46) Riflessione su "Il disagio della civiltà" di Sigmund Freud
45) Riflessione sul sesto capitolo di "Avvenire di un'illusione" di Freud
16 maggio 2026

La guerra dei cristiani contro gli omosessuali è una guerra condotta da sempre.
La bibbia stessa giustifica il genocidio di Sodoma e Gomorra come una punizione divina contro la pratica omosessuale o, comunque, a pratiche sessuali non approvate dall'autorità, da Dio.
Paolo di Tarso è anche peggio:
Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura; similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento.
Paolo di Tarso, Lettera Romani 1, 26-27
Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v'illudete: né fornicatori, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio.
Paolo di Tarso, 1 Corinti 9-10
Noi sappiamo che la legge è buona, se uno ne fa un uso legittimo; sappiamo anche che la legge è fatta non per il giusto, ma per gli iniqui e i ribelli, per gli empi e i peccatori, per i sacrileghi e gli irreligiosi, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i mercanti di schiavi, per i bugiardi, per gli spergiuri e per ogni altra cosa contraria alla sana dottrina, secondo il vangelo della gloria del beato Dio, che mi è stato affidato.
Paolo di Tarso, Prima lettera a Timoteo 1, 8-11
Se fino a prima del 1995 c'era una ricerca di tolleranza, negli anni '90 gli omosessuali iniziano a rivendicare l'uguaglianza come estensione del diritto sociale già presente nella Costituzione della Repubblica Italiana.
Wojtyla, che sta facendo guerra al principio di uguaglianza sociale degli uomini nel terrore che gli uomini gli imputino i delitti del suo Dio, sta muovendo la mafia sociale cattolica al fine di contrastare i diritti sociali possibili.
Il sacerdozio della chiesa cattolica è il rifugio di omosessuali e pederasti. I sacerdoti omosessuali sono una forte percentuale e si sentono protetti in quanto obbligati a non sposarsi. Per contro, la chiesa cattolica è costretta a vivere tensioni di sacerdoti cattolici eterosessuali spesso alla ricerca di una compagna o di relazioni affettive in conflitto con la morale cattolica loro imposta.
Nel luglio del 1995 viene indetta una manifestazione dell'"Orgoglio gay" a Bologna e, immediatamente, l'attività di terrore della chiesa cattolica si intensifica.
Sabato, 01 luglio 1995, il giornale La Repubblica pubblica un articolo a firma di Mauro Alberto Mori dal titolo "Il cardinale contro i gay" con un sottotitolo: "Biffi: "volete distruggere la cultura e la famiglia"."
Scrive Mauro Alberto Mori nell'articolo:
BOLOGNA - Di nuovo, muro contro muro. Uno contro diecimila. Il cardinale di Bologna Giacomo Biffi contro il corteo dei diecimila gay attesi oggi sotto le Due Torri. Il tema è il matrimonio gay. «Favorisce la dissoluzione della cultura nazionale» spara la Curia bolognese. «Noi omosessuali siamo convinti di essere portatori di valori morali non meno degni della cultura e della morale cattolica» replica, a stretto giro di posta, l'Arci-gay. Tuoni, fulmini e scintille com'è ormai tradizione tra l'inflessibile successore di San Petronio e gli omosessuali che hanno eletto Bologna come capitale. Così la manifestazione nazionale per la giornata dell'orgoglio gay (l'anno scorso furono in diecimila a Roma e oggi pomeriggio per le strade bolognesi ne sono attesi altrettanti) viene «lanciata» e pubblicizzata dal match dialettico tra Biffi (che però non parla in prima persona) e Franco Grillini (il presidente dell' Arci-gay).
E' difficile far capire alle persone che i gay sono essenzialmente cristiani. Una delle maggiori riserve di fedeli che dispone la chiesa cattolica.
Per la chiesa cattolica, questi fedeli dovrebbero vivere sottomessi, umili e alimentare il loro senso di colpa per i loro sentimenti e per le loro tendenze sessuali. Secondo la chiesa cattolica, dovrebbero chiedere perdono al suo Dio, cioè a sé stessa, per essere come sono.
