46) Riflessione su "Il disagio della civiltà" di Sigmund Freud
45) Riflessione sul sesto capitolo di "Avvenire di un'illusione" di Freud

01 luglio 2026

Democrito - Museo Archeologico di Napoli
E' difficile parlare dei filosofi che hanno assistito gli uomini nel loro cammino.
C'è un modo di percepirli soggettivamente, con la mia soggettività, e un modo per descrivere ciò che appare il loro essere stati nel mondo
Nella storia della filosofia antica, per quanto ho potuto constatare, c'è un solo filosofo che può essere considerato "sapiente".
Non tanto per quante cose poteva sapere, di lui ci è rimasto poco, ma per un bisogno insaziabile di conoscere, di viaggiare e di capire ogni cultura. Lui è Democrito il filosofo di cui Platone voleva bruciare tutti i libri.
Osservare, analizzare, cercare di spiegare le cause senza ricorrere a farneticazioni ontologiche.
Un sapiente mi si affiancò lungo il cammino. Buffo, sollevava ogni pietra del percorso per capire che cosa si nascondeva sotto quella pietra. A volte ero infastidito perché rallentava il mio andare, ma costui mi disse "Se non guardi sotto ogni pietra perdi il conoscere che quella pietra, sotto la quale non hai guardato, poteva fornirti. Finisci col rimpiangere di non aver osservato quello che avresti potuto osservare."
Nella storia della filosofia, un filosofo molto osteggiato è Esopo.
La sua filosofia riprende un antico filone dove il principio espresso è raccontato per simboli all'interno delle sue favole.
Sono simboli di difficile interpretazione. Non tanto per il significato, quanto perché il significato non nasce dal simbolo, ma dall'individuo che interpreta il simbolo.
Se una persona disprezza le persone, come Jean de La Fontaine che deve rendere omaggio al re di Francia, coglie significati derisori e denigratori nei confronti dei più deboli. Se una persona vive con passione, coglierà l'aspetto dell'"assalto al cielo" di chi vuole migliorare le proprie condizioni sociali.
Esopo può essere considerato il primo filosofo sociale, privo di mire e di interessi per il potere sociale.
Lungo quel cammino, uno zoppo mi si affiancò. Camminava a fatica trascinando la sua gamba destra che appariva quasi un peso. Durante il cammino mi raccontava storie di animali, spesso buffe. Gli chiesi: "Perché fai parlare corvi, lupi, agnelli e altri animali come se avessero il dono della parola?". Così mi parlò lo zoppo: "Fintanto che si ride del lupo o del corvo, i lupi e i corvi umani che ci circondano non capiscono che parlo di loro. Se lo capissero mi sbranerebbero e io non potrei seminare la conoscenza per coloro che dalla terra danno l'assalto al cielo."
Nella filosofia antica c'è un filosofo di cui sono rimaste poche citazioni, ma dal quale, in positivo o in negativo, dipende tutta la filosofia antica che oggi passa anche come "filosofia ufficiale".
Questo filosofo era detto "l'oscuro" perché la sua filosofia appariva incomprensibile.
Questo filosofo non trattava le cose per ciò che le cose erano, o si immaginava che fossero, ma trattava della trasformazione, del mutamento.
Trattando del mutamento e della trasformazione delle cose negava l'esistenza di ogni "principio di verità" perché ogni verità veniva negata dalla trasformazione che generava una nuova e diversa verità.
Il filosofo era Eraclito che dedicò il suo libro al Dio Sole che muta continuamente la propria posizione nel cielo.
La sua filosofia è la filosofia dell'oscurità; l'unica oscurità capace di fare luce sul divenire delle cose. Platone ha tentato di stuprare il pensiero di Eraclito dopo averlo prima deriso e poi denigrato.
