46) Riflessione su "Il disagio della civiltà" di Sigmund Freud
45) Riflessione sul sesto capitolo di "Avvenire di un'illusione" di Freud

10 luglio 2026

Nel 1996 la mia analisi critica del Gesù di Nazareth (alla fine pubblicai il libro "Gesù di Nazareth: l'infamia umana") stava circolando attraverso internet anche in ambienti cattolici.
Biffi era a capo di un'organizzazione criminale che si definiva "anti sette" e il cui compito era quello di aggredire, accusandoli di satanismo, ogni individuo e ogni associazione non cristiana per impedire loro di fruire dei diritti religiosi sanciti dalla Costituzione.
Era il 1996 e di lì a poco il Ministero degli Interni, a guida Giorgio Napolitano, avrebbe favorito l'aggressione ad ogni sentimento religioso in nome dell'assolutismo cristiano pur di farsi perdonare il fatto di essersi fatto chiamare "comunista", lui che ideologicamente è sempre stato nazional-socialista.
Mentre io scrivevo di quanto infame e anticostituzionale è la figura del Gesù dei Vangeli analizzando i vngeli cristiano-cattolici, Biffi volle opporre una figura di Gesù attuale, giovane e gagliarda.
Il 18 gennaio 1996, il giornale La Repubblica pubblica un articolo dal titolo "Gesù? per i parenti era matto" con un sovra titolo che recita "Inventore delle ferie", "cavalleresco con le lucciole": ecco Cristo presentato da Biffi. L'articolo è firmato da Michele Smargiassi.
Scrive Smargiassi nell'articolo:
BOLOGNA — Un «bel tipo», Gesù. Un originale, un «matto» per i suoi parenti. Un libero pensatore. Assai belloccio, per a verità, perfino «affascinante». Intelligente: disubbidiva all’autorità. Generoso: inventò il diritto sindacale alle ferie. Cavalleresco: redimeva le prostitute con un sorriso. Proprio un bel tipo, e guai a chi non ci crede, perché «è tutto documentato ». Garantisce, Vangeli alla mano, Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna e cardinale. I parrocchiani di Granarolo non sapevano fino a che punto potevano azzardarsi a sorridere, l’altra sera nella sala consiliare del comune dell'hinterland bolognese, mentre il porporato più tradizionalista dell’episcopato italiano descriveva in modo così eccentrico la figura del Figlio di Dio. «Figlio unico, intendiamoci: perché lui è il vero Figlio, anche se tutti siamo figli di Dio, anche la farfalla della Vispa Teresa, ricordate: deh lasciami, anch’io son figlia di Dio...». Vispa la Teresa e vispo l'arcivescovo, ammutoliti dallo stupore il sindaco e tutto il consiglio comunale in seduta d’onore per la visita pastorale attesa da 62 anni e trasformata in una disinvolta e ammiccante «apologia di Cristo».
Alla gente che si è letta i vangeli non resta che ridere delle sciocchezze, offensive, che Biffi sta dicendo.
Un truffatore, un millantatore può passare, per chi fa comodo le sue millanterie, per un matto o un eccentrico. Ma quando quelle millanterie insanguinano le società civili per 2000 anni, non c'è più da sorridere, ma da essere indignati.
Gesù che disobbediva all'autorità. Viene affermato da uno la cui organizzazione si è divertita a bruciare vive le persone che "disobbedivano all'autorità della chiesa cattolica". Che poi l'azione di Gesù nei Vangeli non era di "ribellione all'autorità", ma era eversiva per sostituirsi all'autorità e diventare lui l'autorità. Le ingiurie e le offese ai farisei fatte da Gesù non avevano lo scopo di criticare i farisei, ma indicarli al disprezzo per favorirne il linciaggio.
Buffo l'articolista quando afferma "Garantisce, Vangeli alla mano, Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna e cardinale.".
Cosa significa "garantisce"? O citi o non citi. Se garantisci significa che stai inventando.
E gli ascoltatori?
riprendo dalla citazione sopra:
"ammutoliti dallo stupore il sindaco e tutto il consiglio comunale in seduta d’onore per la visita pastorale attesa da 62 anni e trasformata in una disinvolta e ammiccante «apologia di Cristo»."
Amministratori, persone delle Istituzioni, talmente vigliacchi da non dare del buffone a Biffi consentendogli di ingannare e di truffare i loro concittadini.
