FEDERAZIONE PAGANA

La sola Associazione Religiosa Pagana Politeista Italiana

Entra nel sito

Il cammino della metafisica

48) Come il neoplatonismo favorì il cristianesimo e il suo odio sociale

47) Platone, neoplatonici, cristianesimo e orfici: il fondamento ideologico della contrapposizione

46) Riflessione su "Il disagio della civiltà" di Sigmund Freud

Cronaca quotidiana di pensieri Pagani

09 novembre 2026

Storia della formazione dell'idea di demonio come i cristiani lo intendono

Dioniso - Museo di Aquileia

La formazione dell'idea di "demonio" come oggi intesa dai cristiani è la trasformazione di un'idea antica il cui significato non aveva nulla a che vedere col significato che a quella idea oggi attribuiscono i cristiani.

Scrivere una brevissima storia di come è venuta formandosi l'idea che noi abbiamo dei demoni, non è semplice perché non esiste una trasformazione lineare, ma esistono tappe ed episodi salienti che alimentano, nel pensiero comune, la trasformazione di quell'idea.

La storia che sto scrivendo sarà l'elencazione di una serie di tappe filosofiche e ideologiche che hanno fissato la formazione dell'idea del demone in ambito cristiano.

Il termine demonio deriva dal greco "Daimon". Il "Daimon" era il lato divino di ogni soggetto vivente nella natura. Anche per parlare di una divinità, quando si voleva esaltare il suo essere in quanto divinità, si parlava di un grande "Daimon". Negli Inni Orfici, pur essendo un testo del II secolo d.c. molte divinità vengono definite "demone".

Per esempio, nell'Inno a Cielo, parlando di Urano, lo si definisce: "beato demone supremo". Oppure, l'Inno Orfico alla Natura si rivolge alla divinità chiamandola: "... operosa, augusta, demone che molto costruisci, signora, domatrice di tutto il mondo, ...". Oppure, ancora, al Dio Pan l'Inno Orfico si rivolge dicendo: "... che danzi con le ninfe, che tutto produci, di tutto genitore, demone dai molti nomi, signore del cosmo, ...". E, ancora, a Poseidone l'Inno Orfico dice: "... che ti diletti dei flutti insieme agli animali, demone marino; salva le dimore della terra e lo slancio veloce delle navi ...".

Gli Inno Orfici sono del II secolo dell'era moderna. Tuttavia mantengono la forma del significato antico proprio nel periodo in cui si stava modificando il significato di "Daimon" in "demonio".

A Roma si usava un altro termine per definire quanto i greci definivano col termine "Daimon", si usava il termine "Genio", per il maschile e "Juno" per il femminile. Si tratta sempre dell'aspetto divino delle persone, dei luoghi, degli animali e delle piante. Poi, in epoca imperiale si parla del "Genio dell'imperatore". Il suo aspetto divino attraverso il quale, a volte, veniva divinizzato.

Dove inizia la modificazione del significato di "Daimon" in ambito filosofico-religioso?

E' Platone che dà origine alla modificazione del significato con l'intento di aggredire le idee religiose del suo tempo. Attorno al 399 a.c., all'incirca, Platone scrisse l'"Apologia di Socrate" nella quale fa dire a Socrate:

Ora esaminate insieme a me, o cittadini, in che maniera mi sembra di poter dire queste cose. Tu, o Meleto, rispondici. E voi, come vi ho pregato all'inizio, ricordatevi di non far chiasso28, se io condurrò i miei ragionamenti al solito modo.
«Ci può essere qualche uomo, o Meleto, il quale creda che esistano cose umane e non creda, invece, che esistano degli uomini?»
«...».
«Bisogna che risponda, o cittadini, e che non faccia sempre confusione. Ci può essere qualcuno che non crede che esistano cavalli e che, invece, sia convinto che esistano cose che riguardano i cavalli? O qualcuno che non pensi che esistano suonatori di flauto, e che pensi, al contrario, che esistano cose che riguardano il suonare il flauto?».
«... ».
«Non c'è, o carissimo; e se tu non vuoi dirlo, lo dico io, a te e agli altri che sono qui presenti! Ma tu rispondi almeno a ciò che segue a questo. Ci può essere qualcuno che creda esistano forze demoniache, ma che non creda esistano dèmoni?».
«Non c'è».
«Mi hai fatto cosa gradita nel darmi risposta, anche se a mala penale per costrizione di quelli che sono qui presenti. Dunque, tu sostieni che io credo e che insegno che esistano cose demoniache; orbene, che tali cose siano nuove o che non lo siano, stando al tuo discorso, in ogni caso, io crederei che esistano realtà demoniache e ne hai fatto anche giuramento nel tuo atto di accusa. Ma se io credo nell'esistenza di cose demoniache, allora è veramente necessario che io creda che esistano anche dèmoni. Non è così?».
«... ».
«E proprio così. Suppongo che tu sia consenziente, dal momento che non fornisci una risposta. E i dèmoni non diciamo che siano dèi o figli di dèi? Dici sì, o no?».
«Certamente».
«Dunque, se io credo, come tu sostieni, che esistano dèmoni, e se i dèmoni sono certi dèi, proprio questo risulta essere quello che io dico che tu presenti come enigma e che fai per gioco; intendo il tuo affermare che io, non credendo che esistano gli dèi, credo all'opposto che ci siano dèi, perché credo che esistano dèmoni. Se, poi, i dèmoni sono certi figli spuri di dèi, che sono nati da ninfe o da altre madri di cui si racconta, allora quale uomo potrà ritenere che esistano figli di dèi, ma che non esistano dèi? Sarebbe una cosa assurda, proprio come se uno credesse che esistano figli di cavalle e di asini, ossia i muli, ma non credesse che esistano cavalle e asini.

Platone, "Apologia a Socrate, in Platone, "Tutti gli scritti", Editore Bompiani, 2017, pag. 33.

Il discorso articolato di Platone ha il solo scopo di introdurre il concetto della presenza di demoni in un contesto di credenze iniziando ad equiparare Dèi e demoni. I demoni sarebbero, secondo Platone: "E i dèmoni non diciamo che siano dèi o figli di dèi? Dici sì, o no? - Certamente". E ancora: "Se, poi, i dèmoni sono certi figli spuri di dèi [...] nati da ninfe o da altre madri di cui si racconta".

In Platone il "Daimon" non è un aspetto divino degli Esseri Viventi, è qualche cosa di diverso dagli Esseri Viventi. Un vivente, che viene considerato figlio di Dèi nella tradizione antica era un semidio, come Ercole, Perseo, Pluto e tanti altri.

Quando Platone fa dire a Socrate:

"La causa di questo fatto è quello che mi avete sentito dire molte volte e in vario modo, ossia che in me si manifesta qualche cosa di divino e di demoniaco, quello che anche Meleto, facendo beffe, ha scritto nell'atto di accusa. Questo che si manifesta in me fin da fanciullo è come una voce, che, allorché si manifesta, mi dissuade sempre dal fare quello che sono sul punto di fare, e invece non mi incita mai a fare qualcosa."

Platone, "Apologia a Socrate, in Platone, "Tutti gli scritti", Editore Bompiani, 2017, pag. 37.

Platone non sta solo indicando l'esistenza dei demoni, ma sta indicando anche l'attività dei demoni fondando l'idea della possessione diabolica.

Dall'Apologia di Socrate noi abbiamo una rottura con l'idea del "Daimon" delle religioni antiche (Orfismo, Dionisismo, Eleusi, nelle idee di Esiodo e Omero) e delle idee filosofiche che precedono Pitagora e Parmenide.

Per comprendere meglio l'odio di Platone per gli Dèi, vale la pena di leggere, dal Simposio di Platone, il discorso che Platone fa mettendolo in bocca a Diotima di Mantinea. Nel Simposio, Platone non ha nemmeno il coraggio di attribuire tale discorso a Socrate, come fa comunemente.