Il paradosso ideologico consiste nel fatto che i gay, secondo la chiesa cattolica, sono stati creati in questo modo da Dio e dovrebbero chiedere perdono a Dio di come Dio li ha creati.
Per giustificare il paradosso, chiese cristiane, compresa la cattolica, si sono inventate che esiste una cultura sociale che costringe uomini e donne a diventare gay e che è possibile curare "l'essere omosessuali delle persone" con terapie psichiatriche coercitive.
Per l'ennesima volta i cristiani troveranno giustificazione per violentare persone nei loro ospedali psichiatrici.
I gay sono, come "categoria", fra i maggiori sostenitori del Gesù dei cristiani. La chiesa cattolica, che ha esaltato l'impotenza sessuale di Paolo di Tarso e la condanna sociale della donna, appare agli omosessuali maschili come una sorta di garanzia della lotta contro le donne e la loro emancipazione sociale. Il "macismo" è una componente psicologica che si costruisce attraverso l'ideologia cristiana del possesso degli individui e la veicolazione di pulsioni omosessuali, più o meno latenti, di prevaricazione presente nelle persone. L'unica difesa sociale degli omosessuali, sia maschili che femminili, è la totale liberazione sessuale e la totale liberazione dei rapporti interpersonali. Solo in questo modo gli omosessuali possono sottrarsi alla chiesa cattolica, ai cristiani in generale, liberandosi dalla necessità ideologica del possesso dell'altro.
Quando l'Arci-gay dice:
«Noi omosessuali siamo convinti di essere portatori di valori morali non meno degni della cultura e della morale cattolica»
E' assolutamente vero. Non c'è differenza fra i valori morali degli omosessuali e i valori morali della chiesa cattolica. Entrambi sono parte della società ed entrambi provocano effetti nella società [che non voglio, ora, commentare].
Sta di fatto che la chiesa cattolica ha dichiarato guerra agli omosessuali vedendo minacciato il suo potere di controllo della società e degli uomini che, in essa, chiedono il rispetto dei loro diritti Costituzionali.
Il terrorismo sociale è l'azione della mafia cattolica. Qui non si tratta di combattere idee diverse dal cristianesimo, si tratta di terrorismo contro delle persone che rivendicano diritti Costituzionali. Si tratta di azione di repressione, calunnia, diffamazione, denigrazione messa in atto da Wojtyla per alimentare il suo odio sociale.
L'attacco alla manifestazione omosessuale di Bologna ha in Biffi il capobastone della mafia cattolica, ma gli esecutori, dei suoi squallidi anatemi, sono bande di cattolici che agiscono nella società civile in nome della monarchia assoluta contro la democrazia.
Scrive Mauro Alberto Mori nell'articolo:
In un articolo senza firma che apparirà domani sulle pagine dell'Avvenire e che esprime il pensiero del Cardinal Biffi, l'anatema: «Dietro la mobilitazione dell'Arcigay non c'è solo la difesa o la rivendicazione di questo o quel diritto, il progetto è più ambizioso: punta alla distruzione della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio». E ancora: «Dai gay, ma soprattutto dai "maestri del pensiero" che li sobillano, traspare l'obiettivo finale: quello di favorire la dissoluzione della cultura nazionale dalle forti radici cattoliche». Ma l'anonimo portavoce di Biffi non si limita alle bacchettate ai gay. Ce ne anche per i cattolici da poco entrati, con il Pds, nella stanza dei bottoni di palazzo d'Accursio. «Dove sono? - si chiede provocatoriamente l'Avvenire. - Perché tacciono? Non vorremmo che il pensiero cattolico, a contatto con il pensiero debole, diventasse un debole pensiero».
Le radici fasciste del cristianesimo (e viceversa: le radici cristiane del fascismo), il suo assolutismo in nome della monarchia assoluta riferita al suo Dio assassino, sono quanto sta distruggendo la società italiana la cui morale e la cui etica è costituita dalla Costituzione della Repubblica i cui principi vengono spesso negati ai cittadini in nome del diritto dell'assolutismo di reprimerne le richieste di libertà personale.
Gli omosessuali chiedono l'uguaglianza sociale. Il diritto a non essere discriminati.
