46) Riflessione su "Il disagio della civiltà" di Sigmund Freud
45) Riflessione sul sesto capitolo di "Avvenire di un'illusione" di Freud
22 aprile 2026

Quando si ha a che fare con la chiesa cattolica, non appare molto semplice individuare la disposizione delle sue armate e gli obbiettivi che persegue.
Wojtyla scatena l'offensiva, ma molti dei suoi adepti, pur seguendo le sue indicazioni, perseguono anche altri obbiettivi. Chi osserva la guerra di Wojtyla nella società spesso non riesce a distinguere come l'aggressore si colloca nel quadro generale delle armate di Wojtyla e le conseguenze che l'aggressore intende produrre nella società.
Non siamo davanti ad una guerra fatta con i carri armati; siamo davanti ad una guerra per il controllo emotivo delle persone. Una guerra che vuole imporre sensi di colpa e contrizione nelle persone affinché si umilino e si sottomettano al Dio di Wojtyla in nome del cattolicesimo.
Una delle prime aggressioni, nella storia che ho iniziato a raccontare, alla società civile venne fatta dall'allora Presidente della Corte Costituzionale che, dall'alto del suo incarico, porta un attacco sfrontato al diritto d'aborto delle donne.
Il giornale La Repubblica, in un articolo a firma di Silvana Mazzocchi dal titolo "Il terremoto Baldassarre "Dietro le norme sull'aborto vedo una filosofia di morte"", il giorno 28 aprile 1995, pubblica un'intervista a Baldassarre in merito alle polemiche suscitate da una sua precedente intervista a Radio Vaticana.
Scrive Silvana Mazzocchi:
Professor Baldassarre, molti hanno giudicato la sua uscita inopportuna. Lei è il presidente della Corte costituzionale, non crede che le sue parole possano apparire quasi un invito a sollevare eccezioni sulla 194?
«Non mi sembra proprio. Avessimo avuto la questione dell'aborto tra le cause su cui decidere... ma non è così. Il ruolo delle udienze è pronto fin quasi alla scadenza del mio mandato (1'8 settembre prossimo, ndr) e la probabilità di doversene occupare praticamente non esiste. Inoltre, la mia intervista alla Radio Vaticana intendeva affrontare l'argomento soltanto sul piano culturale».
Lei sostiene che il diritto del nascituro fin dal concepimento e quello della madre a decidere sono sullo stesso piano.
«Non penso che possano essere totalmente alla pari, ma non si può sostenere che il feto diventa un essere umano solo quando può avere una vita indipendente, fuori dal ventre materno».
[...]
Ma lei sostiene che il diritto del nascituro comincia addirittura al concepimento e che l'aborto deve essere da quel momento condizionato a un pericolo grave per la salute della donna.
«Proprio così».
Vuol dire che bisognerebbe rivedere la 194?
«Non ho voluto e non voglio parlare della legge, ma non condivido la filosofia che c'è dietro. Non spetta a me né criticarla, né formulare alternative».
L'aborto è per la donna sempre una scelta di grande sofferenza, le sembra giusto sottrarle il primato di una decisione tanto drammatica?
«L'alternativa è che nei primi tre mesi l'aborto sia un esercizio di libertà. E questo è veramente contro ogni principio di Stato moderno. Laico prima di tutto, perché lo Stato laico si basa sul diritto alla vita e alla felicità, come insegnano i padri fondatori delle costituzioni americane».
Non crede di andare contro i diritti di libertà acquisiti dalle donne?
«Io non ho certo un pregiudizio ideologico contro l'aborto. Non sto contestando la possibilità di abortire, ma sono contrario a considerarlo un diritto di libertà».
Anche se Baldassarre non viene meno ai suoi doveri istituzionali, fornisce una sponda di giudizio istituzionale all'attacco ideologico che la chiesa cattolica mette in atto contro la società e la Costituzione della Repubblica. Secondo il Presidente della Corte Costituzionale che lo ha preceduto, Baldassarre è stato inopportuno.
La coscienza del feto è la coscienza della donna. Il feto non è soggetto in trasformazione se non è nell'utero della donna e cresce nutrendosi della coscienza della donna anche se procede ad una propria elaborazione della coscienza della donna. Il feto è la donna fintanto che non nasce. I diritti del feto sono i diritti che la donna rivendica nella società civile perché il feto è il corpo della donna.
