46) Riflessione su "Il disagio della civiltà" di Sigmund Freud
45) Riflessione sul sesto capitolo di "Avvenire di un'illusione" di Freud

27 giugno 2026

Per trattare l'aggettivo buono, che i cristiani attribuiscono al loro Dio, è necessario accordarci su che cosa si intende per "buono". Ogni aggettivo, attribuito ad un soggetto, ha lo scopo di predisporre il lettore nei confronti di quel soggetto. Se io scrivo "malvagio" predispongo il lettore a formulare un'idea sul soggetto che costruisco attribuendogli il termine "malvagio". Nelle tecniche di induzione delle idee preconcette si usa far precedere gli aggettivi ai nomi in modo da indirizzare il giudizio che viene espresso nei confronti dell'oggetto di cui si parla.
Affermare: "Dio è buono", implica che il significato di "buono" che sta nella testa dell'ascoltatore, al di là del significato di "buono" che sta nella testa di chi lo afferma. L'aggettivo viene psicologicamente proiettato sul termine Dio precedendo l'analisi delle azioni di Dio che si vuole che siano considerate buone.
Tommaso d'Aquino desume il concetto di "Dio è buono" dalle sue sacre scritture, ma dal momento che le sacre scritture dimostrano che il Dio, a cui si riferisce Tommaso d'Aquino, è oggettivamente malvagio nelle sue azioni, Tommaso d'Aquino deve uscire dalle sacre scritture cristiane per cercare concetti che giustifichino la bontà di Dio da altre e diverse tradizioni.
E' il caso di Aristotele attraverso cui Tommaso d'Aquino trasforma un aggettivo in sostantivo per trattarlo come un oggetto posseduto dal suo Dio padrone e capace di qualificare ogni sua azione al di là del senso che ha quell'azione: è un trucco retorico con cui rinunciare ad ogni diritto di critica rispetto al Dio padrone.
Scrive Tommaso d'Aquino nella "Somma contro i Gentili", nel capitolo XXXVII del libro primo dal titolo "Dio è buono":
"Ora, dalla perfezione di Dio, di cui abbiamo parlato [cc. 28 ss.] si può dedurre la sua bontà. Infatti: 1) Il motivo per cui un essere si dice buono è la sua virtù: poiché " la virtù è per ogni cosa ciò che rende buono chi la possiede e l'opera che egli compie" [ethic., II, c. 6, n. 2]. Ora, la virtù "è una perfezione: poiché allora noi chiamiamo perfetta una qualsiasi cosa, quando essa raggiunge la propria virtù ", come dice Aristotele (Physic., VII, c. 3, n. 4). Ogni cosa è buona per il fatto che è perfetta. Ed ecco perché ogni cosa brama la propria perfezione come il proprio bene. Ma sopra [c. 28] abbiamo dimostrato che Dio è perfetto. Dunque è buono.
Tommaso d'Aquino, "Somma contro i gentili", Mondadori editore, 1977, pag. 139
L'opera compiuta qualifica come "buono", "malvagio" o quant'altro, chi la compie. Le opere compiute vengono definite con un aggettivo che viene attribuito all'artefice delle opere: non viceversa!
La virtù non rende buona l'opera, ma è l'opera che io qualifico come buona che mi fa intravedere la virtù in chi la compie. Se io quell'opera la identifico come "malvagia", chi la compie è un malvagio e la sua virtù, vir, è malvagia. Il giudizio su ciò che è buono parte dall'analisi delle opere, non dai giudizi preconcetti che sono sempre imposti alle persone mediante la violenza.
Non è vero che "ogni cosa brama la propria perfezione", ma, nella struttura mentale di Tommaso d'Aquino, ogni cosa, la sua ragione, brama l'onnipotenza. Delira su una perfezione desiderata data l'incapacità di abitare e vivere il mondo con soggetti ritenuti inferiori. Il concetto di perfezione è un concetto "ideale", utopico, di chi si ritiene incapace, inadeguato, impotente a soddisfare i propri desideri. Anziché vivere la propria vita nelle relazioni con gli altri, farnetica di una perfezione assoluta che con la sua immaginazione proietta su un assoluto col quale si identifica. Per una ragione malata, come quella di Tommaso d'Aquino, desiderare di poter veicolare nella società il proprio delirio di onnipotenza è il massimo, la perfezione. Solo che il concetto di perfezione è un concetto psicologicamente malato che non tiene conto delle infinite inadeguatezze con cui i soggetti del mondo costruiscono le loro relazioni.
Essere perfetto significa essere fuori dal mondo: confinato nell'ideale patologico che diventa malattia quando si trasforma in fissazione; in ricerca spasmodica e angosciosa di una perfezione che è solo alienazione dalla vita.
Tommaso d'Aquino afferma di aver dimostrato che il suo Dio padrone è perfetto nel capitolo 28, ma nel suo delirio confonde affermazioni, prodotte dalla sua patologia, con dimostrazioni. Tommaso d'Aquino afferma, non dimostra.
Tommaso d'Aquino inizia il capitolo 28 del primo libro della Somma contro i Gentili affermando:
"Sebbene le cose che oltre ad essere vivono siano più perfette di quelle che esistono soltanto, Dio tuttavia, il quale altro non è che il proprio essere, è totalmente perfetto. E dico perfetto totalmente ciò cui non manca la perfezione di nessun genere."
Tommaso d'Aquino, "Somma contro i gentili", Mondadori editore, 1977, pag. 125
Nel capitolo passa attraverso citazioni dalle quali pensa di trarre autorità e, invece, somma farneticazioni alle sue farneticazioni come questa:
"Ecco perché a Mosé, il quale chiedeva di vedere la faccia o gloria di Dio, il signore rispose: "Io ti mostrerò ogni bene" (Esodo XXXIII, 18-19)"
Tommaso d'Aquino, "Somma contro i gentili", Mondadori editore, 1977, pag. 127
Da cui Tommaso d'Aquino crede che quel Dio lasci comprendere a Mosè che lui è la pienezza di ogni bontà (ce ne vuole di fantasia malata per una tale deduzione). Di ben altro significato religioso è la richiesta di Semele a Zeus di poterlo vedere per ciò che è e non per ciò che lui appare a lei. Oppure, Tommaso d'Aquino, pensa di supportare le sue affermazioni con delle affermazioni, altrettanto farneticanti di Dionigi, quando scrive sempre nel capitolo 28:
"E Dionigi afferma (De div. Nom., c. 5): "Dio non è esistente in una data misura, ma in assoluto e senza limiti egli ha accolto e preaccolto in se stesso tutto l'essere"."
Tommaso d'Aquino, "Somma contro i gentili", Mondadori editore, 1977, pag. 127
E Tommaso d'Aquino termina le sue elucubrazioni sulla perfezione del suo Dio citando Matteo e non si accorge della contraddizione che esprime nella perfezione patologica che lui attribuisce al suo Dio. Conclude il capitolo 28:
"E in tal senso diciamo che è perfetto Dio secondo l'espressione evangelica (Matteo, V, 48): "Siate perfetti com'è perfetto il padre vostro celeste"."
Tommaso d'Aquino, "Somma contro i gentili", Mondadori editore, 1977, pag. 127
Se reciti milioni di volte la formula "Dio è perfetto!" è facile che nella tua testa si formi un'idea di un Dio perfetto, ma non per questo costruisci una realtà oggettiva di un Dio perfetto. L'idea si forma come fantasia nella tua testa. Si forma come un desiderio da soddisfare, non come una realtà oggettiva. Tommaso d'Aquino non ha dimostrato nulla, Le sue affermazioni suonano come un'offesa all'intelligenza delle persone e alla libertà della vita che non può accettare di essere ingabbiata in nessun delirio patologico.
Continua nelle sue farneticazioni Tommaso d'Aquino nel capitolo XXXVII del primo libro:
2) Nei primi capitoli [c. 13] abbiamo dimostrato l'esistenza del motore primo immobile che è Dio. Esso però muove restando del tutto immobile, poiché muove come oggetto di desiderio. Dio, quindi, essendo il primo motore immobile, è il primo desiderato. Ora, una cosa può essere desiderata per due motivi: o perché è buona, o perché apparentemente buona. Ma la prima soltanto è buona; poiché il bene apparente non muove per se stesso, bensì per l'aspetto di bene che presenta; il bene invece muove per se stesso. Perciò il primo desiderato che è Dio, è realmente buono.
Tommaso d'Aquino, "Somma contro i gentili", Mondadori editore, 1977, pag. 139
Nei capitoli precedenti Tommaso d'Aquino ha farneticato attorno ad un "motore immobile" che lui identifica col suo Dio padrone. Una specie di Uno dei Neoplatonici trasformato nel Dio personale dei cristiani.
Quel "quindi" è del tutto soggettivo ed improprio perché parte dal presupposto che l'interlocutore condivida con Tommaso d'Aquino le sue farneticazioni soggettive come se fossero oggettive. L'unica dimostrazione che abbiamo nel testo è che il Dio padrone è l'oggetto desiderato da Tommaso d'Aquino. Una cosa desiderata, perché soddisfa la patologia delirante di Tommaso d'Aquino, rimane un desiderio, non testimonia una realtà. Io desidero un dolce perché quel dolce soddisfa il mio desiderio, l'oggetto è il dolce perché io lo ritengo dolce, non certo perché ha la qualità di dolcezza in sé. E' il mio gusto che decide che quello è dolce. Ed è il mio desiderio di soddisfare quel gusto che mi porta a desiderare quell'oggetto specifico.
Così la patologia desiderante di Tommaso d'Aquino è portata a desiderare l'oggetto che ne soddisfi l'attributo che porta a delirare la sua coscienza nell'onnipotenza: il "Dio buono". Il meccanismo è lo stesso della ricerca del piacere; soddisfa il desiderio di onnipotenza come un dolce soddisfa il mio desiderio di una "cosa buona al gusto".