Lungo quel cammino, un oscuro Caos mi si affiancò ed io lo osservavo perplesso e gli chiesi: "Perché il buio che nega la luce vuole essere compagno del mio cammino?" E l'oscuro Caos così rispose: "Perché il cammino che percorri è oscuro. Sai forse qual è la meta che raggiungerai? Tu puoi sapere della meta che desideri raggiungere, ma non la meta che raggiungerai. È un cammino. Tu sei diverso da quando iniziasti il cammino e non sapevi come saresti cambiato lungo il cammino. Il cammino che tu percorri non è il cammino che hai iniziato a percorrere. Il cammino è cambiato e a sua volta ha cambiato altri cammini. Tutto è oscuro, tutto scorre e la luce che il tuo andare porta nel cammino è altra oscurità per cammini di cui non hai consapevolezza."
Nella storia della filosofia, ci sono dei filosofi che hanno influenzato grandemente il pensiero filosofico, eppure non vengono nemmeno indicati come filosofi e non vengono studiati nei corsi universitari di filosofia.
Alcuni di questi, fautori del male e del terrore sociale, come i Vangeli che descriverebbero l'opera filosofica di un certo Gesù, o Paolo di Tarso, pur avendo un ruolo fondamentale nella filosofia del dominio dell'uomo sull'uomo, vengono studiati solo, dal punto di vista della filosofia sociale, in ambito religioso cristiano. Poi, le soluzioni criminali che indicano Gesù o Paolo di Tarso vengono veicolate in ambito filosofico, deprivate della fonte e trasformate in principi assolutistici attribuiti a vari filosofi.
Analizzando la storia della filosofia mi sono accorto che la maggior parte dei filosofi assolutisti non fanno altro che ripetere principi appresi durante il catechismo cristiano, mentre erano bambini, e li ripropongono come se fossero delle scoperte filosofiche.
Poi, quando ti accorgi di questo, c'è una "levata di scudi" o, se volete, proteste da parte di chi campa, tirando uno stipendio e pretendendo di essere riconosciuto come filosofo (certamente laureato in filosofia, ma fra un laureato in filosofia e un filosofo c'è un titolo, ma non i contenuti).
Inizi a dire: Nietzsche è un povero delirante che, al di là delle droghe di cui faceva uso, veicola il delirio di onnipotenza proprio di Gesù nei vangeli con cui è stato indotto ad identificarsi; Schopenhauer ha preso il delirio di autodistruzione del buddismo e lo ha trasformato in volontà di autodistruzione, in quel pessimismo che nega la volontà d'esistenza con cui l'uomo abita il mondo, veicolando in maniera apparentemente diversa i vangeli cristiani che vogliono l'uomo umile e sottomesso a Dio.
E questo per non parlare di Pascal, Rosmini, Cattaneo, Heidegger e quasi tutti i moderni come Popper e Habermas.
Non discutere in filosofia i vangeli cristiani o Paolo di Tarso significa non sottoporli a critica evitando di attribuire le responsabilità ideologiche, devastanti alla fonte che produce la devastazione sociale.
Il concetto di "incorruttibilità" è un concetto estraneo alla vita sociale e alla vita politica.
Poter essere corrotti garantisce al politico, o a chi occupa ruoli istituzionali, quel profitto da commercio di favori che è il vero obbiettivo della sua carriera politica o Istituzionale.
Esistono molti modi per corrompere. Esiste la corruzione morale, la corruzione giuridica, la corruzione finanziaria e altre forme di corruzione.
La corruzione ha lo scopo di indurre chi detiene il potere a venir meno ai propri doveri d'ufficio o alle promesse attraverso le quali ha ottenuto l'affidamento di quell’incarico. Per contro, il corrotto chiede qualche cosa in cambio di ciò che avrebbe dovuto fare nell'ambito delle sue mansioni.
Il corrotto viene esaltato da Gesù nella sua attività di assicurarsi dei vantaggi in cambio di elargizione di favori (l'amministratore infedele).
Solo l'individuo "incorruttibile" è in grado di modificare il corso della storia. L'incorruttibile antepone gli interessi della collettività ai propri interessi personali e tratta il proprio ufficio Istituzionale con la moralità di chi deve compiere il proprio dovere anche oltre il momento contingente.
