45) Riflessione sul sesto capitolo di "Avvenire di un'illusione" di Freud
17 aprile 2026

Freud all'amore, inteso come rapporto di relazione fra l'uomo e il mondo, contrappone l'amore per Dio che include l'odio per gli uomini. Per fare un esempio di questo, Freud usa quel criminale che va sotto il nome di Francesco d'Assisi.
Scrive Freud:
Queste persone si rendono indipendenti dal consenso dell'oggetto spostando il valore principale dall'essere amati al proprio amare; si proteggono contro la perdita dell'oggetto riversando il loro amore non su soggetti singoli, ma su tutti gli uomini in ugual misura; ed evitano le oscillazioni e delusioni dell'amore genitale distogliendosi dalla meta sessuale perseguita e trasformando la pulsione in un impulso con meta inibita. Quello che in questa maniera riescono a creare in sé, lo stato di un sentire "isolibrato", inalterabile, delicato, non ha più molta somiglianza esterna con la vita tempestosa dell'amore genitale, da cui pur deriva.
San Francesco d'Assisi è stato forse colui che ha spinto al massimo questo sfruttamento dell'amore per il sentimento intimo di piacere. Quella che noi riconosciamo come una delle tecniche per l'attuazione del principio di piacere è stata anche in molti modi messa in rapporto con la religione, con la quale essa è connessa in quelle remote regioni dove la distinzione dell'io dagli oggetti e degli oggetti fra loro viene trascurata.
Una considerazione etica, la cui motivazione profonda ci diverrà palese in seguito, vuole vedere in questa apertura all'amore universale degli uomini e del mondo l'atteggiamento più alto a cui l'uomo può elevarsi. Noi vorremmo già qui affermare due nostre riserve principali. Un amore che non sceglie ci sembra perda una parte del proprio valore, in quanto fa torto all'oggetto. E poi: non tutti gli uomini meritano di essere amati.
Freud, Il disagio della civiltà, Newton Editore, 2010, pag. 124-125
Persone che rinunciano all'amore sessuale con altre persone si renderebbero, secondo Freud, indipendenti dall'oggetto esterno spostando il valore principale dell'essere amati al proprio amore nei confronti di tutti gli uomini in ugual misura.
Ovviamente, Freud sta vagheggiando o, se preferite, farneticando.
Freud trasferire l'idea della propaganda ebraica e cristiana, secondo cui "Dio ama tutti gli uomini", nella condizione in cui "alcuni uomini amano tutti gli uomini" dimenticando la condizione narcisistica in cui Dio ama sé stesso e pretende, con la violenza che gli uomini lo amino perché lui chiama "amore" il suo desiderio di possedere e sottomettere gli uomini.
La condizione di narcisismo estremo è quanto pervade Francesco d'Assisi. Francesco d'Assisi ama "Dio" che non è altro che la propria immagine proiettata in un assoluto immaginario. Amando Dio, odia gli uomini che non amano Dio o che, come lui, non si sacrificano per Dio che è egli stesso.
Il "sentire isolibrato" è un sentirsi isolati provando un senso di solitudine interiore. E' una condizione dolorosa in cui ci si percepisce disconnessi dalle altre persone e si rivolgono le proprie emozioni ad un oggetto immaginario, "Dio". E' una condizione che avvolge persone socialmente incomprese e prive di "supporto emotivo" anche quando si è circondati da persone. incompresi o privi di supporto emotivo, anche quando si è circondati da persone. E' uno stato prodotto dalla mancanza di relazioni che costringe l'individuo a vivere in una dimensione immaginaria, immaginifica, capace di alleviare le sue sofferenze.
Francesco d'Assisi viveva in questa situazione di malattia psichica: amava Francesco d'Assisi con cui definiva il suo Dio e odiava gli uomini. Come il Dio della bibbia.
Appare strano che Freud, avendo studiato il narcisismo, non è in grado di riconoscerlo quando questo si esprime nei suoi modelli ideali.
Ed è proprio dell'ideologia ebraica l'affermazione di Freud secondo cui "non tutti gli uomini meritano di essere amati". infatti, gli ebrei stanno sterminando i palestinesi.