Mentre il mio desiderio di una torta si conclude con la sua soddisfazione nel mangiare la torta e la mia persona si apre a nuovi e diversi desideri, il desiderio di Tommaso d'Aquino resta sospeso e insoddisfatto nella ricerca di un'onnipotenza che identifica nel Dio padrone. Il desiderio prodotto dal delirio sospende il delirante nell'attesa di un oggetto desiderato e mai raggiungibile proprio perché racchiuso nella sfera patologica. Per questo, come io dico che quella torta è "buona" in quanto soddisfa il mio desiderio, Tommaso d'Aquino è costretto a pensare il suo Dio come "buono" in quanto questo dovrebbe, secondo la sua immaginazione, soddisfare il suo desiderio.
Pensare che esista un oggetto definibile come "bene", anziché il bene come percezione del soggetto nelle relazioni con il mondo, è un sintomo di alienazione fra sé e la vita. Dove il bene non si incontra più nella vita, ma solo in un desiderio confinato nell'ambito della patologia psichiatrica.
4)"Il bene è ciò che tutti gli esseri desiderano", secondo l'adagio che il filosofo riferisce come "ottimo" all'inizio dell'Etica [ethic., I, c. I, n. I]. Ora, tutte le cose bramano di essere secondo la propria misura. Il che risulta dal fatto che ogni cosa secondo la propria natura resiste alla corruzione. Perciò l'esistenza attuale costituisce la ragione stessa di bene: cosicché la privazione dell'atto che impoverisce una potenza, come spiega Aristotele [in Metaph., IX, c. 9] implica il male, che è l'opposto del bene. Ma Dio, come sopra abbiamo visto, [c.15] è un ente in atto e non in potenza. Quindi egli è veramente buono.
Tommaso d'Aquino, "Somma contro i gentili", Mondadori editore, 1977, pag. 140
"Il bene è ciò che tutti gli esseri desiderano", certo, purché sia riferito a ogni sé stesso. Alla concezione di bene per ogni sé stesso. Io anelo al bene per me stesso. Non ad un bene oggettivo per un ente diverso da me. Io posso anelare al bene per la società, ma perché sono parte della società. Perciò, anche se anelo al bene della società, anelo, in realtà, al bene per me stesso. Io sono il metro di misura del bene e non permetto a Tommaso d'Aquino ad impormi ciò che lui ritiene bene per sé stesso. Le cose bramano di manifestare sé stesse, di espandersi, di crescere: e questo si chiama bene. Le cose bramano il bene per sé stesse. Lo stesso Dio padrone di Tommaso d'Aquino, letta la sua sacra scrittura, brama il bene per sé stesso a discapito del bene che bramano gli altri esseri, gli Esseri Umani, per sé stessi.
Scrivono le sacre scritture di Tommaso d'Aquino:
"A quella vista tutto il popolo si prostrò per terra, esclamando: "E' il signore il vero Dio! E' il signore il vero Dio!" Allora Elia ordinò loro. "Prendete i profeti di Baal: non ne scampi nemmeno uno!" Ed essi li presero. Poi egli li fece scendere presso il torrente Cison, dove li sgozzò."
Bibbia, I Re 18, 39-40
Oppure:
"Quando il signore Iddio tuo, avrà sterminato davanti a te le genti del paese di cui stai per entrare in possesso, allorché tu lo occuperai e vi abiterai, guardati bene dal cadere nel laccio: non farti loro seguace dopo che quelle saranno annientate davanti a te; non cercare i loro Dèi...."
Bibbia, Deuteronomio 12, 29-30
I sacerdoti di Baal desideravano il loro bene; il Dio padrone dei cristiani desiderava il suo bene. Per il bene del Dio padrone Elia li sgozzò: Elia è un criminale. Il Dio padrone dei cristiani è un criminale. Dov'è il bene di chi ha sgozzato?
E dov'è il bene dei popoli che il Dio padrone di Tommaso d'Aquino si vanta di aver sterminato?
Gli atti del Dio padrone che impoveriscono la ricerca del bene di chi è stato sterminato rappresentano il male e il Dio di Tommaso d'Aquino, come leggiamo nei suoi testi sacri, è il male che ordina di macellare coloro che a lui fa piacere macellare.
Da questo, l'affermazione di Tommaso d'Aquino che "Quindi egli è veramente buono" appartiene al delirio di onnipotenza di un individuo alienato alla vita ed estraneo alla società civile.
Continua le farneticazioni Tommaso d'Aquino:
4) La diffusione dell'essere e della bontà procede dalla bontà. E questo risulta dalla stessa natura del bene, e dalla sua nozione. Per natura infatti il bene di ogni cosa consiste nel suo atto e nella sua perfezione. Ma ogni cosa agisce perché è in atto. Agendo però essa diffonde l'essere e la bontà sulle altre cose. Infatti il segno della perfezione per una cosa è la sua " capacità a produrre un essere consimile", come spiega il filosofo [in Meteororum, IV, c. 3, n. I]. D'altra parte la bontà di una cosa sta nell'essere appetibile. E questo è il fine, il quale muove la causa agente ad agire. Perciò si dice che il bene " tende a diffondere sé stesso e l'essere" [Dionigi, De div. Nom., c.4]. Ora, questa diffusione spetta a Dio; poiché sopra [c.13] abbiamo visto che egli, quale essere necessario, è causa dell'esistenza di tutte le altre cose. Dunque gli è veramente buono. Ecco perché nei Salmi [LXXII, 1] si dice: "Quanto è buono il Dio d'Israele con i retti di cuore". E nelle lamentazioni [III, 25]: " Il signore è buono con quelli che sperano in lui, con l'anima che lo cerca".