Scrive Platone nel Simposio:

[Parla Diotima dialogando con Socrate]

«"Ma tu hai ammesso che Eros, per mancanza delle cose buone e belle, ha desiderio di queste cose di cui è mancante".
«"L'ho ammesso, infatti".
«"E allora, come potrebbe essere dio chi non è partecipe delle cose belle e delle cose buone?" „
«"In nessun modo, a quanto pare".
«"Dunque, vedi - disse — che anche tu non credi che Eros sia un dio?"
«"Allora - dissi -, che cos'è Eros". E' un mortale?".
«"No certo".
«"Ma, allora, che cos'è?".
«"Come si è detto prima - disse - E' qualcosa di intermedio fra mortale e immortale".
«"Allora che cos'è, o Diotima?".
«"Un gran demone, o Socrate: infatti, tutto ciò che è demonico è intermedio fra dio e mortale".
«"E quale potere ha?", domandai.
«"Ha il potere di interpretare e di portare agli dèi le cose che vengono dagli uomini e agli uomini le cose che vengono dagli dèi: degli uomini le preghiere e i sacrifici, degli dèi, invece, i comandi e le ricompense dei sacrifici. E, stando in mezzo fra gli uni egli altri, opera un completamento, in modo che il tutto sia ben collegato con se medesimo. Per opera sua ha luogo tutta la mantica e altresì l'arte sacerdotale che riguarda i sacrifici e le iniziazioni e gli incantesimi e tutta quanta la divinazione e la magia. Un dio non si mescola all'uomo, ma per opera di questo demone gli dèi hanno ogni relazione ed ogni colloquio con gli uomini, sia quando vegliano, sia quando dormono. E chi è sapiente in queste cose è un uomo demonico; chi, invece, è sapiente in altre cose, in arti o in mestieri, è uomo volgare. Tali demoni sono molti e svariati; e uno di essi è Eros".

Platone, Simposio, in Platone, "Tutti gli scritti", Editore Bompiani, 2017, pag. 510-511

In questo modo era iniziata la degradazione degli Dèi. Il passaggio della prima espressione divina che emerge dall'uovo in Nera Notte, Eros, e che alimenta l'Intento in ogni forma di vita facendo del desiderio negli Esseri della Natura, la forza delle loro trasformazioni, modificazioni e adattamenti, viene volgarizzata in una sottospecie di divinità, un demone, impegnato a far da messaggero fra gli uomini e gli Dèi.

Il desiderio, alimentato da Eros dentro agli Esseri Umani, diventerà, in seguito, un "peccato mortale" contro la morale del Dio cristiano.

Già con Ferecide e Pitagora stava emergendo un'altra idea: l'idea dell'anima.

Il concetto di anima, prima di loro era il concetto di ciò che anima. Il verbo animare era usato per distinguere ciò che alla ragione appariva come "animato" da ciò che alla ragione appariva come "inanimato". Con Ferecide, Pitagora, Archita di Taranto, Platone e altri filosofi assolutisti, dal verbo "animare" si passò al sostantivo "anima". L'anima divenne oggetto in sé. Un oggetto distinto dal corpo anche se nessun filosofo ha mai potuto dimostrare l'esistenza di un'anima indipendente da un corpo fisico.

Il concetto di anima, come sostantivo, e il concetto di demone, sono concetti che non si possono separare. Dal momento che il "Daimon", diventato "demone", diventa cosa altra rispetto all'uomo: da cosa deriva il sentimento, la passione, l'intelligenza, l'intelletto dell'uomo? Da qualche cosa che non costituisce l'aspetto divino dell'uomo, ma è esterno all'uomo e viene concesso all'uomo dal padrone che avrebbe "creato" l'uomo.

L'anima è un oggetto che non appartiene all'uomo, appartiene a Dio (al Demiurgo, all'Artefice, all'Uno, al Tutto, chiamatelo come volete, il concetto non cambia). Dal momento che l'anima trasforma il cadavere uomo in vivente, ciò che l'uomo fa non deriva dalla volontà dell'uomo, ma dalla volontà di Dio che entra nell'uomo attraverso la sua anima. Per Platone, l'uomo non ha volontà, è la sua anima che, per volontà di Dio, è portatrice di volontà perché solo Dio è il portatore di volontà.

Per Platone, che cos'è l'uomo?

Un cadavere privo di volontà; incapace di costruire la sua conoscenza perché tutto ciò che di nuovo appare alla sua consapevolezza altro non è che il ricordo di vite passare (reminiscenza); inoltre, ogni demone, come in Socrate, può controllare il comportamento dell'uomo entrando in lui e suggerendogli che cosa può fare o non può fare.

Nella bibbia ebraica non si usa il termine demone. Si preferisce usare il termine "spiriti maligni". E' necessario sottolineare questo aspetto perché il "demone" di Platone viene trasformato dai medio platonici, Apuleio in particolare, ma non assume l'aspetto di un essere maligno nemico del Dio.

Nella bibbia appare un altro personaggio, Satana. Satana appare un amico e complice di Dio e con Dio si mette a giocare con la vita di Giobbe. Alla fine della storia, il Dio degli ebrei ricompensa Giobbe per la sua fedeltà, ma sta di fatto che, per divertirsi con Satana, ha fatto ammazzare la moglie di Giobbe, i figli e le figlie di Giobbe, i guardiani dei cammelli e delle pecore di Giobbe. Il Dio degli ebrei, per divertirsi con Satana, ha fatto una strage di innocenti dimostrando che per lui gli uomini sono solo oggetti che possiede.

Anche questo deve essere sottolineato per il proseguo del nostro discorso sulla formazione dell'idea dei demoni nel cristianesimo.

Scrive la bibbia cristiana:

Il Signore chiese a satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Da un giro sulla terra, che ho percorsa». Il Signore disse a satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male». Satana rispose al Signore e disse: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quanto è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame abbonda di terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha e vedrai come ti benedirà in faccia!». Il Signore disse a satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui». Satana si allontanò dal Signore.
Ora accadde che un giorno, mentre i suoi figli e le sue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del fratello maggiore, un messaggero venne da Giobbe e gli disse: «I buoi stavano arando e le asine pascolando vicino ad essi, quando i Sabei sono piombati su di essi e li hanno predati e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo».
Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «Un fuoco divino è caduto dal cielo: si è attaccato alle pecore e ai guardiani e li ha divorati. Sono scampato io solo che ti racconto questo».
Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I Caldei hanno formato tre bande: si sono gettati sopra i cammelli e li hanno presi e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo».
Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del loro fratello maggiore, quand'ecco un vento impetuoso si è scatenato da oltre il deserto: ha investito i quattro lati della casa, che è rovinata sui giovani e sono morti. Sono scampato io solo che ti racconto questo».

Giobbe 1, 7-19

Il Dio degli ebrei si assolve dalla responsabilità che la strage è stata fatta da Satana, ma questa strage è stata fatta con la sua complicità e il Dio degli ebrei è un criminale. Vedremo come questo concetto, Dio si accorda con Satana per fare il genocidio in modo da criminalizzare Satana e permette a Dio di tenersi il vantaggio di aver fatto il genocidio, entrerà nella definizione ideologica e sociale del demonio cristiano: agisce sottomesso ed obbediente alla volontà di Dio, ma sarebbe responsabile di aver agito contro Dio.

La bibbia ebrea, poi adottata in varie forme dai cristiani, segue il suo corso. L'idea di demone di Platone sembra entrare nel dimenticatoio. L'indirizzo platonico dell'Accademia di Atene sta svanendo. Nel 268 a.c. Arcesilao di Pitane, prendendo ispirazione da Pirrone di Elide che aveva accompagnato Alessandro Magno nella sua guerra verso l'India, aveva elaborato i suoi concetti discutendo con i Gimnosofisti indiani. Pirrone aveva acquisito ed elaborato l'idea dei Gimnosofisti secondo cui esistono gradi diversi di interpretazione soggettiva del medesimo mondo oggettivo. Il mondo è un oggetto in sé che sfugge alla limitatezza della conoscenza umana. Gli Esseri Umani interpretano soggettivamente quel mondo costruendo una propria visione illusoria, che possono modificare mediante l'ascesi, ampliando la loro capacità di comprendere il mondo oltre l'illusione. L'ascesi permette di acquisire la conoscenza di gradi diversi della realtà. Pur non negando il pensiero platonico, la nuova accademia assume l'atteggiamento scettico rigettando o emarginando tutto quello che non è dimostrabile e opinabile.