La chiesa cattolica, nemica dell'uguaglianza sociale, vuole discriminarli, emarginarli, criminalizzarli, per i propri progetti di distruzione sociale in nome di una famiglia che fino a poco tempo fa si reggeva sul delitto d'onore, la criminalizzazione dell'adulterio, la disuguaglianza in famiglia, la discriminazione della donna, l'asservimento dei figli ai genitori, lo stupro e la pederastia come "delitti contro la morale", anziché delitti contro la persona.
La tradizione che Biffi vuole difendere è il diritto della chiesa cattolica di bruciare vive le persone per la gloria del suo Dio. Quella tradizione dell'inquisizione che tanto male ha fatto alla storia dell'uomo e alla cultura umana.
"Dove sono i cattolici che sono entrati al governo della città di Bologna con il PDS?" Forse, quei cattolici, anziché interpretare il loro ruolo di novelli Torquemada, preferiscono interpretare il ruolo di novelli Giordano Bruno. Oppure, quei cattolici, anziché imporre i dogmi cattolici agli altri preferiscono essere coerenti e applicarli a sé stessi lasciando libere le altre persone di applicare a sé stessi principi diversi.
L'attacco dell'Avvenire non è l'esposizione di un modo di pensare, è una vera e propria aggressione alle persone. La richiesta di linciaggio. Un'aggressione che invoca la repressione da parte di politici cattolici che occupano le Istituzioni.
Non ci sono "maestri di pensiero gay" che sobillano qualcuno. Ci sono solo cristiani che invocano il linciaggio contro chi non si sottomette al loro Dio. Cristiani che, in nome dell'ideologia nazista, combattono la Costituzione della Repubblica e i diritti Costituzionali dei cittadini. Come per 50 anni ha fatto la Democrazia Cristiana alleandosi con la mafia.
Il 03 luglio 1995 il giornale La Repubblica pubblica un piccolo articolo, privo di firma, dal titolo "Amo una donna, non sarò più prete" dove dice:
Vienna - Per confessarlo ha scelto la platea di sempre, quella dei suoi fedeli. Un annuncio shock: da oggi rinuncerò alle mie funzioni di prete e di parroco per potere finalmente vivere alla luce del sole con la donna che amo da molto tempo. E' accaduto ieri in Austria, in una località a cinquanta chilometri da Vienna dal nome impronunciabile: Scheiblingkirchen. Ha spiegato Leonhard Lechner, il sacerdote di trentacinque anni, durante la sua ultima omelia: «Il celibato non è la forma di vita che poteva rendermi felice. Non potevo continuare a vivere clandestinamente la mia storia d'amore». La sua decisione e l'annuncio dato in chiesa assumono un peso particolare, poiché proprio in questi giorni sono giunti a quota 400 mila cattolici austriaci che hanno firmato per un referendum promosso da laici che punta all'abolizione del celibato obbligatorio per i preti e si esprime a favore del sacerdozio delle donne.
Questo tipo di scelte è frequente fra i sacerdoti cattolici eterosessuali. Quasi mai questo accade fra i sacerdoti omosessuali che tendono a nascondere la loro omosessualità consapevoli che, per la chiesa cattolica che servono, la loro stessa omosessualità costituisce peccato e motivo di scomunica.
Il giornale La Repubblica del 03 giugno 1995, pubblicava un articolo a firma di Franco Zantonelli dal titolo "Confessa una relazione il prelato di Basilea - Il vescovo si dimette "Aspetto un figlio"."
Scrive l'articolista:
LUGANO - «Da quando ho assunto la carica di vescovo ho avvertito una forte pressione psicologica. Ho quindi cercato conforto nella relazione con una donna che già conoscevo da tempo. Questa relazione ha portato a una gravidanza». Così, ieri, con una lettera di una pagina e mezzo, tanto stringata quanto sofferta, si è rivolto, ai propri fedeli, il giovane vescovo di Basilea, monsignor Hansjòrg Vogel. E' stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno che ha lasciato di sasso non poche persone.
E' evidente come i prelati cattolici con tendenze eterosessuali sono maggiormente inclini ad abbandonare la chiesa cattolica, qualora non aspirino al potere per il potere, che non prelati omosessuali. A memoria, non ricordo di un sacerdote che abbia abbandonato la tonaca dicendo "amo un altro uomo". Però, ho assistito io stesso al comportamento di un cappellano militare innamorato di un maggiore dell'esercito.