Scrive Smargiassi nell'articolo:
Un racconto «di prima mano», però: «Diffidate da chi fa film o scrive libri su Gesù inventandosi le parole. Gli unici testi che parlano di lui sono i Vangeli, perciò o si sta ai Vangelo o non si parla di Gesù», e invece «c’è sempre qualcuno che sui giornali fa gli scoop su Cristo, con roba vecchia di anni o secoli».
E' Biffi che si inventa un personaggio immaginario con cui sostituire il personaggio del Gesù dei Vangeli cristiani. Nella sua farneticazione, nessuna citazione, solo deliri. Come molti film che tendono a presentare un Gesù immaginario diverso da quanto i vangeli descrivono. I Vangeli descrivono un pederasta arrestato con un bambino seminudo. I vangeli descrivono il suo odio criminale, tanto da inventarsi i forni crematori. I vangeli descrivono il suo delirio di onnipotenza che ordina di scannare, sgozzare, chi non si mette in ginocchio davanti a lui. I vangeli descrivono un individuo avido che condanna il ricco, ma non condanna la ricchezza accumulata da lui e dai suoi adepti. I vangeli descrivono un individuo spietato che getta gli emarginati "là dove c'è pianto e stridor di denti". Un individuo avido che dà a chi già ha e toglie anche il poco a chi non ha.
Parlare del Gesù dei vangeli significa parlare del terrore che quel Gesù sparge affinché le persone si mattano in ginocchio davanti a lui. Un personaggio che disprezza chi lavora (Marta) mentre si compiace dell'adulazione della fannullona Maria.
Com'è che Biffi immagina Gesù nel suo delirio?
Scrive Smargiassi nel suo articolo riportando le parole di Biffi:
«Secondo me Gesù era bello... Doveva essere un tipo affascinante». Ed era anche «uno con le idee straordinariamente chiare», anche troppo, tanto da poter «sembrare irritante». Invece era solo «straordinariamente libero», libero «dalle apparenze», libero dal «timore dell’autorità», libero dalla «tentazione del compromesso», capace di resistere ai nemici ma «anche agli amici, che è cosa molto più difficile». Un ribelle che fa ammattire i parenti, «quando a un tratto, lui che era tutto bottega e sinagoga, si mette ad andare in giro e a parlare sempre di quei due argomenti, il Padre e il Regno dei Cieli». Niente di strano se il clan dei suoi parenti lo giudica «un po’ matto». Di sicuro era un tipo «speciale», quell’ebreo che osava frequentare Zaccheo, «capo dei pubblicani, che erano i capi delle imposte, e rubavano... Parlo di quelli di allora, in Palestina, per carità, non fatemi dire...».
Appare evidente che Biffi stava delirando. Si potrebbe dire che non ha mai letto i suoi vangeli e che si è limitato ad immaginare quello che lui desiderava.
Dove sta scritto nei vangeli della chiesa cattolica che Gesù era "tutto bottega e sinagoga"? Si può delirare attorno al termine falegname, ma dal momento che Gesù non è mai esistito e il termine non è supportato da altri indizi rimane un'illazione. Indubbiamente chi ha scritto un vangelo gli ha applicato quell'appellativo, ma tutto si ferma a quell'appellativo mentre, il di più appartiene a forme deliranti.
E' da mentecatti e ignoranti affermare, come fa Biffi, prima che gli unici testi che parlano di lui sono i vangeli e poi parlare di un film immaginario che gira solo nella sua testa.
Per quanto è scritto nel Vangelo di Luca, non è detto che Zaccheo rubasse. Certamente a Biffi fa comodo alimentare l'immaginario sociale di bassa lega secondo cui pagare le tasse è un essere derubati. Sicuramente le monarchie cristiane erano percepite come ladri quando imponevano balzelli e decime.
Quella che Biffi chiama "predicazione" non è altro che la descrizione di un lungo delirio chiamato Gesù che si riassume con: "io sono figo, io sono bello, io sono il figlio del vostro Dio, io verrò con grande potenza sulle nubi, io siederò alla destra del vostro Dio, io sono la verità, voi non siete nessuno e dovete mettervi in ginocchio davanti a me! "
A differenza di quanto dice Biffi, il Gesù dei vangeli nutriva un assoluto disprezzo per i propri parenti. L'idea proposta dagli evangelisti era funzionale per separare gli adepti dalla famiglia di provenienza e aggregarli nella setta.
Scrivono i vangeli:
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».
Vangelo di Marco 3, 31-35
Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti». Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre».