Nell'86 a.c. il generale Silla, despota degli oligarchi romani, conquista ed espugna Atene distruggendo, fra l'altro, l'Accademia di Atene. Un'Accademia ad indirizzo scettico che poco, ormai, aveva del platonismo.

Fra il I secolo a.c. e il III secolo a.c. nasce un gruppo eterogeneo di filosofi che iniziano ad usare i dialoghi di Platone in un ambiente culturale dominato da epicurei e stoici, in particolare a Roma. Si tratta di un gruppo di filosofi considerati medio platonici. Lo stesso Cicerone, fuggito in esilio ad Atene per non rispondere dei delitti di omicidio, attorno al 79 a.c., apprese la filosofia stoica infarcita di vetero platonismo da Antioco di Ascalona considerato il fondatore di un'altra accademia.

Di questi filosofi medio platonici, per il discorso sui demoni, mi interessa fissare l'attenzione su due filosofi in particolare: Apuleio e Filone di Alessandria.

Mentre Apuleio rielabora la filosofia sui demoni di Platone, Filone di Alessandria applica alla bibbia ebraica il sistema allegorico con cui stoici e platonici tendevano ad interpretare il mito greco.

Apuleio scrive un libro dal titolo "Il Dio di Socrate" in cui presenta la sua teoria demonologica elaborata sulle tesi del Simposio di Platone.

Scrive Apuleio:

«Non arrivo fino a questo punto» - potrebbe rispondere Platone, difendendo il suo punto di vista con la mia voce «non arrivo, cioè, a sostenere che gli dèi sono separati e disgiunti da noi, al punto da ritenere che nemmeno i nostri voti li possano raggiungere. Infatti, non li ho estraniati dalle preoccupazioni per le vicende umane, ma soltanto dal loro contatto con esse. Inoltre, vi sono alcune potenze divine intermediarie che abitano questo spazio aereo, tra la sommità dell'etere e i bassifondi della terra, e che comunicano agli dèi i nostri desideri e i nostri meriti». I Greci chiamano questi esseri daimones (= demoni); tra gli abitanti della terra e quelli del cielo essi fungono da messaggeri delle preghiere di quaggiù e dei doni di lassù; da una sponda all'altra essi trasportano le richieste di quaggiù e gli aiuti di lassù, facendo da interpreti o da salvatori, a nome degli uni o degli altri. E' proprio grazie a loro, come Platone sostiene nel Simposio, che hanno luogo tutte le rivelazioni, i prodigi della magia e i presagi di ogni specie. All'interno del loro numero ciascuno svolge l'incarico cui è stato preposto a seconda delle sue competenze: dar forma ai sogni, incidere viscere, governare il volo degli uccelli, modulare il loro canto, ispirare gli indovini, scagliare fulmini, far lampeggiare le nubi, ed altri segni ancora, attraverso i quali prevediamo il futuro. Tutte queste cose dipendono dalla volontà, dalla maestà e dall'autorità degli dèi del cielo, ma bisogna riconoscere che ciò avviene grazie all'obbedienza, all'opera e alla mediazione dei demoni.

Apuleio, "Il dio di Socrate", in "Medioplatonici - opere, frammenti e testimonianze", Editore Bompiani, 2015, pag. 829

Il concetto di demone, abbandonato dalla scuola scettica, rientra con i medio platonici diventando centrale nella riformulazione del pensiero di Platone. Soprattutto, i demoni diventano lo strumento della divinazione, della costruzione dei sogni, del governo del volo degli uccelli per gli Aruspici. Sono i demoni che scagliano i fulmini, ispirano gli indovini, fanno lampeggiare le nubi e quanto serve a prevedere il futuro.

Apuleio vive a Cartagine e viaggia molto perché ricco. Di stirpe berbera, ma cittadino romano, si interessa di Esculapio (Asclepio) e dei Misteri di Eleusi. A Roma fu iniziato al culto di Osiride e Iside.

Apuleio divenne molto famoso come filosofo platonico. Ritornato a Cartagine fu investito della carica di "sacerdote della provincia" e gli venne affidato il culto dell'imperatore di Roma. Apuleio morì a Cartagine nel 170 d.c.

Le sue teorie sui demoni non ebbero molto seguito. I medio platonici stavano per essere soppiantati dai neoplatonici. Nel frattempo, stavano nascendo i primi gruppi cristiani, in particolare gli gnostici, e si iniziava a scrive i testi del Corpus Ermeticum. Apuleio, fra l'altro, per secoli venne ritenuto l'autore dell'Asclepio, un testo attribuibile al Corpus Ermeticum circolava in Europa anche prima che il Corpus Ermeticum fosse tradotto da Ficino.

A Nag Hammadi nel 1945 viene ritrovata, fra gli altri testi, una versione copta dell'Asclepio che viene datata fra il 100 e il 200 d.c. E' interessante notare come in questa copia si può leggere la nuova funzione dei demoni:

Voglio pronunciare per te questo discorso al modo di un mistero: non vi si crederà assolutamente. Infatti le anime; che sono completamente piene di malvagità non se ne potranno andare e venire nell'aria, ma saranno poste nel luogo dei demoni, quelli che sono pieni di pene. Essi sono sempre pieni di sangue e di omicidio e il loro cibo è pianto, lamento e gemito. O Trismegisto, chi sono costoro? O Asclepio, si tratta di quelli chiamati «strangolatori», di quelli che fanno rotolare le anime in giù dalle colline, di quelli che le frustano, di quelli che gettano nell'acqua, di quelli che gettano nel fuoco e di quelli che si danno da fare per le pene degli uomini e le disgrazie. Infatti cose di questo genere non provengono da un'anima divina (theion), né da un'anima razionale (logike) d'uomo, ma provengono dalla peggiore malvagità.

Tratto da: "Frammenti del discorso perfetto", in "I codici di Nag Hammadi" a cura di Annese, Berno e Tripaldi, Editore Carocci, 2024, pag. 431.

Anche se lo scritto per secoli fu attribuito ad Apuleio è evidente che il diverso ruolo dei demoni in questo documento rispetto al testo di Apuleio nel "Dio di Socrate" nega, di fatto, che Apuleio ne sia l'autore.

Risulta importante la datazione del frammento perché la funzione dei demoni in questo "Discorso perfetto" è molto vicino al concetto di demoni che ne ha il cristianesimo.

Siamo in una situazione di parallelo fra Apuleio che fa dei demoni i messaggeri degli Dèi, questo testo dell'Asclepio che fa dei demoni i persecutori delle anima, il testo degli Inni Orfici che usa l'antico significato di demone, e Plotino, lo vedremo in seguito, che associa il demone all'anima nel processo platonico di reincarnazione.

Nel II secolo d.c. i gruppi gnostici si scontrano con coloro che saranno i cristiani. Forme interpretative diverse del divino entrano in conflitto. I loro interessi sono uguali: si contendono le persone come se queste fossero pecore di un gregge e loro i pastori delegati a condurle.

Ogni pastore di gregge gnostico e ogni pastore cristiano accusa l'altro di non interpretare il "vero" pensiero del maestro accusandolo di eresia.

Mentre chi ha il ricordo delle antiche religioni sta scrivendo gli "Inni Orfici" e gli "Oracoli Caldaici", le sette cristiane elaborano i loro vangeli inventando un loro Gesù che, come un novello Dioniso, trasforma l'acqua in vino e combatte gli indiani sotto forma di demoni.

Fra il I e il II secolo, partendo dalle idee neoplatoniche, dalle pratiche misteriche dei riti greci, di Iside e Osiride, dai frammenti delle Antiche religioni, ci si inventa un "Gesù", padrone e figlio del Dio padrone, che avrebbe la capacità di scacciare i demoni dagli indemoniati.