I cristiani hanno adottato l'ideologia schiavista di Platone separando il corpo dalla così detta "anima". Estremizzano l'idea di Platone e usano a piacimento l'idea dell'"anima" (da: le donne non hanno anima, all'anima che entra giorni dopo la nascita e chi più ne ha più ne metta nel corso della storia del controllo dell'uomo da parte della chiesa cattolica). L'idea cattolica sull'anima cambia a seconda delle strategie criminali per costringere la donna sottomessa e in schiavitù.
Infatti, nell'intervista rilasciata da Baldassarre, la donna non appare. O meglio, appare solo come "vacca" sottomessa al "feto" che avrebbe dei diritti nei confronti della donna.
Un magistrato che, parlando, non valuta le ragioni delle parti di cui parla ignorando che, in questo caso, il diritto del feto comporta un dovere di lavoro, sotto minaccia di possibile carcerazione se interrotto, lungo oltre 20 anni della donna, è quanto meno inaffidabile. La società pretende che la donna accudisca i figli per suo conto e suo beneficio. Un lavoro che si pretende gratuito in funzione della ricchezza sociale (un nuovo schiavo sociale per il lavoro).
Il nocciolo centrale dell'intervista sta tutto sul concetto di schiavitù della donna.
Il concetto di schiavitù della donna, espresso da Baldassarre, viene immediatamente fatto proprio dal Vaticano che, nella stessa pagina di La Repubblica interviene all'interno di un articolo di Marco Politi dal titolo "Quelle leggi nefaste sono da cancellare" e il sottotitolo "Parla il vescovo Sgreccia, l'esperto di Wojtyla per la bioetica".
Nell'articolo intervista di Marco Politi, sempre del 28 aprile 1995 su La Repubblica, dice fra l'altro Sgreccia:
Monsignor Sgreccia, perché la Chiesa insiste nel dichiarare che un ovulo fecondato è già un essere umano?
«Genetica ed embriologia comprovano che dopo la fecondazione c'è un'entità nuova, non assimilabile né al padre né alla madre, con un suo proprio codice genetico. E' un essere attivo che sviluppa da sé un progetto individuale. Persino in vitro, allo stadio di 8-16 cellule si riconosce il sesso. Insomma, è un essere umano con un programma continuo fino alla nascita ed oltre».
Non tutti sono d'accordo. E' un organismo, dicono, che potrà diventare un essere umano.
«La continuità di cui parlavo è riconducibile ad un principio attivo, un principio strutturante: lo chiamiamo anima. Dunque, abbiamo un essere umano che va protetto».
Eppure, anche l'Evangelium Vitae ammette che si tratta di un dato non dimostrabile.
«Il discorso è diverso. Per la Chiesa non ci sono dubbi. L'enciclica afferma, invece, che già la sola esistenza di un dubbio deve spingere a proteggere la parte più debole».
Il dubbio per secoli lo hanno avuto i teologi.
«Certo, si è discusso sul momento dell'infusione dell'anima. Ma Padri della Chiesa come Tertulliano o Gregorio Nisseno hanno sempre sostenuto la simultaneità nei momento del concepimento».
San Tommaso, però...
«San Tommaso riteneva che l'anima razionale venisse trasmessa quando il corpo era formato. Tuttavia, non ha mai ammesso l'aborto e se avesse avuto le nozioni scientifiche odierne avrebbe saputo che non è vero che prima dell'organogenesi l'essere di cui parliamo non abbia una sua struttura. Forma e struttura dell'essere si esprimono nel codice genetico. La Chiesa è sempre stata chiara: nei primi secoli del cristianesimo imponeva una penitenza pubblica di dieci anni alla donna che avesse abortito. La privava dei sacramenti».
Monsignore, questi sono discorsi di alta teologia. Poi, nei fatti, c'è una donna con il suo dramma che deve poter decidere. Molti interventi ecclesiastici presentano i sostenitori di una legge sull'interruzione di gravidanza come fautori di morte. Non è così.
