La tigre nasconde sé stessa al suo obiettivo;
Ventesima parte de:
LE TECNICHE DEL MOBBING
E LA STRATEGIA DELLA
STREGONERIA
LEGATO A: IL CROGIOLO DELLO STREGONE
Presentato per RADIO GAMMA 5 nelle trasmissioni Magia Stregoneria e Paganesimo anno 2000
Nascondere sé stessi al proprio obiettivo, mentre si sta subendo un'azione di mobbing, significa nascondere le proprie strategie per l'uscita da quanto si sta subendo e nascondere sé stessi a chi sta costruendo contro di noi l'azione mobbing. Nascondere le proprie tensioni, i propri timori, le proprie paure, le proprie preferenze.
Il soggetto che subisce mobbing è cacciato da chi ha organizzato la situazione di mobbing; a sua volta deve cacciare in una situazione che pretende che lui sia soltanto una preda.
La capacità del cacciato di cacciare nasce soltanto dalla consapevolezza che si è individui cacciati. L'individuo ingenuo non si accorgerà di essere oggetto di caccia spietata dal circostante se non quando non avrà altra via di fuga. Al contrario, l'individuo integerrimo, si accorgerà di essere oggetto cacciato quando ancora una situazione di mobbing non è stata predisposta. L'odore, il clima e la struttura psichica di chi lo circonda è in grado di rivelargli che egli sta per essere fiutato come individuo da distruggere. L'individuo integerrimo sa mettere in atto delle strategie per modificare questo. L'individuo integerrimo ha già messo in atto delle strategie attraverso le quali impedire o bloccare sul nascere un'azione di mobbing. Giungendo su un posto di lavoro si può fiutare se ci sono possibilità che si mettano in essere strategie di mobbing. Se questo dovesse essere, il comportamento impeccabile e la spietatezza del soggetto nell'impeccabilità soggettiva sono elementi che bloccano sul nascere un'azione di mobbing nei suoi confronti. Anche quando, comunque, si sviluppano tentativi di un'operazione di mobbing queste non sono in grado di individuare gli obiettivi del suo intento e pertanto o falliscono o non sono in grado di toccare il soggetto. L'individuo integerrimo è spesso in grado di agire prima che l'azione di mobbing si organizzi.
L'individuo integerrimo nasconde sé stesso all'obiettivo di qualsiasi situazione mobbing.
Quando si individua un'azione mobbing in corso allora si giunge ai ripari nascondendo quanto ancora non è esposto. Quanto è stato già esposto lo si nasconde seppellendolo sotto dati fuorvianti. Facciamo un esempio. Io vorrei un trasferimento perché questo mi fa comodo per questioni personali. In una situazione di mobbing quel trasferimento non mi viene concesso; mi si obbliga a comperarlo o a supplicarlo in modo che, comunque, sia costretto a pagare un prezzo per averlo. Se una situazione come questa si verifica, io manifesto immediatamente mille ragioni perché quel trasferimento non sia proprio conveniente per me. Essere trasferito mi crea dei problemi di natura diversa. In ogni caso non mi interessa. Nello stesso tempo metto in essere delle strategie per le quali quel trasferimento può avvenire in quanto, comunque, sono disponibile a trasferirmi. Gioco con l'uva che non vogliono darmela affermando che tanto è sicuramente acerba e non soddisfa il mio bisogno. Quando si fa un'operazione del genere è necessario non puntare su un obiettivo soltanto, come se questo fosse l'unico obiettivo, ma giocare a tutto campo. Il non raggiungimento di un obiettivo non deve essere in grado di bloccare le mie strategie, ma devo lavorare su più fronti per più obiettivi in modo che l'azione di mobbing sia costretta a concentrarsi su molte situazioni e non sia in grado di stabilire quale sia la situazione che potrebbe danneggiarmi. Improvvisamente i miei desideri diventano molteplici. Improvvisamente la manifestazione della mia vita privata diventa prolissa, ricca di particolari. Improvvisamente manifesto i miei sentimenti. Improvvisamente divento loquace. Quanto serve nascondere lo si può tacere sopportando la tortura o lo si può coprire di una montagna di parole: per avere un Intento duro come l'acciaio è necessario essere malleabili come la creta, adattabili come l'acqua, soffiare come il vento!
Davanti ad una mole di dati che io getto sull'oggettività che costruisce la situazione di mobbing questa stenta a riorganizzarsi.
Cosa ho fatto? Ho esercitato la mia Follia Controllata. Chi organizza il mobbing non ha necessità di cercare dati su cui concentrare la sua azione, glieli sto dando io, a chili. Dandogli i dati, i dati che voglio io, come voglio io, per quello che voglio io, indirizzo la sua azione mobbing. La mia strategia per l'uscita dal mobbing si fonde con la sua strategia di mobbing. Non gli dò una sprangata in testa, ma indirizzo la sua azione là dove è inoffensiva. Questo manifestando profonda tristezza e sofferenza per quanto ingiustamente sto passando per colpa di quelle malelingue dei colleghi. Manifesto la sofferenza perché, quell'azienda, cattiva e incapace, non comprende l'importanza del mio lavoro e della mia disponibilità. Certo che quell'azienda l'ha compresa, certo che i colleghi hanno compreso il mio lavoro, per questo vogliono distruggermi con un'azione di mobbing: chissà questo dove vuole arrivare!
VAI ALL'INDICE DEL LIBRO: LE TECNICHE DEL MOBBING E LE STRATEGIE DELLA STREGONERIA!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel.041933185
E-mail claudiosimeoni@libero.it
TORNA ALL'INDICE GENERALE DEL SITO