Si tratta di combattere le idee neoplatoniche, in particolare quelle di Plotino, a proposito del "demone" che affiancherebbe le anime. Non si sa chi si inventò Gesù. Si sa soltanto che il Gesù dei vangeli non è mai esistito come persona, ma solo come idea astratta, un desiderio, di qualcuno. Non si sa ancora se quest'idea nasce nel Medio Oriente o a Roma per poi diffondersi come attesa messianica.

Intanto, dall'Egitto Plotino si era trasferito in Italia e stata tentando di diffondere la sua idea di neoplatonismo e, con essa, la sua idea sui demoni.

Scrive Plotino nelle Enneadi:

Chi è dunque il saggio?
Colui che agisce con la sua parte migliore. Forse non sarebbe saggio se avesse un demone che collaborasse con lui. In lui è attiva Intelligenza. Perciò o il saggio stesso è un demone o è al posto di un demone e ha per demone un dio.

E ancora:

Non completamente; infatti l'anima è così costituita che in certe date circostanze e con una certa natura ha in corrispondenza questa o quella vita e questa o quella volontà. E detto poi che il demone, di cui parliamo, dopo aver condotto nell'Ade, non rimane lo stesso, a meno che non scelga di nuovo la stessa .

Plotino, Enneadi (III,4), Editore Bompiani, 2000, pag. 408.

Come è facile leggere, in Plotino il demone non ha carattere di malvagità, accompagna l'anima nell'Ade, dopo aver vissuto assieme all'anima, dove l'anima, secondo l'ideologia Platonica, può rimanere o tornare ad incarnarsi.

L'idea della reincarnazione accompagna l'ideologia religiosa di Plotino e quest'idea deve essere combattuta e distrutta dai cristiani. A Nag Hammadi è stato trovato un "Vangelo di Paolo" in cui è presente la reincarnazione, segno che l'idea era presente fra gli gnostici.

Nei vangeli cristiani il demone è il malvagio. Il nemico di Dio e il nemico di Gesù. L'aspetto più ridicolo è che, nei vangeli, solo i demoni riconoscono la divinità di Gesù mentre la sua divinità appare assolutamente ignota alle persone e sconosciuta ad ogni filosofo di quel tempo. Anche dallo stesso Filone di Alessandria che frequentava quei luoghi in quell'epoca.

Scrivono, fra l'altro, i vangeli cristiani di cui prendo un frammento come esempio:

Tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». Gli rispose uno della folla: «Maestro, ho portato da te mio figlio, posseduto da uno spirito muto. Quando lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora in risposta, disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall'infanzia; anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: «Credo, aiutami nella mia incredulità». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendo: «Spirito muto e sordo, io te l'ordino, esci da lui e non vi rientrare più». E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «E' morto». Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò in piedi. Entrò poi in una casa e i discepoli gli chiesero in privato: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».

Vangelo di Marco 9, 15-29

I demoni vanno scacciati perché, secondo i cristiani, si impossessano dei corpi e, una volta che se ne sono impossessati, le persone perdono il controllo della loro anima e delle loro facoltà intellettuali.

Il discorso dei cristiani è molto semplice: i demoni sono cattivi e vogliono fare del male mentre Gesù è buono e scaccia i demoni. Scacciare i demoni che alimentano il male nell'uomo diventa un imperativo per i cristiani. I cristiani, dove vedono qualche cosa di diverso da quello che loro vogliono, vedono la presenza di demoni malvagi che devono essere scacciati affinché le persone rientrino nel gregge sottomesso al loro Dio padrone.

Il discorso semplice dei cristiani ha facilmente la meglio sul discorso complesso di Plotino del rapporto fra demone e anima e il discorso sui meccanismi della reincarnazione. Quei meccanismi sono troppo complessi per la gente comune che preferisce la dualità del buono e del cattivo, al di là di che cosa si intende per buono e cattivo.

La guerra fra cristiani e neoplatonici era solo agli inizi e la diversa interpretazione del ruolo del demone divide gli schieramenti alimentando il conflitto.

L'ultimo personaggio da considerare è il cristiano che chiude questo cerchio storico: Agostino d'Ippona.

Agostino d'Ippona vive e studia a Cartagine, legge i testi di Apuleio e usa le tesi di Apuleio nella "Città di Dio contro i pagani" per ribadire il concetto cristiano sui demoni in contrapposizione alle idee di Apuleio.

L'attacco di Agostino d'Ippona all'idea sui demoni nel suo trattato "La città di Dio contro i Pagani" inizia con la critica all'idea platonica sui demoni elaborata da Apuleio.

Scrive Agostino d'Ippona:

Il platonico Apuleio di Madaura ha scritto un libro, che ha voluto intitolare De deo Socratis, appositamente su questo, in cui discute ed esamina a quale genere di numi appartenesse quello che era inseparabile da Socrate, a lui legato da una certa amicizia e dal quale pare fosse solitamente richiamato perché desistesse dalle azioni che stava per compiere e che sarebbero risultate infauste3; quello afferma spessissimo e nel modo più chiaro che non si trattava di un dio, ma di un demone, sviluppando attentamente questo pensiero di Platone sulla superiorità degli dèi, inferiorità degli uomini, equidistanza dei demoni. Ebbene, ammesso che le cose stiano così, come osò Platone, eliminando i poeti dalla città, sottrarre i piaceri del teatro ai demoni, e non già agli dèi, che considerò lontani da ogni umana contaminazione? Non fu per mettere in guardia in tal modo l'anima umana, ancora legata a membra mortali, perché non seguisse in nome dello splendore dell'onestà i turpi comandi dei demoni e detestasse il loro sudiciume? E se Platone ha espresso tutta la sua riprovazione intorno a ciò nel modo più onesto, indubbiamente furono ignobili le richieste e gli ordini dei demoni! Dunque: o si è sbagliato Apuleio, e Socrate non ebbe come amico un nume di questo genere; o è caduto in contraddizione Platone, da un lato onorando i demoni, dall'altro respingendo i loro passatempi da una città di buoni costumi; oppure si deve disapprovare l'amicizia di Socrate con un demone. Lo stesso Apuleio se ne vergognò, al punto di intitolare il libro al dio di Socrate; in realtà, in base alla sua argomentazione, in cui distingue con la massima attenzione e minuzia gli dèi dai demoni, invece che di "dio" avrebbe dovuto parlare di "demone di Socrate".

Agostino d'Ippona, "La città di Dio contro i Pagani", Editore Bompiani, 2015, pag. 403-404

Il concetto che Agostino d'Ippona sta aggredendo non è il concetto dei demoni in sé, ma è il concetto dei demoni descritti in chiave positiva. Per Agostino d'Ippona i demoni devono essere malvagi e devono mentire ed ingannare, altrimenti non sono demoni e certamente Apuleio si è ingannato.

La traccia di discussione non verte più su che cosa sia un demone, ma qual è il ruolo del demone nella teologia cosmologica. Per contro, non si discute più dell'uomo nella teologia cosmologica. L'uomo sparisce dall'orizzonte filosofico. Diventa un soggetto passivo sottoposto alla volontà di Dio o alla volontà dei demoni che lo possono possedere alla stessa stregua che il Dio di Platone e dei cristiani possiedono l'uomo attraverso il controllo dell'anima.

Agostino d'Ippona si chiede che cosa sia Socrate in relazione al demone che agisce dentro di lui. La conclusione di Agostino d'Ippona è una condanna per tutti. Dice, infatti:

E se Platone ha espresso tutta la sua riprovazione intorno a ciò nel modo più onesto, indubbiamente furono ignobili le richieste e gli ordini dei demoni! Dunque: o si è sbagliato Apuleio, e Socrate non ebbe come amico un nume di questo genere; o è caduto in contraddizione Platone, da un lato onorando i demoni, dall'altro respingendo i loro passatempi da una città di buoni costumi; oppure si deve disapprovare l'amicizia di Socrate con un demone.

Gli ordini dei demoni furono ignobili. Apuleio si è sbagliato e si deve disapprovare l'amicizia di Socrate con un demone. Così conclude Agostino d'Ippona.