Il 28 luglio 1995 il giornale La Repubblica pubblica un articolo, a pag. 12, a firma di Orazio La Rocca dal titolo "Il vescovo di Vienna è gay" - Un nuovo scandalo travolge il clero austriaco"
Scrive Orazio La Rocca:
CITTA' DEL VATICANO - Nuovi guai sessuali per la Chiesa d'Austria. Lo scorso aprile il vescovo austriaco Christoph Schonbom fu chiamato dal Papa a sostituire in fretta e furia con i gradi di "coadiutore" l'arcivescovo di Vienna, il Cardinal Hans Hermann Groer, travolto dall'accusa di aver molestato sessualmente in gioventù alcuni seminaristi. Ad appena quattro mesi da quella nomina- tappa buchi, ora è lo stesso monsignor Schonbom che sta per essere travolto da un nuovo scandalo a sfondo sessuale: una organizzazione di omosessuali, secondo quanto pubblica il settimanale austriaco Afetvs, ha inserito il suo nome in una lista di alti prelati austriaci ritenuti gay e che presto saranno resi di pubblico dominio. Non c'è pace, dunque, per la Chiesa cattolica austriaca, sulla quale sta per abbattersi un altro gigantesco scandalo politico-sessuale, le cui conseguenze potrebbero essere ancora più gravi del precedente caso-Groer, anche se l'ex arcivescovo di Vienna ha sempre respinto ogni addebito.
La rivelazione di essere gay, nella chiesa cattolica, è uno scandalo. Per la chiesa cattolica non è scandaloso violentare bambini, ma avere delle tendenze gay anche se, pur avendo queste tendenze, sono state rispettate le norme morali imposte dalla chiesa cattolica ai suoi adepti.
Scrive La Rocca che le conseguenze di essere gay di Christoph Schonbom potrebbero essere ancora più gravi dell'attività da pedofilo e pederasta di Groer.
Come si può notare, i valori morali della chiesa cattolica sono opposti ai valori morali della società italiana.
La guerra che la chiesa cattolica fa alla libertà dei gay è una guerra finalizzata a mantenere l'esclusività sul controllo dei gay che si fanno sacerdoti e nascondono la loro natura di gay perché convinti di peccare e di subire condanne se la loro natura viene scoperta.
Nella stessa pagina di La Repubblica, che contiene l'articolo di Orazio La Rocca del 28 luglio 1995, c'è un altro articolo, privo di firma, dal titolo "Le suore italiane "Gli omosessuali sono un pericolo per la società"."
Si legge in questo articolo:
ROMA - Per le suore gli omosessuali «costituiscono un pericolo» sociale, specie per gli adolescenti. A sostenerlo è una religiosa, suor Anna Riva che sull'ultimo numero di "Consacrazione e Servizio", il mensile deU'Usmi, l'Unione delle superiori maggiori italiane, ha pubblicato un ampio studio sul comportamento gay nel quale analizza le possibili cause del fenomeno e il rapporto «di carità» che la Chiesa deve instaurare con loro.
Il termine "carità", usato dalla chiesa cattolica, nasconde il termine "omicidio".
Le suore invocano un'azione criminale di repressione dell'omosessualità perché gli omosessuali sono visti dai cattolici come un pericolo sociale.
Il termine "carità" è il termine con cui il Dio dei cristiani giustifica la macellazione dell'umanità col Diluvio Universale e riprodurre il termine "carità", cioè l'arbitrio del più forte sul più debole, in questo caso gli adolescenti, significa giustificare atti criminali contro di loro.
Questo è terrorismo sociale, con qualunque linguaggio lo si voglia esprimere.
L'articolo 3 della Costituzione recita:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
La chiesa cattolica sta combattendo l'articolo 3 della Costituzione Italiana in nome dell'assolutismo monarchico.
Vedremo più chiaramente negli anni che seguono al 1995 come si svilupperà questa guerra sociale e quante vittime la chiesa cattolica farà in nome dell'assolutismo del Macellaio di Sodoma e Gomorra.
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