45) Riflessione sul sesto capitolo di "Avvenire di un'illusione" di Freud
15 aprile 2026

Davanti alle sofferenze degli uomini, Freud si ritrae inorridito.
Scrive Freud:
La felicità è invece qualcosa di estremamente soggettivo. Per quanto possiamo ritrarci inorriditi di fronte a certe situazioni, quella degli antichi schiavi delle galere, quella dei contadini nella guerra dei Trent'anni, quella delle vittime della Santa Inquisizione, quella degli ebrei in attesa del pogrom, resta per noi impossibile immedesimarci con queste persone, indovinare i cambiamenti che 1 ottusità originaria, l'abbrutimento progressivo, la cessazione delle speranze, le forme grossolane e sottili di narcotizzazione hanno provocato nella loro ricettività alle sensazioni di piacere e dolore. In caso di possibilità estreme di sofferenza, entrano in azione anche determinati meccanismi psichici che proteggono la psiche. Mi sembra inutile prolungarmi oltre su questo aspetto del problema.
Freud, Il disagio della civiltà, Newton Editore, 2010, pag. 112
Che a Freud piaccia o meno, la civiltà è questa.
E' l'orrore che la massa delle persone è costretta a subire per mano di pochi che, identificandosi con Dio, hanno l'assoluta libertà di spargere dolore fra le persone per poterle dominare.
Freud si considera un eletto di Dio e si consola affermando che in situazioni estreme entrano in azione meccanismi psichici che, secondo lui, proteggono la psiche. Ovviamente, non ha provato a bruciare sul rogo né ha provato le torture inflitte in una civiltà il cui scopo è creare il disagio per dominare gli uomini.
Come si è formata la famiglia secondo Freud?
Qual è la relazione fra le violenze che gli uomini subiscono davanti alla quali Freud afferma "inutile prolungarsi" e la costruzione della famiglia e della proprietà privata che caratterizzano la civiltà che tanto disagio crea agli uomini?
Scrive Freud:
Presumibilmente la fondazione della famiglia coincise col fatto che il bisogno del soddisfacimento genitale non fece più la parte dell'ospite che compare all'improvviso da qualcuno e poi, una volta andatosene, per molto tempo non dà più notizie di sé, ma si stabilì presso di lui come inquilino fisso. Allora il maschio ebbe motivo di trattenere presso di sé la femmina o più generalmente gli oggetti sessuali; le femmine, che non volevano separarsi dai loro piccoli inermi, dovettero a loro volta, anche nell'interesse di questi ultimi, rimanere presso l'uomo, che era più forte. In questa famiglia primitiva notiamo ancora la mancanza di un tratto essenziale della civiltà. L'arbitrio del capo e padre era illimitato.
Freud, Il disagio della civiltà, Newton Editore, 2010, pag. 122-123
Freud vede la formazione della famiglia come necessità di veicolazione della libido e la necessità del controllo della "stirpe di sangue", com'è nella tradizione ebraica e nella tradizione cristiana.
La stirpe di sangue porterebbe alla nascita della famiglia.
Sulla nascita della famiglia, Engels è molto più drastico, documentato e pragmatico.
Scrive Engels:
Nella forma semitica questo capofamiglia vive in poligamia, gli uomini non liberi hanno moglie e figli e il fine di tutta l'organizzazione è la custodia di armenti in un territorio delimitato. L'essenziale è costituito dall'incorporamento di non liberi e dalla patria potestà; perciò la forma tipica e compiuta di questa famiglia è la famiglia romana. La parola "familia" non esprime originariamente l'ideale del filisteo d'oggigiorno, fatto di sentimentalismo e di discordie domestiche; essa, presso i Romani, da principio non si riferisce affatto alla coppia unita in matrimonio, ma solo agli schiavi. "Famulus" significa schiavo domestico e "familia" è la totalità degli schiavi appartenenti ad un uomo. Ancora al tempo di Gaio (giurista romano II sec. d.c.) la "familia", "id est patrimonium" (cioè la parte ereditaria), era legata per testamento. L'espressione fu trovata dai Romani per caratterizzare un nuovo organismo sociale, il cui capo aveva sotto di sé moglie, figli, e un certo numero di schiavi sottoposti al potere patriarcale dei Romani, e col diritto di vita e di morte su tutti.
Engels, "L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato", Editori Riuniti, 1963, pag. 85
La famiglia non si forma per le necessità libidiche. Non aveva senso che si formasse per quei motivi dal momento che non c'erano divieti o imperativi morali che limitassero le relazioni sessuali.