L'operazione ideologica fatta da Platone nel costruire una dualità fra Socrate e un immaginario "demone" che agisse dentro di lui è diventata, per Agostino d'Ippona, la certificazione dell'idea secondo cui i demoni possono entrare nelle persone e farle agire secondo la loro volontà. La possessione diabolica entra nel pensiero ideologico cristiano e i preti cattolici, come tanti Gesù, si sentono dei missionari in dovere di scacciare i demoni dalle persone possedute.

Agostino d'Ippona continua a leggere Apuleio che gli serve per giustificare la propria idea, che diventerà l'idea cristiana, sui demoni e sulla loro attività.

Scrive Agostino d'Ippona:

Circa il comportamento dei demoni, lo stesso platonico Apuleio afferma che essi, allo stesso modo degli uomini, sono turbati dalle passioni provocati dalle offese, placati da doni e ossequi, rallegrati dagli onori, divertiti dai molteplici riti sacri e sdegnati per qualche eventuale negligenza. Fra l'altro dice che essi sono coinvolti anche nelle divinazioni degli àuguri, degli aruspici, degli indovini e dei sogni; e da loro provengono pure i miracoli dei maghi.

Agostino d'Ippona, "La città di Dio contro i Pagani", Editore Bompiani, 2015, pag. 405-406

Agostino d'Ippona preleva le idee di Apuleio per usarle ai propri scopi. Il "Martello delle streghe" riprenderà esattamente le argomentazioni di Agostino d'Ippona per torturare le persone.

Agostino d'Ippona, dopo aver aggredito Apuleio per le sue idee sui demoni, conclude il passaggio fra le idee del medio platonico Apuleio alle idee cristiane sui demoni.

L'uso di Apuleio è stato strumentale. Tutta la filosofia scolastica medioevale tratterà il platonismo conoscendo solo alcuni scritti di Apuleio avendolo citato Agostino d'Ippona. In questa operazione, Agostino d'Ippona ha usato Apuleio per confermare l'esistenza dei demoni e, una volta confermata l'esistenza attraverso Apuleio, definisce l'idea cristiana sui demoni. Dopo aver citato Platone e Apuleio, nessuno può più negare l'esistenza dei demoni e la "veridicità" delle argomentazioni di Agostino d'Ippona.

La vera contrapposizione consiste nel dire: che cosa fa, o a che cosa serve, il demone.

Agostino d'Ippona conclude il suo discorso sui demoni, poi passerà a trattare quanto conosce di Ermete Trimegisto.

Conclude Agostino d'Ippona dicendo:

Sono invece spiriti smaniosissimi di nuocere, completamente estranei alla giustizia, gonfi d'orgoglio, neri d'invidia, scaltri nell'inganno; essi abitano nell'aria poiché, scacciati dalla parte superiore del cielo a causa di una colpa incancellabile, sono stati condannati a rimanervi come in una prigione adatta a loro. Tuttavia, anche se l'aria sta sopra le terre e le acque, non certo costoro sono superiori agli uomini per meriti; anzi questi li superano facilmente non per il corpo terreno, ma per l'atteggiamento di devozione con cui hanno scelto Dio in loro aiuto. E' vero però che i demoni hanno poteri su molti, come loro sudditi e schiavi, che sono indegni di partecipare alla vera religione; la maggior parte di questi s'è convinta che i demoni sono dèi, ingannata da segni miracolosi di loro interventi e predizioni. Ci furono alcuni, invece, che considerarono con acume e attenzione i loro vizi e che quelli non riuscirono a persuadere della propria divinità; perciò si finsero messaggeri e mediatori di benefici tra gli dèi e gli uomini. Ma almeno questi individui non avessero pensato di tributare loro tale onore! Essi infatti non credevano che fossero dèi, perché vedevano la loro malvagità, ed esigevano che tutti gli dèi fossero buoni; eppure non osavano negare loro qualsiasi onore divino, specialmente per non offendere i popoli, che vedevano impegnati a venerarli con inveterata superstizione per mezzo di tanti templi e sacrifici.

Agostino d'Ippona, "La città di Dio contro i Pagani", Editore Bompiani, 2015, pag. 413-414

In questo modo Agostino d'Ippona ha messo le premesse per il genocidio di tutti coloro che adorano Dèi delle antiche religioni. Non si parla più della differenza fra Dèi e demoni, ma gli stessi Dèi antichi diventano i demoni. Solo un cristiano, che non condanna il suo Dio per il genocidio dell'umanità attraverso il diluvio universale, può pensare che l'attività sessuale di Zeus fosse un'attività malvagia e non l'attività con cui viene in essere la vita attraverso le generazioni e le trasformazioni del presente.

Molti, dice Agostino d'Ippona, si sono convinti che i demoni sono Dèi. Gli Dèi antichi non hanno mai chiesto agli uomini o alle donne di sottomettersi "con tutto il loro cuore e con tutta la loro anima". Il Dio di Agostino d'Ippona non solo lo ha fatto, ma si è macchiato di genocidio contro uomini e donne la cui sola colpa era quella di voler vivere pacificamente la loro esistenza.

Agostino d'Ippona dice che i demoni, lui sa che i demoni esistono, sono spiriti smaniosi di nuocere. Sono come Agostino d'Ippona: completamente estraneo alla giustizia, gonfio d'orgoglio (per quattro deliri che scrive), invidioso di filosofi a cui non è degno di "allacciare i calzari", pensa di essere furbo favorendo l'imperatore che perseguita i Pagani, affetto da "complesso di Edipo" nei confronti della madre dalla quale non si è mai emancipato.

Come quanto scrive Apuleio ha delle conseguenze, così anche quanto scrive Agostino d'Ippona ha delle conseguenze. Per conseguenze del pensiero di Agostino d'Ippona, parlo di tragedie sociali che, nel nostro ordinamento giuridico, vanno sotto il nome di "delitti contro l'umanità". Delitti che non vanno mai in prescrizione.

Una conseguenza delle affermazioni di Agostino d'Ippona la troviamo in Martino di Braga.

Martino di Braga, un fanatico missionario cattolico, scrive un libercolo nel 573 d.c. dal titolo "Contro le superstizioni" che affronta il discorso sugli "Antichi Dèi" diffamando ed offendendo dimostrando ignoranza e disprezzo nei confronti del Mito. Un disprezzo proprio dei cristiani che premette l'aggressione fisica in nome del potere assoluto del Dio assassino dell'umanità.

Scrive Martino di Braga:

Allora il diavolo o i suoi ministri, i demoni, che furono cacciati dal cielo, vedendo che gli uomini ignari, abbandonato il loro creatore, andavano errando dietro le creature, cominciarono a manifestarsi a costoro in forme diverse e a parlare con loro e ad esigere che questi offrissero loro sacrifici sugli alti monti e nel folto delle selve, e adorassero loro al posto di Dio, dandosi nomi di uomini scellerati, che trascorsero la vita in ogni sorta di crimini e di scelleratezze; e così uno affermò di essere Giove, mago e incestuoso in sì gravi adulteri da prendersi in moglie sua sorella, che fu chiamata Giunone, e arrivare a corrompere le sue figlie Minerva e Venere, e anche a violare turpemente i nipoti e tutta la parentela. Un altro demone si chiamò Marte, che fu istigatore di liti e di discordia. Un altro poi volle chiamarsi Mercurio, che fu l'astuto artefice di ogni sorta di ruberia e di frode; a costui quale dio del guadagno, gli uomini pieni di cupidigia, nel passare dai crocicchi, offrono in sacrificio mucchi di pietre gettandovi sassi. Un altro demone si prese il nome di Saturno, che avvezzo ad ogni crudeltà, divorava perfino i suoi figli appena nati. Un altro ancora inventò di essere Venere, che fu una meretrice. Essa ha fatto la prostituta non solo con molti amanti, ma anche con suo padre Giove e col suo fratello Marte.

