stesso negli orfanotrofi e nelle strutture coercitive sociali. Un po alla volta, mutamento dopo mutamento, libertà avrebbe fatto sentire il suo soffio nei bisogni degli Esseri Umani.
I filosofi di questo secolo:
Tommaso Campanella
Affrontare e riformare lesistente. Lesistente è orrore da mutare. Questo in sintesi è limperativo cui Tommaso campanella obbedisce. La realtà che egli conosce è orribile, eppure anche luscita da quella realtà egli la dipinge ipotizzando un altro orrore, che però ha il vantaggio di ipotizzare un nuovo divenire umano.
Campanella è uno dei maggiori rappresentanti della filosofia naturale. Uno di quei personaggi che percepisce il circostante come cosciente ed operante, come vivo, ma nello stesso tempo il suo condizionamento educazionale gli impone la strutturazione del circostante stesso. La vita non è libera di esprimersi ma deve essere disciplinata, organizzata.
In compenso egli percepisce il valore magico e occulto dellesistente, la sua capacità di interagire sul divenire umano, a differenza di Galilei che intende scoprirne le leggi e attraverso quelle scoperte determinare il divenire umano.
Campanella è pervaso da uno spirito messianico, da una grande forza riformatrice che attraverso la magia agisce e impone alle cose un corso e un diverso divenire. Inoltre supera i concetti telesiani per cui la conoscenza non è pura e semplice passività, ma partecipazione attiva del soggetto. La religione per Campanella è impulso della creatura per giungere al creatore. In questo intuisce i principi pagani, ma li mescola con i principi cristiani. Cè un continuo ricorso storico che, anziché negare il dio creatore e riconoscere come il presente, attraverso le proprie determinazioni, formi la coscienza universale, si preferisce affermare che il divenire del presente giunge al creatore.
Tutto lessere è permeato dalle primalità che ne costituiscono gli aspetti necessari e inscindibili, sia perché ne garantiscono la conoscenza dei fini, sia perché rendono possibile la loro realizzazione attraverso potenza, sapienza e amore.
I problemi di Campanella sono dovuti al tentativo di conciliare limmanentismo del naturalismo con il trascendentismo cattolico.
Campanella è un momento di costruzione della coscienza dellindividuo della divinità che è in lui e che lo circonda. La via è aperta. Ma a che cosa porta? Questo, Campanella e nessun altro lo vogliono dire, nessuno di loro lo può dire.
Campanella si fece 27 anni di carcere e per non finire sul rogo si finse pazzo. Uscito dal carcere e protetto dal papa Umberto VIII fuggì a Parigi quando si accorse che lo stavano per riarrestare e curò le sue opere protetto da Richelieu.
Gran parte dei movimenti chiamati comunisti del XIX e XX secolo nella sostanza si riferiscono più al cattolicesimo di sinistra di campanella (aggiungendovi la Repubblica di Platone e lUtopia di Tommaso Moro) che a Carlo Marx.
Bacone Francesco 1561-1626
Francesco Bacone è il caso di un nobile che tratta filosofia e che per questo motivo può cambiare anche le regole del gioco, senza che nulla gli venga di male per il suo pensiero, salvo essere scoperto con la solita mazzetta che nobili e ricchi spesso non disdegnano per i propri servizi.
Perché è importante Francesco Bacone? Perché è uno di quei filosofi capaci, sia per pensiero che per estrazione sociale, di cambiare le regole del gioco.
Egli introduce una logica sperimentale e induttiva nellanalisi dei fatti, in contrapposizione ad una logica aprioristica e deduttiva. Cosa significa questo? Significa che lidea si forma dallanalisi dei fenomeni che formano il fatto, in contrapposizione allidea aristotelica in cui le idee si formano nella mente e i fatti confermano le idee. Sia secondo Aristotele che secondo la filosofia cattolica, le idee sono oggetti indipendenti dalloggettività. Al contrario Bacone afferma che le idee sono indotte dai fatti e che solo lanalisi dei fenomeni può portare alla formazione delle idee.
Sia Aristotele che i cattolici piegano i fatti alle loro idee. Secondo loro era il demonio che, entrando negli Esseri Umani, ne provoca il malessere. Rifiutavano la ricerca di cause in quanto questo avrebbe messo in dubbio lidea dellazione malefica del demonio che essi volevano contrabbandare per vera.
I cattolici definivano la realtà per pura fantasia. Così quando i flagellanti che si flagellavano per trentatré giorni e mezzo non ottenevano la fine delle pestilenze (come la loro idea a priori imponeva), certamente gli ebrei avevano avvelenato i pozzi. Lidea a priori doveva essere confermata a qualunque costo.