Tommaso d'Aquino, "Somma contro i gentili", Mondadori editore, 1977, pag. 140
Tommaso d'Aquino non analizza le azioni del suo Dio. Queste non esistono. I suoi libri sacri sono la giustificazione delle sue azioni perverse nel suo delirio di onnipotenza. Dal momento che la perversione dei suoi libri sacri, con cui egli legittima i delitti, non sarebbe accettata dalle persone (non dimentichiamo che a quei tempi la lettura della bibbia e dei testi sacri era proibita alle persone che dovevano accontentarsi della versione che dava loro il prete cattolico), allora si preferisce farneticare attorno al Dio buono. Un'idea più vicina all'idea degli Stoici e dei Neoplatonici che non a quella di ebrei e di cristiani.
Come Tommaso d'Aquino non verifica le azioni del suo Dio, che lui definisce buono, per soddisfare il suo desiderio patologico, così i filosofi, nel corso dei secoli, hanno preferito ignorare le farneticazioni di Tommaso d'Aquino piuttosto che collocarle nella giusta dimensione: la patologia psichiatrica.
Affermare che il Dio padrone di Tommaso d'Aquino sia "causa dell'esistenza di tutte le altre cose" sa di insulto alla realtà oggettiva che viviamo. Possiamo dire, più correttamente, che l'immagine di Dio che Tommaso d'Aquino spaccia, sia il "vampiro della vita" di tutte le cose. Il "vampiro della vita" che costringe gli Esseri a rinunciare a sé stessi in funzione della legittimazione del suo diritto al saccheggio dell'esistenza.
L'esistenza saccheggiata degli Esseri Umani, anziché cogliere il divino che sta in essi, li costringe a sottomettersi alla malvagità del Dio dei cristiani che Tommaso d'Aquino, per soddisfare il suo desiderio di onnipotenza, chiama buono. E mentre lo chiama buono, il Dio dei cristiani distrugge il Dio che gli Esseri Umani potrebbero diventare proprio con l'aiuto di Tommaso d'Aquino:
"Il signore Iddio disse: "Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi, avendo la conoscenza del bene e del male: che non stenda ora la sua mano e non colga dall'albero della vita, per mangiarne e vivere in eterno"."
Bibbia, Genesi 3, 22
Io, a differenza di Tommaso d'Aquino, questo Dio lo chiamo malvagio. Il Male assoluto. Il Dio dei cristiani è il male assoluto che cammina sulla terra lastricando la sua strada di crimini.
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26 giugno 2026
L'idea cristiana della magia e della sua efficacia in Tommaso d'Aquino
Tutto il cristianesimo, come l'ebraismo, è impregnato di magia. Non la magia come la intendono i Pagani o le Antiche Religioni, ma la magia come superstizione, la magia che suscita stupore. La magia che abbaglia gli astanti e li deruba della loro attenzione costruendo sottomissione mediante stupore.
La magia che modifica un presente indesiderato: fa arrivare la pioggia, fa guarire all'improvviso dalle malattie, trasforma l'acqua in vino o il piombo in oro. La malattia come desiderio dell'incapace di agire nel mondo e che sogna il "colpo di bacchetta magica" con cui risolvere i suoi problemi. Il miracolo è una magia, un desiderio superstizioso, di chi non vive con passione nel mondo in cui è nato.
25 giugno 2026
Il concetto di distinzione anima e corpo in Tommaso d'Aquino
La relazione anima e corpo nella religione cristiana ha una funzione ideologico-dottrinale precisa: impedire alle persone di considerarsi "proprietarie del proprio corpo e della propria psiche". Per la religione cristiana le persone sono proprietà del Dio padrone e creatore e, per estensione, dei cristiani, della chiesa cattolica nella specificità italiana, che lo rappresenta in terra.
24 giugno 2026
Argomenti per dimostrare l'esistenza di Dio in Tommaso d'Aquino
Tommaso d'Aquino sa perfettamente di non poter dimostrare l'esistenza del suo Dio. Non può dire: "Questo è il mio Dio". Tuttavia egli ha un Dio preciso a cui si riferisce: il Dio delle sue "sacre scritture". Le sue "sacre scritture" affermano un Dio, ma non dimostrano l'esistenza del suo Dio. Le sacre scritture cristiane parlano di un'onnipotenza che loro chiamano Dio e che identificano con un soggetto padrone dell'universo in quanto creatore dello stesso.
Affermare, ma non dimostrare, e tanto meno dimostrare la necessità della sua esistenza.
23 giugno 2026
22 giugno 2026
Alcune considerazioni generali sui riti nel Paganesimo e in Stregoneria