«La Chiesa non dipinge la donna a colori foschi, denuncia chi ha messo in giro certe idee e certe leggi. Nell'Evagelium Vitae le responsabilità maggiori sono attribuite ai medici, ai legislatori. La donna spesso è vittima. Il fatto grave nel mondo moderno è che in passato la donna abortendo provava vergogna e sentiva di aver fatto male. La Chiesa imponeva una penitenza e dava l'assoluzione. Con la legalizzazione odierna si è trasformato un delitto in diritto. è un'idea funesta, che l'Occidente sta diffondendo in tutto il mondo. Se lo Stato ammette che qualcuno possa decidere di uccidere un altro innocente - in questo caso il nascituro - come impedire che un adulto uccida un adulto! Che i figli uccidano i genitori, come già avviene!».
Questo è terrorismo.
«E' la verità. E' stato introdotto un principio di morte e di abuso della libertà. Nel mondo le vittime dell'aborto legalizzato sono dai 40 ai 50 milioni l'anno».
Giovanni Paolo II ha trasformato la questione in un punto centrale del suo pontificato.
«Il papa interviene, perché questo è il primo diritto. Se cade, cadono gli altri. Inoltre siamo in presenza di una strage programmata, favorita dalle leggi, sostenuta da organizzazioni internazionali».
Si tratta di un attacco alla democrazia che va sotto la dicitura di "terrorismo sociale" forgiato sulla menzogna cattolica e sulla necessità di trasformare le donne in schiave affinché vivano per produrre bambini che la chiesa cattolica stuprerà ad imitazione di Cristo.
L'attacco ideologico assolutista alla Democrazia Italiana è coordinato: le donne non devono avere il diritto di disporre del proprio corpo. Il corpo delle donne appartiene a Dio che, come ha fatto con Maria, le può stuprare a piacimento.
Con la menzogna dell'anima, costruita da Pitagora e da Platone, la chiesa cattolica, dopo aver manipolato l'infanzia degli attuali adulti, impone loro di procedere come se l'anima esistesse. Un oggetto chiamato "anima" col quale il suo Dio padrone pretende di possedere gli uomini per i propri capricci.
Ciò che la chiesa cattolica sta rubando alle donne è la loro coscienza con cui forgiano il futuro sociale. E' la coscienza della donna che si scinde fornendo il "materiale consapevole" che il figlio, fin dalla gestazione, inizia a manipolare. Quel materiale, chiamato coscienza, è parte indistinguibile del corpo della donna e il fatto che la donna ne ceda una parte, più o meno grande, alla materia che, forse, chiamerà figlio, è solo una scelta della donna come è una scelta della donna riprendere la sua coscienza qualora non gradisca passare la propria vita nei doveri sociali che la nascita del figlio comporta.
Purtroppo, non è mai stato possibile discutere le menzogne teologiche della chiesa cattolica che, nel corso della storia, ha provveduto a bruciare vive le persone per impedire ogni dibattito di natura teologica che sfuggisse al suo controllo. Oggi non brucia più le persone dissidenti, ma usa altri metodi e altre forme di violenza sia fisica che psicologica che sono sempre riconducibili al medesimo meccanismo ideologico con cui giustificava il bruciare le persone.
Ho voluto iniziare a raccontare la guerra del monarca assoluto Wojtyla contro il principio di uguaglianza delle Costituzioni d'Europa partendo dalla sua evocazione di Satana e dalla guerra, in atto da tempo, contro le conquiste di libertà e di uguaglianza delle donne nella società civile. Ora guardo la storia fra il 1995 e il 2010 e vedo un infinito numero di combattimenti di natura etica, morale e sociale dove i principi di uguaglianza degli uomini vengono messi in discussione non dai cittadini, ma dalle imposizioni morali che la chiesa cattolica ha fatto sull'infanzia.
La guerra è determinata da principi diversi, anche se è rappresentata da principi diversi; la guerra coinvolge la struttura emotiva delle persone. Quella struttura emotiva dalla quale scaturiscono le idee dell'uomo e il suo modo di percepire e abitare il mondo in cui è nato.
Una delle cose più vergognose e offensive da aggiungere come appunto finale è la complicità messa in atto dai giornalisti con le affermazioni, socialmente criminali, dei cattolici. Come se i diritti delle donne fosse merce da contrattare e non un elemento centrale di quei Valori Sacri rappresentati dalla Costituzione e che nessun adoratore del Macellaio di Sodoma e Gomorra o del Pederasta in croce si deve permettere di aggredire nella società.