Oggi che viviamo nella condizione di "Stato Mafia", l'incorruttibilità sembra quasi un'utopia. Eppure, l'incorruttibile cambiò la storia dell'umanità e, per la prima volta in quasi 1800 anni, impose dei doveri al Dio cristiano dopo avergli tagliato la testa nella figura del re di Francia.
In questo modo l'umanità ebbe il concetto di Costituzione e, al di là di come le Costituzioni sono formulate nelle diverse nazioni e nelle diverse epoche storiche, segnano il confine fra la democrazia e la dittatura. Questo cambiò la storia della filosofia. Robespierre è il padre della democrazia moderna.
Lungo quel cammino l'incorruttibile mi si affiancò, mi prese per mano, ed io chiesi: "Perché?" Ed egli mi rispose: "Il cammino è fatto di scelte. Le scelte costruiscono il cammino. Scegliere fra ciò che conviene e ciò che deve essere perché il deve essere coincide con i nostri desideri e le nostre passioni, con i nostri ideali e con i nostri intenti. La qualità delle scelte determina la qualità del cammino anche quando questo ti può portare alla ghigliottina."
Il timoniere cresce giorno dopo giorno e costruisce la propria conoscenza e il proprio sapere partendo da sé stesso, per sé stesso e lo elabora in funzione della situazione quotidiana in cui il sé stesso naviga.
La conoscenza del timoniere è la conoscenza dell'attimo presente in cui vive, ma i suoi occhi sono puntati su un orizzonte in cui scorge altri presenti e altre possibilità.
Il timoniere non si può adulare, corrompere o circuire. Tiene salda la nave della sua vita verso il futuro.
Può essere che, qualche volta, gruppi di individui, popoli o nazioni salgano su quella nave per farsi condurre dal timoniere. Ma loro non sono timonieri della propria esistenza. Non sono partiti da sé stessi per sé stessi fissando l'orizzonte di una possibile meta. Loro sono costruiti da altri, Si sono adattati alle condizioni della loro esistenza. Sono saliti sulla nave del timoniere perché la loro esistenza era in pericolo.
Solo che il timoniere non elimina i pericoli in cui loro vivono. Il timoniere conduce la nave verso il futuro e in quel futuro, quando arriveranno, si renderanno conto di non essere più quelli che sono saliti sulla nave.
Il mondo attorno a loro è cambiato. Loro stessi sono cambiati. Hanno sofferto, hanno dovuto rinunciare alle vecchie abitudini, molti di loro sono morti nel tentativo di ritornare alla situazione di partenza. Il timoniere ha condotto la nave fra tempeste, bonacce e tsunami che si infrangevano sulla sua nave.
Sono saliti sulla nave del timoniere sognando luminosi avvenire e sono stati costretti a trasformarsi giorno dopo giorno. Il luminoso avvenire non arrivava, loro erano costretti ad adattarsi a nuove situazioni mentre il timoniere continuava a condurre la nave. Scrutavano l'orizzonte, ma il loro luminoso avvenire era la nave su cui viaggiavano.
Quella nave era il loro "luminoso avvenire", non per sé stessi, ma per i loro figli e per i figli dei loro figli. Mao Tse Tung ha condotto la nave Cina verso un orizzonte inimmaginabile dai suoi contemporanei. Molti timonieri ignoti hanno condotto la loro nave.
Lungo quel cammino il timoniere mi si affiancò dicendo: "Dura è la rotta per seguire questo cammino. Devi studiare e conoscere le leggi relative alla strada che vuoi percorrere. Sotto ogni pietra hai guardato; degli uomini hai osservato le azioni; hai aggiunto oscurità al Caos; hai agito in te stesso per i tuoi intenti. Sì, hai retto il timone della tua esistenza."