Ecco di che specie erano allora quegli individui scellerati, che uomini ignoranti e rustici onoravano nel modo peggiore con i loro propri espedienti. Di costoro i demoni assunsero i nomi perché quella gente li onorasse come dèi e offrisse loro sacrifici e imitasse le azioni di quelli stessi di cui invocava i nomi. I demoni li persuasero anche a costruire loro dei templi e a porvi immagini e statue di uomini scellerati e ad erigere a loro propri altari, sui quali spargere in loro onore il sangue non soltanto di animali ma anche di uomini. Oltre a ciò molti demoni di quelli che furono cacciati via dal cielo, se ne stanno da padroni o nel mare o nei fiumi o alle sorgenti o nelle selve, e anche a costoro gli uomini dimentichi di Dio prestano onore e offrono sacrifici come a dèi. Nel mare invocano Nettuno, nei fiumi le Lamie, alle sorgenti le Ninfe, nelle selve le Diane, tutti demoni maligni e spiriti malvagi, che danneggiano e tormentano gli uomini privi di fede, che non sanno proteggersi col segno della croce.

Tratto da: Martino di Braga, "Contro le superstizioni", Nardini Editore, 1991, pag. 49/51

Ora non c'è più pudore. Il furore missionario prende il sopravvento. Gli Dèi antichi erano i demoni che hanno tentato di detronizzare il vero Dio cristiano. Si sono ribellati a Dio e sono stati cacciati negli inferi.

Il concetto sui demoni di Agostino d'Ippona è il concetto base del cristianesimo che inizia le sue crociate contro gli indemoniati perché, solo come indemoniati, i popoli non vogliono riconoscere il loro Dio padrone. Sono i demoni che ispirano l'idolatria e, come dice la bibbia, si deve uccidere ogni idolatra che non riconosce il vero Dio.

La guerra ai demoni e agli indemoniati è un modo con cui i cristiani fissano il loro potere politico. Ogni opposizione al cristianesimo è ispirata dai demoni. Ogni eretico e ogni strega o stregone è un indemoniato. Posseduto da un demone come ha raccontato Platone anche se ora non si ricorda più che ogni pensiero relativo ai loro demoni deriva da Platone. Platone sta diventando uno sconosciuto. Il platonismo sparisce perché rimangono solo alcuni scritti dei medio platonici. Anche il neoplatonismo sta scomparendo. Nel 530 Damascio, l'ultimo neoplatonico, è fuggito in Persia per fuggire alle persecuzioni dei cristiani.

Ora il mondo sta ulteriormente sprofondando nelle tenebre.

I cristiani sono i veri demoni, come loro li descrivono, che in nome del demone Gesù vogliono impossessarsi della vita delle persone. Ogni azione delle persone, che non obbedisce ai loro dettami, è un'azione malvagia, ispirata dai demoni e loro si sentono in diritto di ammazzare tutte le persone per poter liberare la loro anima dalla possessione diabolica.

Cos'è diabolico? Che cosa comporta la possessione diabolica?

Scrivono H. Kramer e J. Sprenger in il "Martello delle streghe" stampato nel 1486-1487:

Questo, o un altro simile, è il modo osservato dalle streghe anche con le signore oneste, le meno dedite ai vizi carnali, ma che piuttosto aspirano al benessere terreno. Ma con le ragazze, dedite maggiormente all'ambizione e ai piaceri del corpo, usano un'altra modalità, cioè attraverso desideri carnali e altri piaceri del corpo. Ora bisogna notare che l'intenzione e l'appetito del Diavolo stanno più nel tentare i buoni che i cattivi, benché, dal punto di vista dei tentati, tenti i cattivi più dei buoni, e ciò perché nei cattivi si trova una capacità maggiore dei buoni a ricevere la tentazione del Diavolo. Così dunque il Diavolo cerca maggiormente di sedurre le più caste vergini e fanciulle, come dimostra l'esperienza e anche la ragione. Infatti, poiché possiede già i cattivi ma non i buoni, cerca di sedurre al proprio dominio i giusti che non ha, anziché i cattivi posseduti. Così come un principe terreno insorge di preferenza contro chi gli porta via qualcosa che appartiene al suo diritto, che non contro altri che non gli si sono opposti.

H. Kramer e J. Sprenger, il "Martello delle streghe", Editore Marsilio, 1995, pag. 179.

Le pulsioni sessuali, Eros che spinge la vita a rinnovarsi, è l'effetto della "possessione diabolica". Una possessione che spinge le donne alla ricerca di rapporti carnali.

I demoni di Agostino d'Ippona sono diventati i diavoli tentatori che, soprattutto, incitano le persone a quella pratica sessuale che i cristiani e la chiesa cattolica condanna. Demoni che aiutano streghe e stregoni a far danno alla comunità. A persone "innocenti" timorate di Dio.

D'altro canto, fu Platone che nel Simposio trasformò l'Intento, nato all'inizio del tempo e dello spazio, Eros, in un demone dal ruolo specifico quale messaggero fra gli uomini e gli Dèi. Combattere questo demone che agisce sulle persone, per la chiesa cattolica è un imperativo morale. Bruciare le persone per salvare la loro anima era la missione divina.

A H. Kramer e J. Sprenger si aggiunge Girolamo Menghi col suo "Il flagello dei demoni" del 1577 in cui riprende la possessione demoniaca di Socrate quasi 2000 anni dopo.

Scrive l'esorcista Girolamo Menghi:

Si deve sapere, lo dico per alcuni che se ne meravigliano, che i demoni possono prendere possesso e abitare in un uomo per quanto riguarda il corpo (e di ciò l'esperienza quotidiana è testimone). Costoro infatti vedono che persone giuste sono tormentate nei loro corpi dagli spiriti immondi e non capiscono per quali motivi Dio benedetto possa permettere che ciò avvenga, poiché non considerano i presupposti per cui tale situazione si può verificare: e cioè la volontà permissiva di Dio, la scienza e la potenza dei demoni, nonché la libertà di cui usufruiscono, per cui possono operare cose straordinarie. Ma la possessione diabolica riveste più l'aspetto della pena che non della colpa. Secondo san Tommaso, le pene corporali di questa vita non sono conseguenza di una colpa, perciò talvolta non vengono inflitte ai peccatori, ma agli innocenti, secondo la sublimità dei giudizi di Dio, come risulta evidente dall'episodio del cieco nato nel cap. 9 del Vangelo di Giovanni. Questi individui dunque posseduti dai demoni si chiamano di solito arre tizi [dal lat. adrepticius = catturato dal demonio]. Che cosa sia un tale individuo, lo spiego dicendo che si tratta semplicemente di un uomo che, col permesso di Dio, viene posseduto dal demonio in modo tale che a suo piacimento questi ne usa le membra internamente ed esternamente.

Girolamo Menghi, "Il flagello dei demoni", Editore Neri Pozza, 1997, pag.40-41

Tutti i diversi sono indemoniati. I malati sono indemoniati. La medicina non esiste perché non ha senso che esista l'azione dell'uomo in grado di alterare la volontà di Dio. Dio decide se una persona sta bene o sta male. Ogni intervento delle persone per assicurarsi il benessere, è un intervento demoniaco. Per fermare i demoni le persone devono essere torturate e uccise.

L'oscurantismo è calato sugli Esseri Umani.

L'oscurantismo si chiama: cristianesimo. L'oscurantismo si chiama: Gesù. L'oscurantismo si chiama: Dio dei cristiani. Per loro tutti gli uomini sono indemoniati perché il loro Dio ha liberato i demoni affinché il male si espanda nel mondo.

Sono arrivato alla fine di questa storia. Una storia scritta a strappi e per nulla lineare. Forse una storia che nessuno potrà mai scrivere perché, fra un testo filosofico e un altro, ci sono grandi spazi in cui germina la filosofia delle persone prodotta dai loro bisogni e dalle loro necessità. Un filosofia delle persone che è stata cancellata.

L'Essere Umano, con la sua attività quotidiana, compatta la sua Energia Emotiva e costruisce dentro di sé il Dio che può diventare. La costruzione di questo corpo di Energia Emotiva, che si trasforma e si rafforza quando l'Essere Umano lo coinvolge nella sua attività quotidiana, gli antichi lo chiamavano "Daimon". Nessuno poteva dominare l'uomo, perché il Daimon, che l'uomo costruiva dentro di sé, non tollerava che le emozioni dell'uomo fossero controllate e sottomesse.