Con la formulazione baconiana, questa paccottiglia tende a sparire, anche se sarà dura a morire.
Il percorso della formazione della conoscenza descritto da Bacone consiste nel partire dalle sensazioni e dai fatti particolari e da lì prendere la via per quelli generali e complessi. Pertanto Bacone scopre uno dei principi fondamentali del paganesimo: non si trionfa sulla natura se non obbedendole. In altre parole libertà e ossequio a necessità, dove necessità sono le determinazioni espresse dal divenuto dellessere.
Attraverso la sperimentazione, lessere umano si fa interprete della natura.
Proprio con queste preposizioni, Bacone sgancia lanalisi scientifica dalle idee apriori che ne condizionano lo sviluppo. Egli aggancia lo sviluppo del pensiero scientifico alla ragione sganciandolo dalla teologia. Eppure nel 1633 Galileo verrà processato.
Quanto sarà lunga la strada per liberare gli Esseri Umani dallorrore cattolico!
Bacone rappresenta un momento importante, non solo per il suo pensiero, ma perché tale pensiero è formulato da qualcuno che occupava cariche elevate allinterno del comando sociale e poteva trasferire il proprio pensiero in leggi e decreti modificando le relazioni allinterno degli Esseri Umani.
René Descartes detto Cartesio 1596-1650
Nascosto in Olanda per ventanni per sottrarsi al terrore della chiesa cattolica finì i suoi giorni a Stoccolma, ad insegnare filosofia alla regina Cristina di Svezia.
Come abbiamo visto per Bacone, la filosofia sta entrando in maniera prepotente nellesercizio del comando sociale, non più come sottoprodotto della teologia, ma come arte a sé.
Descartes è essenzialmente un matematico che vuole tradurre tutto in equazioni matematiche, affinché tutto sia chiaro e distinto.Per Cartesio tutto potrebbe essere unillusione, anche la matematica e la geometria, come il suo stesso essere. Partendo da questo, Descartes tende a formulare il concetto di ragione nei termini moderni: la ragione è quanto possiamo descrivere, misurare, elencare e numerare. Al di fuori della descrizione, della numerazione, della misura e dellelencazione esiste soltanto lillusorio.
Partendo da questo assunto Descartes formula il concetto: cogito ergo sum. In altre parole, solo nel momento in cui elenco, misuro, determino e descrivo, io sono, altrimenti io non sono.
Descartes divide le idee in tre gruppi: le idee innate, cioè quelle proprie dellessere; le idee avventizie, cioè quelle formatesi attraverso lesperienza; le idee fittizie, cioè le pure fantasie.
Ebbene, questo matematico si arrende davanti al proprio condizionamento educazionale. Si arrende davanti allidea di dio e anziché collocarla fra le pure fantasie la considera idea innata in quanto elemento di perfezione totale, dellonniscienza e onnipresenza e pertanto, dice, il soggetto non può averla creata da sé. Egli afferma che dio, in quanto essere buono e veritiero, non può ingannare il pensante; peccato che lidea stessa di dio fosse frutto del puro terrore, spacciato come necessario.
Ebbene, la ragione si arrende davanti al terrore. Anziché verificare dio, la sua esistenza e le sue intenzioni, la ragione accetta di buon grado di sottomettersi. Questa non è solo una lacuna, è la logica conseguenza della struttura filosofica articolata sui concetti matematici. Quando lidea non è rappresentazione matematica è necessariamente dio. In altre parole, se non è matematica, è distruzione del divenire. I limiti della ragione sono evidenti ogni volta che lindividuo, superati i limiti della ragione, incontra fenomeni diversi degli oggetti o oggetti che non vengono descritti dalla ragione.
I limiti della filosofia matematica sono dati dalla follia dellindividuo che distrugge il proprio divenire nellidea della perfezione di dio.
Se Descartes introduce nuovi metodi di analisi filosofica dallaltra parte introduce nuovi metodi per distruggere il divenire della filosofia.
In questo periodo la magia deve confrontarsi con la ragione matematica. La magia sarà sconfitta, il divino del circostante sarà annichilito dalle preposizioni matematiche, ma la distruzione della magia ad opera della scienza come prodotto della ragione sarà essenzialmente la distruzione dellorrore della perfezione del dio onnipotente. In questo anche Descartes ha il suo merito.
Locke John 1632-1704
Siamo in presenza di un filosofo inglese che vive le vicende del suo tempo al più alto livello del comando sociale. Egli vive in particolar modo la vicenda che vede contrapposti gli Stuart cattolici contro Guglielmo Dorange. Dal momento che questultimo vince anche se non soddisfa nel suo operato le idee di Locke porta questi ad avere uninfluenza notevole nello sviluppo del pensiero e nella direzione che il suo pensiero imporrà alla costruzione e alla trasformazione dellInghilterra.