Vangelo di Matteo 12, 46-50
Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fu annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose: «Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
Vangelo di Luca 8, 19-21
I vangeli della chiesa cattolica raccontano il disprezzo di Gesù per i suoi parenti (in primis per la così detta vergine Maria), ma non ci dicono che cosa i parenti pensavano di lui. Ci dicono che cosa disero chi lo avrebbe conosciuto.
Scrivono i Vangeli:
Terminate queste parabole, Gesù partì di là e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?». E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.
Vangelo di Matteo 13, 53-58
Avrebbero potuto dire: era un bambino intelligente. Invece hanno detto: "Ma che stai farneticando, noi ti conosciamo bene!". E, dice l'evangelista, davanti a loro non ha potuto usare i soliti trucchi da saltimbanco spacciandoli per miracoli.
Conclude Smargiassi la descrizione del delirio di Biffi dicendo:
Altro che matto, era un uomo tutto intero, «ecce homo disse Pilato, e non si sbagliava». Umano e premuroso, così preoccupato del benessere dei suoi apostoli che «un giorno li portò fuori dalla Palestina per farli riposare: e così inventò il principio delle ferie, che oggi è dunque un diritto sacrosanto...».
L'Ecce homo di Pilato significa "ecco il vostro uomo" che si è voluto caricare di un significato mistico. Il vangelo di Giovanni non ha una visione mistica o esoterica. Tutto è parola e, al di là che Giovanni credesse in ciò che scriveva, ciò che scriveva aveva un significato letterale né simbolico né astratto.
Il diritto alle ferie fu una conquista dei lavoratori socialisti e comunisti nel XX secolo ed è "sacrosanta" proprio perché conquistate contro l'assolutismo dei cristiani che facevano dello sfruttamento dell'uomo manifestazione della volontà del loro Dio.
In ogni caso, le ferie furono inventate da Cesare Augusto nel 18 d.c. e non hanno nulla di cristiano.
Smargiassi non commenta i deliri di Biffi, si limita a farne propaganda. Chi conosce un po' i vangeli cristiani si fa due risate, ma le farneticazioni di Biffi erano rivolte a rafforzare le convinzioni di quei cristiani che vorrebbero che il loro Gesù non fosse un criminale, ma quel super-uomo descritto da Biffi.
E poi ci si meraviglia se il super-uomo dei nazisti era proprio il Gesù dei cristiani. Questo è il delirio di Biffi come i nazisti avevano i loro deliri e nessuno li ha mai contestati per le loro bestialità.
Pagina specifica dell'argomento
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Elogio alla filosofia metafisica
E' difficile parlare dei filosofi che hanno assistito gli uomini nel loro cammino.
C'è un modo di percepirli soggettivamente, con la mia soggettività, e un modo per descrivere ciò che appare il loro essere stati nel mondo
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Il cristiano e la resurrezione della carne in Tommaso d'Aquino
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L'idea cristiana della felicità in Tommaso d'Aquino
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28 giugno 2026
In Dio non può esserci il male in Tommaso d'Aquino
Il Dio dei cristiani è malvagio?
E' possibile che il Dio dei cristiani sia il male?
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27 giugno 2026
"Dio è buono", i cristiani e il loro Dio in Tommaso d'Aquino
Per trattare l'aggettivo buono, che i cristiani attribuiscono al loro Dio, è necessario accordarci su che cosa si intende per "buono". Ogni aggettivo, attribuito ad un soggetto, ha lo scopo di predisporre il lettore nei confronti di quel soggetto. Se io scrivo "malvagio" predispongo il lettore a formulare un'idea sul soggetto che costruisco attribuendogli il termine "malvagio". Nelle tecniche di induzione delle idee preconcette si usa far precedere gli aggettivi ai nomi in modo da indirizzare il giudizio che viene espresso nei confronti dell'oggetto di cui si parla.
26 giugno 2026
L'idea cristiana della magia e della sua efficacia in Tommaso d'Aquino
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La magia che modifica un presente indesiderato: fa arrivare la pioggia, fa guarire all'improvviso dalle malattie, trasforma l'acqua in vino o il piombo in oro. La malattia come desiderio dell'incapace di agire nel mondo e che sogna il "colpo di bacchetta magica" con cui risolvere i suoi problemi. Il miracolo è una magia, un desiderio superstizioso, di chi non vive con passione nel mondo in cui è nato.
25 giugno 2026
Il concetto di distinzione anima e corpo in Tommaso d'Aquino
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24 giugno 2026
Argomenti per dimostrare l'esistenza di Dio in Tommaso d'Aquino
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Affermare, ma non dimostrare, e tanto meno dimostrare la necessità della sua esistenza.
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Ultima modifica 12 febbraio 2021
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