Poi, con Pitagora, Platone, Parmenide, Senofane di Colofone fu generata la necessità di controllare l'uomo. Di dare leggi morali all'uomo affinché l'uomo obbedisse. Ma l'uomo aveva dentro di sé le sue tensioni emotive e per dominare l'uomo era necessario criminalizzare le sue tensioni emotive facendole diventare demoniache. All'inizio fu solo il demone di Socrate, poi il mondo fu pieno di demoni da distruggere uccidendo gli uomini che, secondo i cristiani, erano degli indemoniati.

Quando si macellano le persone, accusandole di qualche cosa, ogni persona deve scegliere se schierarsi con i macellati o con i macellai. Se ci si schiera con i macellai ci si schiera anche con la diffamazione attraverso la quale i macellai giustificano il macello delle persone.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

06 novembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 36: Irradianti per solchi di fuoco implacabile

Il frammento 36 della serie di Angelo Tonelli è tratto dal Commento al Cratilo di Proclo.

Il frammento 36 afferma che l'intelligenza progettuale del "Padre", Necessità e Intento, è condotta in direzioni che non possono essere rimosse e irradiano con rigorosa fermezza dove un fuoco implacabile si manifesta in strette aperture dell'inconsapevole.

Pagina specifica dell'argomento

 

Tutti i testi del mese di novembre 2026 in un'unica pagina

 

05 novembre 2026

Esopo e i Sette sapienti greci

Delphi: le sentenze della Pizia

Esopo e i Sette sapienti greci

La filosofia metafisica è essenzialmente una filosofia sociale. Anche quando i filosofi parlano del trascendente, si rivolgono all'uomo affinché riconosca quel trascendente e viva di conseguenza. La filosofia metafisica nasce come filosofia sociale e come filosofia sociale ha al centro del proprio discorso l'uomo in quanto soggetto sociale. L'uomo nelle relazioni sociali.

Continua a leggere...

04 novembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 35: Grembo della luce rifulgente di Ecate

Il frammento 35 della serie di Angelo Tonelli è tratto da Damascio.

Il frammento afferma che c'è un "lui" da cui scaturirebbero folgori implacabili e il grembo di Ecate che rifulge. Ecate sarebbe sorta dal padre accogliendo la folgore e un fiore di fuoco che formerebbe una cintura con un soffio possente oltre i poli di fuoco.

 

Continua a leggere nella pagina specifica dell'argomento

 

Tutti i testi del mese di novembre 2026 in un'unica pagina

 

03 novembre 2026

Ci sono solo due scuole di filosofia in tutto il mondo e in ogni tempo

Ci sono solo due scuole di filosofia in tutto il mondo e in ogni tempo

Queste scuole si presentano con facce diverse o, se si preferisce, con veicolazioni diverse del medesimo tema filosofico fondamentale.

La più antica scuola filosofica di cui l'occidente ha notizia e dalla quale ha origine il pensiero filosofico occidentale è quel modo di pensare la realtà che viene riassunta e definita dal pensiero di Esiodo, più che dal pensiero di Omero.

Continua a leggere...

02 novembre 2026

Le immagini degli Dèi

Le immagini degli Dèi

Le immagini con cui i Pagani rappresentano gli Dèi sono una cosa diversa da come i Pagani intendono la natura degli Dèi.

Una cosa è rappresentare gli Dèi in forma antropomorfa al fine di richiamare la natura degli Dèi all'attenzione e un altro conto è "adorare" gli Dèi.

Continua a leggere...

01 novembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 34: Di là scaturisce la materia cangiante

Il frammento 34 è preso dal Commento al Timeo di Proclo.

Il frammento 34 parla di un luogo, non meglio precisato, da cui scaturirebbe la materia che precipitando indebolisce il fuoco del fulmine mentre si getta nella cavità dei mondi. Questo perché, da quel luogo le cose iniziano ad inclinare i loro raggi in modo stupendo.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

Tutti i testi del mese di novembre 2026 in un'unica pagina

 

31 ottobre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 33: Edificatore mondo igneo

Il frammento 33 di Angelo Tonelli è preso da Proclo nel commento al Timeo di Platone.

Letteralmente, il frammento dice: l'edificatore esperto che costruisce il mondo infiammato.

 

Continua a leggere nella pagina specifica dell'argomento

 

Tutti i testi del mese di ottobre 2026 in un'unica pagina

 

30 ottobre 2026

Conquistare la conoscenza per diventare madri e padri
I proverbi dell'Anticristo - Quarto proverbio

Conquistare la conoscenza per diventare madri e padri - quarto proverbio

[3] Passione e coraggio non ti abbandonino;
determinazione e intento siano scritte nel tuo cuore.

Continua a leggere...

 

30 ottobre 2026

Per riflettere su Epicuro

Se ciò che produce i piaceri dei dissoluti dissolvesse le paure proprie della mente nei confronti dei corpi celesti e della morte e dei dolori, e, ancora, insegnasse quale sia il limite dei desideri e dei dolori, non avremmo alcunché per cui biasimarli, colmi come sarebbero di piaceri da ogni parte e in ogni caso privi di dolore fisico e di afflizione, cioé, del male.

Epicuro, "Massime capitali"

29 ottobre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 32: Colma il grembo fecondo di Ecate

Il frammento 32 della serie di Tonelli è ripreso anche da Albanese che lo rintraccia nel Commento al Timeo di Proclo.

Il frammento dice che un operatore colma il grembo fecondo di Ecate elargendo fuoco che dona vita. L'operatore sui vincoli riversa potentissimo fuoco vivificante.

Continua a leggere nella pagina specifica dell'argomento

 

Tutti i testi del mese di ottobre 2026 in un'unica pagina

 

28 ottobre 2026

Il Brasile e Flavio Bolsonaro

Il Brasile e Flavio Bolsonaro

I giornali lanciano la notizia che Flavio Bolsonaro, invitato a consegnare il passaporto, è scappato dal Brasile e sarebbe in volo verso gli USA.

Continua a leggere...

 

28 ottobre 2026

Il costo del gas in Europa

Il costo del gas in Europa

Il gas nell'Unione Europea ora sfiora i 90 dollari ed è la quotazione massima dal 2022.

Continua a leggere...

27 ottobre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 31: Intuibili sottoposti a misura

Il frammento 31 è tratto da Damascio, l'ultimo responsabile neoplatonico dell'ultima accademia di Atene.

Secondo il frammento 31 il legame della triade prima fluirebbe da "entrambi" dove verrebbero sottoposti a misura gli intuibili.

Il frammento a prima vista appare complesso, eppure è chiaro. Dipende sempre dall'uso che ne si fa del frammento e dei contenuti che si vuole attribuire alle parole del frammento.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

Tutti i testi del mese di ottobre 2026 in un'unica pagina

 

26 ottobre 2026

Frequentare le giuste compagnie
I proverbi dell'Anticristo - Terzo proverbio

Frequentare le giuste compagnie - terzo proverbio

[3] Se cercherai le emozioni del mondo
troverai il segreto delle emozioni che ti trasformano nel tempo.

[4] Allora comprenderai
il coraggio che chiama gli Dèi.

[5] Perché le emozioni esprimono il nostro intento
e le nostre mani mettono in moto il nostro pensiero.

Continua a leggere...

25 ottobre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 30: Triade e "Fonte delle fonti"

Il frammento 30 della serie di Tonelli è preso da Damascio.

Il frammento parla di una matrice che conterrebbe ogni cosa e agirebbe come una fonte di tutte le fonti. Gli interpreti sono in disaccordo sull'interpretazione del frammento perché, secondo alcuni, il frammento farebbe riferimento alla vagina come fonte che tutto contiene. Damascio lo userebbe per indicare il "cosmo intelligibile".

 

Continua a leggere nella pagina specifica dell'argomento

 

Tutti i testi del mese di ottobre 2026 in un'unica pagina

 

24 ottobre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 29: Triade e "Soffio vitale"

Il frammento 29 della serie di Angelo Tonelli è preso da De Mensibus di Giovanni Lido del VI secolo d.c.

Il frammento dice: il soffio vitale fu mescolato dal padre mediante questa triade.

Che cos'è il "soffio vitale"?

