46) Riflessione su "Il disagio della civiltà" di Sigmund Freud
45) Riflessione sul sesto capitolo di "Avvenire di un'illusione" di Freud
23 aprile 2026

Monastero ortodosso, Meteore - Grecia
Wojtyla vuole unificare le armate cristiane, divise da credenze ideologiche diverse, per la conquista del mondo. Gli ortodossi, come gli anglicani, hanno poche differenze dottrinali con i cattolici e Wojtyla pensa che sia possibile un riavvicinamento.
Per Wojtyla il problema consiste nello stridere fra propaganda occidentale, che dipingeva l'URSS di Stalin come un paese ateo, e la realtà sovietica nella quale Stalin prima, e i successori poi, hanno abolito le associazioni atee volute da Lenin e hanno progressivamente aumentato i poteri delle chiese ortodosse in Russia e in tutto l'est Europa.
Con la regia della CIA, l'URSS si è sciolta e al suo posto sono nate tante repubbliche nelle quali i cattolici si sono precipitati per "aiutarli" a stilare le loro nuove Costituzioni al fine di ampliare lo spazio di controllo religioso cristiano nelle loro società.
Il giornale La Repubblica, il 03 maggio 1995 pubblica un articolo dal titolo "La divisione è peccato" a firma di (m. pol.) col sottotitolo "Wojtyla tende la mano alla chiesa ortodossa".
Il Giubileo cattolico si sta avvicinando e Wojtyla non è in grado di presentare nessun "trionfo religioso" mentre sta vivendo uno stato depressivo dovuto alla sensazione di fallimento che lo sta attraversando.
L'unità con le chiese ortodosse, o almeno un avvicinamento, avrebbe potuto essere considerato un successo.
A differenza della chiesa cattolica, che si ritiene universale, le chiese ortodosse sono ognuna legata alla propria nazione. Sono chiese nazionali. Quando una nazione ha attriti con un'altra nazione, le chiese ortodosse si schierano con il proprio Stato.
Le chiese ortodosse non conoscono il concetto di universalità.
Scrive (m. pol.) sul giornale La Repubblica del 03 maggio 1995:
CITTA' DEL VATICANO (m.pol.) — Papa Wojtyla preme l'acceleratore per avvicinare le Chiese cristiane in vista del grande giubileo di fine secolo.
«Il peccato della nostra separazione è gravissimo. E' necessario farne ammenda, invocando con forza il perdono di Cristo», esclama rivolto alla comunità mondiale ortodossa in tutte le sue componenti: costantinopolitani, copti, etiopi, siri, maroniti, malankaresi, assiri, siro-malabaresi. «La nostalgia santa dei secoli vissuti nella piena comunione di fede e di carità - afferma il pontefice - ci urge, ci grida i nostri peccati, le nostre reciproche incomprensioni: noi abbiamo privato il mondo di una testimonianza comune, che forse avrebbe potuto evitare tanti drammi se non addirittura cambiare il senso della storia».
L'appello appassionato è contenuto in una nuovissima Lettera apostolica Orientale Lumen presentata ieri alla stampa dal cardinale Achille Silvestrini. Il documento, che dà un forte impulso al lavoro di "pontiere" che Silvestrini compie da anni nei confronti delle Chiese orientali come prefetto dell'apposito dicastero vaticano, nasce dalla voglia di Giovanni Paolo II di scrivere la parola "unità" fra cattolici e ortodossi.
Tutta l'azione di Wojtyla era destinata a fallire in partenza. Ogni chiesa ortodossa, come la chiesa cattolica, sono cristiane e la centralità ideologica del cristianesimo, dal momento che ogni chiesa pretende di essere la "vera chiesa di Dio", praticano il concetto ideologico secondo cui: "Il mondo è mio e nessuno contesta la mia proprietà!".
Nessuna chiesa ortodossa, come la chiesa cattolica, è disposta a rinunciare alla propria sovranità per sottomettersi ad un'altra chiesa sia ortodossa che cattolica come, del resto, la chiesa cattolica non è disposta a sottomettersi a nessuna chiesa ortodossa.
Questo accadeva nel 1995. Noi oggi, nel 2025-26 assistiamo allo scontro fra chiesa cattolica e chiesa ortodossa russa in merito alla guerra in corso in Ucraina. Ogni chiesa tifa per la propria parte in guerra e anela al trionfo della propria parte per avere più spazio per propagandare il proprio potere nel territorio dell'altro.
Scrive sempre nell'articolo sopra citato (m. pol.) il 03 maggio 1995 su La Repubblica:
Si tratta di una scelta strategica, manifestata con chiarezza dopo che per lungo tempo in Vaticano si sono confrontate due correnti: quella dell'appoggio agli ortodossi e quella della tentazione di "allargare" ad Est la presenza della Chiesa latina. Il cardinale Silvestrini sosteneva la tesi dell'appoggio rispettoso, il papa con il suo documento lo conforta. «I cattolici non ostenteranno mai nei territori di presenza comune - dichiara Giovanni Paolo II - un atteggiamento che possa apparire irrispettoso dei faticosi sforzi che le Chiese d'Oriente intendono compiere, con tanto maggior merito quanto sono precarie le loro disponibilità». In altre parole, niente proselitismo cattolico nei "territori di presenza comune", cioè nelle terre dove da sempre è esistita una Chiesa ortodossa.