Ci sono riflessioni, fatte in un tempo passato, che sembrano quasi profetiche. Questa riflessione che presento è del settembre 1996.
A distanza di 30 anni le condizioni descritte si sono rivelate esatte.
21 giugno 2026
Nel 1995 continuava la guerra della chiesa cattolica contro la donna e i diritti delle donne in nome dell'assolutismo monarchico del Vaticano.
Alla necessità delle donne di conquistare e riaffermare i propri diritti sociali nelle società, il Vaticano continuava a riproporre gli schemi di sottomissione propri dell'ideologia cristiana. Schemi che ora non si presentavano più come ordini a cui le donne dovevano obbedire, ma come azioni paternalistiche con cui il Vaticano chiedeva alla società il riconoscimento del diritto a sé stesso di sottomettere e alle donne il diritto di essere sottomesse.
20 giugno 2026
L'accordo Stati Uniti ed Iran per porre fine alle ostilità
Riporto l'accordo degli USA con l'Iran con cui si inizia a mettere fine al conflitto.
L'accordo è stato reso pubblico dopo che il Presidente Trump lo ha firmato a Versailles, nella reggia di re Luigi XIV a cena col Presidente francese Macron.
L'intesa mette fine alla guerra con l'Iran e alla fine dell'invasione e dei bombardamenti in Libano.
19 giugno 2026
Quando le persone partecipano a qualche cosa, cercano un utile. Un utile personale.
Chi non cerca l'utile, viene trasformato in una preda.
18 giugno 2026
Parlare agli uomini e parlare agli Dèi
Ci sono modi diversi di rappresentare noi stessi quando parliamo al mondo trattando argomenti di Religione Pagana.
Sempre dobbiamo parlare attraverso "parole alate", sia quando usiamo la ragione per parlare agli uomini, sia quando usiamo il sentimento per presentare noi stessi davanti alle Intelligenze del mondo in cui viviamo.
17 giugno 2026
La sconfitta sociale di Wojtyla in Irlanda
Il 28 novembre 1995 fu reso ufficiale il risultato del referendum sul diritto al divorzio in Irlanda.
Per Wojtyla e la chiesa cattolica, i risultati del referendum furono psicologicamente devastanti. La chiesa cattolica si era impegnata in prima persona affinché l'Irlanda non approvasse il diritto al divorzio.
16 giugno 2026
Wojtyla e la vendita del paradiso ai disperati
Nel tentativo di Ratzinger e Wojtyla di ottenere empatia e simpatia da coloro che possono opporsi al cristianesimo prima del giubileo del 2000, viene lanciata l'idea secondo cui anche il non cristiano può accedere al paradiso. L'idea non è nuova e fa il pari con l'idea, oggi propagandata dai buddisti, secondo cui anche i non buddisti procedono nel processo reincarnazionista.
15 giugno 2026
Riflessione sulla relazione fra ideologia religiosa e ideologia sociale
Un sistema religioso ha la caratteristica di elaborare una filosofia sociale. Per contro, una filosofia sociale può nascere anche in antagonismo ad un sistema religioso. Tuttavia, quando una filosofia sociale nasce come antagonista ad una filosofia sociale prodotta da un sistema religioso, veicola, sempre e comunque, parte di quel sistema religioso di cui combatte la filosofia sociale.
14 giugno 2026
La chiesa cattolica e la questione Galileo Galilei
Voglio ragionare su un piccolo articolo, un trafiletto, apparso sul giornale La Repubblica il 13 settembre 1995 dal titolo "Galileo, Biffi contro il papa".
13 giugno 2026
La percezione del mondo in cui viviamo
La situazione mondiale appare sempre più un affare da miliardari.
13 giugno 2026
Riflessione su un'affermazione di Esiodo
Esiodo apre il suo racconto sull'età dell'oro affermando:
Se lo desideri, ti narrerò bene e con arte un altro racconto; intanto tu convinciti che origine comune avevano gli uomini e gli Dei.
13 giugno 2026
Le persone dovrebbero fare un bilancio per sapere che cosa vogliono nella loro esistenza. Dovrebbero mettere in atto delle strategie per tentare di ottenere quello che vogliono.
20 maggio 2026
Costruire la Religione Pagana è un atto di assoluta volontà e determinazione.
Un lavoro che sembra iniziare casualmente, per alcune "strane intuizioni", nel marzo del 1980 e apre un cammino, di riflessione sulla realtà umana, che appare come infinito.
Non si è Pagani perché si "adora un Dio diverso" da quello delle religioni rivelate. Lo si è perché si abita in modo diverso il mondo da come viene indicato dalle religioni rivelate.
I siti web che sto costruendo, giorno dopo giorno, hanno lo scopo di tentare di affrontare gli infiniti aspetti che la Religione Pagana indica nelle condizioni quotidiane vissute da uomini e donne.
Alcune di queste pagine web ho voluto pubblicarle e costituiscono capitoli di libri in edizioni cartacee. Fino ad oggi ho pubblicato 24 libri nel tentativo di dare un'idea in che cosa consiste la Religione Pagana.