 

Continua a leggere nella pagina specifica dell'argomento

 

Tutti i testi del mese di ottobre 2026 in un'unica pagina

 

23 ottobre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 28: Triade seminata in ogni cosa

Il frammento 28 della serie di Angelo Tonelli è preso da De Mensibus di Giovanni Lido del VI secolo d.c.

Il frammento dice che ogni cosa è seminata partendo dall'intimo di questa triade.

 

Continua a leggere nella pagina specifica dell'argomento

 

Tutti i testi del mese di ottobre 2026 in un'unica pagina

 

22 ottobre 2026

Non siate sprovveduti
I proverbi dell'Anticristo - secondo proverbio

Non siate sprovveduti I proverbi dell'Anticristo - secondo proverbio

[1] Figlio mio, chiunque tu sia,
guarda i miei errori e da essi impara.

[2] Ti attrezzeranno per affrontare la tua vita
e il seme della sottomissione in te non sboccerà.

Continua a leggere...

 

22 ottobre 2026

Tre modi diversi di pensare l'uomo

Tre modi diversi di pensare l'uomo

Per il capitalismo, la scuola è un obbligo. Costruisce i lavoratori futuri.

Continua a leggere...

21 ottobre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 27: Una monade domina una triade che rifulge

Il frammento 27 della serie di Angelo Tonelli è preso da Damascio.

Il frammento dice che una triade rifulge nel cosmo e che questa triade è dominata da una monade.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

Tutti i testi del mese di ottobre 2026 in un'unica pagina

 

20 ottobre 2026

Filosofia metafisica e conflitto sociale

Filosofia metafisica e conflitto sociale

Pensate davvero che trattare gli Oracoli Caldaici sia un discorso astratto?

Manifestazioni e scontri in Francia, in Italia, in Portogallo. Alluvioni in Grecia (per ora). Manifestazioni e scontri in India. Guerra Russia-Nato; genocidio dei Palestinesi da parte degli ebrei; distruzione del Medio Oriente e del Nord-Africa. Distruzione delle regole internazionali del commercio. Pretese di suprematismo in numerosi Stati che stanno percorrendo un declino economico e culturale.

Continua a leggere...

19 ottobre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 26: Il cosmo venerò una monade triadica

Il frammento 26 della serie di Angelo Tonelli è preso da De Mensibus, i mesi. Un'opera scritta da Giovanni Lido (490 d.C. epoca dell'imperatore Giustiniano). Il libro contiene dati riconducibili all'antiquaria romana, astrologia, neoplatonismo, misticismo dei numeri (pitagorismo), meteorologia, biologia e miti religiosi antichi.

Il frammento dice che il cosmo, vedendo la monade triadica, la venerò.

Pagina specifica dell'argomento

 

Tutti i testi del mese di ottobre 2026 in un'unica pagina

 

18 ottobre 2026

Epicarmo

Epicarmo

Epicarmo (524-438 a.c.)

Epicarmo filosofo è considerato il fondatore della "commedia Siceliota". Forse arriva a 3 mesi in Sicilia, comunque, visse a Siracusa.

Continua a leggere...

 

18 ottobre 2026

Riflessione sul termine "monade" e sul termine "ineffabile"

Riflessione sul termine "monade" e sul termine "ineffabile"

Monade = Termine usato nella scuola pitagorica per indicare l'unità originaria dalla quale deriva la serie dei numeri. Dal greco monas = unità.

Ineffabile = che non si può esprimere con le parole (per lo più riferito a sentimenti o a sensazioni piacevoli) come una "gioia ineffabile".

Continua a leggere...

17 ottobre 2026

Aporia

Aporia

Viene definita aporia quando due persone delirano argomentando in merito ad oggetti che non ricadono sotto i loro sensi. Costoro li affermano per fede e per credenza. Questo al di là del livello culturale con cui la fede o la credenza in oggetti, che non rientrano sotto i sensi o nelle condizioni dell'esistenza, vengono argomentati.

Continua a leggere...

16 ottobre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 25: Il primo mortale fu animato

Il venticinquesimo frammento della serie di Angelo Tonelli è preso dal Commento al Timeo di Proclo. Il frammento dice che un mortale fu animato perché il "padre" intuì alcune cose.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

Tutti i testi del mese di ottobre 2026 in un'unica pagina

 

Riflessione sugli Dèi dai templi di Pestum
Apri pagina video

 

Per continuare a consultare i post di settembre 2026, clicca qui

Per continuare a consultare i post di agosto 2026, clicca qui

Per continuare a consultare i post di luglio 2026, clicca qui

Per continuare a consultare i post di giugno 2026, clicca qui

Come i Pagani pensano gli Dèi
Apri pagina video

 

 

Il significato di alcuni vocaboli.

 

Questo sito web non usa l'intelligenza artificiale, ma solo l'intelligenza umana.

This website does not use artificial intelligence, only human intelligence.

 

La Federazione Pagana esprime la
Religione Pagana

Una religione si caratterizza per un proprio pensiero religioso che coinvolge l'uomo nelle relazioni con la divinità. Nel caso della Religione Pagana coinvolge l'uomo con gli Dèi.

Una religione deve rispondere a: Che cosa sono gli Dèi? Che cosa è l'uomo? Che cosa e perché delle relazioni fra gli uomini e gli Dèi?

Senza un pensiero religioso, non esiste una religione.

Il pensiero religioso espresso dalla Federazione Pagana

Per avere una panoramica veloce degli arogmenti del sito (con i video trasferiti in questa pagina)

Una religione si caratterizza per i propri riti religiosi coerenti con il proprio pensiero religioso. I riti caratterizzano la religione e ne sottolineano gli aspetti ideologici.

Una religione che chiede agli uomini di sottomettersi al suo Dio, manifesta una qualità di riti; una religione che libera l'uomo dalla sottomissione, esprime una diversa qualià di riti religiosi.

I riti religiosi della Religione Pagana

Costruire il pensiero religioso della Religione Pagana è un lavoro immenso. Si è reso necessario aprire altri due siti web pre presentare il lavoro teologico e di filosofia metafisica relativa alla Religione Pagana.

Il sito web di Stregoneria Pagana

Il sito web della Religione Pagana

Entrambi i siti sono estensioni del sito web della Federazione Pagana

Un pagano discute pubblicamente e confronta con altri le proprie idee religiose. Dal 1996 al 2007 attraverso una radio chi pratica Religione Pagana si è misura con i cittadini e, in particolare, con i cristiani.

Dieci anni di dibattiti sulla Religione Pagana

Chi pratica Religione Pagana cerca sempre di conoscere le persone, il mondo e le altre religioni esponendo la propria.

Per questo la Federazione Pagana ha partecipato a vari eventi esponendo il proprio modo di guardare e pensare il mondo.

Le attività pubbliche della Federazione Pagana

La Federazione Pagana si è data uno Statuto Associativo anche se per questioni di "opportunità" ha ritenuto di dover limitare le iscrizioni.

Lo Statuto serve per definire le attivà della Federazione Pagana, gli scopi e gli intenti dei vari membri della Federazione Pagana.

Lo Statuto Associativo della Federazione Pagana

Contattare i membri della Federazione Pagana è facile. Siamo presenti su Facebook dove quotidianamente pubblichiamo le nostre idee religiose.

La Federazione Pagana in Facebook

Alcune particolarità della Federazione Pagana

Articoli di stampa sulla Federazione Pagana

 

Noi della Federazione Pagana facciamo così
Apri pagina video

 

 

Il passaggio fra i fuochi durante le celebrazioni
Apri pagina video

 

Le celebrazioni della Federazione Pagana presso il Bosco Sacro in Jesolo - Venezia
presso il Bosco Sacro di Jesolo
via Ca' Gamba 7^ traversa 3B.

Tutti sono invitati, NULLA DA PAGARE.

 

The Federazione Pagana and the tradition of Pagan Religion

 

     

welcome enter here

Sito di Claudio Simeoni

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

 

Ultima modifica 12 febbraio 2021

Questo sito non usa cookie. Questo sito non traccia i visitatori. Questo sito non chiede dati personali. Questo sito non tratta denaro.