22 aprile 2026

E' iniziato l'iter per la pubblicazione del secondo tomo (seconda parte) del settimo volume della Teoria della Filosofia Aperta.
Il sottotitolo è: Cristianesimo, nazi fascismo, razzismo, l'assolutismo fra ieri e oggi.
Due volumi che spaziano nel commento sia in filosofi del XX secolo sia in filosofi che hanno preceduto il VI a. c. come se il loro pensiero fosse sempre presente consentendo agli uomini di scegliere.
Questa fatica è finita, specialmente da parte di chi ha dovuto sistemare il mio linguaggio per renderlo chiaro ad un eventuale lettore.
Torno a ripetere, non si costruisce la Religione Pagana attraverso libretti semplici perché la cultura è enorme, costruita dal lavoro di milioni di uomini.
Fra un mese sarà a disposizione, sperando che nessuno lo acquisti, tutti i capitoli sono offerti gratuitamente sui siti web.
Pagina specifica dell'argomento
21 aprile 2026
Wojtyla, Satana e la guerra giusta
Siamo sempre nel 1995.
Wojtyla è consapevole del suo fallimento per la conquista del mondo.
Lui, l'unto del signore, sta fallendo.
20 aprile 2026
Filosofia cristiana e metafisica della vita - Farneticazioni cristiane sull'aborto
Quando si scrive una storia si deve stabilire un momento in cui la storia inizia. Prima della storia raccontata, ci sono state altre storie che hanno costruito le condizioni affinché la storia che racconto potesse iniziare, ma, per il momento, questo non ci interessa.
Voglio iniziare una storia dal 1995.
18 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Quinta parte (ultima)
In tutto quanto si è letto per il "Il disagio della civiltà" non ci sono passi, se non vaghi accenni, al fatto che la società costruisce e veicola le tensioni emotive di ogni nuovo nato spesso in aperto contrasto con la sua struttura pulsionale.
17 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Quarta parte
Freud all'amore, inteso come rapporto di relazione fra l'uomo e il mondo, contrappone l'amore per Dio che include l'odio per gli uomini. Per fare un esempio di questo, Freud usa quel criminale che va sotto il nome di Francesco d'Assisi.
17 aprile 2026
E' stato necessario un po' di tempo per qualificare Prevost: contro Trump ha trovato la sua visibilità, ma hanno lo stesso Dio e perseguono gli stessi scopi, con metodi diversi, ma con la stessa ferocia. Trump ha detto di averlo fatto eleggere, pochi dubbi che non abbia fatto pressione in quella direzione. E ai cattolici, dopo Bergoglio, andava bene così.

Pagina specifica dell'argomento
16 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Terza parte
Il disagio degli uomini nella civiltà non è il disagio di tutti gli uomini della civiltà. Indubbiamente, la classe economico-sociale a cui Freud appartiene non soffre il disagio prodotto dalle condizioni economiche, ma può soffrire un disagio psicologico dovuto allo stridere fra educazione ricevuta e condizioni imposte dalla vita reale.
15 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Seconda parte
Davanti alle sofferenze degli uomini, Freud si ritrae inorridito.
Scrive Freud:
La felicità è invece qualcosa di estremamente soggettivo. Per quanto possiamo ritrarci inorriditi di fronte a certe situazioni, quella degli antichi schiavi delle galere, quella dei contadini nella guerra dei Trent'anni, quella delle vittime della Santa Inquisizione, quella degli ebrei in attesa del pogrom, resta per noi impossibile immedesimarci con queste persone, indovinare i cambiamenti che 1 ottusità originaria, l'abbrutimento progressivo, la cessazione delle speranze, le forme grossolane e sottili di narcotizzazione hanno provocato nella loro ricettività alle sensazioni di piacere e dolore. In caso di possibilità estreme di sofferenza, entrano in azione anche determinati meccanismi psichici che proteggono la psiche. Mi sembra inutile prolungarmi oltre su questo aspetto del problema.