Nota: Le citazioni sono tratte dall'ottavo volume della Teoria della Filosofia Aperta dal capitolo "Il cammino"
Pagina specifica dell'argomento
30 giugno 2026
Il cristiano e la resurrezione della carne in Tommaso d'Aquino
E' noto che il concetto di resurrezione fu mutuato dal cristianesimo dalle Antiche Religioni, ma mentre nelle Antiche Religioni era il Dio che risorgeva a nuova vita, nel cristianesimo assume l'idea della "resurrezione nella carne". Assume l'idea che la vita fisica sia l'unica vita possibile e la promessa divina consiste nel ripristinare quella vita fisica che, altrimenti, la vecchiaia e la morte, annullano.
29 giugno 2026
L'idea cristiana della felicità in Tommaso d'Aquino
La felicità umana è un'ideale a cui l'Essere Umano tende. Non è un oggetto misurabile. E' una condizione del corpo capace di vivere il proprio benessere in tutte le pulsioni in cui il corpo può espandere sé stesso nell'oggettività. La felicità umana, pur essendo un ideale, è anche una condizione a cui l'individuo aspira e per la quale agisce con la sua volontà rimuovendo gli ostacoli che, in quel presente, ritiene che gli impediscano di raggiungere la felicità nel momento successivo.
28 giugno 2026
In Dio non può esserci il male in Tommaso d'Aquino
Il Dio dei cristiani è malvagio?
E' possibile che il Dio dei cristiani sia il male?
Il nostro codice penale afferma che chiunque incita al delitto va condannato come colui che commette il delitto. Il Dio dei cristiani incita al male? Si vanta di averlo fatto direttamente?
Tommaso d'Aquino vuole dimostrare che nel Dio dei cristiani non c'è il male, ma qual è il metro di misura che egli adotta per affermare che "questo è o non è il male"?
27 giugno 2026
"Dio è buono", i cristiani e il loro Dio in Tommaso d'Aquino
Per trattare l'aggettivo buono, che i cristiani attribuiscono al loro Dio, è necessario accordarci su che cosa si intende per "buono". Ogni aggettivo, attribuito ad un soggetto, ha lo scopo di predisporre il lettore nei confronti di quel soggetto. Se io scrivo "malvagio" predispongo il lettore a formulare un'idea sul soggetto che costruisco attribuendogli il termine "malvagio". Nelle tecniche di induzione delle idee preconcette si usa far precedere gli aggettivi ai nomi in modo da indirizzare il giudizio che viene espresso nei confronti dell'oggetto di cui si parla.
26 giugno 2026
L'idea cristiana della magia e della sua efficacia in Tommaso d'Aquino
Tutto il cristianesimo, come l'ebraismo, è impregnato di magia. Non la magia come la intendono i Pagani o le Antiche Religioni, ma la magia come superstizione, la magia che suscita stupore. La magia che abbaglia gli astanti e li deruba della loro attenzione costruendo sottomissione mediante stupore.
La magia che modifica un presente indesiderato: fa arrivare la pioggia, fa guarire all'improvviso dalle malattie, trasforma l'acqua in vino o il piombo in oro. La malattia come desiderio dell'incapace di agire nel mondo e che sogna il "colpo di bacchetta magica" con cui risolvere i suoi problemi. Il miracolo è una magia, un desiderio superstizioso, di chi non vive con passione nel mondo in cui è nato.
25 giugno 2026
Il concetto di distinzione anima e corpo in Tommaso d'Aquino
La relazione anima e corpo nella religione cristiana ha una funzione ideologico-dottrinale precisa: impedire alle persone di considerarsi "proprietarie del proprio corpo e della propria psiche". Per la religione cristiana le persone sono proprietà del Dio padrone e creatore e, per estensione, dei cristiani, della chiesa cattolica nella specificità italiana, che lo rappresenta in terra.