Scrive Bonaventura da Bagnoreggio:
Ormai ben radicato nell'umiltà di Cristo, Francesco richiama alla memoria l'obbedienza di restaurare la chiesa di San Damiano, che la Croce gli ha imposto. Vero obbediente, ritorna ad Assisi, per eseguire l'ordine della voce divina, se non altro con la mendicazione. Deposta ogni vergogna per amore del povero Crocifisso, andava a cercar l'elemosina da coloro, con i quali un tempo aveva vissuto nell'abbondanza, e sottoponeva il suo debole corpo, prostrato dai digiuni, al peso delle pietre. Riuscì così, a restaurare quella chiesetta, con l'aiuto di Dio e il devoto soccorso dei concittadini. Poi, per non lasciare intorpidire il corpo nell'ozio, dopo la fatica, passò a riparare, in un luogo un po' più distante dalla città, la chiesa dedicata a San Pietro, spinto dalla devozione speciale che nutriva, insieme con la fede pura e sincera, verso il Principe degli Apostoli.
Bonaventura da Bagnoreggio, "san Francesco d'Assisi", Orsa Maggiore editrice, 1991, pag. 26
L'amore per Dio di Francesco d'Assisi è cosa diversa dall'amore per gli uomini. Per Dio si sacrifica. Per Dio chiede l'elemosina. Per Dio lavora per riparare una chiesa.
Tutto per Dio, nulla per gli uomini.
Francesco d'Assisi ama sé stesso e si eleva ad immagine di Dio che veicola nel mondo fra gli uomini affinché gli uomini, venerando il Dio di cui lui si fa portavoce, in realtà, venerino Francesco d'Assisi.
Il narcisismo è innamoramento di sé stessi e per il narciso diventa inconcepibile che altri non amino sé stesso. E' disposto a tutto. Anche a vivere in una miseria apparente che serva per attirare l'attenzione.
Freud non esita a giustificare la repressione sessuale che la civiltà mette in atto in nome del Dio della bibbia e del Gesù di Nazareth. La giustifica come necessità della civiltà di sottrarre "energia psichica" alle persone per un proprio uso privato: come se le persone fossero (o siano) vacche da mungere per favorire una civiltà rispetto alla quale loro sono gli schiavi.
Freud fa una trattazione apparentemente "asettica" dei comportamenti della civiltà nei confronti delle persone e vuole ignorare la drammaticità e le conseguenze dei comportamenti della civiltà (dei cristiani e degli ebrei contro i cittadini) nella creazione della sofferenza e del disagio sociale.
Scrive Freud:
Sappiamo già che la civiltà segue in ciò la costrizione imposta da una necessità di economia, dovendo sottrarre alla sessualità una grossa parte di energia psichica, che adopera per conto suo. In questo caso la civiltà si comporta rispetto alla sessualità come una stirpe o uno strato della popolazione che ne abbia sottoposto un altro al suo sfruttamento. Il timore di una sollevazione dei repressi spinge all'adozione di severe misure precauzionali. La nostra civiltà europeo-occidentale si dimostra un culmine di un tale sviluppo. Psicologicamente è senz'altro giustificato che in tal modo essa metta al bando fin dall'inizio le manifestazioni della vita sessuale infantile, giacché non c'è speranza di arginare le voglie sessuali degli adulti se non si è cominciato a farlo già nell'infanzia. Invece non si può in nessun modo giustificare che una società civile arrivi anche al punto di negare questi fenomeni, facilmente dimostrabili e anzi appariscenti. La scelta dell'oggetto da parte dell'individuo sessualmente maturo viene ristretta al sesso opposto, mentre la maggior parte delle soddisfazioni extragenitali vengono vietate come perversioni. Pretendere, come diventa chiaro da questi divieti, che la vita sessuale sia la stessa per tutti è cosa che non tiene conto delle disuguaglianze nella costituzione sessuale innata e acquisita delle persone e taglia fuori una parte notevole di esse dal godimento sessuale, divenendo fonte di grave ingiustizia. L'effetto di queste misure restrittive potrebbe poi essere che in coloro che sono normali, e che non sono costituzionalmente impediti, ogni interesse sessuale affluisca senza perdite nei canali lasciati aperti. Ma ciò che non è stato messo al bando, l'amore genitale eterosessuale, viene ulteriormente pregiudicato dalle limitazioni della legittimità e della monogamia. La civiltà attuale dà chiaramente a intendere che vuole permettere i rapporti sessuali soltanto sulla base di un'unione unica e indissolubile tra un uomo e una donna, che non accetta la sessualità come fonte di piacere autonoma e che è disposta a tollerarla soltanto come mezzo, finora insostituibile, per la riproduzione della specie.