Anticamente non c'era il controllo sulla sessualità. La società non controllava le persone controllando il sesso. Questo fu introdotto con l'ebraismo prima, il platonismo in campo filosofico, oltretutto sollecitato dall'omosessualità diffusa che diventava ideale di amore in Platone (vedi simposio) emarginando la donna. Emarginazione e sottomissione della donna fatta propria dal cristianesimo che, con Luca, ha fatto del diritto di stuprare la donna, ad opera del suo Dio, il dovere della donna di lodare il proprio stupratore. Cosa che in Italia, dal punto di vista giuridico, ha dato vita all'istituto del "matrimonio riparatore" in vigore fino a pochi anni fa.
La famiglia si forma per necessità economiche, come adattamento alle condizioni nelle quali vivono gli uomini e non per questioni libidiche che appartengono solo all'immaginario dell'ebreo e del cristiano che immaginano due persone che si "sposano" per consenso davanti al loro Dio per una questione di sesso.
E' in questo modo che si forma la civiltà.
Altri popoli hanno, indubbiamente tradizioni diverse. In altri popoli la posizione della donna è diversa specialmente in quelle civiltà che, al momento degli scritti di Engels e Freud, erano sconosciute o poco conosciute.
Sta di fatto che il modello che emerge dalla civiltà di Roma Antica è il modello che, una volta distorto in un delirio assolutista, viene fatto proprio dai cristiani che lo porteranno ad essere il modello di relazioni fra uomini e donne in tutto il mondo aggiungendo un feroce controllo dell'attività sessuale delle persone, spesso, condannandole al rogo.
Una civiltà che nasce dal possesso di uomini e donne e, anziché svilupparsi uscendo dalla condizione di possesso dell'uomo sull'uomo, eleva il possesso dell'uomo sull'uomo a manifestazione della volontà di Dio è una civiltà che crea sofferenza. E' il Dio cristiano che ha voluto uomini schiavi e ha voluto uomini padroni di schiavi (vedi Paolo di Tarso e lettere apostoli).
Il disagio della maggioranza degli uomini nella civiltà è il prezzo che le società pagano per il benessere di un numero ristretto di persone. Il numero ristretto di persone identificano il proprio potere sulle altre persone con la volontà di Dio. Questo delirio è stato rappresentato molto bene il 13 aprile 2026 dal Presidente USA Trump pubblicando, sul suo social, la propria immagine nelle vesti di Gesù che guarisce un infermo attorniato dai simboli del super potere militare USA. Il potere si identifica con Gesù, con Dio, riservandosi il diritto all'impunità mentre ammazza le persone.
Fine seconda parte —- continua
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14 aprile 2026
Tu necessiti di ricovero in ospedale psichiatrico
Come Trump rappresenta sé stesso sul suo social. Normalmente, uno così è da manicomio; ci sono molti malati mentali he si credono Napoleone, Gesù o i "salvatori del mondo".
14 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Prima parte
Se oggi come oggi noi guardiamo alle civiltà attuali, 2026, dobbiamo stabilire il punto di vista attraverso il quale iniziare a pensare al loro divenuto. Cristianesimo ed ebraismo non hanno contribuito a costruire l'attuale civiltà occidentale, intesa come democrazia stabilita dalle varie carte dei diritti dell'uomo, ma sono stati i nemici dei costruttori della civiltà attuale.
La situazione sociale è divenuta combattendo l'ideologia cristiana, i principi morali cristiani, l'assolutismo cristiano, il diritto ad imporre la schiavitù che il cristianesimo rivendicava come diritto di Dio.

12 aprile 2026
Questa è una breve riflessione sulla rappresentazione di Demetra in Arcadia come raccontata da Pausania in Guida della Grecia, Libro VIII, l'Arcadia.
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11 aprile 2026
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10 aprile 2026
Riflessione sul sesto capitolo di "Avvenire di un'illusione" di Freud
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08 aprile 2026
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Da duemila anni a questa parte l'Essere Umano ha soggettivato la paura della morte. L'angoscia come costante della propria vita. Tuttavia la società reagisce alla coercizione cristiana rigettando la morale cristiana.
07 aprile 2026
07 aprile 2026
Mi sono comperato questo libro.
07 aprile 2026
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05 aprile 2026
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03 aprile 2026
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02 aprile 2026
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01 aprile 2026
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Ultima modifica 12 febbraio 2021
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