Cristianesimo, nazi-fascismo, razzismo, l’assolutismo fra ieri ed oggi. La guerra fra eleatici e ionici continua ancor oggi. Seconda parte fra pensiero antico e pensiero del XX secolo. La storia non si ripete, ma le analogie sono impressionanti.

Cristianesimo, nazi-fascismo, razzismo, l’assolutismo fra ieri ed oggi. La guerra fra eleatici e ionici continua ancor oggi. Prima parte fra pensiero antico e pensiero del XX secolo. La storia non si ripete, ma le analogie sono impressionanti.

La religione di Roma Antica era una religione di mutamento e di trasformazione. La relazione fra l'uomo, che abita il mondo, e gli Dèi, che lo abitano a loro volta, è in una continua condizione di mutamento e di trasformazione.
La partita mondiale di calcio della filosofia - volume 2

Gli Dèi intervengono nella Partita Mondiale di Calcio della Filosofia per spiegare agli arbitri Yahweh, Allahu Akbar, Fanes e Beppi di Lusiana, le azioni di gioco dei 60 filosofi alle quali hanno assistito.

Sessanta filosofi si affrontano nella Partita Mondiale di Calcio della filosofia. Ad ogni tocco di palla, una loro citazione. Filosofi Esistenzialisti, Materialisti dialettici, Fondamentalisti religiosi e Filosofi rinascimentali, si contendono la vittoria in uno scontro organizzato da un operaio.

Le biografie irriverenti dei sessanta filosofi che partecipano alla Partita Mondiale di Calcio della Filosofia. Le biografie sono tese a rispondere alla domanda: perché quei filosofi avevano quelle idee? come hanno vissuto, cos'era per loro importante, per manifestare quelle idee? - Terza parte.

Le biografie irriverenti dei sessanta filosofi che partecipano alla Partita Mondiale di Calcio della Filosofia. Le biografie sono tese a rispondere alla domanda: perché quei filosofi avevano quelle idee? come hanno vissuto, cos'era per loro importante, per manifestare quelle idee? - Seconda parte.