Freud, Il disagio della civiltà, Newton Editore, 2010, pag. 127-128
La violenza che la società mette in atto contro la sessualità delle persone viene, da Freud, letta come una necessità sociale. La necessità di controllo delle persone.
"Il timore di una sollevazione dei repressi spinge all'adozione di severe misure precauzionali". La civiltà costruisce repressione psico-emotiva nelle persone e reprime militarmente i comportamenti delle persone, che tendono ad uscire dalla repressione subita, per mantenere il controllo della popolazione repressa.
Una parte di popolazione non è sottoposta a tali violenze; può liberamente mettere in pratica la propria sessualità, ma non prima di aver subito la repressione durante l'infanzia e l'essere stato costretto a veicolare la propria sessualità nel dominio e nel possesso dell'altro in quanto reso incapace di avere rapporti dell'altro come persona.
La violenza contro l'infanzia è atroce. La masturbazione infantile viene violentemente punita. Per contro, l'adulto ha il diritto di stuprare bambini e bambine in quanto costoro non sono cittadini, ma solo oggetti di possesso e, come tali, oggetti d'uso.
Freud non prende in considerazione la proprietà privata dei figli ridotti ad oggetti. Per lui è normale che i bambini sino come bestiame da costringere in comportamenti morali predefiniti.
Non è solo la bibbia, ma lo stesso Platone che afferma come i bambini debbano essere costretti affinché siano utili alla sua Repubblica,
Le persone sono diverse, l'una dall'altra, e, ad una manipolazione mentale diffusa e imposta, rispondono spesso in maniera diversa. Se sottometti le persone, non tutte le persone rimangono sottomesse, una percentuale non piccola di persone anela a diventare colui che sottomette prendendo il posto dei suoi stessi aguzzini.
La civiltà di Freud permette i rapporti sessuali soltanto finalizzati alla riproduzione. Finalizzati a produrre schiavi che facciano funzionare la civiltà stessa.
Il proletario non è colui la cui ricchezza sono i figli, ma è colui che genera figli per arricchire la società. Come le mucche fanno i vitelli che arricchiscono i proprietari di bovini, così i proletari fanno figli per arricchire i gestori della civiltà.
Certo, dice Freud, sembra quasi che uno strato della popolazione sfrutti un altro strato della popolazione: ai suoi tempo era sfruttamento delle classi sociali. Oggi, che le classi sociali non esistono, la repressione sessuale, anche se viene ancora esercitata dai cristiani, i preti cattolici in Italia, la sua incidenza sulla formazione dell'infanzia è notevolmente diminuita.
Lo stesso vale per i rapporti sessuali e gli obblighi sociali imposti. Ma, di questo argomento ne parlerò quando e se tratterò Reich.
Fine quarta parte --- continua
17 aprile 2026
E' stato necessario un po' di tempo per qualificare Prevost: contro Trump ha trovato la sua visibilità, ma hanno lo stesso Dio e perseguono gli stessi scopi, con metodi diversi, ma con la stessa ferocia. Trump ha detto di averlo fatto eleggere, pochi dubbi che non abbia fatto pressione in quella direzione. E ai cattolici, dopo Bergoglio, andava bene così.

Pagina specifica dell'argomento
16 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Terza parte
Il disagio degli uomini nella civiltà non è il disagio di tutti gli uomini della civiltà. Indubbiamente, la classe economico-sociale a cui Freud appartiene non soffre il disagio prodotto dalle condizioni economiche, ma può soffrire un disagio psicologico dovuto allo stridere fra educazione ricevuta e condizioni imposte dalla vita reale.
15 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Seconda parte
Davanti alle sofferenze degli uomini, Freud si ritrae inorridito.
Scrive Freud:
La felicità è invece qualcosa di estremamente soggettivo. Per quanto possiamo ritrarci inorriditi di fronte a certe situazioni, quella degli antichi schiavi delle galere, quella dei contadini nella guerra dei Trent'anni, quella delle vittime della Santa Inquisizione, quella degli ebrei in attesa del pogrom, resta per noi impossibile immedesimarci con queste persone, indovinare i cambiamenti che 1 ottusità originaria, l'abbrutimento progressivo, la cessazione delle speranze, le forme grossolane e sottili di narcotizzazione hanno provocato nella loro ricettività alle sensazioni di piacere e dolore. In caso di possibilità estreme di sofferenza, entrano in azione anche determinati meccanismi psichici che proteggono la psiche. Mi sembra inutile prolungarmi oltre su questo aspetto del problema.