14 aprile 2026
Tu necessiti di ricovero in ospedale psichiatrico
Come Trump rappresenta sé stesso sul suo social. Normalmente, uno così è da manicomio; ci sono molti malati mentali he si credono Napoleone, Gesù o i "salvatori del mondo".
14 aprile 2026
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud - Prima parte
Se oggi come oggi noi guardiamo alle civiltà attuali, 2026, dobbiamo stabilire il punto di vista attraverso il quale iniziare a pensare al loro divenuto. Cristianesimo ed ebraismo non hanno contribuito a costruire l'attuale civiltà occidentale, intesa come democrazia stabilita dalle varie carte dei diritti dell'uomo, ma sono stati i nemici dei costruttori della civiltà attuale.
La situazione sociale è divenuta combattendo l'ideologia cristiana, i principi morali cristiani, l'assolutismo cristiano, il diritto ad imporre la schiavitù che il cristianesimo rivendicava come diritto di Dio.

12 aprile 2026
Questa è una breve riflessione sulla rappresentazione di Demetra in Arcadia come raccontata da Pausania in Guida della Grecia, Libro VIII, l'Arcadia.
Accanto a Demetra c'è una divinità chiamata Despoina. Il termine, in greco, significa "signora" e "padrona".
11 aprile 2026
L'uomo, qualunque uomo, vive sempre in una condizione mentale che oscilla fra le necessità della ragione, di descrivere il mondo in cui vive, e l'oscurantismo dell'immaginazione, attraverso la quale farnetica di possibilità e di condizioni che sfuggono ad ogni condizione razionale.
10 aprile 2026
Riflessione sul sesto capitolo di "Avvenire di un'illusione" di Freud
Il libro, scritto nel 1927, vive il momento storico del trionfo del cristianesimo che alimenta il terrore del colonialismo e del fascismo coltivando quell'idea assolutista del Dio padrone del mondo a cui tutti gli uomini si devono sottomettere.
Queste sono riflessioni ispirate dal sesto capitolo in cui Freud parla principalmente dell'illusione e definisce, dal suo punto di vista, la differenza fra errore e illusione.
08 aprile 2026
Riflessione su cristianesimo e società
Da duemila anni a questa parte l'Essere Umano ha soggettivato la paura della morte. L'angoscia come costante della propria vita. Tuttavia la società reagisce alla coercizione cristiana rigettando la morale cristiana.
07 aprile 2026
07 aprile 2026
Mi sono comperato questo libro.
07 aprile 2026
Il servo prima ti adula.
06 aprile 2026
La guerra degli USA e Israele contro l'Iran
Trump dimostra ancora una volta di essere un acuto diplomatico.
Dice all'Iran: "Aprite quel maledetto stretto, pazzi bastardi, o vivrete all'inferno."
05 aprile 2026
Riflessione sul mondo in cui viviamo
La voglia di guerra di politici che hanno tradito la Patria.
L'Articolo 11 della Costituzione italiana sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa e risoluzione delle controversie internazionali, promuovendo la pace e la giustizia tra le Nazioni. L'Italia accetta limitazioni di sovranità per un ordinamento internazionale pacifico, sostenendo organizzazioni come l'ONU.
04 aprile 2026
Nel 2001 è uscito un breve articolo relativo ad una ricerca effettuata da David Snowdon, un ricercatore dell' Università del Kentucky, sulle suore dei conventi USA al fine di definire la relazione fra tipo di vita e insorgenza, in età avanzata, dell'Alzheimer.
03 aprile 2026
Aristotele e un discorso sulla verità
Sempre parlando contro il relativismo, Aristotele presenta le sue perplessità per una realtà che non manifesta la sua verità, ma preferisce presentare aspetti di sé stessa che, percepiti dal soggetto, negano l'interezza dell'oggetto a cui il soggetto assiste.
02 aprile 2026
Il Vaticano contro la democrazia italiana
Era il 1994 quando era in atto l'asse politica per il controllo sociale del Vaticano con Silvio Berlusconi.
Al Vaticano interessava avere fondi pubblici per controllare le persone e mise avanti le mani per appropriarsi di fondi dalla legge finanziaria.
01 aprile 2026
I proverbi egiziani di Amen-em-Ope
Proverbio n. 6 di Amen-em-Ope
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Claudio Simeoni
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Ultima modifica 12 febbraio 2021
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