Leggere questo con la conoscenza dell'oggi, fa ridere.
E' noto che trattare con i cristiani significa accettare di farsi ingannare. In particolare con i cristiani cattolici e con gli evangelici. Loro sono Dio e fanno dell'inganno un modo per far trionfare Dio a proprio vantaggio. Una piccola conquista diplomatica oggi, da parte dei cattolici, equivale alla possibilità per i cattolici di porre in essere un genocidio dei non cattolici, domani.
Essere tolleranti con la monarchia assoluta cattolica significa porre le basi per la distruzione della condizioni di vita della propria nazione e dover essere costretti a ricostruire le condizioni di vita fra mille sofferenze. La sofferenza degli altri piace al Dio dei cattolici che si guarda bene dal non soffrire per la propria gloria. Infatti, secondo i cristiani, il loro Dio per divertirsi ha fatto soffrire suo figlio.
Gli ortodossi conoscono perfettamente la simbologia dei gesti di Wojtyla. Quando Wojtyla andrà in Grecia, gli ortodossi greci gli vieteranno di baciare la terra perché quella non diventerà mai la terra dei cattolici; è la terra degli ortodossi greci!
Per il Giubileo del 2000 Wojtyla spera di poter mettere in piedi una sorta di sceneggiata da presentare pubblicamente, ma il sovranismo di ogni singola chiesa manterrà in essere le condizioni che impediscono, di fatto, una sorta di "unità dei cristiani" anche se si uniranno quando vorranno macellare i diversi, come, per esempio, i comunisti o i musulmani.
Intanto, i giornalisti complici di Wojtyla propagandano una sorta di disponibilità di Wojtyla all'unità dei cristiani e, vigliaccamente, omettono di dire che questa unità parte dal presupposto che gli ortodossi si devono mettere in ginocchio davanti a Wojtyla considerandolo il rappresentante del loro Dio padrone.
Questo tipo di propaganda dei giornalisti è offensiva ed ingiuriosa per tutti i cittadini italiani perché impedisce al lettore il corretto giudizio democratico nei confronti dei deliri della monarchia assoluta.
Pagina specifica dell'argomento
22 aprile 2026
Una delle prime aggressioni, nella storia che ho iniziato a raccontare, alla società civile venne fatta dall'allora Presidente della Corte Costituzionale che, dall'alto del suo incarico, porta un attacco sfrontato al diritto d'aborto delle donne.
22 aprile 2026
Il settimo volume della "Teoria della filosofia aperta", seconda parte
E' iniziato l'iter per la pubblicazione del secondo tomo (seconda parte) del settimo volume della Teoria della Filosofia Aperta.
21 aprile 2026
Wojtyla, Satana e la guerra giusta
Siamo sempre nel 1995.
Wojtyla è consapevole del suo fallimento per la conquista del mondo.
Lui, l'unto del signore, sta fallendo.
20 aprile 2026
Filosofia cristiana e metafisica della vita - Farneticazioni cristiane sull'aborto
Quando si scrive una storia si deve stabilire un momento in cui la storia inizia. Prima della storia raccontata, ci sono state altre storie che hanno costruito le condizioni affinché la storia che racconto potesse iniziare, ma, per il momento, questo non ci interessa.
Voglio iniziare una storia dal 1995.
18 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Quinta parte (ultima)
In tutto quanto si è letto per il "Il disagio della civiltà" non ci sono passi, se non vaghi accenni, al fatto che la società costruisce e veicola le tensioni emotive di ogni nuovo nato spesso in aperto contrasto con la sua struttura pulsionale.
17 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Quarta parte
Freud all'amore, inteso come rapporto di relazione fra l'uomo e il mondo, contrappone l'amore per Dio che include l'odio per gli uomini. Per fare un esempio di questo, Freud usa quel criminale che va sotto il nome di Francesco d'Assisi.
17 aprile 2026
E' stato necessario un po' di tempo per qualificare Prevost: contro Trump ha trovato la sua visibilità, ma hanno lo stesso Dio e perseguono gli stessi scopi, con metodi diversi, ma con la stessa ferocia. Trump ha detto di averlo fatto eleggere, pochi dubbi che non abbia fatto pressione in quella direzione. E ai cattolici, dopo Bergoglio, andava bene così.

Pagina specifica dell'argomento
16 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Terza parte
Il disagio degli uomini nella civiltà non è il disagio di tutti gli uomini della civiltà. Indubbiamente, la classe economico-sociale a cui Freud appartiene non soffre il disagio prodotto dalle condizioni economiche, ma può soffrire un disagio psicologico dovuto allo stridere fra educazione ricevuta e condizioni imposte dalla vita reale.
15 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Seconda parte
Davanti alle sofferenze degli uomini, Freud si ritrae inorridito.