14 aprile 2026
Tu necessiti di ricovero in ospedale psichiatrico
Come Trump rappresenta sé stesso sul suo social. Normalmente, uno così è da manicomio; ci sono molti malati mentali he si credono Napoleone, Gesù o i "salvatori del mondo".
14 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Prima parte
Se oggi come oggi noi guardiamo alle civiltà attuali, 2026, dobbiamo stabilire il punto di vista attraverso il quale iniziare a pensare al loro divenuto. Cristianesimo ed ebraismo non hanno contribuito a costruire l'attuale civiltà occidentale, intesa come democrazia stabilita dalle varie carte dei diritti dell'uomo, ma sono stati i nemici dei costruttori della civiltà attuale.
La situazione sociale è divenuta combattendo l'ideologia cristiana, i principi morali cristiani, l'assolutismo cristiano, il diritto ad imporre la schiavitù che il cristianesimo rivendicava come diritto di Dio.

12 aprile 2026
Questa è una breve riflessione sulla rappresentazione di Demetra in Arcadia come raccontata da Pausania in Guida della Grecia, Libro VIII, l'Arcadia.
Accanto a Demetra c'è una divinità chiamata Despoina. Il termine, in greco, significa "signora" e "padrona".
11 aprile 2026
L'uomo, qualunque uomo, vive sempre in una condizione mentale che oscilla fra le necessità della ragione, di descrivere il mondo in cui vive, e l'oscurantismo dell'immaginazione, attraverso la quale farnetica di possibilità e di condizioni che sfuggono ad ogni condizione razionale.
10 aprile 2026
Riflessione sul sesto capitolo di "Avvenire di un'illusione" di Freud
Il libro, scritto nel 1927, vive il momento storico del trionfo del cristianesimo che alimenta il terrore del colonialismo e del fascismo coltivando quell'idea assolutista del Dio padrone del mondo a cui tutti gli uomini si devono sottomettere.
Queste sono riflessioni ispirate dal sesto capitolo in cui Freud parla principalmente dell'illusione e definisce, dal suo punto di vista, la differenza fra errore e illusione.
08 aprile 2026
Riflessione su cristianesimo e società
Da duemila anni a questa parte l'Essere Umano ha soggettivato la paura della morte. L'angoscia come costante della propria vita. Tuttavia la società reagisce alla coercizione cristiana rigettando la morale cristiana.
07 aprile 2026
07 aprile 2026
Mi sono comperato questo libro.
07 aprile 2026
Il servo prima ti adula.
06 aprile 2026
La guerra degli USA e Israele contro l'Iran
Trump dimostra ancora una volta di essere un acuto diplomatico.
Dice all'Iran: "Aprite quel maledetto stretto, pazzi bastardi, o vivrete all'inferno."
05 aprile 2026
Riflessione sul mondo in cui viviamo
La voglia di guerra di politici che hanno tradito la Patria.
L'Articolo 11 della Costituzione italiana sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa e risoluzione delle controversie internazionali, promuovendo la pace e la giustizia tra le Nazioni. L'Italia accetta limitazioni di sovranità per un ordinamento internazionale pacifico, sostenendo organizzazioni come l'ONU.
04 aprile 2026
Nel 2001 è uscito un breve articolo relativo ad una ricerca effettuata da David Snowdon, un ricercatore dell' Università del Kentucky, sulle suore dei conventi USA al fine di definire la relazione fra tipo di vita e insorgenza, in età avanzata, dell'Alzheimer.
03 aprile 2026
Aristotele e un discorso sulla verità
Sempre parlando contro il relativismo, Aristotele presenta le sue perplessità per una realtà che non manifesta la sua verità, ma preferisce presentare aspetti di sé stessa che, percepiti dal soggetto, negano l'interezza dell'oggetto a cui il soggetto assiste.
02 aprile 2026
Il Vaticano contro la democrazia italiana
Era il 1994 quando era in atto l'asse politica per il controllo sociale del Vaticano con Silvio Berlusconi.
Al Vaticano interessava avere fondi pubblici per controllare le persone e mise avanti le mani per appropriarsi di fondi dalla legge finanziaria.
01 aprile 2026
I proverbi egiziani di Amen-em-Ope
Proverbio n. 6 di Amen-em-Ope
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Ultima modifica 12 febbraio 2021
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