Ricordiamo che mentre i paesi anglosassoni sono figli della riforma protestante, quelli mediterranei sono figli della controriforma e dellinquisizione. Pertanto, anche le strutture sociali, nella formazione del loro divenire, obbediscono a criteri e a momenti in trasformazione diversi.
Al di la delle varie vicende, anche molto interessanti, della vita di Locke e importante il suo pensiero.
Egli sviluppa il suo pensiero partendo da Descartes e come Descartes ammette limportanza dellimpostazione matematica che permette chiarezza espositiva. Considera fondamentale lanalisi delle idee che reputa più importante del chiedersi la forma della realtà in sé.
Polemizza contro i neoplatonici e il loro innatismo di Cambrige partendo dallaffermazione che non esistono idee innate nella mente (gli archetipi che i neoplatonici attribuiscono a Socrate). Locke afferma che lintelletto umano, prima dellesperienza è una tabula rasa anche se questo non significa che non abbia attitudini, capacità e potenzialità. Tutte le conoscenze derivano dallesperienza e dalla capacità soggettiva di elaborarle. Esistono idee e sensazioni semplici ed elaborazioni complesse di tali sensazioni che costruiscono idee complesse. Esistono delle qualità primarie mentre altre sono modificazioni del soggetto. Le idee sono un prodotto legato alla nostra mente.
Da qui appare evidente come esista una trasformazione soggettiva che diversifica il divenire del soggetto. Ogni soggetto è diverso da un altro per potenzialità soggettive ed è diverso per la diversità degli stimoli ricevuti. Dunque, la diversità sta sia nella qualità che nella quantità degli stimoli sia nella capacita soggettiva di elaborarli.
Locke introduce il discorso di divenire soggettivo attraverso la relazione fra soggettività ed oggettività. Incontra la formazione del Potere di Essere del soggetto, attraverso la formazione delle idee, attraverso la stimolazione sensoria. Egli incontra il circostante che stimola il divenire del soggetto.
Questa stimolazione, di cui Locke è più o meno cosciente tanto da ritirarsi negli ultimi quattordici anni dalla vita pubblica, porta Locke a sostituire allidea del governo come diritto divino, di cui la chiesa cattolica si era sempre dichiarata emanazione e attraverso questo incoronava re e imperatori con una sovranità fondata sul consenso dei sudditi, allidea di governo come emanazione sociale. Locke è un precursore della moderna democrazia. Egli muove dai principi di Hobbes ma, a differenza di questi, egli ritiene che i cittadini trasferiscono solo una parte delle deleghe, non lintera delega e ritiene che quando lo stato supera quei limiti è diritto di ogni cittadino abbatterlo.
Dunque, non emanazione del dio assoluto, ma strumento per formare il divenire degli Esseri Umani. Da qui corregge alcune storture nelleducazione dei giovani nel suo tempo.
Infine, in Locke emerge lidea di un cristianesimo più razionale, quel cristianesimo primitivo ancora immune dalle incrostazioni dogmatiche ed esente dalle colpe della mattanza sociale di cui il cristianesimo, al suo tempo, è diventato responsabile.
Concludendo, si può scorgere in Locke un filosofo che, con tutte le sue contraddizioni, cerca di ampliare le libertà del divenire umano, ne aumenta i margini di libertà, individua la costruzione dellEssere Umano nelle relazioni con il suo circostante.
Con Locke si apre una pagina nuova nella filosofia. Un cammino di libertà del pensiero umano che si arricchisce filosofo dopo filosofo. Quel grande cammino che porterà non tanto alla tolleranza religiosa ma al riconoscimento della necessita della fondazione di libertà nel divenire umano liberandolo dalle costrizioni religiose. Non a caso, contro il concetto di tabula rasa di Locke, si schiererà Leibniz che tenterà in tutti i modi di ricostruire le lacerazioni allinterno del cristianesimo.
Leibniz Gottfried Wilhelm von 1646-1716
Leibniz è importante perché il suo lavoro e la sua ricerca dimostrano come non esistono verità assolute, ma tutte le verità dottrinali devono essere continuamente riaffermate. Se la verità è data dalla realtà dei sensi può essere accettata, ma se non e data da tale realtà deve essere ridimostrata attraverso un nuovo tipo di ricerca.