Scrive Freud:
La felicità è invece qualcosa di estremamente soggettivo. Per quanto possiamo ritrarci inorriditi di fronte a certe situazioni, quella degli antichi schiavi delle galere, quella dei contadini nella guerra dei Trent'anni, quella delle vittime della Santa Inquisizione, quella degli ebrei in attesa del pogrom, resta per noi impossibile immedesimarci con queste persone, indovinare i cambiamenti che 1 ottusità originaria, l'abbrutimento progressivo, la cessazione delle speranze, le forme grossolane e sottili di narcotizzazione hanno provocato nella loro ricettività alle sensazioni di piacere e dolore. In caso di possibilità estreme di sofferenza, entrano in azione anche determinati meccanismi psichici che proteggono la psiche. Mi sembra inutile prolungarmi oltre su questo aspetto del problema.
14 aprile 2026
Tu necessiti di ricovero in ospedale psichiatrico
Come Trump rappresenta sé stesso sul suo social. Normalmente, uno così è da manicomio; ci sono molti malati mentali he si credono Napoleone, Gesù o i "salvatori del mondo".
14 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Prima parte
Se oggi come oggi noi guardiamo alle civiltà attuali, 2026, dobbiamo stabilire il punto di vista attraverso il quale iniziare a pensare al loro divenuto. Cristianesimo ed ebraismo non hanno contribuito a costruire l'attuale civiltà occidentale, intesa come democrazia stabilita dalle varie carte dei diritti dell'uomo, ma sono stati i nemici dei costruttori della civiltà attuale.
La situazione sociale è divenuta combattendo l'ideologia cristiana, i principi morali cristiani, l'assolutismo cristiano, il diritto ad imporre la schiavitù che il cristianesimo rivendicava come diritto di Dio.

12 aprile 2026
Questa è una breve riflessione sulla rappresentazione di Demetra in Arcadia come raccontata da Pausania in Guida della Grecia, Libro VIII, l'Arcadia.
Accanto a Demetra c'è una divinità chiamata Despoina. Il termine, in greco, significa "signora" e "padrona".
11 aprile 2026
L'uomo, qualunque uomo, vive sempre in una condizione mentale che oscilla fra le necessità della ragione, di descrivere il mondo in cui vive, e l'oscurantismo dell'immaginazione, attraverso la quale farnetica di possibilità e di condizioni che sfuggono ad ogni condizione razionale.
10 aprile 2026
Riflessione sul sesto capitolo di "Avvenire di un'illusione" di Freud
Il libro, scritto nel 1927, vive il momento storico del trionfo del cristianesimo che alimenta il terrore del colonialismo e del fascismo coltivando quell'idea assolutista del Dio padrone del mondo a cui tutti gli uomini si devono sottomettere.
Queste sono riflessioni ispirate dal sesto capitolo in cui Freud parla principalmente dell'illusione e definisce, dal suo punto di vista, la differenza fra errore e illusione.
08 aprile 2026
Riflessione su cristianesimo e società
Da duemila anni a questa parte l'Essere Umano ha soggettivato la paura della morte. L'angoscia come costante della propria vita. Tuttavia la società reagisce alla coercizione cristiana rigettando la morale cristiana.
07 aprile 2026
07 aprile 2026
Mi sono comperato questo libro.
07 aprile 2026
Il servo prima ti adula.
06 aprile 2026
La guerra degli USA e Israele contro l'Iran
Trump dimostra ancora una volta di essere un acuto diplomatico.
Dice all'Iran: "Aprite quel maledetto stretto, pazzi bastardi, o vivrete all'inferno."
05 aprile 2026
Riflessione sul mondo in cui viviamo
La voglia di guerra di politici che hanno tradito la Patria.
L'Articolo 11 della Costituzione italiana sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa e risoluzione delle controversie internazionali, promuovendo la pace e la giustizia tra le Nazioni. L'Italia accetta limitazioni di sovranità per un ordinamento internazionale pacifico, sostenendo organizzazioni come l'ONU.
04 aprile 2026
Nel 2001 è uscito un breve articolo relativo ad una ricerca effettuata da David Snowdon, un ricercatore dell' Università del Kentucky, sulle suore dei conventi USA al fine di definire la relazione fra tipo di vita e insorgenza, in età avanzata, dell'Alzheimer.
03 aprile 2026
Aristotele e un discorso sulla verità
Sempre parlando contro il relativismo, Aristotele presenta le sue perplessità per una realtà che non manifesta la sua verità, ma preferisce presentare aspetti di sé stessa che, percepiti dal soggetto, negano l'interezza dell'oggetto a cui il soggetto assiste.
02 aprile 2026
Il Vaticano contro la democrazia italiana
Era il 1994 quando era in atto l'asse politica per il controllo sociale del Vaticano con Silvio Berlusconi.
Al Vaticano interessava avere fondi pubblici per controllare le persone e mise avanti le mani per appropriarsi di fondi dalla legge finanziaria.
01 aprile 2026
I proverbi egiziani di Amen-em-Ope
Proverbio n. 6 di Amen-em-Ope
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Ultima modifica 12 febbraio 2021
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