Le biografie irriverenti dei sessanta filosofi che partecipano alla Partita Mondiale di Calcio della Filosofia. Le biografie sono tese a rispondere alla domanda: perché quei filosofi avevano quelle idee? come hanno vissuto, cos'era per loro importante, per manifestare quelle idee? - Prima parte.

Riflessione su una parte della Religione di Roma Antica prima dell'arrivo della filosofia greca a Roma. La Religione di Roma era una religione di trasformazione, di mutamento. Una Religione a forti connotati sciamanici.

Il viaggio della Teoria della Filosofia Aperta, nel sesto volume affronta alcuni dialoghi di Platone fra cui il Parmenide, il Protagora, il Fedone, gli Amanti, ecc. Alcune tesi di Galimberti sul cristianesimo e alcune riflessioni su Mao Tse Tung. più altro ancora.

Dal significato di Artefice e Demiurgo in Platone ad alcune idee di Marx, dall'oppressione alla coscienza, per giungere agli idealisti e agli spiritualisti. Continua il testo con alcune riflessioni su Heidegger e Sartre. Alcune riflessioni su Engels più altro ancora.

Che cos'è la Stregoneria e come funziona. La Stregoneria altro non è che un tentativo di descrivere l'uomo che si pone davanti ai mutamenti del mondo e che sta mutando a sua volta. La consapevolezza del mutare porta l'uomo a pensare il mondo in un modo diverso da quanto affermano le "verità rivelate" riconoscendo nel mondo le forze della trasformazione. Questo permette all'uomo di abitarle per poter giungere a realizzare i propri intenti.

L'arroganza e il delirio di onnipotenza creano un fascino particolare sull'uomo privo di cultura e di conoscenza del mondo in cui vive. L'analisi dei vangeli cristiani porta a definire il Gesù di Nazareth un povero pazzo e arrogante il cui unico scopo è distruggere la vita degli uomini per il proprio delirio di onnipotenza che assume l'aspetto di criminalità sociale.

La percezione si costruisce. Ogni individuo costruisce il proprio modo di percepire la realtà in cui vive. La sua coscienza seleziona i fenomeni che provengono dal mondo costruendo il suo modo di descrivere la realtà del mondo. Troppo spesso le illusioni e le allucinazioni, nella testa delle persone, sostituiscono la percezione della realtà.

Il quarto volume della Teoria della Filosofia Aperta va a definire la guerra ideologica che il Vaticano ha messo in atto contro la società italiana. Le tre encicliche di Ratzinger (l'ultima pubblicata con Bergoglio) sulle tre "Virtù teologali" sono un atto di guerra ideologico contro la Costituzione della Repubblica Italiana. Il libro si concentra essenzialmente sulla Spe Salvi e marginalmente sulle altre due encicliche.

Il terzo volume della Teoria della Filosofia Aperta si apre con riflessioni su "L'apologia di Socrate" di Platone per passare immediatamente a Bakunin, Feuerboch, Marx, sul valore d'uso, Engels, sul principio di uguaglianza, Bernardo Spaventa, De Sanctis. Dopo di che il libro si ferma a riflettere in modo esteso su "Forza e Materia" di Buchner. Il libro si conclude con riflessioni su Karl von Clausewitz e le prime riflessioni su Jung, Freud e Hillman.

Il secondo Volume della Teoria della Filosofia Aperta continua il viaggio iniziato dal primo volume. Riflette su filosofi come Hamilton, Mill e gli italiani Romagnosi, Galluppi, Rosmini. Tratta i positivisti come Vogt, Jakob Moleschott, Lombroso, Ferrari, Gioberti, Mazzini, Cattaneo. Arriva poi agli esoteristi ottocenteschi e le prime riflessioni su Nietzsche.

Il primo Volume della Teoria della Filosofia Aperta l'ho iniziato chiedendomi: quali sono le idee filosofiche che io non apprezzo e che reputo insane? Doveva essere un percorso di filosofia che, partendo dalla fine della Rivoluzione Francese arrivava fino ad oggi. Usavo le idee elencate nel Bignami di Filosofia per maggior praticità. Poi, la Teoria della Filosofia si è sviluppata in maniera diversa.

I Dieci Comandamenti sono l'ordine del dittatore affinché gli uomini siano sottomessi. Sudditi che hanno rinunciato ad essere dei cittadini. Il libro analizza i dieci comandamenti negli effetti distruttivi che hanno sulle società democratiche in funzione dell'assolutismo. Del dominio dell'uomo sull'uomo.

La Stirpe dei Titani è un'analisi, dal punto di vista della Religione Pagana, della Teogonia di Esiodo. Ricordo come Esiodo fosse odiato da filosofi come Pitagora e Platone che vedevano i poeti portatori di quella libertà, religiosa e sociale, contro la loro ideologia filosofica che imponeva la dittatura e la sottomissione dell'uomo.