Nel XVII secolo le verità rivelate dalla fede non hanno più il valore che avevano per i filosofi nei secoli precedenti. Non solo la verità della fede perde la sua capacita di riaffermarsi generazione dopo generazione, ma perde anche la capacita di costruire gli individui in funzione di sè stessa.
Non siamo ancora giunti al momento in cui i postulati fondamentali vengono messi in discussione (come dio il Gesù o il demonio) nella versione data dal cristianesimo, ma lerosione del corollario dottrinale comincia a dare i suoi frutti e lintero apparato dottrinale deve essere riformulato in contiuazione.
Leibniz è importante in quanto la sua attività e la sua ricerca filosofica ci dimostra come la chiesa cattolica e il cristianesimo in generale necessitano di una generale ristrutturazione dottrinale.
Fu unintelligenza precoce; a quindici anni conosceva le lingue classiche, studiò la filosofia scolastica e si lesse autori come Bacone, Keplero, Cardano, Campanella e Cartesio, aderendo al meccanicismo cartesiano.
Era affiliato ai Rosacroce e, attraverso essi, intrattenne amicizie influenti.
A parte vari scritti, di cui alcuni contro gli atei, studiò il concetto di sostanza analizzando il dogma cattolico di transustanziazione e quello luterano della consustanziazione.
Di cosa si tratta? I cattolici, attraverso la transustanziazione, affermano che attraverso i loro riti nelleucarestia si attua la presenza del corpo e del sangue di cristo pur rimanendo immutate le apparenze di pane e vino, mentre i luterani affermano, attraverso il dogma della consustanziazione, la coesistenza del cristo nel pane che apparentemente resta tale. Si tratta chiaramente di una volgare truffa volta a sottomettere gli Esseri Umani ad una porcheria, ma era talmente radicata nel condizionamento educazionale di Leibniz che elaboro il concetto di sostanza nel tentativo di dare una spiegazione logica a questa porcheria.
Lillusione del condizionamento educazionale di Leibniz lo porto a perseguire due grandi obiettivi: come filosofo lunificazione delle chiese cristiane e come diplomatico il raggiungimento della pace fra stati europei (come se in un regime monarchico, questo fosse possibile).
Come matematico produsse una notevole mole di lavoro sul calcolo infinitesimale finendo per polemizzare con Newton sulla priorita della scoperta.
Come geologo scoperse la natura differente di alcune rocce esponendo lintuizione di una trasformazione della terra prima della comparsa delluomo.
Come teologo lavorò moltissimo per ricercare la base minima di concordanza dottrinale che avrebbe dovuto garantire lavvicinamento fra le chiese cristiane. Ciò che il suo condizionamento educazionale gli impediva di vedere era che le differenze non stanno nella dottrina, ma nelle aree di influenza di potere e di dominio sugli Esseri Umani. Questo lo rendeva cieco davanti alla vita non riuscendo a risolvere i problemi che voleva affrontare. In realtà non voleva risolvere i problemi che gli si presentavano, ma costruire sofismi e illusioni con cui rappresentarli. In altre parole, si rifiutava di affrontare le cause dei problemi per fermarsi alla mera apparenza. Su questo gioco degli specchi scrisse molti testi che vennero studiati nelle università e che contribuirono ad occultare ulteriormente le cause per le quali i problemi si manifestano.
Lo sviluppo del suo pensiero filosofico lo porto ad allontanarsi da Descartes sostenendo che lesistenza dei corpi è dato dalla forza e non dallestensione. Descartes misura mentre Leibniz cerca qualche cosa di non manifesto nella descrizione che spinga allesistenza del corpo stesso. Sviluppa il concetto di armonia prestabilita per riuscire a capire le connessioni dellesistente, sarà solo il concetto darwinista di evoluzione che introdurrà il concetto di adattamento soggettivo. Combatte la concezione lockiana della tabula rasa affermando che esiste un bagaglio di conoscenza iniziale che lessere si porta dietro. La sola esperienza non basta a spiegare la conoscenza umana.
Leibniz cerca di trovare delle spiegazioni per conciliare lintervento di dio nelle azioni umane con lesistenza del male non avvedendosi che il male è proprio nellesistenza del concetto di dio. Il suo condizionamento educazionale gli impedisce di vedere questo: questo per lui e una bestemmia.
Infine, costruisce la gerarchia delle monadi, forze di natura psichica, dove la monade più grande è dio.
Leibniz ci permette di vedere come il concetto di dio creatore non è più verità determinata, ma deve essere descritta ulteriormente. La descrizione precedente non soddisfa lintelletto anche se è perfettamente funzionale alla sottomissione dellindividuo. E talmente funzionale che in Leibniz, nonostante il suo intelletto, costituisce un a priori dal quale non riesce a staccarsi e al quale soggiace con piacere cercando le motivazioni per le quali soggiacere.