24 giugno 2026
Argomenti per dimostrare l'esistenza di Dio in Tommaso d'Aquino
Tommaso d'Aquino sa perfettamente di non poter dimostrare l'esistenza del suo Dio. Non può dire: "Questo è il mio Dio". Tuttavia egli ha un Dio preciso a cui si riferisce: il Dio delle sue "sacre scritture". Le sue "sacre scritture" affermano un Dio, ma non dimostrano l'esistenza del suo Dio. Le sacre scritture cristiane parlano di un'onnipotenza che loro chiamano Dio e che identificano con un soggetto padrone dell'universo in quanto creatore dello stesso.
Affermare, ma non dimostrare, e tanto meno dimostrare la necessità della sua esistenza.
23 giugno 2026
22 giugno 2026
Alcune considerazioni generali sui riti nel Paganesimo e in Stregoneria
Ci sono riflessioni, fatte in un tempo passato, che sembrano quasi profetiche. Questa riflessione che presento è del settembre 1996.
A distanza di 30 anni le condizioni descritte si sono rivelate esatte.
21 giugno 2026
Nel 1995 continuava la guerra della chiesa cattolica contro la donna e i diritti delle donne in nome dell'assolutismo monarchico del Vaticano.
Alla necessità delle donne di conquistare e riaffermare i propri diritti sociali nelle società, il Vaticano continuava a riproporre gli schemi di sottomissione propri dell'ideologia cristiana. Schemi che ora non si presentavano più come ordini a cui le donne dovevano obbedire, ma come azioni paternalistiche con cui il Vaticano chiedeva alla società il riconoscimento del diritto a sé stesso di sottomettere e alle donne il diritto di essere sottomesse.
20 giugno 2026
L'accordo Stati Uniti ed Iran per porre fine alle ostilità
Riporto l'accordo degli USA con l'Iran con cui si inizia a mettere fine al conflitto.
L'accordo è stato reso pubblico dopo che il Presidente Trump lo ha firmato a Versailles, nella reggia di re Luigi XIV a cena col Presidente francese Macron.
L'intesa mette fine alla guerra con l'Iran e alla fine dell'invasione e dei bombardamenti in Libano.
19 giugno 2026
Quando le persone partecipano a qualche cosa, cercano un utile. Un utile personale.
Chi non cerca l'utile, viene trasformato in una preda.
18 giugno 2026
Parlare agli uomini e parlare agli Dèi
Ci sono modi diversi di rappresentare noi stessi quando parliamo al mondo trattando argomenti di Religione Pagana.
Sempre dobbiamo parlare attraverso "parole alate", sia quando usiamo la ragione per parlare agli uomini, sia quando usiamo il sentimento per presentare noi stessi davanti alle Intelligenze del mondo in cui viviamo.
17 giugno 2026
La sconfitta sociale di Wojtyla in Irlanda
Il 28 novembre 1995 fu reso ufficiale il risultato del referendum sul diritto al divorzio in Irlanda.
Per Wojtyla e la chiesa cattolica, i risultati del referendum furono psicologicamente devastanti. La chiesa cattolica si era impegnata in prima persona affinché l'Irlanda non approvasse il diritto al divorzio.
16 giugno 2026
Wojtyla e la vendita del paradiso ai disperati
Nel tentativo di Ratzinger e Wojtyla di ottenere empatia e simpatia da coloro che possono opporsi al cristianesimo prima del giubileo del 2000, viene lanciata l'idea secondo cui anche il non cristiano può accedere al paradiso. L'idea non è nuova e fa il pari con l'idea, oggi propagandata dai buddisti, secondo cui anche i non buddisti procedono nel processo reincarnazionista.
15 giugno 2026
Riflessione sulla relazione fra ideologia religiosa e ideologia sociale
Un sistema religioso ha la caratteristica di elaborare una filosofia sociale. Per contro, una filosofia sociale può nascere anche in antagonismo ad un sistema religioso. Tuttavia, quando una filosofia sociale nasce come antagonista ad una filosofia sociale prodotta da un sistema religioso, veicola, sempre e comunque, parte di quel sistema religioso di cui combatte la filosofia sociale.
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Ultima modifica 12 febbraio 2021
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