E' il primo libro in cui ho trattato aspetti della Stregoneria come mutamento e trasformazione delle persone. La Stregoneria come arte attraverso cui articolare e veicolare la propria struttura emotiva nel mondo.

Ho discusso pubblicamente, in quasi 40 conferenze, i vari aspetti del Crogiolo dello Stregone raccontando come e perché, attraverso scelte consapevoli l'uomo, ci si modifica e ci si trasforma, trasformando la propria percezione nel mondo in cui si vive, riempiendo di potere e intento le proprie strategie d'esistenza. Questo libro presenta i testi di quelle conferenze.

In questo piccolo libro su "La creazione nella Religione Pagana" ho analizzato e confrontato varie idee sulla creazione dalle religioni monoteiste alle Antiche religioni compresa la Sumera e l'Egiziana. Il filo conduttore è la visione del venir in essere del mondo e della vita come esposto nel "Libro dell'Anticristo" e confermata dall'attuale ricerca scientifica.

Il Libro dell'Anticristo è il riassunto delle idee che avevo sul mondo e sulla vita quando intrapresi il mio cammino di Apprendista Stregone che mi ha portato a definire la Religione Pagana. Io ero, e sono, un individuo immerso nella società in cui vivo e le mie idee, al di là di come le espongo, sono le idee che ho maturato nella società in cui vivevo e vivo. Poi, sono arrivate le "visioni" e allora mi sono chiesto quali siano le relazioni che queste hanno con la percezione della realtà che appaiono "altre". Il Cristo dei cristiani impone la sottomissione degli uomini. La libertà dell'uomo dalla sottomissione si chiama "Anticristo".
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Una religione si caratterizza per un proprio pensiero religioso che coinvolge l'uomo nelle relazioni con la divinità. Nel caso della Religione Pagana coinvolge l'uomo con gli Dèi.
Una religione deve rispondere a: Che cosa sono gli Dèi? Che cosa è l'uomo? Che cosa e perché delle relazioni fra gli uomini e gli Dèi?
Senza un pensiero religioso, non esiste una religione.
Il pensiero religioso espresso dalla Federazione Pagana
Per avere una panoramica veloce degli arogmenti del sito (con i video trasferiti in questa pagina)
Una religione si caratterizza per i propri riti religiosi coerenti con il proprio pensiero religioso. I riti caratterizzano la religione e ne sottolineano gli aspetti ideologici.
Una religione che chiede agli uomini di sottomettersi al suo Dio, manifesta una qualità di riti; una religione che libera l'uomo dalla sottomissione, esprime una diversa qualià di riti religiosi.
I riti religiosi della Religione Pagana
Costruire il pensiero religioso della Religione Pagana è un lavoro immenso. Si è reso necessario aprire altri due siti web pre presentare il lavoro teologico e di filosofia metafisica relativa alla Religione Pagana.
Il sito web di Stregoneria Pagana
Il sito web della Religione Pagana
Entrambi i siti sono estensioni del sito web della Federazione Pagana
Un pagano discute pubblicamente e confronta con altri le proprie idee religiose. Dal 1996 al 2007 attraverso una radio chi pratica Religione Pagana si è misura con i cittadini e, in particolare, con i cristiani.
Dieci anni di dibattiti sulla Religione Pagana
Chi pratica Religione Pagana cerca sempre di conoscere le persone, il mondo e le altre religioni esponendo la propria.
Per questo la Federazione Pagana ha partecipato a vari eventi esponendo il proprio modo di guardare e pensare il mondo.
Le attività pubbliche della Federazione Pagana
La Federazione Pagana si è data uno Statuto Associativo anche se per questioni di "opportunità" ha ritenuto di dover limitare le iscrizioni.
Lo Statuto serve per definire le attivà della Federazione Pagana, gli scopi e gli intenti dei vari membri della Federazione Pagana.
Lo Statuto Associativo della Federazione Pagana
Contattare i membri della Federazione Pagana è facile. Siamo presenti su Facebook dove quotidianamente pubblichiamo le nostre idee religiose.
Articoli di stampa sulla Federazione Pagana
Le celebrazioni della Federazione Pagana presso il Bosco Sacro in Jesolo - Venezia
presso il Bosco Sacro di Jesolo
via Ca' Gamba 7^ traversa 3B.
Tutti sono invitati, NULLA DA PAGARE.
Sito di Claudio Simeoni
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell Anticristo
Tel. 3277862784
e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Ultima modifica 12 febbraio 2021
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