Anche in Leibniz si distingue lazione degli Stregoni. Egli è costretto a costruire nuove prove, nuove giustificazioni, al suo condizionamento educazionale e questo è il sintomo da cui traspare la perdita di controllo assoluto della chiesa cattolica sugli Esseri Umani. Più gli Esseri Umani cercano e pensano e maggiormente gli Esseri Umani si allontanano dal controllo del dio padrone. Questo anche se ci sono sempre Esseri Umani pronti a donare le proprie mani e il proprio fare per condurre altri Esseri Umani al macello.
Spinoza Benedictus (olandese Baruch) 1632-1677
la famiglia di Spinoza era giunta in Olanda dal Portogallo per sfuggire ad una recrudescenza delle persecuzioni antiebraiche che in quel paese avvenivano di tanto in tanto per togliere gli averi agli ebrei. Studia nella scuola della comunita ebraica di Amsterdam la Bibbia e il Talmud e soprattutto il medico F. A. Van Den Enden un cattolico diventato libertino (libero pensatore) che studia il latino, la matematica e i maggiori pensatori quali Bacone, Cartesio e forse Giordano Bruno.
Questi studi lo portano a staccarsi dal giudaismo. Viene scacciato dalla sinagoga e scomunicato nel 1656. Ritiratosi a Leida e poi in un sobborgo dellAia, passò il resto della sua vita meditando e guadagnandosi da vivere come lucidatore di lenti ottiche.
Il suo contributo allo sviluppo del pensiero moderno è notevole. Pur senza staccarsi dallidea di dio ne distrugge sistematicamente ogni uso. Lidea stessa di dio, in Spinoza, è tale che non si potrebbe nemmeno parlare di dio ma di un immanentismo naturale per il quale: le cose derivano da dio non però dallarbitrio di una sua antropomorfica volontà, che sarebbe come dire il suo capriccio, ma dalla sua assoluta natura.
Spinoza intende comunicare il modo con cui guardare il mondo che si presenterebbe contingente e finito esattamente come si rappresenta: infinito e totalmente necessario.
Secondo Spinoza gli uomini deformano la verità dellimmanenza finendo per pensare un dio antropomorfo; un ideale che compiaccia alle loro passioni e ai loro bisogni. Un dio che diriga le cose verso un fine determinato e che debba essere adorato e pregato perché ci aiuti a soddisfare i nostri desideri. Aggiunge Spinoza che costoro dimenticano che ci sono cose scomode come i terremoti e le malattie. Subito viene pronunciata la spiegazione secondo cui queste sono punizioni divine e gli Esseri Umani, imperterriti, continuano a formulare lidea di dio antropomorfo.
Spinoza afferma che la mente umana è parte del pensiero universale e può liberarsi dalle idee sbagliate per giungere a comprendere la cosi detta volontà di dio. Spinoza afferma che la finitezza e le passioni dellEssere Umano sono anchesse necessarie e che lerrore e linadeguatezza del conoscere dipendono dal meccanismo delle passioni.
Per Spinoza comprendere dio non è cosa differente dallamare dio.
Appare del tutto evidente che attraverso tutte queste affermazioni egli neghi il dio biblico al quale era stato educato. La forza del libero pensiero e la necessita di relazionarsi con quanto lo circonda ha superato i vantaggi che gli derivavano dal far parte della comunità ebraica.
Egli non viene soltanto espulso dalla comunita ebraica, ma gli si vieta di pubblicare qualunque cosa e LEtica stessa sarà pubblicata dopo la morte. E facile scorgere in questo lo sviluppo della relazione fra lEssere Umano filosofo e il circostante che comunica a lui mediante le sue determinazioni. E facile leggere come il principio libertà sia superiore al condizionamento educazionale imposto. Cio che più importa mettere in evidenza è come in questo secolo si manifestino tensioni concettuali che prima non avevano avuto espressione. Anche se Spinoza tratta lafflusso delle tensioni che dal circostante giungono a lui come emanazioni del dio immanente e presente nelle cose, appare del tutto evidente come a questo punto si tratti esclusivamente di un gioco di parole alle quali deve essere attribuito un significato diverso. Il significato che Spinoza attribuisce al termine dio non è lo steso significato che gli attribuisce la chiesa cattolica o la comunità ebraica.
E solo una questione di tempo. Spinoza mette la propria moneta nel grande calderone del divenire umano. Il suo contributo sarà comunque grande da qualunque parte lo si voglia considerare.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
Tel. 041933185
E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it
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